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giovedì 19 gennaio 2017

#galatina2017: la nostra direzione di marcia

Nelle ultime settimane il gruppo di Galatina di Andare Oltre è stato al centro di una serie di incontri e, come è giusto che sia, al centro delle indiscrezioni giornalistiche circa la sua collocazione politica per le prossime elezioni comunali. Riteniamo giusto che le persone che guardano con interesse al nostro movimento sappiano direttamente da noi le ragioni politiche e programmatiche che ci muovono, che ci spingono a cercare alcuni compagni di viaggio piuttosto che altri, che ci tengono fermi su alcune posizioni e disponibili al dialogo su altre. Perché per noi le ragioni politiche che conducono alle scelte non sono né saranno mai un fatto privato. Né saranno mai basate sulla convenienza del momento, sui numeri più o meno favorevoli, sulle opportunità di carriera personali di qualcuno di noi. Le scelte sono state, sono e saranno basate sul "che fare?", sul "dove andare?", sul "che idea di Città abbiamo?". Mai saranno basate sul "ce ne tocca?". Detto (e ridetto, nel nostro caso) questo, passiamo ai fatti in questione.
Nelle ultime settimane Andare Oltre ha avviato un dialogo con alcune liste civiche presenti sul territorio da anni e che da anni portano avanti la loro battaglia fuori dai partiti attualmente presenti sullo scenario. Sono liste con le quali negli scorsi anni abbiamo anche avuto modo di polemizzare ma con le quali il confronto si è sempre basato sui contenuti e, soprattutto, sul domani, mai sullo ieri. E ragionando sul domani di questa nostra città siamo giunti ad un dialogo via via più intenso e a condividere scelte e decisioni programmatiche.
Il necessario risanamento economico e finanziario del nostro comune, la moralizzazione della vita pubblica in virtù della quale non sarà consentito a nessuno di utilizzare il suo ruolo politico a fini privati, l'arresto di ogni ulteriore e insensata espansione della città con conseguente consumo del territorio e aumento costante di costi di manutenzione, pulizia, sicurezza, la valorizzazione del centro storico come cuore sociale e culturale della città, la tutela del marchio culturale e gastronomico, la difesa dell'ambiente e la ricerca delle cause che portano dati sconvolgenti circa l'insorgenza di malattie mortali, l'adozione di un adeguato modello di viabilità cittadina che non sia solo piano traffico adeguato alle esigenze odierne (che pure ci vuole e deve prevedere la chiusura totale del centro storico senza se e senza ma e pur tuttavia con tutti gli interventi per valorizzarlo e tutelarlo a dovere), la difesa delle fasce deboli attraverso un sistema di tutele e di giustizia sociale ma anche di trasparenza e di legalità che eviti abusi, ingiustizie e corruzione a vantaggio dei soliti noti e potenti, l'adozione di un modello di gestione di rifiuti che ci porti finalmente fuori dall'emergenza costante e che si ponga l'obiettivo del rifiuti zero con conseguente sistema di bollettazione premiale.
Ecco, su questo ci siamo trovati. Non sui nomi di questo o quel candidato sindaco o assessore. Certo, se ne parlerà. Ma successivamente. Prima si capisce cosa si vuole fare e con chi lo si vuole fare e solo in un secondo momento si cerca di capire chi è il più adatto ad interpretare il ruolo di guida del gruppo. E il "che fare?" di leniniana memoria ci ha portato a parlare con alcuni gruppi distanti da noi per provenienza ma molto vicini per obiettivi, valori, visioni. Non sappiamo allo stato attuale se riusciremo a comporre un'alleanza ampia a tal punto da essere competitiva. E ci importa poco in fondo. Prima abbiamo sempre posto i contenuti e gli obiettivi. Poi i numeri. Anzi, i numeri vengono dopo, vengono di conseguenza. La politica è mossa dalle idee, senza le idee i numeri sono solo frutto di voto di scambio, di corruzione, di clientelismo. Lasciamo ad altri questi metodi. Noi continuiamo per la nostra strada. Certi di incontrare compagni di viaggio generosi almeno quanto noi con i quali condividere un pezzetto di cammino e qualche obiettivo. È la strada più lunga e più difficile, certo. Ma è l'unica che praticheremo.

martedì 28 giugno 2016

di pulizia per le feste... di falchi e piccioni

Nei giorni scorsi la chiesa madre è stata interessata da un intervento straordinario di pulitura del guano dei piccioni che ormai in numero incontrollabile infestano il nostro centro storico e non solo. L'intervento, probabilmente, è stato effettuato in questi giorni in vista dell'imminente festa patronale e ci mancherebbe altro. Ma quanto potrà durare questa pulizia? E ogni quanto toccherà effettuarla per preservare la pulizia e l'integrità della facciata della chiesa madre e di tutte le altre chiese e di tutti gli altri palazzi del centro storico? E quanto questi interventi, nelle remota ipotesi in cui venissero effettuati con regolarità, costerebbero alla nostra Città? Oppure tutti i proprietari di palazzi del centro saranno costretti a mettere quegli antiestetici “spilloni” sui cornicioni, davanzali e su ogni altra superficie “appoggiabile”? O non è forse invece arrivato il momento di discutere del problema dei piccioni e del danno che costantemente arrecano alla nostra Città senza essere tacciati per stragisti?
Ma qui tocca fare un passo indietro. Nell'ultimo periodo dell'amministrazione Garrisi e su richiesta dei frati francescani, fu effettuato sui tetti della Basilica di Santa Caterina d'Alessandria un progetto-pilota di bird control con i falchi. Per una settimana i falchi si alzarono in volo e dimostrarono che solo un sistema naturale può debellare questa invasione. La presenza del falco, infatti, oltre ad allontanare i piccioni, aumenta anche il livello di stress e ne rallenta la riproduzione selvaggia a cui assistiamo oggi. Fu un intervento riuscitissimo, anche grazie alla professionalità del falconiere che curò il progetto (e che era già stato a Galatina nel corso delle due edizioni de La Notte Medievale) Fernando Mandorino, che infatti i frati ancora ricordano così come anche altri parroci hanno poi richiesto negli anni. Ma tutto si esaurì in quel progetto-pilota e, complici le risorse sempre esigue delle casse comunali e la poca lungimiranza nel loro utilizzo, al progetto non si siede seguito. Poi cambiarono le amministrazioni e il tutto venne archiviato.
Oggi forse sarebbe il caso di ritornarci su e di fare due conti: quanto costa ripulire regolarmente il nostro centro storico, le nostre chiese e i nostri palazzi dal guano? E ogni quanto tale pulizia andrebbe effettuata per avere un livello medio di decenza igienica nella Città? E quanto costano ai cittadini (o al Comune, come nel caso del Cavallino Bianco) quegli odiosi spilloni che occupano tutte le superfici "appoggiabili" degli immobili? E tutto ciò, con quali risultati? E quanto invece costerebbe investire in bird control e aggredire il problema? A volte non è una questione di soldi che mancano, ma di come vengono utilizzati. Dopotutto, la politica è questione di scelte. Che si continuano a non fare.

sabato 12 marzo 2016

un venerdì dopo l'altro, benvenuti nel parcheggio San Pietro

Piazza San Pietro - venerdì 11 marzo 2016 
Piazza San Pietro - venerdì 5 marzo 2016
Di venerdì in venerdì la scena si ripete ormai da tempo, da anni verrebbe da dire. Appena i locali del centro organizzano (e fanno benissimo, sia chiaro) serate attrattive, la piazza di Galatina diventa una sorta di mega-parcheggio ai piedi della chiesa madre. Una scena veramente brutta. Un biglietto da visita pessimo. E quel che è peggio è che, negli stessi attimi in cui venivano scattate queste due foto (più o meno le 23,00), l'adiacente piazza Alighieri era per lo più sgombra, così come posti liberi c'erano in corso Porta Luce, in corso Principe di Piemonte, in piazza Fortunato Cesari e in quasi tutte le strade nei pressi del centro. Non si tratta qui di criticare i vigili che non sanzionano, anche perché in quegli orari sono anche fuori servizio. Si tratta invece di dover rivedere la scelta di lasciare aperta la piazza nelle serate in cui vi è maggior afflusso di gente. Un paio di transenne sarebbero più che sufficienti. E siamo sicuri che la piazza chiusa, con la gente, magari permettendo in quella serata a tutti i bar di occupare con tavolini anche oltre il loro solito spazio, sarebbe sicuramente uno spettacolo più bello. Decisamente più bello.

mercoledì 2 marzo 2016

non solo i bambini fanno "ohhhhhh"

Quando giunsi a Galatina nel 1999, io, emigrante modenese al sud, venni immediatamente folgorata dalla sua bellezza, particolarità, arte, cultura, mistero, di cui era intriso ogni centimetro del suo centro storico.
Ricordo che all'epoca lessi un racconto su Galatina che iniziava (vado a memoria, pertanto mi scuso con l'autore per la mancanza di fedeltà al testo originale) più o meno così:"Galatina voglio proprio cu llu dicu, de lu Salentu ede lu piddhrico..."; dunque Galatina "ombelico" del Salento, per indicarne la posizione di centralità.
Io preferisco considerarla il cuore del Salento, per la sua rilevanza artistica, culturale, per la sua bellezza e per le emozioni che riesce a trasmettere a chiunque si addentri per le sue viuzze "dentro le mura".
Un cuore pulsante, un vero gioiello, con una gemma incastonata al centro, la spettacolare Chiesa di S. Caterina che, anche se non più bambina da molto tempo, mi fece fare "ohhhh" la prima volta (e pure tutte le altre volte) che vi entrai.
Ho trascorso le ore delle celebrazioni domenicali senza ascoltare una sola parola delle omelie del buon Padre Tarciso prima e di Padre Massimo poi con il naso all'insu', rapita dalle schiere di angeli affacciati alle volte, dalle immagini della genesi e da tutte le altre vicende narrate dagli affreschi meravigliosamente impressi sui muri di questa piccola Assisi.
E poi come non parlare dei balconi in fiore, delle architetture dei palazzi signorili, con i loro particolari...
Ma c'è un ma, tutta questa bellezza non è facilmente godibile.
Infatti chi si addentra nel centro storico, oltre ad una cartina, necessita di un buon paio di scarpe comode e deve necessariamente tenere gli occhi fissi a terra e non sulla bellezza circostante per non rischiare di finire al pronto soccorso con una caviglia slogata, nella migliore delle ipotesi (e qui potremmo aprire un altro capitolo).
Morale della storia: Galatina ha uno dei centri storici più belli ed interessanti del Salento ed invece di essete curato, pulito, accudito, riqualificato laddove necessario viene, tranne qualche zona considerata strategica, bistrattato e completamente abbandonato a se stesso, ad atti di vandalismo e al randagismo. 
Le strade hanno basolati pieni di buche, alcune vie a seguito di interventi per il passaggio di tubazioni, sono state rappezzate alla meglio con strisce di asfalto.
In alcuni punti i piccioni la fanno da padroni per non parlare della spazzatura e degli escrementi di animali (e non mi riferisco ai randagi summenzionati ma soprattutto a dolcissimi animaletti ben curati e tenuti al guinzaglio dai loro padroni - non tutti ovviamente, anzi la maggior parte dei proprietari di animali  hanno un gran senso di civiltà e rispetto di persone e luoghi-) che non vengono raccolti dai loro padroni con gli strumenti preposti e previsti dalle normative comunali di riferimento (che prevedono, peraltro, una sanzione a chi non ottempera a tale dovere civico).
A questo punto chi legge potrebbe pensare che siamo tutti bravi con le parole... ma i fatti?
Beh personalmente, nel mio piccolo ho tentato di dare un personale contributo: una decina di anni fa, innamorata com'ero del centro storico di Galatina, acquistai un piccolo localino a pochi passi dall'arco di Porta Luce e lo ristrutturai, internamente ed esternamente, completamente a mie spese. Da allora pago diligentemente la TARI, l'IMU e, da tempi più recenti la TASI, anche se in realtà spesso le bottiglie di birra e le cicche lasciate sulla soglia del mio localino le tolgo io, per non parlare del percorso ad ostacoli da affrontare tra i "ricordini"  lasciati da certi proprietari di cagnolini di cui ho già parlato che, evidentemente, reputano il centro storico una grande toilette a cielo aperto.
E a questo punto la domanda nasce spontanea: ma dove sono coloro i quali dovrebbero non solo riqualificare e coccolare tanta bellezza, ma almeno controllare che il degrado non deturpi irrimediabilmente la nostra stupenda cittadina facendo fuggire a gambe levate (sperando che non si sloghino le caviglie, se no ci tocca pure pagar loro i danni!) i turisti?

Carla Casolari