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sabato 10 agosto 2019

sull'importanza della qualità della frazione organica e sui rischi che corriamo

Comunicato stampa dell'assessore alle politiche ambientali e gestione dei rifiuti Cristina Dettù sull'importanza di tenere alta la qualità del rifiuto organico per non rischiare la non accettazione dello stesso a causa delle impurità presenti nella frazione conferita e comunque per non incorrere in ulteriori costi nel momento del conferimento.

La tutela e la cura verso l’ambiente non possono andare in vacanza. Così come la nostra attenzione nei confronti del corretto conferimento dei rifiuti della raccolta differenziata. In particolar modo, vi è la necessità di concentrarci sul rifiuto organico e, in particolar modo, sul suo aspetto qualitativo.  Innanzitutto, è bene ricordare cosa si intende per rifiuto organico, ossia tutti gli avanzi di cibo, resti di pietanze, scarti di verdura, bucce della frutta, gusci di uova, fondi del caffè, filtri di thè, camomilla e tisane, cenere spenta, sughero, trucioli in legno, tovaglioli e fazzoletti di carta, cartone della pizza sporco (ridotto in piccoli pezzi), lettiere naturali, etc.
Il rifiuto organico va conferito esclusivamente all'interno di buste biodegradabili e/o compostabili (possono essere utilizzate anche le buste della spesa date nei supermercati) ed è assolutamente vietato l’utilizzo di sacchi neri perché non conformi.
E’ importante che il rifiuto organico sia puro, ossia che al suo interno non siano presenti anomalie, e quindi altre tipologie di rifiuto, dovute all’errato conferimento.
Il Comune di Galatina conferisce i suoi rifiuti organici presso l’impianto di Laterza, Progeva. Qui, il limite massimo per l’ammissibilità del rifiuto corrisponde ad una percentuale di impurità non superiore al 10%. Superata questa soglia l’impianto potrà addirittura respingere il carico di rifiuti. Ipotesi da non sottovalutare, anche per la seria criticità che ne deriverebbe per l’ente. 
Nell’ultima analisi merceologica del rifiuto organico del territorio di Galatina, effettuata nel mese di luglio, è stata rilevata che un’impurità del 6,10% di materiale non compostabile sul totale del rifiuto monitorato: è stata riscontrata la presenza di carta e cartone e di 5,64 kg di plastica (dato questo estremamente preoccupante). In particolare su 80 sacchetti analizzati 61 erano in bioplastica compostabile. Quindi, ci sono cittadini che ancora utilizzano sacchetti di plastica, in questo modo andando a “sporcare” la purezza del rifiuto organico. Tra l’altro, non è assolutamente tollerata la presenza di vetro nel rifiuto organico che, nell’analisi suddetta, era pari allo 0,49% del materiale non compostabile emerso. In questi casi è prevista una penale pari a € 500, iva esclusa, non emessa in questo caso specifico, data l’esiguità del dato rilevato.
La presenza di elevate impurità all’interno della frazione organica comporta un aumento dei costi di conferimento che, inevitabilmente, ricade sulla cittadinanza. Infatti, a partire dal 1 luglio alla tariffa base di riferimento, l’impianto di conferimento applicherà una tariffa aggiuntiva pari a 33 €/t rispetto alla percentuale di impurità riscontrata a seguito dell’analisi merceologica effettuata sul rifiuto organico. Un deterrente contro gli sporcaccioni è rappresentato, sicuramente, dai controlli effettuati dalla Polizia Municipale e dall’Ispettore Ambiente: controlli a campione, su ogni tipo di rifiuto. Ricordando che sanzionare non è punire, ma in questo caso educare.
Con queste brevi indicazioni intendiamo informare i cittadini di alcuni aspetti tecnici del ciclo dei rifiuti per sensibilizzare gli stessi sul tema della raccolta differenziata anche e soprattutto da un punto di vista economico e, quindi, di costi. Così facendo ognuno di noi diventa mezzo di comunicazione e sensibilizzazione rispetto all’altro, all’amico, al vicino di casa, al turista, ai propri figli o, viceversa, ai genitori.
Siamo consapevoli della virtuosità delle nostre pratiche e adoperiamoci per migliorare sempre di più.

Cristina Dettù

venerdì 27 luglio 2018

sul testamento biologico / approvazione delle DAT a Galatina


Nelle scorse settimane su questo blog abbiamo dato vita ad un dibattito sul testamento biologico e sull'opportunità di adottare anche a Galatina il registro comune delle disposizione anticipate di trattamento. Al dibattito hanno partecipato Cristina Dettù, Gabriele Giaccari e Edoardo Mauro (e in fondo alla pagina troverete i link per accedere ai loro interventi). Successivamente il confronto si è spostato nella maggioranza e, grazie anche al lavoro della consigliera Marcella Cesari, si è giunti all'approvazione della delibera di giunta comunale. Di seguito riportiamo il comunicato dell'ufficio stampa del sindaco dopo l'avvenuta adozione del provvedimento.

Il registro comunale per la raccolta delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) approda anche a Galatina. La legge n.219 del 22 dicembre 2017 entrata in vigore il 31 gennaio 2018 e recante “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità ed all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne laddove lo preveda la legge. Inoltre stabilisce che ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere, in previsione di una futura incapacità di autodeterminarsi e dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte può, attraverso le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e singoli trattamenti sanitari, indicando una persona di sua fiducia che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con medici e strutture. Le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata o consegnata personalmente presso l’Ufficio dello Stato Civile del Comune di residenza del disponente che provvede all’annotazione in apposito registro.
Il nostro Comune, riconoscendo l’alto valore sociale delle iniziative volte a garantire la libertà e l’indipendenza dei propri cittadini nelle scelte personali riguardanti diritti fondamentali come quelli trattati, ha provveduto con la delibera n.163 del 2018 a istituire un apposito registro per l’annotazione e la raccolta delle DAT presso l’Ufficio di Stato Civile dei Servizi Demografici e Statistici per l’attuazione delle finalità perseguite dalla legge. “L’istituzione del registro per la raccolta delle disposizioni anticipate di trattamento – dice il Sindaco Marcello Amante - rappresenta un punto importante per noi e per questo la nostra azione amministrativa è voluta andare nella direzione della tutela delle libertà individuali. Il legislatore ha colmato un grosso vuoto con la legge n. 219 e ha dato a noi la possibilità di metterci in linea con quelle che sono le volontà della gente.”

L'intervento di Cristina Dettù sul testamento biologico.
L'intervento di Gabriele Giaccari sul testamento biologico.
L'intervento di Edoardo Mauro sul testamento biologico.

mercoledì 18 luglio 2018

Cristina Dettù tra i 40 migliori giovani amministratori d'Italia

Cristina Dettù, assessore alla Cultura e all’Ambiente del nostro Comune, è entrata a far parte della Scuola ANCI per giovani amministratori, riservata a solo 40 in tutta Italia e che nasce con l’obiettivo di investire in un percorso di miglioramento delle competenze nella missione amministrativa.
Galatina, anche questa volta, c’è. Non poteva perdere questo importante momento di crescita, di formazione, di sviluppo. Tutto con un unico obiettivo finale: essere al servizio del cittadino.
La scuola è rivolta ad under 36, impiegati nella gestione della cosa pubblica di Città italiane ed è finalizzata a acquisire valori e strumenti idonei a governare al meglio. È volta anche a mettere a disposizione capacità ed esperienze di personalità con riconosciuta competenza al fine di fornire elementi di conoscenza funzionali al miglioramento della capacità del fare amministrazione, con un’impostazione espressamente mirata all’adesione, programmazione e attuazione di interventi di politica locale.
Il corso, che dura fino a marzo e prevede appuntamenti due volte al mese nella città di Roma, inizierà con una Summer School a fine luglio, eccezionalmente a Conversano. Il ricchissimo programma è composto da numerosi appuntamenti, incontri, dibattiti e relazioni dei sindaci dei Comuni di tutta Italia. Da segnalare la presenza del direttore generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanni Vetritto che parlerà di Enti Locali alle prese con le riforme, del professore dell’Università di Venezia Stefano Campostrini che terrà una lezione di statistica sul territorio italiano, della professoressa di Istituzioni di Diritto Pubblico dell’Università di Bari Angela Barbanente, della professoressa Anna Maria Poggi e del direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e Presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura del Salone Internazionale del Libro di Torino, Massimo Bray.

venerdì 13 aprile 2018

sul testamento biologico /2

Continua il dibattito sul testamento bioligico sul nostro blog. Ad intervenire è Gabriele Giaccari, militante "fuorisede" di Andare Oltre Galatina.

“Quando si è giovani è strano poter pensare che la nostra sorte venga e ci prenda per mano, venga e ci prenda per mano...”.

Ho deciso di menzionare questi versi di Guccini perché, probabilmente, rappresentano al meglio la difficoltà che ho incontrato nel dover affrontare un argomento così sofferto come il c.d. testamento biologico.
Dall’analisi del dato normativo, emerge che i principi giuridici posti alla base della legge 219/2017 sono i seguenti:
(1) ad ogni persona capace di agire deve essere riconosciuto il diritto di rifiutare, o revocare in qualunque momento in caso di iniziale consenso, “qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso”;
(2) ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, “in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso le DAT, esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari”.
A volersi soffermare esclusivamente su una analisi meramente giuridico - “politica”, ritengo opportuno che in Italia, stato laico e di diritto, ognuno di noi possa avere la possibilità di decidere, in salute o in costanza di malattia, se provare fino all’ultimo a difendere la propria vita oppure se, dignitosamente, evitare inutili sofferenze.
Non era più tollerabile che un paese civile come l’Italia, desiderosa di affrontare le sfide del futuro da protagonista, offrisse ai propri cittadini che volevano porre fine alle proprie sofferenze causate da una vita segnata da malattie incurabili o fortemente invalidanti, quale sola ed unica scelta quella di emigrare verso altri Paesi al fine di ricorrere a qualche dispensatore di “buona morte”.
Fortunatamente, il nostro legislatore ha capito che riconoscere un diritto significa aprire nuove possibilità, significa compiere un piccolo passo verso il progresso, consentendo una libertà di scelta che prima era vietata.
Ad ogni modo, seppur condividendo i principi ispiratori di questa legge, non nascondo che ho grande difficoltà ad affrontare l’argomento.
L’intreccio di valori etici, religiosi, culturali è così inestricabile che non mi sento all’altezza di andare oltre ad una mera analisi giuridica.
Invidio coloro che sono convinti che “i tubi vadano staccati” come invidio chi difende il bene vita fino all’ultimo naturale anelito.
Non sono in grado di poter esprimere un giudizio in merito di scelte così delicate perché immagino quanto possa essere dolorosa e consumante la scelta tra il voler smettere di soffrire o il voler provare fino all’ultimo a combattere per la vita, tra il continuare una esistenza provata da atroci sofferenze fisiche e morali oppure il porre fine a tutto, cercando così un seppur minimo sollievo.
Deve essere un dissidio angosciante perché, anche se è vero che vivere in uno stato vegetativo o in una continua escalation di sofferenze rappresenta l’incubo di tutti, non deve essere comunque facile decidere di morire.
Infatti, per quanto si possa credere ad una esistenza dopo la morte, l’unica cosa certa è che questa è l’unica chance effettiva di vita che ci viene garantita, bella o brutta che sia.
Ed una volta finita, non c’è modo di ricominciare.
Per questo, da cittadino sono contento che sia stato riconosciuto a tutti noi il diritto a scegliere, ove possibile, della nostra vita e/o della nostra morte. Ma da ragazzo ancora non credo di avere ancora la forza di poter decidere in merito.
In fondo quando si è giovani è strano poter pensare che la nostra sorte venga e ci prenda per mano, venga e ci prenda per mano...

martedì 10 aprile 2018

sul testamento biologico

Il 22 dicembre scorso il Senato ha approvato la lettura definitiva della legge n 219/17 con la quale il legislatore ha affrontato il tema del Testamento Biologico al centro delle polemiche e del dibattito politico da anni. In questi mesi, alcuni comuni si sono attrezzati per predisporre un Registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento al fine di raccogliere le dichiarazioni dei propri cittadini che intendessero redigerle nel rispetto della normativa vigente. Andare Oltre ritiene la legge in questione uno dei passaggi più significativi della legislazione appena conclusa e ritiene di dover dare il suo contributo anche nella sua Città, aprendo il dibattito sulla materia, così come oggi fa da questo blog l’Assessore alla Cultura di Galatina, Cristina Dettù, e successivamente predisponendo, ove ci fossero le condizioni, delle iniziative adeguate alle conclusioni del dibattito stesso.

Ricordo i suoi occhi implorare aiuto e sento ancora gli atroci lamenti rimbombare nella testa. Lo guardavo e mi chiedevo cosa avrebbe scelto se avesse saputo di dover vivere otto anni della sua vita in quelle condizioni. Eppure la speranza e il rispetto del dono della vita frenavano qualsiasi tipo di pensiero, perché so che Dio esiste anche nella sofferenza.
Il filo già sottile che lega razionalità e fede rischia di spezzarsi davanti all'impotenza della vita e della morte, nel rispetto di scelte che non sai mai se siano quelle giuste. Consentire ad ogni persona “il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo […] riguardo alle conseguenze dell’eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell’accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi” (art. 1, comma III, l. 219/2017) è, di certo, un atto di libertà, di tutela del diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all'autodeterminazione della persona.
La legge sul testamento biologico affonda le proprie radici sulla relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico. La stessa fiducia che è fede tra credente e Dio. Lo stesso legame ma con finalità diverse: ecco che il filo già sottile rischia effettivamente di spezzarsi. Assumere il consenso informato da parte del medico esula dalla spes ultima dea e da un amore incondizionato per la vita, soprattutto nella sua spiritualità.
Non è una scelta semplice. Perché accanto ad una sofferenza fisica convive lo stupore di due occhi aprirsi al suono di una voce amata. Come si fa a lasciarsi andare, a lasciarli andare? Eppure uno Stato di diritto, laico, deve farlo: lo Stato, indipendente e senza condizionamenti, non può impedire a chi ha deciso di prendere in mano una parte estrema di quel filo già sottile di scegliere, e scegliere di redigere il proprio testamento sulla vita. Perché libertà è, innanzitutto, libero arbitrio, cui fa da sfondo la propria etica e morale, di competenza personale non statale.
Cristina Dettù

lunedì 12 febbraio 2018

sul senso del mio non-10febbraio

Il Sedile di Lecce illuminato per
il Giorno del Ricordo
“lu boia diventa vittima puru dopu menzura
ma la vittima diventa boia se nu tene cultura”

Ho lasciato che il 10 febbraio passasse senza partecipare ad alcuna iniziativa per il giorno del ricordo per le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, così come in silenzio sono restato il giorno prima, il 9 febbraio, ricorrenza della morte dell’ultimo ragazzo del fronte della gioventù ucciso dalla violenza politica (1) nel 1983, Paolo Di Nella, al quale era intitolato il circolo di Galatina di Azione Giovani. E la scelta di “ignorare” i due momenti avviene proprio quest’anno che da amministratore avrei potuto dare maggiore visibilità e coinvolgimento.
E tuttavia nei giorni precedenti la ricorrenza del 10 febbraio, mentre tutti gli altri gruppi di Andare Oltre nella provincia si preparavano ad organizzare iniziative adeguate, e a cavallo del 27 gennaio (giornata della memoria), c’è stata una riflessione sullo svolgimento di queste manifestazioni e sulla loro natura parziale, nel senso di essere portatrici insieme alla commemorazione delle vittime in questione, inevitabilmente, una lettura di parte. Intendiamoci, non sono contrario a queste iniziative. Più se ne parla e meglio è. E nel corso degli anni di impegno politico ho più volte organizzato eventi, incontri, dibattiti, sondaggi e pubblicazioni sulla questione nel tentativo di restituire alla memoria collettiva alcune pagine di storia strappate per convenienza e per non aderenza al racconto “ufficiale” come appunto quella sulle foibe o come quella sulle vittime meridionali del processo di unificazione nazionale (vittime recentemente riconosciute da una legge regionale).
Ma, bisogna ammetterlo, non siamo riusciti ad andare oltre. Non siamo riusciti a trasformare una lettura di parte in una storia condivisa che prenda le distanze non da questo o da quell’episodio singolo (e chi non prenderebbe le distanze quando farlo coincide anche con l’addossare ad un “nemico” politico alcune gravi e indubbie responsabilità?) ma da un metodo, quello della violenza come strumento di lotta politica. Ecco, un articolo della nostra costituzione recita (vado più o meno a memoria) “l’Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali”. Ora, tralasciando quando ci si attenga a questo articolo, per analogia dovremmo prendere le distanze dalla violenza come strumento di lotta politica. E per farlo, il passaggio necessario che si dovrebbe compiere è che ognuno riconosca i propri errori, non celebri le proprie vittime addossando colpe agli altri.
Un rinchiudersi e celebrare i “propri morti” come compensazione per le celebrazioni dei “morti altrui” compiuta dagli avversari politici non ha senso. Certo che i morti vanno ricordati. Ma se li si ricorda per poi perpetrare gli stessi metodi su altri popoli (come ad esempio accade in Palestina dove “la vittima diventa boia”) non ha senso. Ricordarne solo alcuni ed ergere il loro ricordo a monito per l’umanità mentre di altri si è volontariamente fatta perdere traccia è di per sé stessa una discriminazione: è ammettere che ci sono popoli, individui, gruppi politici sui quali è ammessa la violenza e altri su cui non è ammessa. E’, in altre parole, la logica perversa dell’uccidere un fascista non è reato. A condannare l’esecutore materiale di un omicidio o di una violenza specifica ci deve pensare la magistratura (quando lo fa, ma questo è un altro discorso). Sta invece alla politica costruire altri metodi di lotta e di confronto e di dialogo tra le parti ed espellere, ognuno dal proprio campo, atteggiamenti violenti e discriminatori.
Ora, cosa centri questo non la ricorrenza delle foibe? Non lo so. E’ stato uno spunto per mettere in fila un ragionamento che nei giorni scorsi ho fatto con alcuni amici di tutt’altro orientamento politico con i quali mi trovo a collaborare e a dialogare per la crescita della cultura legalitaria a Galatina e che hanno dimostrato a differenza di molti altri della loro parte di essere portati all’ascolto e al confronto. E allora è da qui che bisogna partire, non dalle letture di parte. Ogni uomo ucciso per affermare delle idee politiche è un genocidio. Se riconosciamo questo, se riconosciamo che tutti i morti politici hanno la stessa dignità, allora potremo andare oltre il qui e ora e costruire quel metodo politico che permetterà, magari un giorno, di celebrare insieme ad esempio, a parti invertite, partigiani e repubblicani di Salò in un ipotetico 25 aprile prossimo venturo. Altrimenti, ad ogni celebrazione di parte sentiremo crescere l’odio nei confronti di un ipotetico nemico. Nemico che spesso esiste solo nella nostra testa o che ci serve per continuare a perpetuare divisioni di parte che ci permettano di sentirci moralmente superiori.

(1) Paolo Di Nella era un ragazzo del Fronte della Gioventù di Roma che venne aggredito alle spalle da esponenti di centri sociali mentre affiggeva manifesti per l’istituzione di un’area verde in una zona abbandonata e degradata del suo quartiere e che morì in seguito alle ferite riportate dopo diversi giorni di coma durante i quali ricevette, tra le altre, anche la visita dell'allora presidente della repubblica Sandro Pertini. Uso volontariamente l’espressione “violenza politica” e non quello di “violenza comunista” non perché non si conoscano i colpevoli (anche se mai condannati) ma perché ciò che conta è che si prenda le distanze da quel clima di violenza e da quel metodo di lotta politica, da qualunque parta provenga, anche dalla propria.

Ps. Finisco di scrivere il post, lo rileggo, lo correggo. Apro fb e leggo del coro “ma che belle son le foibe da Trieste in giù” che avrebbero intonato alcuni idioti nel corso del corteo anti-fascista di Macerata. Ecco un esempio di una manifestazione di parte che porta a individuare un nemico che non esiste, ad addossare colpe, ad inneggiare a crimini contro innocenti purché vagamente accusati di essere simpatizzanti per quel nemico. Forse, piuttosto che usarli così i morti, faremmo meglio a dimenticarli tutti. Indistintamente.
Pierantonio De Matteis

sabato 30 dicembre 2017

sulle cose che ho visto quest’anno…

Ho visto nascere, pezzo dopo pezzo e giorno dopo giorno una coalizione che non era una coalizione ma un gruppo di amici, di folli che tentavano di riscrivere dal basso le sorti di questa “bellissima e disgraziata terra”…
Ho visto uno scenario politico cittadino che non avrebbe mai scommesso una lira su di noi… e sulla nostra lista, Andare Oltre, fatta di pazzi, di ragazze e ragazzi pronti a gettarsi anima e corpo in una competizione elettorale senza apparenti speranze di vittoria e senza certezze di tornaconti personali…
Ho visto Marcello trasformarsi in un ottimo candidato sindaco e piano piano crescere nell’opinione pubblica, l’ho visto costruire attorno a sé una coalizione di uomini liberi, l’ho visto maturare e prendere consapevolezza che la somma delle persone non è mai come quella dei numeri…
Ho visto uno straordinario risultato della nostra lista e del nostro candidato al primo turno, ho visto quindici giorni di ballottaggio nei quali la Città ci si è stretta attorno, ha riposto fiducia in noi, ha scommesso su di noi come unico, vero, reale, autentico motore di cambiamento per questa Città… e ho visto l’espressione “andare oltre” riempiere le bocche degli amici e soprattutto dei nemici…
Ho visto in una serata di giugno le urna riempirsi di schede e la piazza riempiersi di ragazzi e di uomini liberi, di gente commossa, di persone piene di speranze che nei giorni successivi ci dicevano “dai che noi confidiamo in voi”, ho visto quegli stessi ragazzi caricarsi di responsabilità e caricarsi sulle spalle una Città… li ho visti mettersi al lavoro dal giorno prima, non dal giorno dopo, senza staccare un attimo…
Ho visto Cristina crescere riunione dopo riunione, incontro dopo incontro e poi in campagna elettorale e salire sul palco sicura e attrarre a sé occhi, attenzioni, stima e simpatia… l’ho vista catalizzare così tanto consenso da arrivare prima della nostra lista, prima della coalizione, da poter essere eletta anche in caso di sconfitta… l’ho vista trasformarsi in un ottimo assessore all’ambiente e alla cultura, di essere capace di affrontare tematiche diverse contemporaneamente, di tenere testa a marpioni e “vecchi arnesi”, di lavorare a testa bassa portando a casa risultati che nessuno ha portato a casa prima di lei, in così poco tempo…
Ho visto Diego, Alessio e altri candidati battersi come leoni ed arrivare in consiglio con il sangue agli occhi, pronti a cambiare per davvero questo paese… ho visto gente di qualità occupare gli altri posti della giunta, li ho visti lavorare fianco a fianco all’ormai ottimo sindaco di Galatina…
Ho visto questa comunità stringersi attorno alla sua amministrazione e aiutarla nella stesura dei progetti, dei bandi, degli eventi… e ho visti portare a casa quei progetti, quei bandi, quegli eventi… ho visto arrivare finanziamenti ai quali in pochi speravano se non chi giorno e notte si è messo a disposizione per lavorarci…
Ho visto la Città riappropriarsi del proprio futuro e mettere il naso fuori dal passaggio a livello che ha sempre delimitato il suo orizzonte e capire che… cazzo, di Galatina stiamo parlando… ho visto Galatina tornare centrale nelle dinamiche politiche regionali… ho visto la mia città mettere definitivamente da parte la peggiore classe dirigente che la sua storia recente ricordi… pronta ad andare oltre… e ho visto Andare Oltre pronta ad assumersi le sue responsabilità…

sabato 23 dicembre 2017

Galatina avrà la sua Community Library

Non è un caso se il primo finanziamento importante dell'Amministrazione Comunale di Marcello Amante di cui Andare Oltre è il motore propulsivo è legato alla Cultura, al Polo Biblio-Museale, all'innovazione tecnologica applicata al nostro patrimonio storico, artistico e librario. E non è un caso anche perché l'attenzione di Andare Oltre e di tutta l'Amministrazione verso la Cultura e verso quel polmone di sapere che è la nostra biblioteca comunale è sempre stata altissima sin dai primi giorni, sin da quel primissimo sopralluogo dell'Assessore Cristina Dettù e del Consigliere Pierantonio De Matteis. "Già al lavoro sui bandi che contano" intitolammo il post sulla pagina ufficiale del Sindaco, scommettendo da subito sulla bontà delle nostre idee. Che erano effettivamente ancora solo idee. Ma che poi, col passare dei giorni, con il confronto con i tecnici, con il vaglio del processo partecipativo... settimana dopo settimana le idee si sono trasformate in certezze: certezza di avere tra le mani un progetto culturale importante comunque fosse andato il percorso del finanziamento, come diceva Cristina. Certezze che si sono consolidate coi complimenti della commissione regionale al momento della presentazione del progetto. Certezze divenute consapevolezza di aver ben operato per la nostra comunità e aver investito nel suo futuro con la decisione della Giunta regionale di finanziare ben 100 progetti sui 135 dichiarati ammissibili. Ma sia detto, con una punta di soddisfazione, che il progetto della nostra biblioteca "CULT - Community Urban Library and Tecnhological square", ottenendo 27 punti e classificandosi al ventesimo posto a pari punti con altri 13 comuni, sarebbe stato finanziato anche con una dotazione di gran lunga inferiore.



Comunicato stampa dell'Amministrazione Comunale
La Regione Puglia finanzia il progetto presentato dal Comune di Galatina in merito all'avviso pubblico regionale "Community Library - Biblioteca di Comunità" nell'ambito della strategia Smart-in Puglia. E' un grandissimo risultato per la Città e le sue frazioni, che avranno una nuova "Siciliani", una biblioteca intesa come spazio comune, una piazza che sappia mettere in comunicazione storia e innovazione, in un luogo che sia il crocevia di tutta la comunità.
L'Amministrazione del sindaco Amante ha accolto, sin dall'inizio, la politica strategica della Regione Puglia, che sostiene e rilancia il patrimonio culturale attraverso la valorizzazione, la fruizione e il restauro dei beni culturali. E' dalla cultura e dai suoi luoghi che Galatina rinasce, in una logica di collaborazione e sviluppo del tessuto sociale ed economico che sia in grado di abbracciare le dinamiche tutte della Città. In linea con tale politica, il progetto prende il nome di CULT, Community Urban Library and Tecnhological square. 2 milioni di euro che cambieranno il volto del Palazzo della Cultura attraverso interventi di rifunzionalizzazione degli spazi come la copertura del chiostro al fine di renderlo fruibile nel corso di tutto l'anno, l'allestimento di due sale per bambini, l'adeguata sistemazione delle nostre cinquecentine e dei nostri incunaboli in una sala completamente rinnovata e con temperatura controllata, l'allestimento di una sala-cinema multimediale, la dotazione dei portici di moderni strumenti tecnologici, la climatizzazione di tutti gli ambienti e l'efficientamento energetico dell'intera struttura. Ma il progetto non include solo interventi strutturali: prevede anche un piano di gestione sostenibile e una serie di attività culturali che aumenteranno la fruibilità di tutta la struttura, coinvolgeranno nuovi soggetti sociali, promuoveranno l'inclusività di fasce disagiate e prevederanno nuove forme di integrazione culturale. Il CULT di Galatina sarà una vera e propria "piazza culturale" che creerà un asse ideale con la Basilica di Santa Caterina d'Alessandria e che della stessa basilica sarà al tempo stesso cassa di risonanza per tutti i turisti che passeranno dalla città.
"Al momento di presentazione del progetto ero convinta – dichiara l’assessore alla Cultura e al Polo Biblio-museale Cristina Dettù - che, a prescindere dal risultato, avevamo tra le mani un prodotto straordinario. In questi mesi, abbiamo imparato a conoscere la biblioteca "Siciliani", a studiare la sua quotidianità, a comprendere le esigenze degli utenti, cercando di cucire l'abito perfetto sulla base degli obiettivi prefissati dalla Regione e muovendoci sulla scorta delle parole chiare, preziose e lungimiranti dell'Assessore regionale Loredana Capone. Un lavoro importante, studiato, approfondito e fortemente voluto, con passione, coraggio e un pizzico di follia, un lavoro che ci riempie di orgoglio perché Galatina si arricchisce di un tesoro senza tempo. Un grazie di cuore al Sindaco Marcello Amante per la massima fiducia e libertà che ha sin da subito lasciato a tutto lo staff nonostante si avvertisse costante la sua presenza. I miei non sono ringraziamenti ma giusti meriti dati a chi ha donato a questo progetto giornate intere, notti insonni e lunghi fine settimana. Un'attenzione costante e minuziosa che vede la diretta collaborazione tra il consigliere Pierantonio De Matteis, la progettista Chiara Eleonora Coppola, l'Ufficio tecnico e gli architetti del Comune, la dott.ssa Angela Impagliazzo, la dott.ssa Monica Albano di LiberMedia e tutte le sue collaboratrici, le ragazze del Servizio civile nazionale, gli utenti e i loro preziosi suggerimenti, le scuole, le associazioni, i professionisti esterni che hanno messo a disposizione le loro capacità per pura passione. Un ringraziamento speciale a Pierfrancesco Persichino e Sara De Matteis, giovani laureati che hanno sposato in maniera del tutto disinteressata questo progetto un po' per amicizia un po' per amore per Galatina. Che sia l'inizio di un ritorno al glorioso passato guardando ad un fertile futuro."

Dal sito della Regione Puglia - Emiliano e Capone su bando Community Library
La più grande infrastrutturazione culturale del Paese: Regione Puglia stanzia 100 milioni di euro per una rete integrata di 100 Biblioteche di Comunità diffuse su tutto il Territorio. Impegno mantenuto. A fronte di oltre 160 progetti di elevata qualità presentati da Comuni, Province, Università, Istituti scolastici in risposta all'avviso pubblico SMARTin Puglia – Community Library, l'Amministrazione regionale, su proposta dell'Assessore all'Industria turistica e culturale Loredana Capone, ha deciso di quintuplicare la dotazione finanziaria inizialmente fissata in 20 milioni di Euro portandola a oltre 100 milioni. Saranno così realizzati quasi 100 dei 135 progetti ritenuti ammissibili, assicurando l'infrastrutturazione culturale dell'intero Territorio pugliese, attraverso una rete capillare e integrata di Biblioteche di Comunità. Un presidio, in ogni città, dalle più piccole fino alle aree metropolitane, dal Gargano al Salento, per incrementare i livelli di lettura, formazione, consapevolezza, incidendo in profondità sul benessere delle comunità. La risposta più forte per aggredire il problema irrisolto degli scarsi livelli di produzione e lettura di libri rilevati dall'ISTAT che continuano ad attestare la Puglia agli ultimi posti tra le Regioni italiane. In una Europa nella quale la crescita e la ricchezza coincidono con più elevati indici di lettura e di capacità di comprensione dei testi. "La Puglia è una terra di straordinari talenti, scrittori e creativi, ma non ancora di lettori" – ha dichiarato l'Assessore Capone, non nascondendo la grande soddisfazione e l'entusiasmo per il risultato raggiunto. "Dalla lettura passano l'innovazione e la crescita sociale ed economica dell'intero territorio. Per questo abbiamo voluto investire 100 milioni di Euro sulle biblioteche di comunità. Leggere, infatti, nutre la sete di conoscenza, che è alla base di ogni storia, di ogni cultura, di ogni economia; fa comunità; mette a confronto punti di vista, orizzonti, identità". "Da oggi – continua l'Assessore – ogni angolo della Puglia avrà la sua biblioteca di riferimento, non in quanto singolo presidio, ma in quanto tessera di un puzzle molto più ampio. Tutto il contrario dei "non-luoghi" senza anima, ma vere e proprie agorà nelle quali i cittadini possono re-incontrare le istituzioni e costruire insieme comunità. Una rete che va ad incastrarsi virtuosamente con i Poli Biblio-Museali provinciali che la Regione ha acquisito di recente, a seguito del riordino delle funzioni delle Province, e che, insieme alle Community Library, concorrono ad una riforma di sistema del settore". "SMARTin Puglia – Community Library – ha concluso l'Assessore - non è semplicemente un'operazione finanziaria, sebbene le somme messe in campo superino i 100 milioni di Euro, ma un investimento strutturale che va ad incidere profondamente sul futuro della Puglia, con una visione di lungo periodo che allinea il nostro territorio alle più avanzate regioni del mondo". I progetti vincitori sono diretti a innovare e incrementare in modo permanente l'offerta di nuovi prodotti e servizi di fruizione culturale pubblica, attraverso l'allestimento di spazi idonei e l'acquisizione di strumentazioni e tecnologie avanzate, con particolare attenzione all'ergonomia, alla sostenibilità e alla riconoscibilità dei luoghi. E, soprattutto, ad una fruizione 365 giorni all'anno del luogo di comunità biblioteca. Tutti i progetti, inoltre, prevedono, in risposta ad un preciso indirizzo regionale, l'adozione di modelli di gestione sostenibili ed innovativi, basati anche sul coinvolgimento di istituzioni culturali e scientifiche, associazioni culturali ed altri partner rilevanti nei campi dell'innovazione, della cultura e del territorio. Centrale la sperimentazione di contenuti nuovi ed originali, quali la sceneggiatura disegnata, esperienze ludiche applicate alla lettura, il gaming, lo scambio di libri, le storie narrate, l'abbattimento di barriere percettive culturali, religiose e di genere. "L'intero sistema territoriale regionale – ha aggiunto il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - ha profuso un impegno straordinario attraverso il coinvolgimento dal basso delle comunità locali e la costruzione partecipata dello sviluppo culturale dei territori, mostrando così di aver raccolto fino in fondo la sfida strategica lanciata con il progetto SMARTin Puglia – Biblioteche di Comunità".
ven, 22 dicembre 2017 @ 20:40

domenica 29 ottobre 2017

la consulta dei giovani

Il mondo giovanile è una realtà che ha visto numerose evoluzioni negli ultimi anni. 
Il modo di ragionare dei nostri ragazzi è cambiato: sono più esigenti, in quanto ricercano sempre ciò che non possono avere, ma al tempo stesso hanno perso tutti gli stimoli ad informarsi ed essere partecipi della quotidianità cittadina. Oggi, i nostri giovani si sentono isolati, non considerati e desiderosi di fuggire altrove, che sia al nord dell’Italia o all’estero, sperando di ottenere un consenso ben diverso da ciò che gli è stato riservato negli ultimi anni.
Grazie all'efficace supporto dell’Assessore alle Politiche giovanili Maria Rosaria Giaccari, intendiamo ridare ai ragazzi quel ruolo di protagonisti all'interno dell’Amministrazione Comunale. È per questo motivo che nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale è stata approvata quella che sarà la più grande assemblea dei ragazzi: la Consulta dei giovani. 
Mi sento di dare il giusto merito a questa Maggioranza, dimostratasi aperta verso le critiche – in questo caso costruttive – provenienti dai banchi della Minoranza. Apportando alcune modifiche, lo Statuto è stato approvato all'unanimità.
Quest’episodio smonta tutte quelle dicerie secondo cui l’Amministrazione Comunale non è disposta ad ascoltare le proposte altrui.
Faranno parte della Consulta i ragazzi compresi nella fascia d’età tra i 14 ed i 30 anni: si tratta di una scelta fatta per includere non solo coloro che hanno già compiuto la maggiore età, essendo già approdati nel mondo degli adulti, ma anche per rendere partecipi gli adolescenti, ossia gli studenti che si approcciano agli istituti superiori di secondo grado e di conseguenza cominciano a costruire nella propria mente una prima idea di Città. 
Avranno il pieno diritto di partecipare gli Universitari, o quei giovani appartenenti ad associazioni culturali, ludico – sportive, giovanili, o tesserati di movimenti politici, con l’intento di favorire un dibattito quanto più trasversale possibile.
Mediante la Consulta, il fine delle politiche giovanili di questa Amministrazione è duplice: da un lato favorire il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, rendendo i giovani sempre più autonomi; dall'altro, quest’organo è un chiaro strumento di inclusione sociale, attraverso lo sviluppo della cittadinanza attiva, coinvolgendo quella fascia giovanile caduta nella sfiducia e nell'anonimato, anche a causa di una classe politica che non ha saputo dar loro voce.
Intendiamo creare una Istituzione forte. Una Consulta in grado di valorizzare i nostri giovani, non farli più sentire dei disagiati ed emarginati all’interno dello spazio pubblico, bensì coinvolti in un processo di crescita pari a quello dell’intera Città di Galatina.
Alessio Prastano

giovedì 12 ottobre 2017

scegliere è anche farsi scegliere

Verso i 17 anni credevo di essere comunista. Le lotte studentesche, l’occupazione scolastica del ‘93, i cortei con la kefiah al collo, mi diedero l’illusione di sapere esattamente cosa volessi e per quali ideali battermi. Non tardai però a scoprirmi più vicina a concetti di destra, talvolta anche estrema, passando per una fase “radicale” dovuta probabilmente anche al grande fascino esercitato da politici liberali molto attivi in quegli anni, Emma Bonino e Marco Pannella. In famiglia i riferimenti erano destabilizzanti, avendo un nonno che benediceva i tempi mussoliniani e l’altro che, raccontando la sua seconda guerra mondiale, alzava il pugno chiuso della resistenza! In ogni caso, nonostante la mia indole, i principi che un po’ qua e un po’ là condividevo e la voglia di capire “da che parte stare”, lasciai che la mia vita non venisse influenzata dalle tendenze politiche e dalle amicizie del momento, cercando invece di comprendere, attraverso una selezione naturale dettata dalle esperienze personali, che posto avrei avuto nel mondo. Oggi, alla soglia dei 40 anni, sebbene non sia ancora certa del mio “posto nel mondo” qualche idea me la son fatta. So per certo che la politica non è un dato oggettivo, e che tutto è sovvertibile. Destra e sinistra non sono più delineate come la storia ci insegna, essendo di fatto contaminate da inciuci e schifosi espedienti talmente grandi che i principi morali su cui quel movimento stesso fu fondato, passano sicuramente in secondo piano. Basti guardare il circo parlamentare a cui tutti noi assistiamo quotidianamente, per capire che nessun “politico” sceglie e difende un concetto per pura “fedeltà all’ideale”, ma è tutta una grande ipocrita famiglia di cani rabbiosi che alla fine della fiera, non si mordono mai fra di loro ma si pattano il bottino rifilandoci una brodaglia di osceni compromessi. Mi sento allora di poter affermare che tuttalpiù si può avere un orientamento appena più affine alla destra o alla sinistra, o almeno a quei dogmi a cui l’immaginario collettivo è abituato, ma nulla di realmente definito. Con questa prefazione quasi pittoresca, ho deciso di ANDARE OLTRE, oltre le apparenze, oltre i pregiudizi, oltre le banalità e oltre ogni sfida. Qualcuno mi ha chiesto “perché” e in verità la risposta è davvero semplice. Non sento il bisogno di dare una connotazione partitica alla mia scelta ma, l’insieme di obiettivi che questa comunità militante persegue, nel complesso, oggi rappresenta quel programma di intenti che mi porta inevitabilmente ad una sola parola: speranza. La speranza che si possa ancora “risorgere” e nel nostro piccolo fare qualcosa di grande, senza fermarsi davanti alla forma, né allo strascico di un preconcetto, del fanatismo più becero e di una chiusura mentale che ci renderebbe ciechi dinanzi ad un potenziale raggiungibile traguardo. Ho scelto di far parte di un progetto in cui credo, senza voltarmi indietro, senza remore e senza indugio, ma con l’ardore nel cuore di chi non si arrende ai tranelli della politica, ma vuole lottare per lasciare in eredità un mondo migliore.

#andareoltre #aloha #nessunosisalvadasolo #ciaolota

Lilia Maffei

venerdì 29 settembre 2017

sul megaparco e sulle polemiche

Viste le cattive informazioni che stanno circolando, vorrei precisare qualcosa sul Megaparco di Collemeto. Il Comune di Galatina non aveva alcun potere sul merito della questione. L'iter autorizzativo è in una fase abbondantemente ed irreversibilmente avanzata (e non di certo grazie a questa amministrazione).
L'indiscusso merito di questa Amministrazione è stato quello di riuscire a modificare, in via migliorativa, l'accordo con la società Pantacom, al fine di spuntare delle condizioni economicamente più favorevoli per le casse comunali, nella consapevolezza che pretese eccessivamente abnormi avrebbero portato alla rottura del tavolo di trattativa ed al ritorno in vigore dell'accordo (valido a tutti gli effetti) siglato dal Commissario Prefettizio che ci ha preceduto.
Dopo diversi incontri (garantisco non facilissimi) questa Amministrazione ha ottenuto un ristoro economico superiore di 100.000,00 € (dunque un totale di 420.000,00 €) che Pantacom verserà in un'unica soluzione, prima di ricevere le autorizzazioni a costruire! Inoltre avremo un'azione più dettagliata che vedrà impegnate queste somme per azioni a tutela e a supporto del commercio galatinese.
Infine, come traspare dalla dichiarazione di voto del Gruppo Consigliare di Andare Oltre, noi nutriamo e nutriremo sempre perplessità sulla bontà di ogni insediamento commerciale di siffatte dimensioni, non fosse altro per le incertezze derivanti dalla ricaduta degli stessi sulle piccole economie commerciali cittadine. Non avendo, dunque, altro potere nel merito della questione, il nostro compito, così come quello di tutta l'Amministrazione di cui siamo parte, sarà quello di garantire che le importanti somme ricavate vengano impiegate a sostegno delle piccole e medie imprese galatinesi e per un progetto organico di valorizzazione ed incentivazione del commercio nel Centro Antico.

Diego Garzia
Consigliere Comunale Andare Oltre
Presidente Commissione Lavori Pubblici e Urbanistica

lunedì 14 agosto 2017

sul bando regionale e sulla nostra mancata partecipazione

COMUNICATO STAMPA DEL 14.08.2017

In riferimento all’ordinanza del Presidente della Giunta regionale del 08.08.2017 e alla mancata richiesta da parte dell’Amministrazione del relativo finanziamento, con il presente comunicato si spiegano le motivazioni della scelta effettuata.
L’avviso regionale prevede un finanziamento fino ad un massimo di € 25.000,00 per ciascun Ente nei quali ammette unicamente le spese relative alla “pulizia e rimozione dei rifiuti che si accumulano sui cigli stradali soprattutto sulle strade di percorrenza a vocazione turistica”. Tale erogazione non comprende le spese inerenti il trasporto, il trattamento e lo smaltimento degli stessi, che restano, quindi, a carico delle singole amministrazioni.
Ferma restando la bontà dell’iniziativa da parte della Regione Puglia, i servizi a cui fa riferimento l’avviso pubblico rientrano già nelle attività indicate nel contratto Rep. 1567 del 24.03.2016 stipulato dal Comune di Galatina con la ditta Monteco s.r.l. e nella sua proposta migliorativa effettuata in sede di gara. Tra l’altro, in data 03.08.2017 (ben prima, cioè, della pubblicazione dell’avviso regionale) le suddette parti sottoscrivevano verbale di indicazione dei siti (urbani ed extraurbani) oggetto di intervento al fine di rendere operativa la raccolta di rifiuti abbandonati sul suolo pubblico, così come specificato nella proposta migliorativa.
Proprio perché previsti in sede contrattuale, si tratta di servizi che ordinariamente vanno resi da Monteco senza nessun onere aggiuntivo per l’Ente (poiché offerti come variante migliorativa in sede di gara), compreso il costo di trasporto, non previsto, invece, dall’avviso regionale. Inoltre, il Comune di Galatina ha usufruito recentemente di un finanziamento provinciale, ancora in fase di completamento, per la pulizia delle piazzole di sosta della S.P. 371 - Circonvallazione di Galatina.
Detto questo, ci preme invitare tutti al senso di responsabilità: se è vero che la critica politica può anche basarsi sull’impulso di un momento, al contrario la scelta di partecipare o meno ad un avviso o bando pubblico, che un buon Amministratore deve fare, non può prescindere dall’attenta lettura degli atti e da un altrettanto attenta valutazione dell’impatto economico che ogni decisione in tal senso comporta. Restiamo, quindi, sorpresi dalle polemiche di quanti, indignandosi per la mancata partecipazione al relativo avviso, hanno dimostrato di non avere conoscenza né del contenuto dell’avviso stesso né dei servizi di cui già questo Comune gode e che l’Amministrazione in carica non sta facendo altro che attivare celermente senza ulteriori aggravi economici e finanziari.

Cristina Dettù
Assessore all’Ambiente
Comune di Galatina

giovedì 10 agosto 2017

rinunciate voi? non rinuncio! (sulla retorica del nulla)

€.1.192,24: indennità lorda di un assessore comunale. Risultato di una riduzione del 10% per esigenze di coordinamento della finanza pubblica, come stabilito dall'art. 1 comma 54 della L. n. 266/2005, a cui si aggiunge un'ulteriore riduzione, di origine discrezionale, del 5% decisa all'unanimità dall'Esecutivo.
Diceva Paolo Borsellino, un grande uomo in grado di entrare nelle viscere di ogni ragazzo,  "a fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l'esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato". E parlava un uomo che ha donato e sacrificato la sua vita allo Stato.
Lavorare in Procura o in una Pubblica Amministrazione è molto simile. In entrambi i casi si lavora per il bene della Repubblica seppur nelle sue diverse forme. La passione, l'entusiasmo, il sacrificio e la totale dedizione per il bene comune non possono celare la natura lavorativa dello studio e delle opere messe in atto.
A ragion di logica non varrebbe la pena trascurare il proprio lavoro di sempre, relegare in un angolo l’obiettivo per cui si studia da anni, chiedere alla famiglia pazienza e comprensione se la casa ormai è prevalentemente quella comunale.
Di sola passione non si vive ed è giusto, nel senso letterale del termine, che quel tipo di lavoro abbia un’adeguata retribuzione. Equa e confacente con il bilancio del Comune: “stranamente” stiamo parlando di persone responsabili, che giammai metterebbero a rischio l'integrità dell'Ente in favore di qualche centinaia di euro. Per non parlare della quota irrisoria di gettone di presenza spettante ai consiglieri comunali, baluardo prezioso. Quel gettone al centro delle "dichiarazioni di rinuncia" che riempiono la bocca di chi le pronuncia ma non le casse del comune che le recupera; quel gettone che, seppur misero, riconosce "dignità di lavoro" ad un'attività che non è né sarà mai andare in aula ad alzare la mano; quel gettone - o quello stipendio - che, negli intendimenti di chi lo istituì, doveva permettere a chi non possedeva rendite di poter dedicarsi alla cosa pubblica. Già, perché la politica è e deve poter essere alla portata di tutti, senza distinzione di sesso, di età, di confessione religiosa, di razza... e di condizione socio-economica. Pretendere, come certa retorica da quattro soldi pretende, di rinunciare allo stipendio ha una conseguenza ben determinata: ad avere la possibilità di fare politica restano i ricchi e i ladri. Poi qualcuno può anche ritenere che ciò sia opportuno, noi no. Noi crediamo che la democrazia debba essere alla portata di tutti e che liberare dal bisogno colui che dedica la maggior parte della giornata agli impegni istituzionali sia una garanzia di indipendenza ma soprattutto sia profondamente giusto. Certo, in un'epoca di stage di formazione senza retribuzione e di tirocini professionali gratuiti, affermare che "il lavoro vada retribuito" rischia di essere un pensiero rivoluzionario e poco attraente per il pensiero unico dominante. Ma crediamo che il rischio vada corso. Crediamo che la politica debba anche affermare idee e non solo lisciare il pelo alla massa con spicciola demagogia secondo l'algoritmo del momento. Crediamo che la politica debba avere anche una sua specifica funzione educativa.
Il confine tra demagogia ed educazione è sottile. La prima fa sgranare gli occhi ed invita ad applausi scroscianti. La seconda urla alla democrazia, intesa come ragione e partecipazione.
Il bene del Comune di Galatina non lo si fa rinunciando all'indennità, ma lavorando senza perseguire alcun interesse personale, lontani dal clientelismo e dalla corruzione. Il bene lo si fa controllando assiduamente nascita ed esistenza dei lavori, eludendo il rischio che tutto scorra inesorabilmente e senza un modus vivendi improntato all'assoluta legalità.
Il nostro esame di coscienza è costante. In primis, in nome della nostra coscienza. Per l'educazione donataci. Per la Città intera. Tanto solo l'io e il me di ognuno di noi sa che anche nei sogni si continua a lavorare. Almeno quello è senza retribuzione.
Cristina Dettù
Pierantonio De Matteis

martedì 8 agosto 2017

oggi è domani (seconda parte)

Il domani appartiene a noi ci hanno insegnato. Il domani... un cazzo. Oggi è domani.” Scrissi questo in un post su questo blog lo scorso 22 maggio, in piena campagna elettorale, quando non immaginavo quello che mi e ci sarebbe successo di lì a qualche giorno con l’accesso al turno di ballottaggio e, quindici giorni dopo, con l’affermazione di Marcello al secondo turno. E scrissi che non avrei fatto la corsa su di me e che il mio ruolo era quello di accompagnare la mia “seconda generazione” al governo di questa città e di trasmettere tutto ciò che in questi diciassette anni avevo imparato. Bene, è successo molto di più di quello che immaginavo in queste settimane e non solo perché l’affermazione della lista di Andare Oltre come la più votata della coalizione vincente la porta ad essere tra le più rappresentate in Consiglio Comunale con ben 3 eletti, non solo perché la nostra Cristina siede già da settimane in giunta con deleghe importanti e pesanti quali quelle della Cultura e dell’Ambiente, dell’Innovazione Tecnologica e delle Politiche Comunitarie e si sta facendo valere per capacità di analisi dei problemi e per rapidità nell’individuazione delle soluzioni, per disponibilità al dialogo e per lungimiranza nelle scelte, non solo perché i nostri Diego e Alessio stanno dimostrando giorno per giorno che il Consigliere Comunale non lo si fa andando in Consiglio e alzando la mano, votando o non votando, intervenendo o non intervenendo, ma marcando una presenza costante sugli uffici comunali al fine di esercitare quel potere che il testo unico degli Enti Locali ci attribuisce, ossia il diritto di accesso ad ogni atto della pubblica amministrazione e quindi di controllo e quindi di indirizzo, non solo perché tra il nostro gruppo vi è una unità di intenti che è difficile da trovarsi se proviamo a ripercorrere la storia recente delle ultime amministrazioni comunali, non solo perché tra le varie componenti della nostra amministrazione c’è l’indiscussa e indiscutibile volontà di lavorare per Galatina, per avvicinarsi ogni giorno agli obiettivi politici che con la sottoscrizione del programma elettorale avevamo tracciato, non solo perché il sindaco sta esercitando nel miglior modo possibile il suo ruolo di guida e di sintesi che lo metteranno nelle condizioni di lasciare una traccia profonda in questa città a seguito del suo e nostro passaggio al governo… non solo per tutto ciò, e anche sarebbe molto. E’ successo, come dissi in un altro mio post, che sentiamo “la gente fare il tifo per noi”, tanto per citare le parole di Paolo Borsellino. Sentiamo che qualche crepa nella cappa che teneva soffocata Galatina si è aperta, che l’aria e la luce iniziano a filtrare. Sentiamo che l’aria è diversa come avessimo davvero spalancato tutte insieme le porte e le finestre degli uffici comunali. Sentiamo sì la responsabilità del momento, ma sentiamo anche di potercela fare. Certo, non da soli. Certo, solo tutti insieme. L’avere le idee chiare sul da farsi potrebbe, per assurdo, comportare il rinchiudersi nelle stanze a lavorare staccati da tutto e tutti e invece ciò che noi stiamo mettendo su è una squadra aperta, partecipata e contaminata dalle più diverse esigenze ed idee perché a noi, come dicemmo in campagna elettorale, non interessa da dove si viene ma dove si vuole andare. Ed è questo il segreto di una coalizione che è molto più politica in senso pieno di quanto non si pensi. Certo, è poco partitica. Questo sì. E a chi si chiede “a chi rispondono questi?” non possiamo che rispondere “ad ogni singolo elettore”. Ed è anche per questo che martedì, quando dopo diciassette anni entrerò ufficialmente da Consigliere Comunale in aula, con me idealmente entreranno tutti quelli che in questi anni mi hanno sostenuto, spesso senza speranza, spesso solo per il bene che mi volevano, spesso solo per affermare insieme a me delle idee. Entreranno con me i 98 elettori del 2001, i 216 del 2006, i 281 del 2010, i 133 del 2012 e i 221 di questa tornata elettorale. Ma non solo. Con me entreranno anche tutti gli elettori dei ragazzi che con me componevano la lista di Andare Oltre, perché è grazie ai voti di ognuno di loro che abbiamo ottenuto questo risultato. Con me entreranno gli elettori di Cristina, di Diego, di Alessio, di Roberta, di Piergiuseppe, di Piergiorgio, di Tommaso, di Maurizio, di Tony, di Antonio, di Celeste, di Valentina, di Lucio, di Ilaria e di Paola. E con me, con noi, entreranno idealmente tutti gli elettori di ogni singolo candidato delle liste del Polo Civico, siano essi stati eletti o meno, e tutti coloro che tra il primo e il secondo turno si sono avvicinati alla nostra proposta politica, sposandola e facendola diventare vincente. Perché la politica non è uno sport per solisti, non è un gioco per singoli, la politica è comunità, la politica è gioco di squadra, la politica è visione comune messa al servizio di chi verrà dopo di noi. E sarà questo il nostro compito, mio in particolare. Pensare a chi verrà dopo di noi, pensare sempre e comunque agli “occhi di Alessandro sotto al palco durante i comizi” e a come rendere quegli occhi orgogliosi del lavoro che ogni giorno farò, dentro quell’aula e non solo. Fossi solo avrei tanta paura, ma il gruppo che rappresento e l’amministrazione di cui faccio parte mi rende tranquillo. Galatina, stavolta, la cambiamo davvero. Pezzo dopo pezzo, angolo dopo angolo. E lasceremo, tutti insieme, traccia del nostro passaggio.
Pierantonio De Matteis

venerdì 7 luglio 2017

All'ottavo giorno, Marcello creò il segretario. E fu sera e fu mattina.

Avevo una domanda da pormi e da porvi: abbiamo aspettato all’incirca dieci anni prima di poter constatare che il sistema amministrativo potesse contenere qualche difetto di troppo, di conseguenza, perché dopo soli otto giorni di lavoro vengono sollevati polveroni utili solo a riempire le bocche vuote?
È chiaro che i riflettori sulla nuova amministrazione siano tutti accesi, non c’erano dubbi su questo aspetto, dopo la campagna elettorale appena trascorsa. E’ altresì evidente però che molti detrattori sono pronti a colpire, cospargendo la Piazza di dicerie ed inesattezze.
Dai fuochi d’artificio al fatto del giorno, quello della nomina di una presunta scorta, che in realtà va a rivestire tutt’altra funzione. Nel gergo italiano, questa figura prende il nome di “segretario”, ossia colui che organizza la giornata lavorativa del sindaco, non un semplice accompagnatore durante le uscite ufficiali e non.
Non intendo soffermarmi sulla vicenda, verrà trattata nel momento opportuno. Tengo piuttosto a precisare che il lavoro della nuova amministrazione non si svolge sui social network, ma sul territorio, per cui le inesattezze fuoriuscite in questi giorni non ci riguardano.
Siamo certi che il nuovo Sindaco stia preparando al meglio la squadra amministrativa. Da quel fatidico 26 giugno, giorno della sua proclamazione, si è completamente immerso nel lavoro di ristrutturazione della Città, rispettando quella che è stata la promessa fatta in campagna elettorale.
Oggi, la voce degli sconfitti riecheggia dietro un computer o uno smartphone. Quando si è sconfitti, forse inaspettatamente sconfitti, si fa di tutto per destabilizzare la nuova squadra di governo e spargere la Piazza di veleno e sciocchezze. 
Come è accaduto nelle prime ore post voto, quando lo sconcertamento regnava nelle vostre menti, vi invitiamo a usare un tono critico solo nel momento in cui ci saranno delle tematiche che richiedano un dibattito reale. Non sprecate il fiato in questi giorni, abbiamo cinque lunghi anni (e non solo) davanti ai nostri occhi. 
D’altronde abbiamo aspettato oltre dieci anni per comprendere la reale situazione della Città. Son passati solo pochi giorni. Sollevare delle polemiche inutili e sterili consolerà la vostra sconfitta?
Alessio Prastano

venerdì 30 giugno 2017

sensazioni da stato nascente

Lo ammetto, ci ho messo un po' a realizzare e forse ancora non ho realizzato del tutto. Forse, più che ai tanti esclusi eccellenti dal prossimo consiglio comunale lo psicologo serve a me che non sono abituato a vincere. Ho sempre perso ma... ma forse sono stato fortunato. Ho vinto ora, ad un'età in cui la vittoria non mi può più cambiare (come diceva Bukowski sull'opportunità del momento in cui aveva ottenuto il successo con le sue poesie e i suoi racconti)... ho vinto ora, in un modo diverso, non è come sarebbe stato entrare in consiglio le altre volte, in quelle volte sarei stato un numero, oggi sono parte di un progetto che sento mio e che si muove insieme a me... ho vinto ora, infine, che c'è Andare Oltre, il soggetto politico in cui più di ogni altro mi riconosco, nato dalla follia visionaria di Pippi Mellone e plasmato sul nostro gruppo... Alessandro Delli Noci e Massimo Fragola a Lecce, noi a Galatina, i ragazzi di Pippi a Nardò... abbiamo messo su una rete che diventa determinante ovunque e che porta con sé una ventata di aria nuova, di cambiamento, di rivoluzione. No, forse mi sbaglio, lo psicologo non mi serve, è andata esattamente come sarebbe dovuta andare, questa campagna elettorale ha portato ad azzerare la classe dirigente più fallimentare della storia di questa città e noi, per fato o per merito, abbiamo costruito una proposta politica che è stata premiata dal consenso e ci ritroviamo ad amministrare, a determinare le scelte che impatteranno sul futuro di tutti noi. La responsabilità è tanta. E la sentiamo tutta. Ma abbiamo spalle sufficientemente larghe per reggere la botta, per dimostrare coi fatti che siamo diversi, per cambiare davvero il nostro presente e il nostro futuro. La strada non è breve né comoda ma è l'unica possibile da percorrere per arrivare all'obiettivo... e passa come sempre per le stelle. In questi giorni stiamo sentendo che "la gente fa il tifo per noi"... ma non ci basta: vi chiediamo di starci vicini, dopo averci votato "non abbandonateci", abbiamo bisogno dell'aiuto di ognuno dei nostri candidati, di ognuno dei nostri elettori, di ognuno dei cittadini di Galatina. Siamo una comunità in cammino verso il futuro e ci arriviamo tutti insieme o non ci arriva nessuno.
Pierantonio De Matteis

martedì 27 giugno 2017

sogni che si realizzano, idee da concretizzare


Ho impiegato circa ventiquattro ore prima di scrivere queste righe. Mi ci è voluto un giorno intero per riuscire a capire ciò che è stato, ma soprattutto ciò che sarà.
Abbiamo vinto le elezioni, Galatina ha risposto al nostro appello, ha saputo cambiare marcia e spazzare con una matita vent’anni di mala politica, lasciando spazio a chi ha sete di cambiamento, a quelle ragazze e ragazzi che desiderano far ripartire la macchina amministrativa.
Probabilmente, non sono ancora pienamente cosciente di ciò che abbiamo fatto in questi due mesi di campagna elettorale: siamo partiti che: “Non arrivate nemmeno al ballottaggio”, invece siamo riusciti ad ottenere il 52% dei consensi. Il popolo galatinese ha capito che politica è occuparsi delle problematiche della Città e non dare un posto di lavoro al parente o all’amico; fare politica è passione e rinnovamento, non è il voto in cambio dei soldi; fare politica è guardare negli occhi i propri concittadini e saper dire le cose.
Galatina non ha deluso: ha scelto il coraggio dei volti nuovi, delle loro idee e della forza che metteranno per realizzarle.
Galatina ha scelto gli occhi di Serena, Elena, Giulia e Giorgia, diventati pieni di lacrime gioiose, dopo aver capito che l’obiettivo era stato raggiunto.
Galatina ha scelto la tenacia di Pierantonio, Cristina, Diego, Marcella, Danilo, Raimondo, Marilena, Albano, Francesco e Alberto, i nostri consiglieri comunali che porteranno all’interno del Palazzo il giusto rinnovamento di una classe dirigente, rimasta immobilitata per troppi, lunghi anni.
Galatina ha scelto il suo Sindaco: Marcello Amante, sintesi perfetta di un Polo Civico trasformatosi col tempo in una famiglia allargata, in cui ognuno ha saputo apportare la sua personalità, la sua idea di Città, e la voglia di dare discontinuità rispetto al passato.
Il voto ha deciso che questo gruppo dovrà governare il Paese per i prossimi cinque anni. Ma vincere non può e non deve bastare: vogliamo risollevare le sorti economiche della Città, darle il giusto merito. Vogliamo che i galatinesi si sentano orgogliosi della propria Terra. Vogliamo l’apporto di tutti, perché ogni singolo cittadino avrà un’esigenza da manifestare; ogni singolo cittadino potrà avere un’idea innovativa da proporre alla nuova amministrazione. Nessuno dovrà restare indietro, né escluso dal nuovo governo galatinese.
Si, forse ho veramente capito cosa siamo riusciti a fare. Adesso, è giunto il momento di mettersi al lavoro: c’è una nuova alba che attende Galatina.
Alessio Prastano

giovedì 22 giugno 2017

la differenza tra noi e loro sta anche nei dettagli



Santini, volantini, facsimili. Ma quanta carta avete riciclato in questo mese di campagna elettorale?
Fortunatamente, secondo il parere di molti, siamo al rush finale. Domenica, sarete chiamati a decidere tra noi e loro, tra chi dice di fare squadra e chi non ha bisogno di sottolineare questo aspetto del tutto normale.

Non intendo parlare di contenuti, di programmi. Piuttosto, voglio soffermarmi su un particolare che a qualcuno di voi sarà sfuggito. Prendete il facsimile dell’una e dell’altra parte che avete ricevuto nelle vostre case: non notate nulla di differente?
Partiamo dal nostro: sul fronte del volantino, troverete i dieci volti che comporranno il prossimo consiglio comunale; dieci nomi che rappresentano un’idea, un progetto lungimirante; dieci facce che vengono racchiuse in una sola parola: rinnovamento. Al centro, noterete l’immagine del nostro candidato sindaco: non un capo, ma una sintesi di tutto il consiglio comunale.
Marcello Amante per noi è il leader di questo splendido gruppo: non intendiamo metterci a sua disposizione, ma vogliamo essere al suo fianco e contribuire al cambiamento dell’immagine galatinese.
Non abbiamo bisogno di proclami, ma vogliamo dimostrare la nostra freschezza, che equivale a competenza e serietà. Siamo certi di essere all’altezza del compito che ci spetta, qualora domenica doveste darci la vostra fiducia.

Analizziamo l’altra parte della barricata, ovvero coloro scelgono di non pubblicare la possibile maggioranza, ma optano di mettere il faccione del loro candidato sindaco. Sarebbe il caso di soffermarsi su questo dettaglio, forse banale, ma quanto mai significativo. Nei suoi post sui social, nelle sue dichiarazioni, Giampiero De Pascalis sente l’estremo bisogno di dichiarare: “Noi facciamo squadra”. Sente la necessità di ripetere questo concetto, magari per convincersi di un qualcosa che non può avere. L’esempio lampante? Il suo facsimile. Lui decide di nascondere i suoi consiglieri, forse per la sola vergogna di mostrare al popolo galatinese volti vecchi, che ieri gettavano fango ed ingiurie inaccettabili l’uno sull’altra, ed oggi si applaudono a vicenda. Sono le stesse persone che hanno contribuito al disfacimento e al degrado di Galatina. Quei dieci volti, che potrebbero rappresentare la maggioranza di De Pascalis in consiglio comunale, sono dei cani sciolti, pronti a tradire il proprio capo non appena se ne presenta l’occasione.
Il buon Giampiero è una persona sola al comando. Un uomo con dei sudditi a sua disposizione. Un uomo che non ha la giusta credibilità per governare questa Città, soprattutto se al primo turno ottiene meno voti delle sue liste.

La differenza tra noi e loro sta anche negli aspetti più banali, nella scelta della comunicazione.
La differenza tra noi e loro sta nell’essere squadra concretamente e non solo a parole.

Se volete, se vogliamo Andare Oltre insieme, non è possibile trascurare i dettagli. 

martedì 20 giugno 2017

io non ho paura

Le notizie scorrono sullo schermo dell’IPhone attraverso la punta dell’indice, mentre aspetto che il caffè si raffreddi. Leggo di Leoluca Orlando sindaco per la quinta volta a Palermo. Leggo del ritorno di Berlusconi in tandem con la Lega Nord. Leggo di Prodi che potrebbe riaccendere i motori per guidare una sinistra persa e disillusa. Indirizzo lo sguardo verso il calendario. No, non siamo nel 1994. È sicuramente il 2017.
We are back to the future dear Marty McFly. L’aria che si respira ha lo stesso odore di quelle cassapanche che lasci in soffitta, in balia delle tarme e di un ricordo che sfuma fino a quando non le ritrovi. Nei nostri comuni, il quotidiano più vicino a noi, riapriamo e acclamiamo questi mausolei di una memoria che faremmo bene a dimenticare.
Ed è chiara l’inquietudine che scuote febbrilmente questa tornata elettorale. Perché sta accedendo tutto ciò? Perché ci stiamo facendo condizionare da questa insensata nostalgia canaglia? Perché riportare l’orologio indietro negli anni, per riprendere un passato di cui ricordiamo più gli aspetti negativi che quelli postivi? Perché continuare a sperare in una politica che fino ad ora è stata intrisa di scandali e conflitti d’interesse?
La risposta risiede in un’inconfessabile paura. Quella fottuta paura che abbiamo avuto dopo esserci svegliati ed aver visto le nostre realtà disastrate, stuprate nelle loro più limpide sicurezze. Senza lavoro, senza futuro, senza prospettive. E troppo spesso, ci siamo rivolti a chi elargisce false soluzioni, a chi svende indulgenze per colpe non nostre, a chi spera di cibarsi delle incertezze per accrescere i propri interessi.
Anche noi, lillipuziani del leccese, abbiamo avvertito negli ultimi mesi il fiato sul collo di questo scenario alquanto allarmante. Nemmeno noi siamo esenti da questa angoscia esistenziale. Abbiamo vissuto una campagna elettorale sull’onda della paura, in una situazione di pre-dissesto finanziario. Le promesse di risanamento (fattibili o meno non ha importanza) hanno sorretto i fili del teatrino per la corsa a Palazzo Orsini. Anche qui i soliti venditori di fumo hanno tentato invano di ritornare a venderci le loro bugie. Per fortuna non ci sono riusciti, perché il risultato dell’11 Giugno parla chiaro, dimostrando che qualcosa in questo nostro profondo sud si sta muovendo. Qualcosa sta cambiando. Dopo aver bloccato al primo turno quattro pretendenti alla poltrona di sindaco, la scelta oggi a Galatina viaggia su due binari, su due antitetiche visioni che oramai trascendono il politico e l’amministrativo.
La prima è ancorata ad un passato ricolmo di ombre, di castelli di carte che sono sul punto di venir giù, di un fare che guarda al risultato e non al progetto, di un insieme di numeri e non di nomi. Che ricerca il suo modus nella calunnia e nella becera provocazione. Che ritrova nel vecchio, sotto le mentite spoglie della trasversalità, l’inciucio e le promesse incatenanti, le benedizioni dall’alto e i vincoli di partito.
La seconda, la nostra, guarda ad una classe dirigente che con responsabilità decide di mettersi a disposizione, che trova la sua forza nel gruppo e non nel singolo, che vede in Marcello Amante non un capo ma un leader. Che crede fermamente di poter risvegliare Galatina dal torpore che da troppo tempo persiste, nella consapevolezza di ciò che sarà necessario fare. Una classe dirigente che si sente protagonista di quel cambiamento che ci ricondurrà a credere in noi stessi, nelle nostre peculiarità, nella nostra bellezza.
Il 25 Giugno ci chiederanno se vogliamo continuare a subire la paura, nel grigiore di un vittimismo che sono stanco di sentire, oppure se invece vogliamo iniziare a combattere, facendoci strada nella follia di un’idea, sotto la guida di chi avrà il coraggio di farlo. Insieme.
Edoardo Mauro

venerdì 16 giugno 2017

marcello amante, ora più che mai

Ok, d’accordo: 887 voti sono tanti. Specialmente se è la prima volta di Andare Oltre ad una elezione comunale. Specialmente se pensiamo che tutti i partecipanti alla lista Andare Oltre sono donne e uomini liberi, moralmente e politicamente.Specialmente se pensiamo che tutti ci davano per spacciati.
Però è ora di guardare avanti e di Andare Oltre l’entusiasmante risultato di Domenica 11 giugno.
Perché la battaglia elettorale ancora non si è conclusa. 
Il primo, difficile, infido, sfiancante e incerto ostacolo è stato superato.
Ora ci aspetta l’atto finale: lo scontro diretto contro “il mucchio selvaggio”.
Uno scontro tra due visioni e culture politiche che viaggiano parallele e che, fortunatamente, non potranno mai incrociarsi.
Da quella parte, la loro, si naviga a vista, senza un orizzonte che garantisca continuità politica ed amministrativa a Galatina. La loro coalizione, infatti, ha senso di esistere solo fino a quando tutti riceveranno le risposte attese. In caso contrario si fa saltare in aria tutto, per poi rimescolarsi all’interno di “nuove” sfide politiche (è inutile che vi citi gli esempi già verificatisi, in quanto sono troppo notori). Testimonianza di ciò è la eterogeneità delle realtà che compongono “il mucchio selvaggio”: ex fittiani ora berlusconiani, ex berlusconiani ora fittiani, ex missini poi polibortoniani ed ora democristiani, ex falceemartelloniani ora destrorsi, ex repubblicani poi berlusconiani ed ora fittiani, ex socialisti ed ora “politici”.
Dalla nostra parte, invece, si fa Politica, quella seria, quella che significa progettualità, programmazione, lealtà ad un progetto ed un programma politico condiviso da Marcello Amante e da tutte le sue liste. 
Da quella parte, la loro, ci sono nomi che “politicamente” hanno un trascorso che Beautiful a confronto è un cortometraggio. La loro unica abilità è quella di saper travestire il vecchio con abiti nuovi, sfavillanti e luccicanti preparati per ogni occasione.
Dalla nostra parte c’è gente giovane, nuova, giustamente ambiziosa che ferve dalla voglia di dimostrare il proprio valore, pronti a mettere il proprio entusiasmo e le proprie capacità a disposizione della comunità tutta.
Mi rifiuto di credere che gli elettori di Galatina, politicamente stanchi degli ultimi dieci anni caratterizzati dal vuoto più totale, voteranno per quella parte, dando nuovamente il proprio voto a uomini e donne che già troppe volte hanno tradito la fiducia in loro riposta.
Per questo ora tocca a noi tutti fare l’ultimo sacrificio, l’ultimo sforzo per vincere la battaglia decisiva.
Per non finire a parlare tra di noi, così come hanno fatto Aldo, Giovanni, Giacomo e Marina Missironi in “Tre uomini e una gamba” dopo la sfida Italia Marocco, per raccontarci: “887 voti è stato un risultatone! Perché, vogliamo parlare di Cristina che è arrivata in consiglio comunale? E l’entusiasmo che abbiamo messo per tutta la prima parte di campagna elettorale? Sì, ok. Bello, tutto bello, ma come abbiamo fatto a non vincere al ballottaggio?”
Daje tutta, ora più che mai.
Gabriele Giaccari