Visualizzazione post con etichetta Pierantonio De Matteis. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pierantonio De Matteis. Mostra tutti i post

giovedì 27 agosto 2020

Rassegna stampa \ De Matteis replica ad una lettera pubblicata su Il Sedile

 Il 23 agosto 2020, il giornale online galatinese Il Sedile pubblicava una lettera aperta e firmata (immaginiamo da un nome immaginario) con la quale si "ringraziava" ironicamente Andare Oltre di Galatina per aver dimostrato al mondo che "non esistono più politici con la P maiuscola" e desumeva ciò dal fatto che il nostro circolo avesse scelto di sostenere Michele Emiliano alla carica di presidente della Regione Puglia. A conferma del "tradimento" della storia che il nostro gruppo rappresentava (per chi?), venivano allegati due link alla lettera: un primo link era al curriculum del consigliere comunale di riferimento del gruppo, Pierantonio De Matteis, e un secondo link era invece ad un articolo di diversi anni fa, giorno dell'elezione a presidente provinciale di Azione Giovani di Emanuele Ciarfera con le dichiarazioni dello stesso che tra gli altri ringraziava lo stesso De Matteis, insieme a Pippi Mellone, Francesco Zuccaro, Massimo Fragola e Cristian Filieri a dimostrazione (crediamo) di evidenziare un passato tradito). Qui il post: https://www.ilsedile.it/direttore-posso-ringraziare-pubblicamente-andare-oltre-di-galatina/

Pubblichiamo di seguito la risposta di Pierantonio De Matteis apparsa su Il Sedile il giorno seguente (24 agosto 2020). Fonte: https://www.ilsedile.it/pierantonio-de-matteis-replica-alle-considerazioni-del-sig-renato-su-andare-oltre-galatina/


Gentile direttore,

le scrivo in merito alla lettera del signor Renato Vo. (immagino sia un nome d’arte ma non dubito sulla veridicità della sua identità altrimenti lei non lo avrebbe mai ospitato sulle sue pagine) e in merito alla cortesia che mi ha fatto condividendo il link al mio curriculum “politico” pubblicato sulla pagina del Comune di Galatina.

Andiamo con ordine.

Il suo lettore lamenta che non esistano più politici con la P maiuscola e lo desume dal fatto che il gruppo politico che ho contribuito a fondare a Galatina, pur con chiare origini a Destra, viri e voti Emiliano come Presidente della Regione Puglia. Non so se essere sconcertato o lusingato da tanta considerazione al punto che un nostro comportamento politico sia determinante nel far capire al suo lettore che “non esistono più politici con la P maiuscola”. Ma ne prendo atto.

Il suo lettore cita Paolo Di Nella. E immagino sappia chi era quel ragazzo del Fronte della Gioventù di Roma che fu ucciso mentre affiggeva manifesti per istituire nel suo quartiere un parco verde pubblico. E immagino sappia che il circolo di Azione Giovani (organizzazione giovanile di Alleanza Nazione di cui sono stato il presidente per diversi anni) era intitolato proprio a lui e al suo sacrificio. Non capisco cosa c'entri, però, Paolo e il suo sacrificio e il nostro circolo a lui intitolato con la scelta di appoggiare Emiliano.

Provo a fare un ragionamento politico sperando di riuscire ad essere abbastanza chiaro.

Andare Oltre Galatina, come tutti coloro che fanno politica, non può saltare le elezioni. Ha invece bisogno di pesare la propria azione politica, e nel nostro caso anche amministrativa, col consenso della propria gente, del proprio elettorato. Ha bisogno in ultima istanza di capire, attraverso il voto, se chi ci ha dato fiducia è contento del nostro operato, se c’è qualcosa da cambiare, se c’è qualcosa da approfondire. Un atto di responsabilità, quindi. Sarebbe stato fin troppo facile restare alla finestra a guardare. Ma non siamo fatti in questo modo. Cerchiamo il dialogo col nostro elettorato, anche se da questo potrà derivare qualche “tirata di orecchie” ma sono certo che anche questo servirà a crescere. E cerchiamo il dialogo con una nostra espressione diretta: Sara Musardo, vice coordinatrice del circolo, ragazza che è con noi sin dalla costituzione del nostro gruppo nel 2016 e che ci è stata a fianco anche nelle elezioni comunali. Ragion per cui, la presunta “esterofilia” di un gruppo che si candidato in prima persona francamente non la capisco.

Inoltre, e forse è questo il punto, Andare Oltre Galatina sostiene Michele Emiliano. E forse questo è il centro dello “scandalo politico”. Ma a ben vedere non c’è nessuno scandalo. Chi segue l’attività politica del nostro gruppo sa perfettamente che siamo lontanissimi da quella “moda” politica del sovranismo rappresentata da Lega e Fratelli d’Italia. Un centrodestra rappresentato da loro non ci appartiene ed è quanto di più politicamente lontano possa esistere dal nostro modo di intendere la politica: il razzismo latente che trapela dalle loro posizioni politiche unito al “lisciare il pelo alla bestia” (la voglia di assecondare ogni istinto più basso dell’elettorato pur di lucrarne consenso) e a mille altre posizioni politiche inaccettabili per chi ha la nostra storia (penso su tutte all’antieuropeismo di tale sedicente destra quando i ragazzi del Fronte della Gioventù invece – e se il sig. Renato Vo. ha buona memoria dovrebbe ricordarlo visto che dice di averlo frequentato – andavano in piazza al grido di “Europa, Nazione, Rivoluzione”)… sono tutti argomenti politici che ci fanno essere lontani anni luce da quei partiti e dal loro candidato presidente.

In ultimo, l’attenzione che il nostro circolo riserva alla costituenda associazione Buona Destra, di cui Filippo Rossi è artefice insieme a tanti amici e che non esita a dialogare anche a sinistra pur di sconfiggere politicamente la “destra cattiva”… beh, tutto ciò fa sì che la collocazione politica del nostro gruppo sia da tutt’altra parte rispetto a chi guarda alla nostra storia recente in maniera acritica e crede che tra Rauti (giusto per citare l’autore dello slogan “andare oltre”) e Salvini vi sia una linea di continuità.

Volutamente non ho citato i finanziamenti presi da questa amministrazione per motivare il nostro sostegno ad Emiliano. Avrei potuto parlare dei due milioni di euro per la Community Library (i cui lavori sono in corso e che stravolgeranno la nostra biblioteca comunale) giusto per fare un esempio che è passato dalle nostre deleghe. Non lo faccio perché sono sicuro che la possibilità di attrarre finanziamenti sia conseguenziale alla capacità di programmazione che ogni amministrazione riesce a mettere in campo e non alla vicinanza politica con questo o quell’esponente alla Regione o al Governo. Concetto politico rispetto al quale bisognerebbe davvero “andare oltre”.

In ultimo, nella mail le allego anche il mio numero di telefono. Può fornirlo al signor Renato Vo. e sarò lieto di conoscerlo personalmente per proseguire di persona, anche in sua presenza, il ragionamento che qui ho solo potuto abbozzare. Intanto la ringrazio per lo spazio e l’attenzione dedicatami.

Pierantonio De Matteis

Allego i link ad alcuni interventi apparsi sul nostro blog in merito alla posizione del nostro circolo rispetto alle ultime elezioni europee che potrebbero essere attinenti rispetto all’argomento trattato:

http://andareoltre-galatina.blogspot.com/2019/05/dialogo-sulle-elezioni-europee.html (prima del voto)

http://andareoltre-galatina.blogspot.com/2019/06/europa-lecce-galatina-quatto.html (dopo il voto)


mercoledì 9 ottobre 2019

sul taglio dei parlamentari e sulla retorica del nulla


+Europa e Vittorio Sgarbi. Gli unici a sbattere in faccia la realtà in un momento di retorica del nulla che si è impossessato anche del palazzo. Prima gli elettori si sono fatti convincere che la classe politica (peraltro votata da quello stesso elettorato) fosse l’origine di tutti i loro mali. Poi la classe politica stessa si è "autofustigata" per il solo fatto di esistere screditando ancor di più (se possibile) se stessa. Ora addirittura arriva a tagliare se stessa (cosa di cui ci interessa fin troppo poco) e con se stessa importanti spazi di democrazia (e questo di interessa decisamente di più). Perché ridurre gli eletti non serve a nulla se non a rendere più difficile la competizione per la conquista del seggio e, di conseguenza, aumentare il potere di nomina dei vertici dei partiti (sarebbe meglio chiamarli “compilatori di liste”) e aumentare i soldi necessari per garantirsi un seggio. Spesso deciso a tavolino nel momento stesso in cui si compilano le liste.
Meno spazi di democrazia, quindi.
Più necessità di soldi.
Più potere dei vertici di scegliere i graditi.
Meno possibilità di introdurre nelle istituzioni istanze territoriali sgradite al sistema.
Non c’è che dire: proprio una grande conquista di democrazia. E portata a compimento proprio da coloro che inneggiano un giorno sì e l’altro pure alla democrazia diretta. Sì, diretta dall’esterno. Altro che centralismo democratico del fu partito comunista italiano.
Che poi quello che è successo è solo l’ultima tappa del “taglio dei politici” che è in corso da anni ormai: taglio dei consiglieri comunali, provinciali e regionali. Il tutto senza nessun beneficio economico (se non per alcuni spiccioli). Facciamo l’esempio della nostra città, giusto per capire le proporzioni: a Galatina si è passati da 20 a 16 consiglieri che mediamente costano (prendo la mia esperienza) tra i 150 e i 300 euro lordi all’anno: un risparmio massimo quindi di 1200. A ciò va aggiunto il risparmio dovuto ad un assessore in meno (il numero degli assessori è proporzionale a quello dei consiglieri) che comporta un risparmio lordo di circa 14.400 euro annui. Quindi 15.600 euro che, rapportati alla popolazione di Galatina, sono circa 50 centesimi a cittadino. Ecco, di questo stiamo parlando. Di fumo. Di propaganda. Di armi di distrazione di massa.
Vittorio Sgarbi a Galatina
lo scorso Agosto per il Salento
Book Festival
E in tutto questo, nell'aula di Montecitorio, solo +Europa e solo Vittorio Sgarbi trovano il coraggio di prendere posizione contro questa emerita “cagata pazzesca”. Un voto di testimonianza, certo. Ininfluente, senza dubbio. Ma un voto che, fuori dal politicamente corretto, traccia un solco quasi invalicabile tra chi pur di conquistare voti è disposto a proporre e votare qualunque cosa listi il pelo agli istinti populistici e chi invece, dicendo le cose come stanno, rischia di vedere prosciugarsi il suo pur esiguo bacino elettorale. Poi, certo, ci sono le voci dei costituzionalisti, dei professori di diritto, degli studiosi, degli intellettuali. Ma a chi interessa il parere di quelli che dispregiativamente sono chiamati professoroni dagli opinion leader dominanti al momento.
In questo il parlamento italiano si è grillizzato. Chi pensava di normalizzare il movimento rendendolo sistema e in parte ha esultato alla vista dei recenti giochetti per il nuovo governo all’insegna del cambiare tutto perché nulla cambi… si è sbagliato. Perché una cosa sono i metodi parlamentari, “sempre uguali sempre quelli dall’equatore al polo nord” e un’altra sono i contenuti politici che si portano avanti attraverso quei metodi. Ecco, sui contenuti, è quella cultura populista-qualunquista di cui anche i grillini e (in parte anche l’ultima versione della lega) sono figli, che detta la linea e tutti gli altri ad inseguire, rimangiandosi le cose dette e fatte fin qui.
Pierantonio De Matteis

sabato 21 settembre 2019

sulla consapevolezza che ci manca

Cosa spinge un ragazzo (ma potrebbe anche essere un adulto) più o meno dotato di raziocinio a poggiare sul davanzale di una finestra altrui (o in un’aiuola) la sua bottiglia di birra vuota? Cosa lo porta a pensare che dopo di lui passerà qualcuno che si farà carico di quell’oggetto depositato senza un motivo? Forse pensa che la rimozione della sua installazione non abbia un costo? E forse pensa che quel costo lui e i suoi conoscenti non se lo ritroveranno caricato in bolletta? O forse pensa che quella bottiglia di vetro si smaterializzerà allo scoccare della mezzanotte o che da quel vetro nasceranno tante farfalle colorate?
E cosa spinge un automobilista ad abbassare il finestrino in corsa per gettare il suo rifiuto sul ciglio della provinciale (che poi uno che si comporta così, il rifiuto lo tiene in macchina e lo incontra ogni volta che si guarda allo specchio)? Che cosa passa nel cervello (ammesso che poi ce ne abbia uno) di un qualsiasi cittadino che scelga di sbarazzarsi di un frigo vecchio, di un divano rotto, di un cesso appena sostituito in una stradina di campagna quando invece esiste un servizio totalmente gratuito che lo ritira dall’uscio di casa senza sforzo?
Possibile che sia solo una questione di maggiori controlli? Possibile che si abbia bisogno solo di vigili, di polizia, di carabinieri, di vigili del fuoco, di finanzieri, di artificieri, di protezione civile, di esorcisti, di spaventapasseri... con la minaccia di sanzioni di cui sono portatori e che non sia sufficiente amare la propria città, il proprio territorio, la propria porzione di terra per comportarsi come delle persone... semplicemente normali? Possibile che serva sempre e soltanto la repressione e che una volta, una sola volta, magari questa volta, non si possa fare affidamento sull’educazione, sulla cultura, sulla voglia di lasciare ai propri figli un mondo un tantino migliore di quello che che si è trovato?
Per la generazione che la vive, la terra è patria in quanto terra dei padri, di generazioni cioè che l’hanno vissuta e custodita per tramandarla a chi c’è oggi. Ma per noi deve necessariamente diventare terra dei figli, da preservare e tramandare alle generazioni che verranno altrimenti avremo spezzato la catena di solidarietà intergenerazionale e avremo creato solo un buco nero al posto del nostro posto nel mondo. Ecco, più che repressione ci vuole consapevolezza di ciò che abbiamo tra le mani e di ciò che rischiamo di rovinare compromettendo al tempo stesso il futuro dei nostri figli. Il resto sono cazzate, sono scuse: le telecamere, i controlli, le sanzioni, i divieti, gli incentivi, lo sguardo cattivo del poliziotto che multa. Tutte cazzate. Se non scatta la molla della consapevolezza stiamo solo perdendo tempo. Non si può controllare il mondo, ogni centimetro di questa terra, ogni comportamento di ogni idiota qualsiasi. E anche se fosse giusto farlo - e non lo è - non servirebbe a nulla perché poi ci vorrebbero altrettante persone a controllare le riprese raccolte, a spedire le sanzioni, a sostenere le proprie ragioni in contenziosi che ovviamente ci saranno e... e intanto quella merda che avete gettato dal finestrino della vostra auto sarà ancora lì, magari con tanto di foto segnaletica su Facebook e altrettanto finto clamore mediatico.
Si continui pure a invocare telecamere. Io auspico una rivoluzione culturale che passi anche e soprattutto dal controllo sociale, dall’educazione collettiva, dalla voglia di preservare e conservare il bello. E dalla necessità di farlo tutti insieme, senza delegare all’autorità costituita, alle forze di polizia, a chi è delegato a sanzionare. Prendendosi ognuno il proprio spicchio di responsabilità.
Pierantonio De Matteis

lunedì 8 luglio 2019

Intervista chi: Piergiuseppe Colazzo, coordinatore cittadino del circolo di Andare Oltre - Galatina

Inauguriamo oggi una nuova rubrica su questo blog che, attraverso alcune interviste, avrà l'obiettivo di far conoscere meglio al caro lettore alcuni protagonisti dell'azione politica galatinese. Un atto doveroso e necessario per poter evitare che si insinuino, nei rapporti con la Città, incomprensioni e "non detti" tra gli amministratori ed i cittadini. Un momento importante per condividere con chi ci segue, le idee, i ragionamenti e le riflessioni di chi risponderà.
Oggi intervistiamo Piergiuseppe Colazzo, il nuovo coordinatore del circolo cittadino di Andare Oltre. Piergiuseppe attraverso le sue parole, delinea la sua visione programmatica, i punti salienti sui quali si focalizzerà nel periodo della sua gestione. Da terzino roccioso e prestante ma anche dai piedi buoni, il neo coordinatore è un uomo chiaro e determinato, che non si risparmia o si nasconde dietro la maschera del politichese. Una figura che non omette la sua genuinità nelle proprie riflessioni, che appaiono precise e puntali nel centrare gli argomenti. Non posso che congedarmi da questa breve introduzione augurandogli il meglio per questa sua nuova esperienza. Che sono sicuro gli riserverà belle sorprese.
Alla prossima! 
Edoardo 


A quasi un mese dalla tua elezione nel ruolo di coordinatore cittadino di Andare Oltre, quali sono le tue prime impressioni sull’attuale situazione del circolo? Hai riscontrato delle criticità o delle situazioni che vorresti portare all’attenzione del direttivo?
Buongiorno “direttore” e grazie per avermi invitato per questa chiacchierata. Innanzitutto mi preme dire che ad un mese della mia elezione ancora non mi capacito del fatto che il Direttivo quasi all'unanimità abbia scelto me come successore di Pierantonio De Matteis. Non posso quindi che salutare con immensa gratitudine il vecchio coordinatore, ma è altrettanto doveroso ringraziare tutti i componenti del direttivo e tesserati perché è solo grazie a tutti loro se oggi noi rappresentiamo a Galatina il primo movimento politico per numero di elettori nelle scorse amministrative e per presenza attiva sul territorio. Detto questo la mia impressione sull’ attuale situazione è pressoché positiva. In queste prime settimane ho imparato a conoscere meglio il mio circolo ed ho compreso su chi potrò contare e su chi invece purtroppo no. Ma, adesso, siamo pronti  ad affrontare le nuove sfide che ci attendono.
Quali sono, a tuo avviso, i punti o gli aspetti di forza che questo circolo può utilizzare per rendersi ancora più protagonista sul territorio?
Senza nessun ombra di dubbio, il punto di forza del Circolo Andare Oltre è rappresentato dal gruppo. Siamo un “dream-team”, legato da una forte coesione e grande capacità di confronto. Ci si supporta sempre nonostante mettere insieme tante teste pensanti non sia facile, ma la cosa che mi rende estremamente fiero di essere coordinatore di questo circolo è la nostra capacità di portare a termine ciò che ci si prefigge di fare, dalle attività politiche sul territorio di Galatina a quelle di natura sociale ed umana. Non voglio svelare nulla, ma grazie al prezioso lavoro del nostro assessore Cristina Dettù e ad altri componenti della giunta che da sempre hanno ascoltato con attenzione le nostre istanze, stiamo raggiungendo dei traguardi importanti e vi invito a seguirci sulla nostra pagina per restare aggiornati. Non c’è nient’altro da aggiungere, se non che bisogna continuare a lavorare così, ignorando chi per via social o per mezzo stampa cerca d'infangarci con falsità ed inesattezze. Approfitto, allora, di questo spazio per ricordare a chi legge che noi non caschiamo nelle stupide provocazioni, ma con il lavoro che quotidianamente svolgiamo smentiremo su tutta linea i nostri detrattori, dimostrando che si sbagliano. E di grosso!
La tua vorrà essere una figura di rottura con il passato oppure seguirai il tracciato del tuo predecessore De Matteis?
Non ci si può dimenticare da dove si viene e bisogna avere bene in mente dove si vuole e bisogna andare. Il lavoro di Pierantonio è stato fondamentale, direi vitale, senza di lui non esisteremmo su Galatina. E’ solo grazie a lui se oggi siamo una “macchina da guerra” che io non devo far altro che condurre nel migliore dei modi, e cercherò con tutto me stesso di far si che nessuno si possa pentire della scelta fatta sul coordinatore. Sicuramente farò degli errori ma sono sicuro che avrò il gruppo dalla mia parte, pronto ad indicarmi la giusta direzione. Come ho già detto, strategia che vince non si cambia
Quali saranno i punti chiave che delineeranno le linee guida della tua direzione?
Stiamo lavorando al lancio, di concerto con gli altri circoli della provincia, della nuova campagna di tesseramento. E stiamo strutturando alcune iniziative volte da un lato a valorizzare il lavoro della nostra amministrazione e dall'altro a raccogliere le istanze e le esigenze della nostra gente, persone che ci hanno dato fiducia e che ci restano accanto in modo tutt'altro che passivo ma intervenendo nelle dinamiche politiche e amministrative, tutti con le proprie specificità e competenze.
Edoardo Mauro

domenica 16 giugno 2019

Europa, Lecce, Galatina: quattro chiacchiere con Pierantonio De Matteis (2)

Con Pierantonio il nostro "direttore" si era lasciato con la promessa di rincontrarsi per analizzare i risultati delle elezioni europee. Approfittando dell'occasione, Edoardo ha sfruttato queste "quattro chiacchiere" per poter parlare anche di altri argomenti, viste sopratutto le novità all'interno del circolo cittadino. Buona Lettura.


Come promesso, eccoci qua, per una nuova intervista insieme. Partirei subito dal tema con cui ci siamo lasciati. Le elezioni europee ci hanno lasciato un quadro abbastanza chiaro in merito all’attuale situazione politica nel vecchio continente. Nell’assise comunitaria, nonostante la buona prestazione nei singoli Paesi come in Francia ed Ungheria, L’ENL raggiunge circa 60 seggi su 370: il gruppo dei sovranisti non raggiunge quindi i risultati sperati, attestandosi soltanto come quinta forza di governo insieme ai conservatori, dietro al PPE, S&D, Alde e Verdi/Ale. I tuoi commenti?
Beh, se mi concedi la battuta di stampo sovranista, direi “l’Europa agli europei”. Se poi vogliamo, e direi proprio che dobbiamo, ragionare più in profondità, direi che il dato complessivo europeo è un dato che premia e che cerca di costruire rispetto a chi cerca di distruggere. Il presunto sovranismo, ci abbiamo ragionato insieme nel corso dell’altra chiacchierata, propone un concetto di sovranità che è drogato: alleggerire i legami europei significa far riprendere forza alle forze disgregatrici, magari di stampo nazionalista, e comunque maggiormente influenzabili da fuori continente. Ecco, il dato complessivo ha premiato chi crede che l’Europa debba continuare a vivere, magari migliorandosi, ma soprattutto restando unita nella visione di un destino comune.
In Italia stravince la Lega di Matteo Salvini con il 37% dei consensi, confermando e sottolineando con forza la sua leadership in Italia e nel governo. Secondo il Pd al 23% e terzo, inaspettatamente, il Movimento Cinque Stelle al 17%. Ma il dato assolutamente più eclatante è lo sfondamento di Salvini al Sud dove raggiunge dei risultati assolutamente inimmaginabili fino a qualche anno fa: basti sottolineare che a Galatina la Lega è risultato il primo partito, con il 25% dei consensi. La Lega oggi è definitivamente un forza nazionale, in grado di poter aggregare e confermare il consenso di un Paese intorno al suo leader Matteo Salvini?
La luna di miele dei neo-governanti ha coinvolto tutti nelle ultime tre elezioni europee: penso a Berlusconi che dopo un anno dall’affermazione nelle politiche del 2008 portò il suo PDL al 42% nelle europee del 2009, penso a Renzi che dopo aver preso il posto di Letta portò il suo PD al 41% e la storia si ripete oggi con quello che appare l’azionista di maggioranza di questo governo, cioè la Lega di Salvini. Entrato nel governo col 17, rispetto al 30 e passa dei 5 stelle, dopo un anno di esposizione mediatica da padrone assoluto della scena, ribalta le percentuali tra gli azionisti del governo. E’ evidente che siamo ancora in piena luna di miele e l’estinzione di Forza Italia sta facendo il resto generando un travaso di voti in virtù del quale la Lega appare ora come il partito unico del centrodestra, funzione per la quale fu concepito a suo tempo il PDL, ma con caratteri politici e ideologici del tutto diversi. E allo stesso modo, credo si possa spiegare l’arretramento dei 5 stelle, non apparsi in grado di contrastare tale egemonia e, soprattutto, non apparsi all’altezza del compito per il quale si sono candidati. Quanto al PD, non so se sia più confortante la ripresa in termini percentuali rispetto alle politiche dello scorso anno o quanto sia invece sconfortante l’ulteriore perdita, in termini di voti assoluti, di elettorato. Certo che quel tentativo di farne un partito “a vocazione maggioritaria” immaginato da Veltroni a suo tempo è ampiamente fallito.
Per quanto riguarda invece la tornata delle amministrative, a Lecce si riconferma il sindaco dimissionario Carlo Salvemini. Con un consenso pari al 51%, la coalizione dei Salvemini e Delli Noci vince inaspettatamente al primo turno, lasciando la coalizione di centrodestra del suo sfidante Erio Congedo al 33%. Complimentoni al neo sindaco, ma con te vorrei analizzare un altro aspetto di questa elezione. Nonostante la Lega a Lecce segua il dato nazionale, risultando il primo partito nella competizione europea con il 22%, lo stesso giorno ma nel voto amministrativo racimola un misero 4%, rappresentando un aspetto determinante nella sconfitta di Congedo. Come ti spieghi questa differenza di fiducia ad uno stesso partito tra le due competizioni?
Guarda, al netto delle valutazioni politiche e personali sui candidati sindaci che ovviamente in questo genere di competizione valgono e valgono molto, i risultati di Lecce città dimostrano in maniera inequivocabile che è impossibile ormai usufruire dell’effetto traino dei partiti nazionali sulle liste candidate alle elezioni comunali. Un po’ perché l’elettorato è maturo e comprende perfettamente che cosa elegge con ogni singola scheda e un po’ perché alle elezioni comunali i partiti tradizionali scontano la concorrenza di una miriade di liste civiche, anche di ispirazione politica molto simile alla propria, che giocoforza parcellizzano il voto e ne riducono la concentrazione. Ma, parcellizzazione a parte, è già successo in altre realtà e non solo nelle ultime competizioni elettorali, che l’orientamento di voto fosse così diverso a causa del giudizio espresso sui singoli candidati. Nel 2008 a Roma, giusto per fare un esempio che ho vissuto direttamente, alle politiche il PD si impose in città con un margine piuttosto netto e alle comunali invece prevalse il voto su Gianni Alemanno all’epoca candidato capace di andare oltre i confini dell’allora centrodestra. Ecco, nelle consultazioni comunali, direi che il candidato sindaco conta e conta sempre di più in un’epoca di personalizzazione molto forte della politica.

Piergiuseppe Colazzo, neo-coordinatore del circolo di
Andare Oltre - Galatina 
Come in molti già sapranno, abbiamo assistito, questa settimana, ad un passaggio di consegne all’interno del circolo cittadino di Andare Oltre. Nell’ultima riunione, cito testualmente il comunicato stampa, “il coordinatore cittadino Pierantonio De Matteis […] ha chiesto al circolo di inaugurare una nuova fase politica che parta dall’individuazione di un nuovo coordinatore cittadino al fine di massimizzare la divisione dei ruoli e del lavoro in vista dei prossimi impegnativi mesi”. Immagino che questi anni, che hanno visto la nascita e la maturazione politica del circolo, siano stati ricchi di ricordi importanti e pieni di significato. Vorresti dirci  tre tra i più bei momenti che hai vissuto con la carica da coordinatore?
Dopo tre anni da coordinatore, di cui gli ultimi due vissuti anche con il ruolo istituzionale che ricopro dalla vittoria delle elezioni amministrative del 2017, era inevitabile che arrivasse il momento di passare la mano anche e soprattutto nella consapevolezza che il circolo ormai ha raggiunto un grado di autonomia e di capacità politica che gli garantiranno di proseguire il lavoro fin qui svolto. Piergiuseppe è un ragazzo eccezionale, come lo sono tutti i componenti del circolo e del direttivo, che due anni fa si è misurato con la competizione elettorale e che è rimasto a disposizione del circolo dando sempre il suo prezioso contributo. A lui mi lega una bella amicizia ma devo dire che l’idea di scegliere lui non è venuta a me ma è emersa in modo naturale nel corso dell’ultimo periodo dell’attività del circolo, forse nel momento più difficile. Se infatti dovessi scegliere tre momenti più significativi di questi tre anni, sicuramente sceglierei la notte in cui abbiamo vinto le elezioni del 2017, ma non solo quella notte… sceglierei tutta la campagna elettorale durante la quale questo gruppo ha avuto il suo battesimo del fuoco e si è imposto in città per le sue capacità organizzative, per le sue doti politiche e per l’allegria che lo ha sempre contraddistinto. Poi, andando indietro con la memoria, sceglierei la prima riunione di andare oltre, quella in cui eravamo una decina appena, e che tracciava le linee di azione di tutto il gruppo, quando ancora non si sapeva chi fossero i candidati, quali le coalizioni… era tutto in alto mare ma noi eravamo comunque pronti ad essere della partita. E poi sceglierei un momento in apparente controtendenza: il day after della mia candidatura alle provinciali saltata; in quel momento ho visto tutto il circolo sentire quella sconfitta, che era mia, sulla loro pelle, percepirla come una sconfitta collettiva, di un gruppo, li ho visti incazzati molto più di me e serrare le fila. Perché è facile fare squadra sull’onda lunga di una vittoria, il difficile è mantenere il gruppo quando arrivano le battute d’arresto, gli sgambetti e le scorrettezze. E questo è un gruppo che ha saputo andare oltre le vittorie e le sconfitte. Ragionando sempre da gruppo. Ed è la soddisfazione più bella.
Cosa ti aspetti per il futuro di Andare Oltre – Galatina?
Con i presupposti di cui abbiamo parlato fino ad ora, ci sono tutte le condizioni per continuare ad essere protagonisti anche nel futuro. Sicuramente in questi prossimi anni di amministrazione, durante i quali dovremo massimizzare gli sforzi fin qui compiuti e portare a casa risultati adeguati al lavoro. E il circolo dovrà essere il grado di supportare l’amministrazione con un ruolo politico, che sia di comunicazione dei risultati ma non solo: serve continuare ad immaginare la città in divenire, adeguare i programmi alle esigenze, proseguire in quel dialogo con tutti i nostri elettori e con tutti quelli che non ci hanno votato ma che guardano a noi con interesse. E anche con chi ci guarda criticandoci a prescindere solo perché siamo noi. Con tutta la città il dialogo dovrà essere aperto, costante e franco. E il nostro circolo inoltre dovrà essere centrale nel ragionamento che si aprirà subito dopo l’estate e che ci porterà dritti alle elezioni regionali facendosi promotore di una stagione di orgoglio galatinese che permetta alla nostra città di andare oltre il passaggio al livello ed esprimere finalmente suoi uomini (o donne) nelle istituzioni sovracomunali. Sarà una stagione bella e difficile ma sono sicuro che il “mio” circolo si farà trovare pronto.
Edoardo Mauro

Per leggere la prima intervista a Pierantonio De Matteis clicca qui


mercoledì 12 giugno 2019

Comunicato stampa. Eletto il nuovo coordinatore del circolo di Andare Oltre a Galatina

A due anni dalla competizione elettorale che ha portato alla nascita dell’amministrazione di Marcello Amante e che ha determinato l’ingresso di Andare Oltre a Palazzo Orsini, il circolo cittadino fa il punto della situazione e traccia un primo bilancio. Lo fa al suo interno, tra i suoi esponenti istituzionali e il suo direttivo, e lo farà subito dopo attraverso momenti di condivisione dei risultati ottenuti in questa prima parte dell’impegno alla guida della Città insieme al sindaco e a tutti gli altri movimenti della maggioranza. In occasione di questo incontro, il coordinatore cittadino Pierantonio De Matteis (eletto all’unanimità nel corso dell’ultimo congresso tenuto circa un anno fa) ha chiesto al circolo di inaugurare una nuova fase politica che parta dall’individuazione di un nuovo coordinatore cittadino al fine di massimizzare la divisione dei ruoli e del lavoro in vista dei prossimi impegnativi mesi.
“I mesi che ci attendono – ha dichiarato De Matteis – saranno pieni di impegni amministrativi per i tanti progetti in cantiere che stiamo seguendo e che serviranno a proseguire sulla strada del cambiamento intrapreso quel 11 giugno 2017. Mi preme ringraziare tutti coloro che in questi due anni mi sono stati accanto e che non solo hanno supportato la nostra azione amministrativa ma hanno dato vita ad un circolo autonomo e attivo. Sono certo che il gruppo dirigente che da qui in avanti guiderà il circolo sarà all’altezza delle sfide che l’attende e metto a loro disposizione la mia personale esperienza e il mio ruolo istituzionale”.
L’imminente cambio al vertice del movimento cittadino è anche occasione per il presidente provinciale di Andare Oltre Pippi Mellone per esprimere la sua personale opinione sull’operato del circolo in questi ultimi tre anni, da quando cioè è nato nel 2016. “Andare Oltre si conferma un gruppo compatto, coeso e propositivo. Oggi il circolo è tra i più attivi della provincia con una propria specifica e autonoma identità frutto di una costante elaborazione politica e culturale. Sono certo che questa nuova fase valorizzerà il lavoro fin qui svolto nella consapevolezza che lo stesso De Matteis, seppur non più da coordinatore, continuerà a ricoprire quell’imprescindibile e per me unica guida politica che ha finora rappresentato.”
Il direttivo ha, quindi, ritenuto di nominare quale coordinatore cittadino Piergiuseppe Colazzo, già candidato nella lista di Andare Oltre nel corso delle consultazioni elettorali di due anni fa e ha, inoltre, manifestato la volontà di proseguire nell’impegno al fianco del sindaco Marcello Amante e della maggioranza che lo sostiene. “E’ per me motivo di orgoglio e stimolo incredibile assumere il ruolo di coordinatore di un gruppo fantastico. In ogni caso è mia intenzione esercitarlo insieme a tutto il direttivo, a cui rinnovo la stima e la fiducia, certo che proseguiremo nel percorso fin qui tracciato per la crescita del movimento e per il bene dell’Amministrazione e della Città tutta” ha dichiarato il neo coordinatore.
Galatina, 11 giugno 2019

mercoledì 22 maggio 2019

Dialogo sulle elezioni europee: intervista al coordinatore cittadino Pierantonio De Matteis

Siamo ormai agli sgoccioli di questa campagna elettorale per le europee e il voto di domenica è sempre più vicino. Per questo motivo, il "direttore" del blog Edoardo Mauro ha deciso di intervistare il nostro coordinatore cittadino Pierantonio De Matteis per provare ad avere un quadro più chiaro della faccenda. In una piacevole chiacchierata, sono stati affrontati alcuni degli argomenti che hanno animato il dibattito politico in questi mesi, attraverso alcune riflessioni ed opinioni sull'attuale situazione. Buona Lettura!

Domenica si voterà per le elezioni europee e sembra che, qualche comitato a parte, a Galatina non si respiri minimamente l’aria da competizione elettorale. Cosa pesa secondo te in questa apatia generale? La mancanza di un candidato locale, la distanza percepita con le istituzioni europee o si tratta semplicemente dell’ennesima campagna elettorale che si gioca in tv e sui social?
E’ innegabile che la temperatura elettorale in città sia molto bassa. Qualche comitato, peraltro spesso deserto, qualche incontro pubblico, nessun dibattito sulla stampa e, ad esclusione del nostro blog (il mese scorso sono stati pubblicati sul nostro blog online alcuni articoli che trattavano il tema dell'Europa in vista delle elezioni https://andareoltre-galatina.blogspot.com/2019/04/cio-che-conta-in-europa-sono-i-contenuti.html ndr), nessun’altra testata online ha affrontato l’argomento. Sembra proprio come se di queste elezioni non importi a nessuno. Credo piuttosto che siano gli attori in campo (candidati e “portatoti d’acqua” per intenderci) che stiano peccando di visione. Stanno utilizzando queste elezioni a scopi interni, per contarsi tra di loro. Ed invece le elezioni europee rappresentano un passaggio cruciale per il nostro futuro. Si stanno confrontando visioni di Europa, e quindi di futuro, molto diverse tra loro. Bisognerebbe informare su questo e non su “chi sta con chi” ma a pochi giorni dal voto penso sia ormai tardi per aprire il dibattito sui grandi temi.
Se cinque anni fa rappresentava una novità nello scenario politico, oggi (viste anche numerose vicende prima tra tutte la Brexit) l’euroscetticismo conquista definitivamente il dibattito. Ormai la scelta, prima che di schieramento politico, appare dividersi tra chi è con l’Europa e chi non lo è, ponendo effettivamente una grossa fetta di elettorato in un sentimento di distanza se non di ostilità nei confronti dell’Unione Europea. A cosa credi che sia dovuto?
Beh, è inevitabile che la crisi economica abbia fatto la sua parte e la retorica politica di chi, al governo dell’Italia, ha saputo gestirla poco e male ha finito con l’addossare larghe responsabilità alla moneta unica e, quindi, alle istituzioni europee. Come se la presenza di ritardi clamorosi delle nostre istituzioni nazionali e del nostro sistema economico e fiscale possano essere scaricate oltre confine. Indubbiamente essere sottoposti a regole rigide ed uguali per tutti i partener dell’Unione non è stato semplice, specie per un paese come il nostro che aveva inventato la “svalutazione competitiva” della Lira per poter esportare con più facilità, praticando di fatto una sorta di concorrenza sleale. Ma queste sono solo conseguenze di ritardi che l’Italia ha accumulato da decenni. Purtroppo però questa retorica ha prodotto l’illusione che l’Europa fosse un corpo estraneo, che limiti la presunta sovranità nazionale (su cui bisognerà prima o poi discutere seriamente), che imponga regole assurde volute da chissà quale complotto internazionale ostile alla patria… e tante altre cose simili.
Passiamo allora a questo presunto “sovranismo” di cui tanto si parla oggi e che sembra (secondo i vari Salvini e Meloni) l’unica soluzione di ogni problema italiano ed europeo. E’ veramente l’Europa la minaccia e ciò che impedisce l’espressione della nostra sovranità nazionale? Ma se fossimo fuori dall’Europa, o anche più tiepidamente dentro, saremmo maggiormente protagonisti sullo scacchiere internazionale e avremmo dei notevoli vantaggi rispetto ad adesso?
E’ fin troppo evidente che la nostra sovranità nazionale incontra dei limiti nel momento in cui l’Italia decide di aderire ad un organismo sovranazionale, come l’Unione Europea o l’Onu. Il punto è che l’adesione a tali organismi è stata volontaria e che ad oggi essa rappresenta una proiezione su più vasta scala dell’Italia stessa. Mi spiego: sullo scacchiere internazionale fino a pochi decenni fa c’erano gli Usa e l’Urss che si dividevano le sfere d’influenza. I paesi europei, presi singolarmente, non erano in grado di recitare nessun ruolo se non quello di satelliti minori delle due superpotenze. Ecco, l’Unione Europea eleva al rango di superpotenza un continente che dalla fine della seconda guerra mondiale in qua e su entrambi i fronti della cortina di ferro ha recitato il ruolo di satellite. Se è questo ruolo che si vuole recuperare (quello cioè di colonia degli Usa o della nuova Santa Madre Russia, magari attraverso finanziamenti più o meno occulti alle campagne elettorali) la strada del presunto sovranismo è quella giusta. Perché sia chiaro, fuori dall’Europa c’è solo spazio per tornare sotto l’influenza di altri interessi internazionali, magari oltre oceano, ma non c’è possibilità alcuna di porre l’Italia come protagonista della geopolitica internazionale. E bada bene che queste cose l’attuale classe dirigente provinciale di Andare Oltre le diceva e le metteva nero su bianco in alcuni documenti sin dal 2006 quando Azione Giovani (movimento giovanile di Alleanza Nazionale dal quale proviene gran parte dei vertici attuali di Andare Oltre ndr) tenne proprio a Galatina un seminario provinciale e si confrontò con i grandi temi della politica quali associazionismo, Europa, lavoro, mafia, religione e storia. Sarebbe interessante leggere con gli occhi e l’esperienza di oggi quei documenti per avere la conferma, una volta ancora, di quanto fermento anche culturale ci fosse in quell’esperienza e, perché, per poterci dire addosso con un pizzico di autoesaltazione che… ci avevamo visto giusto.

Ma tutte queste riflessioni in che modo potrebbero tradursi nelle elezioni di domenica 26 Maggio? C’è un partito politico o una lista che secondo te rappresenta questi ragionamenti oppure ci si dovrà affidare (come sempre più spesso capita) a singoli candidati, magari votati soltanto perché territorialmente più vicini?
Trovare una lista elettorale tra quelle che si sono proposte alle elezioni europee che rappresenti tutto ciò è impossibile. E, dopo tutto, proprio per un deficit di rappresentanza politica nazionale è nato un esperimento visionario come quello di Andare Oltre. Non avrebbe avuto senso, in altri termini, creare un contenitore, certamente vicino al civismo ma fortemente caratterizzato da temi e contenuti politici e strutturato come un vero e proprio movimento politico, se ci fosse stato un partito politico nazionale nel quale riconoscersi. E a tutt’oggi io continuo a non vedere chi possa rappresentare le idee e le istanze di Andare Oltre tra i soggetti nazionali. No, direi che il deficit di rappresentanza su scala nazionale continua. Quanto invece al votare candidati territorialmente più vicini, sono convinto che molti elettori ragioneranno in questo modo che poi, francamente, è il modo di ragionare più vicino al sentire civico. Che senso avrebbe continuare a sponsorizzare il proprio territorio o la propria Città e poi permettere a candidati catapultati da fuori di continuare a “pascolare” da noi solo in periodo elettorale?
Mi sembra di capire che il nostro circolo non darà indicazioni di voto…
Sorvolando sul fatto che il concetto stesso di “indicazione di voto” allude a concetti vecchi di “pacchetti di voti” da spostare a seconda dell’esigenza del leader e che questo concetto appartiene ad una visione della politiche rispetto alla quale noi appunto siamo andati oltre… il circolo di Galatina di Andare Oltre non darà nessuna indicazione di voto né per quanto attiene alla lista né tantomeno per quanto attiene alle preferenza sui singoli candidati. Ne abbiamo discusso nel circolo e abbiamo insieme valutato che non sia opportuno né coerente con il nostro percorso politico quello di fare campagna elettorale in terza persona sostenendo contenitori che, come detto, non ci rappresentano. Poi ci sono le scelte individuali, che ovviamente ognuno di noi farà. Ma restano appunto scelte individuali che non possono in nessun modo costituire un orientamento per il nostro circolo.
Non resta quindi che aspettare il responso delle urne e vedere che Europa nascerà da questo voto. E magari commentarlo insieme in un’altra chiacchierata…
Aspetto la tua telefonata.
Edoardo Mauro

lunedì 12 febbraio 2018

sul senso del mio non-10febbraio

Il Sedile di Lecce illuminato per
il Giorno del Ricordo
“lu boia diventa vittima puru dopu menzura
ma la vittima diventa boia se nu tene cultura”

Ho lasciato che il 10 febbraio passasse senza partecipare ad alcuna iniziativa per il giorno del ricordo per le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, così come in silenzio sono restato il giorno prima, il 9 febbraio, ricorrenza della morte dell’ultimo ragazzo del fronte della gioventù ucciso dalla violenza politica (1) nel 1983, Paolo Di Nella, al quale era intitolato il circolo di Galatina di Azione Giovani. E la scelta di “ignorare” i due momenti avviene proprio quest’anno che da amministratore avrei potuto dare maggiore visibilità e coinvolgimento.
E tuttavia nei giorni precedenti la ricorrenza del 10 febbraio, mentre tutti gli altri gruppi di Andare Oltre nella provincia si preparavano ad organizzare iniziative adeguate, e a cavallo del 27 gennaio (giornata della memoria), c’è stata una riflessione sullo svolgimento di queste manifestazioni e sulla loro natura parziale, nel senso di essere portatrici insieme alla commemorazione delle vittime in questione, inevitabilmente, una lettura di parte. Intendiamoci, non sono contrario a queste iniziative. Più se ne parla e meglio è. E nel corso degli anni di impegno politico ho più volte organizzato eventi, incontri, dibattiti, sondaggi e pubblicazioni sulla questione nel tentativo di restituire alla memoria collettiva alcune pagine di storia strappate per convenienza e per non aderenza al racconto “ufficiale” come appunto quella sulle foibe o come quella sulle vittime meridionali del processo di unificazione nazionale (vittime recentemente riconosciute da una legge regionale).
Ma, bisogna ammetterlo, non siamo riusciti ad andare oltre. Non siamo riusciti a trasformare una lettura di parte in una storia condivisa che prenda le distanze non da questo o da quell’episodio singolo (e chi non prenderebbe le distanze quando farlo coincide anche con l’addossare ad un “nemico” politico alcune gravi e indubbie responsabilità?) ma da un metodo, quello della violenza come strumento di lotta politica. Ecco, un articolo della nostra costituzione recita (vado più o meno a memoria) “l’Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali”. Ora, tralasciando quando ci si attenga a questo articolo, per analogia dovremmo prendere le distanze dalla violenza come strumento di lotta politica. E per farlo, il passaggio necessario che si dovrebbe compiere è che ognuno riconosca i propri errori, non celebri le proprie vittime addossando colpe agli altri.
Un rinchiudersi e celebrare i “propri morti” come compensazione per le celebrazioni dei “morti altrui” compiuta dagli avversari politici non ha senso. Certo che i morti vanno ricordati. Ma se li si ricorda per poi perpetrare gli stessi metodi su altri popoli (come ad esempio accade in Palestina dove “la vittima diventa boia”) non ha senso. Ricordarne solo alcuni ed ergere il loro ricordo a monito per l’umanità mentre di altri si è volontariamente fatta perdere traccia è di per sé stessa una discriminazione: è ammettere che ci sono popoli, individui, gruppi politici sui quali è ammessa la violenza e altri su cui non è ammessa. E’, in altre parole, la logica perversa dell’uccidere un fascista non è reato. A condannare l’esecutore materiale di un omicidio o di una violenza specifica ci deve pensare la magistratura (quando lo fa, ma questo è un altro discorso). Sta invece alla politica costruire altri metodi di lotta e di confronto e di dialogo tra le parti ed espellere, ognuno dal proprio campo, atteggiamenti violenti e discriminatori.
Ora, cosa centri questo non la ricorrenza delle foibe? Non lo so. E’ stato uno spunto per mettere in fila un ragionamento che nei giorni scorsi ho fatto con alcuni amici di tutt’altro orientamento politico con i quali mi trovo a collaborare e a dialogare per la crescita della cultura legalitaria a Galatina e che hanno dimostrato a differenza di molti altri della loro parte di essere portati all’ascolto e al confronto. E allora è da qui che bisogna partire, non dalle letture di parte. Ogni uomo ucciso per affermare delle idee politiche è un genocidio. Se riconosciamo questo, se riconosciamo che tutti i morti politici hanno la stessa dignità, allora potremo andare oltre il qui e ora e costruire quel metodo politico che permetterà, magari un giorno, di celebrare insieme ad esempio, a parti invertite, partigiani e repubblicani di Salò in un ipotetico 25 aprile prossimo venturo. Altrimenti, ad ogni celebrazione di parte sentiremo crescere l’odio nei confronti di un ipotetico nemico. Nemico che spesso esiste solo nella nostra testa o che ci serve per continuare a perpetuare divisioni di parte che ci permettano di sentirci moralmente superiori.

(1) Paolo Di Nella era un ragazzo del Fronte della Gioventù di Roma che venne aggredito alle spalle da esponenti di centri sociali mentre affiggeva manifesti per l’istituzione di un’area verde in una zona abbandonata e degradata del suo quartiere e che morì in seguito alle ferite riportate dopo diversi giorni di coma durante i quali ricevette, tra le altre, anche la visita dell'allora presidente della repubblica Sandro Pertini. Uso volontariamente l’espressione “violenza politica” e non quello di “violenza comunista” non perché non si conoscano i colpevoli (anche se mai condannati) ma perché ciò che conta è che si prenda le distanze da quel clima di violenza e da quel metodo di lotta politica, da qualunque parta provenga, anche dalla propria.

Ps. Finisco di scrivere il post, lo rileggo, lo correggo. Apro fb e leggo del coro “ma che belle son le foibe da Trieste in giù” che avrebbero intonato alcuni idioti nel corso del corteo anti-fascista di Macerata. Ecco un esempio di una manifestazione di parte che porta a individuare un nemico che non esiste, ad addossare colpe, ad inneggiare a crimini contro innocenti purché vagamente accusati di essere simpatizzanti per quel nemico. Forse, piuttosto che usarli così i morti, faremmo meglio a dimenticarli tutti. Indistintamente.
Pierantonio De Matteis

giovedì 11 gennaio 2018

finalmente in Sede

La politica 2.0 ci piace un sacco. Ci piace l’esposizione online, l’interazione, il costante dialogo alla luce del sole e in tempo reale, la partecipazione piena che le nuove tecnologie consentono. E anche nel corso dell’ultima campagna elettorale abbiamo spinto molto sull’aspetto social e sull’innovatività della comunicazione e della proposta politica in generale. Abbiamo preso le distanze già da tempo da un modello partitico che nell’ultimo periodo si è allontanato anni luce dal suo ideal-tipo, da ciò che sarebbe dovuto essere. E siamo riusciti a costruire un nuovo modello politico che oggi governa il territorio nelle tre principali città della provincia e che è riuscito a lasciare a casa vecchi metodi e vecchi politici. Ma chi ha profonda conoscenza della politica e delle sue dinamiche sa bene che la comunicazione 2.0 è solo un aspetto, forse oggi il più appariscente, e che esso comunque sarebbe nulla senza sostanza, senza analisi e approfondimento politico, senza studio programmatico, senza… rapporti e relazioni umane. Ed è anche in considerazione di ciò che Andare Oltre, dopo le elezioni comunali, ha avviato il percorso di strutturazione avviando il tesseramento e oggi lo completa aprendo una sede fisica. Verrà inaugurata infatti venerdì 12 gennaio, alle ore 20,00, in corso Porta Luce, 58bis, la sede del movimento alla presenza, tra gli altri del sindaco di Galatina Marcello Amante, del sindaco di Nardò Pippi Mellone e del vicesindaco di Lecce Alessandro Delli Noci. La nostra “sezione” sarà un luogo aperto in cui far crescere un’intera comunità, in cui incontrare i cittadini e non solo gli iscritti, raccogliere segnalazioni utili a migliorare l’azione amministrativa e raccontare ciò che quotidianamente stiamo facendo per questa città nelle sue istituzioni. E sarà uno strumento per permettere a tutti di partecipare attivamente alla vita politica, non solo consiglieri e assessore come le regole istituzionali impongono; sarà uno strumento per allargare la partecipazione a tutti coloro che, tesserati o meno, vorranno dare il proprio contributo.

sabato 30 dicembre 2017

sulle cose che ho visto quest’anno…

Ho visto nascere, pezzo dopo pezzo e giorno dopo giorno una coalizione che non era una coalizione ma un gruppo di amici, di folli che tentavano di riscrivere dal basso le sorti di questa “bellissima e disgraziata terra”…
Ho visto uno scenario politico cittadino che non avrebbe mai scommesso una lira su di noi… e sulla nostra lista, Andare Oltre, fatta di pazzi, di ragazze e ragazzi pronti a gettarsi anima e corpo in una competizione elettorale senza apparenti speranze di vittoria e senza certezze di tornaconti personali…
Ho visto Marcello trasformarsi in un ottimo candidato sindaco e piano piano crescere nell’opinione pubblica, l’ho visto costruire attorno a sé una coalizione di uomini liberi, l’ho visto maturare e prendere consapevolezza che la somma delle persone non è mai come quella dei numeri…
Ho visto uno straordinario risultato della nostra lista e del nostro candidato al primo turno, ho visto quindici giorni di ballottaggio nei quali la Città ci si è stretta attorno, ha riposto fiducia in noi, ha scommesso su di noi come unico, vero, reale, autentico motore di cambiamento per questa Città… e ho visto l’espressione “andare oltre” riempiere le bocche degli amici e soprattutto dei nemici…
Ho visto in una serata di giugno le urna riempirsi di schede e la piazza riempiersi di ragazzi e di uomini liberi, di gente commossa, di persone piene di speranze che nei giorni successivi ci dicevano “dai che noi confidiamo in voi”, ho visto quegli stessi ragazzi caricarsi di responsabilità e caricarsi sulle spalle una Città… li ho visti mettersi al lavoro dal giorno prima, non dal giorno dopo, senza staccare un attimo…
Ho visto Cristina crescere riunione dopo riunione, incontro dopo incontro e poi in campagna elettorale e salire sul palco sicura e attrarre a sé occhi, attenzioni, stima e simpatia… l’ho vista catalizzare così tanto consenso da arrivare prima della nostra lista, prima della coalizione, da poter essere eletta anche in caso di sconfitta… l’ho vista trasformarsi in un ottimo assessore all’ambiente e alla cultura, di essere capace di affrontare tematiche diverse contemporaneamente, di tenere testa a marpioni e “vecchi arnesi”, di lavorare a testa bassa portando a casa risultati che nessuno ha portato a casa prima di lei, in così poco tempo…
Ho visto Diego, Alessio e altri candidati battersi come leoni ed arrivare in consiglio con il sangue agli occhi, pronti a cambiare per davvero questo paese… ho visto gente di qualità occupare gli altri posti della giunta, li ho visti lavorare fianco a fianco all’ormai ottimo sindaco di Galatina…
Ho visto questa comunità stringersi attorno alla sua amministrazione e aiutarla nella stesura dei progetti, dei bandi, degli eventi… e ho visti portare a casa quei progetti, quei bandi, quegli eventi… ho visto arrivare finanziamenti ai quali in pochi speravano se non chi giorno e notte si è messo a disposizione per lavorarci…
Ho visto la Città riappropriarsi del proprio futuro e mettere il naso fuori dal passaggio a livello che ha sempre delimitato il suo orizzonte e capire che… cazzo, di Galatina stiamo parlando… ho visto Galatina tornare centrale nelle dinamiche politiche regionali… ho visto la mia città mettere definitivamente da parte la peggiore classe dirigente che la sua storia recente ricordi… pronta ad andare oltre… e ho visto Andare Oltre pronta ad assumersi le sue responsabilità…

sabato 23 dicembre 2017

Galatina avrà la sua Community Library

Non è un caso se il primo finanziamento importante dell'Amministrazione Comunale di Marcello Amante di cui Andare Oltre è il motore propulsivo è legato alla Cultura, al Polo Biblio-Museale, all'innovazione tecnologica applicata al nostro patrimonio storico, artistico e librario. E non è un caso anche perché l'attenzione di Andare Oltre e di tutta l'Amministrazione verso la Cultura e verso quel polmone di sapere che è la nostra biblioteca comunale è sempre stata altissima sin dai primi giorni, sin da quel primissimo sopralluogo dell'Assessore Cristina Dettù e del Consigliere Pierantonio De Matteis. "Già al lavoro sui bandi che contano" intitolammo il post sulla pagina ufficiale del Sindaco, scommettendo da subito sulla bontà delle nostre idee. Che erano effettivamente ancora solo idee. Ma che poi, col passare dei giorni, con il confronto con i tecnici, con il vaglio del processo partecipativo... settimana dopo settimana le idee si sono trasformate in certezze: certezza di avere tra le mani un progetto culturale importante comunque fosse andato il percorso del finanziamento, come diceva Cristina. Certezze che si sono consolidate coi complimenti della commissione regionale al momento della presentazione del progetto. Certezze divenute consapevolezza di aver ben operato per la nostra comunità e aver investito nel suo futuro con la decisione della Giunta regionale di finanziare ben 100 progetti sui 135 dichiarati ammissibili. Ma sia detto, con una punta di soddisfazione, che il progetto della nostra biblioteca "CULT - Community Urban Library and Tecnhological square", ottenendo 27 punti e classificandosi al ventesimo posto a pari punti con altri 13 comuni, sarebbe stato finanziato anche con una dotazione di gran lunga inferiore.



Comunicato stampa dell'Amministrazione Comunale
La Regione Puglia finanzia il progetto presentato dal Comune di Galatina in merito all'avviso pubblico regionale "Community Library - Biblioteca di Comunità" nell'ambito della strategia Smart-in Puglia. E' un grandissimo risultato per la Città e le sue frazioni, che avranno una nuova "Siciliani", una biblioteca intesa come spazio comune, una piazza che sappia mettere in comunicazione storia e innovazione, in un luogo che sia il crocevia di tutta la comunità.
L'Amministrazione del sindaco Amante ha accolto, sin dall'inizio, la politica strategica della Regione Puglia, che sostiene e rilancia il patrimonio culturale attraverso la valorizzazione, la fruizione e il restauro dei beni culturali. E' dalla cultura e dai suoi luoghi che Galatina rinasce, in una logica di collaborazione e sviluppo del tessuto sociale ed economico che sia in grado di abbracciare le dinamiche tutte della Città. In linea con tale politica, il progetto prende il nome di CULT, Community Urban Library and Tecnhological square. 2 milioni di euro che cambieranno il volto del Palazzo della Cultura attraverso interventi di rifunzionalizzazione degli spazi come la copertura del chiostro al fine di renderlo fruibile nel corso di tutto l'anno, l'allestimento di due sale per bambini, l'adeguata sistemazione delle nostre cinquecentine e dei nostri incunaboli in una sala completamente rinnovata e con temperatura controllata, l'allestimento di una sala-cinema multimediale, la dotazione dei portici di moderni strumenti tecnologici, la climatizzazione di tutti gli ambienti e l'efficientamento energetico dell'intera struttura. Ma il progetto non include solo interventi strutturali: prevede anche un piano di gestione sostenibile e una serie di attività culturali che aumenteranno la fruibilità di tutta la struttura, coinvolgeranno nuovi soggetti sociali, promuoveranno l'inclusività di fasce disagiate e prevederanno nuove forme di integrazione culturale. Il CULT di Galatina sarà una vera e propria "piazza culturale" che creerà un asse ideale con la Basilica di Santa Caterina d'Alessandria e che della stessa basilica sarà al tempo stesso cassa di risonanza per tutti i turisti che passeranno dalla città.
"Al momento di presentazione del progetto ero convinta – dichiara l’assessore alla Cultura e al Polo Biblio-museale Cristina Dettù - che, a prescindere dal risultato, avevamo tra le mani un prodotto straordinario. In questi mesi, abbiamo imparato a conoscere la biblioteca "Siciliani", a studiare la sua quotidianità, a comprendere le esigenze degli utenti, cercando di cucire l'abito perfetto sulla base degli obiettivi prefissati dalla Regione e muovendoci sulla scorta delle parole chiare, preziose e lungimiranti dell'Assessore regionale Loredana Capone. Un lavoro importante, studiato, approfondito e fortemente voluto, con passione, coraggio e un pizzico di follia, un lavoro che ci riempie di orgoglio perché Galatina si arricchisce di un tesoro senza tempo. Un grazie di cuore al Sindaco Marcello Amante per la massima fiducia e libertà che ha sin da subito lasciato a tutto lo staff nonostante si avvertisse costante la sua presenza. I miei non sono ringraziamenti ma giusti meriti dati a chi ha donato a questo progetto giornate intere, notti insonni e lunghi fine settimana. Un'attenzione costante e minuziosa che vede la diretta collaborazione tra il consigliere Pierantonio De Matteis, la progettista Chiara Eleonora Coppola, l'Ufficio tecnico e gli architetti del Comune, la dott.ssa Angela Impagliazzo, la dott.ssa Monica Albano di LiberMedia e tutte le sue collaboratrici, le ragazze del Servizio civile nazionale, gli utenti e i loro preziosi suggerimenti, le scuole, le associazioni, i professionisti esterni che hanno messo a disposizione le loro capacità per pura passione. Un ringraziamento speciale a Pierfrancesco Persichino e Sara De Matteis, giovani laureati che hanno sposato in maniera del tutto disinteressata questo progetto un po' per amicizia un po' per amore per Galatina. Che sia l'inizio di un ritorno al glorioso passato guardando ad un fertile futuro."

Dal sito della Regione Puglia - Emiliano e Capone su bando Community Library
La più grande infrastrutturazione culturale del Paese: Regione Puglia stanzia 100 milioni di euro per una rete integrata di 100 Biblioteche di Comunità diffuse su tutto il Territorio. Impegno mantenuto. A fronte di oltre 160 progetti di elevata qualità presentati da Comuni, Province, Università, Istituti scolastici in risposta all'avviso pubblico SMARTin Puglia – Community Library, l'Amministrazione regionale, su proposta dell'Assessore all'Industria turistica e culturale Loredana Capone, ha deciso di quintuplicare la dotazione finanziaria inizialmente fissata in 20 milioni di Euro portandola a oltre 100 milioni. Saranno così realizzati quasi 100 dei 135 progetti ritenuti ammissibili, assicurando l'infrastrutturazione culturale dell'intero Territorio pugliese, attraverso una rete capillare e integrata di Biblioteche di Comunità. Un presidio, in ogni città, dalle più piccole fino alle aree metropolitane, dal Gargano al Salento, per incrementare i livelli di lettura, formazione, consapevolezza, incidendo in profondità sul benessere delle comunità. La risposta più forte per aggredire il problema irrisolto degli scarsi livelli di produzione e lettura di libri rilevati dall'ISTAT che continuano ad attestare la Puglia agli ultimi posti tra le Regioni italiane. In una Europa nella quale la crescita e la ricchezza coincidono con più elevati indici di lettura e di capacità di comprensione dei testi. "La Puglia è una terra di straordinari talenti, scrittori e creativi, ma non ancora di lettori" – ha dichiarato l'Assessore Capone, non nascondendo la grande soddisfazione e l'entusiasmo per il risultato raggiunto. "Dalla lettura passano l'innovazione e la crescita sociale ed economica dell'intero territorio. Per questo abbiamo voluto investire 100 milioni di Euro sulle biblioteche di comunità. Leggere, infatti, nutre la sete di conoscenza, che è alla base di ogni storia, di ogni cultura, di ogni economia; fa comunità; mette a confronto punti di vista, orizzonti, identità". "Da oggi – continua l'Assessore – ogni angolo della Puglia avrà la sua biblioteca di riferimento, non in quanto singolo presidio, ma in quanto tessera di un puzzle molto più ampio. Tutto il contrario dei "non-luoghi" senza anima, ma vere e proprie agorà nelle quali i cittadini possono re-incontrare le istituzioni e costruire insieme comunità. Una rete che va ad incastrarsi virtuosamente con i Poli Biblio-Museali provinciali che la Regione ha acquisito di recente, a seguito del riordino delle funzioni delle Province, e che, insieme alle Community Library, concorrono ad una riforma di sistema del settore". "SMARTin Puglia – Community Library – ha concluso l'Assessore - non è semplicemente un'operazione finanziaria, sebbene le somme messe in campo superino i 100 milioni di Euro, ma un investimento strutturale che va ad incidere profondamente sul futuro della Puglia, con una visione di lungo periodo che allinea il nostro territorio alle più avanzate regioni del mondo". I progetti vincitori sono diretti a innovare e incrementare in modo permanente l'offerta di nuovi prodotti e servizi di fruizione culturale pubblica, attraverso l'allestimento di spazi idonei e l'acquisizione di strumentazioni e tecnologie avanzate, con particolare attenzione all'ergonomia, alla sostenibilità e alla riconoscibilità dei luoghi. E, soprattutto, ad una fruizione 365 giorni all'anno del luogo di comunità biblioteca. Tutti i progetti, inoltre, prevedono, in risposta ad un preciso indirizzo regionale, l'adozione di modelli di gestione sostenibili ed innovativi, basati anche sul coinvolgimento di istituzioni culturali e scientifiche, associazioni culturali ed altri partner rilevanti nei campi dell'innovazione, della cultura e del territorio. Centrale la sperimentazione di contenuti nuovi ed originali, quali la sceneggiatura disegnata, esperienze ludiche applicate alla lettura, il gaming, lo scambio di libri, le storie narrate, l'abbattimento di barriere percettive culturali, religiose e di genere. "L'intero sistema territoriale regionale – ha aggiunto il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - ha profuso un impegno straordinario attraverso il coinvolgimento dal basso delle comunità locali e la costruzione partecipata dello sviluppo culturale dei territori, mostrando così di aver raccolto fino in fondo la sfida strategica lanciata con il progetto SMARTin Puglia – Biblioteche di Comunità".
ven, 22 dicembre 2017 @ 20:40

martedì 19 settembre 2017

si apre il tesseramento

Ebbene sì, inizia la fase-due, quella della strutturazione organizzativa del nostro movimento politico. Lo abbiamo detto in tempi non sospetti, quando cioè ci presentammo alla Città circa un anno fa. "Andare Oltre è un'associazione politico-culturale. Non è né sara mai una lista civica" intesa come aggregazione di donne e uomini nata con l'unico obiettivo di partecipare alle elezioni amministrative. E lo diciamo noi che, da movimento politico, abbiamo dato vita, insieme a liste civiche (peraltro presenti a Galatina da anni), ad un Polo Civico, slegato cioè dal sistema partitico che attualmente è in vigore. Sembrano argomentazioni da pallosissimo convegno di politilogia o seghe mentali da pluri-trombato. Ma non ci stancheremo mai di ripetere che in politica la forma è sostanza e chiarire bene le posizioni permette di giocare a carte scoperte, come sempre abbiamo fatto da un anno a questa parte e come abbiamo continuato a fare nel periodo della campagna elettorale, coi risultati che peraltro sono sotto gli occhi di tutti: Andare Oltre si è affermato come la prima lista della coalizione che ha vinto le elezioni e che oggi sostiene l'amministrazione di Marcello Amante; Andare Oltre contribuisce all'azione di governo con la presenza in giunta di Cristina Dettù, prima degli eletti della stessa lista e assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione, Ambiente e Gestione dei Rifiuti, Innovazione Tecnologica e Politiche Comunitarie; Andare Oltre è una delle liste maggiormente presenti in Consiglio Comunale dove, insieme a me, siedono Diego Garzia e Alessio Prastano; Andare Oltre infine è centrale in tutti i ragionamenti amministrativi del gruppo dirigente che si è assunta la responsabilità di tirar via Galatina dalle secche nelle quali le precedenti gestioni politiche l'avevano ricacciata. Grande impegno nell'amministrazione, quindi. Certo, ma non solo. Un movimento politico come il nostro non può e non deve essere solo amministrazione, può e deve assumersi anche l'onere di completare l'azione amministrativa con la parte politica piu' propriamente detta: l'elaborazione culturale e politica, l'individuazione delle linee guida, il controllo sulla gestione della macchina amministrativa, l'impegno per la crescita di una nuova e giovane generazione che affianchi e un domani sostituisca quella attuale sono tutti punti chiave nella visione politica che quando si è intenti ad amministrare si corre il rischio di trascurare. Ed anche per questo, Andare Oltre si apre e si struttura. Perché Andare Oltre non sono né potranno ai essere i suoi quattro rappresentati all'amministrazione della città, Andare Oltre è e deve essere una comunità partecipante e partecipata di donne e uomini che, ognuno per le sue competenze e capacità, contribuisce al miglioramento della qualità della vita della città tutta.
Pierantonio De Matteis

giovedì 10 agosto 2017

rinunciate voi? non rinuncio! (sulla retorica del nulla)

€.1.192,24: indennità lorda di un assessore comunale. Risultato di una riduzione del 10% per esigenze di coordinamento della finanza pubblica, come stabilito dall'art. 1 comma 54 della L. n. 266/2005, a cui si aggiunge un'ulteriore riduzione, di origine discrezionale, del 5% decisa all'unanimità dall'Esecutivo.
Diceva Paolo Borsellino, un grande uomo in grado di entrare nelle viscere di ogni ragazzo,  "a fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l'esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato". E parlava un uomo che ha donato e sacrificato la sua vita allo Stato.
Lavorare in Procura o in una Pubblica Amministrazione è molto simile. In entrambi i casi si lavora per il bene della Repubblica seppur nelle sue diverse forme. La passione, l'entusiasmo, il sacrificio e la totale dedizione per il bene comune non possono celare la natura lavorativa dello studio e delle opere messe in atto.
A ragion di logica non varrebbe la pena trascurare il proprio lavoro di sempre, relegare in un angolo l’obiettivo per cui si studia da anni, chiedere alla famiglia pazienza e comprensione se la casa ormai è prevalentemente quella comunale.
Di sola passione non si vive ed è giusto, nel senso letterale del termine, che quel tipo di lavoro abbia un’adeguata retribuzione. Equa e confacente con il bilancio del Comune: “stranamente” stiamo parlando di persone responsabili, che giammai metterebbero a rischio l'integrità dell'Ente in favore di qualche centinaia di euro. Per non parlare della quota irrisoria di gettone di presenza spettante ai consiglieri comunali, baluardo prezioso. Quel gettone al centro delle "dichiarazioni di rinuncia" che riempiono la bocca di chi le pronuncia ma non le casse del comune che le recupera; quel gettone che, seppur misero, riconosce "dignità di lavoro" ad un'attività che non è né sarà mai andare in aula ad alzare la mano; quel gettone - o quello stipendio - che, negli intendimenti di chi lo istituì, doveva permettere a chi non possedeva rendite di poter dedicarsi alla cosa pubblica. Già, perché la politica è e deve poter essere alla portata di tutti, senza distinzione di sesso, di età, di confessione religiosa, di razza... e di condizione socio-economica. Pretendere, come certa retorica da quattro soldi pretende, di rinunciare allo stipendio ha una conseguenza ben determinata: ad avere la possibilità di fare politica restano i ricchi e i ladri. Poi qualcuno può anche ritenere che ciò sia opportuno, noi no. Noi crediamo che la democrazia debba essere alla portata di tutti e che liberare dal bisogno colui che dedica la maggior parte della giornata agli impegni istituzionali sia una garanzia di indipendenza ma soprattutto sia profondamente giusto. Certo, in un'epoca di stage di formazione senza retribuzione e di tirocini professionali gratuiti, affermare che "il lavoro vada retribuito" rischia di essere un pensiero rivoluzionario e poco attraente per il pensiero unico dominante. Ma crediamo che il rischio vada corso. Crediamo che la politica debba anche affermare idee e non solo lisciare il pelo alla massa con spicciola demagogia secondo l'algoritmo del momento. Crediamo che la politica debba avere anche una sua specifica funzione educativa.
Il confine tra demagogia ed educazione è sottile. La prima fa sgranare gli occhi ed invita ad applausi scroscianti. La seconda urla alla democrazia, intesa come ragione e partecipazione.
Il bene del Comune di Galatina non lo si fa rinunciando all'indennità, ma lavorando senza perseguire alcun interesse personale, lontani dal clientelismo e dalla corruzione. Il bene lo si fa controllando assiduamente nascita ed esistenza dei lavori, eludendo il rischio che tutto scorra inesorabilmente e senza un modus vivendi improntato all'assoluta legalità.
Il nostro esame di coscienza è costante. In primis, in nome della nostra coscienza. Per l'educazione donataci. Per la Città intera. Tanto solo l'io e il me di ognuno di noi sa che anche nei sogni si continua a lavorare. Almeno quello è senza retribuzione.
Cristina Dettù
Pierantonio De Matteis

venerdì 30 giugno 2017

sensazioni da stato nascente

Lo ammetto, ci ho messo un po' a realizzare e forse ancora non ho realizzato del tutto. Forse, più che ai tanti esclusi eccellenti dal prossimo consiglio comunale lo psicologo serve a me che non sono abituato a vincere. Ho sempre perso ma... ma forse sono stato fortunato. Ho vinto ora, ad un'età in cui la vittoria non mi può più cambiare (come diceva Bukowski sull'opportunità del momento in cui aveva ottenuto il successo con le sue poesie e i suoi racconti)... ho vinto ora, in un modo diverso, non è come sarebbe stato entrare in consiglio le altre volte, in quelle volte sarei stato un numero, oggi sono parte di un progetto che sento mio e che si muove insieme a me... ho vinto ora, infine, che c'è Andare Oltre, il soggetto politico in cui più di ogni altro mi riconosco, nato dalla follia visionaria di Pippi Mellone e plasmato sul nostro gruppo... Alessandro Delli Noci e Massimo Fragola a Lecce, noi a Galatina, i ragazzi di Pippi a Nardò... abbiamo messo su una rete che diventa determinante ovunque e che porta con sé una ventata di aria nuova, di cambiamento, di rivoluzione. No, forse mi sbaglio, lo psicologo non mi serve, è andata esattamente come sarebbe dovuta andare, questa campagna elettorale ha portato ad azzerare la classe dirigente più fallimentare della storia di questa città e noi, per fato o per merito, abbiamo costruito una proposta politica che è stata premiata dal consenso e ci ritroviamo ad amministrare, a determinare le scelte che impatteranno sul futuro di tutti noi. La responsabilità è tanta. E la sentiamo tutta. Ma abbiamo spalle sufficientemente larghe per reggere la botta, per dimostrare coi fatti che siamo diversi, per cambiare davvero il nostro presente e il nostro futuro. La strada non è breve né comoda ma è l'unica possibile da percorrere per arrivare all'obiettivo... e passa come sempre per le stelle. In questi giorni stiamo sentendo che "la gente fa il tifo per noi"... ma non ci basta: vi chiediamo di starci vicini, dopo averci votato "non abbandonateci", abbiamo bisogno dell'aiuto di ognuno dei nostri candidati, di ognuno dei nostri elettori, di ognuno dei cittadini di Galatina. Siamo una comunità in cammino verso il futuro e ci arriviamo tutti insieme o non ci arriva nessuno.
Pierantonio De Matteis