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mercoledì 23 settembre 2020

Da Bari a Galatina. Analisi delle Elezioni Regionali Pugliesi 2020.


Chi alla fine l’ha spuntata, è stato lui. Michele Emiliano, l’ex magistrato ed ex sindaco di Bari, oggi è per la seconda volta presidente della regione Puglia.

E’ stato già detto più volte, questa campagna elettorale è stata strana, nuova e (speriamo) unica nel suo genere. Non solo per la situazione dettata dall’emergenza sanitaria, ma soprattutto perché queste regionali pugliesi mettevano in scena alcune sottotrame. In primis, il definitivo spostamento di una politica che cambia per una svolta assolutamente pragmatica. Emiliano vince perché è stato polo di convergenza di diverse anime. L’ex sindaco forzista di Bari Di Cagno Abbrescia, Massimo Cassano a Brindisi, Totò Ruggeri a Lecce: queste alcune delle personalità di spicco che dal mondo della destra sono migrate nel “modello emiliano”. L’ex presidente non è andato molto per il sottile, aveva ben chiaro che per vincere era necessario una squadra, già decimata dalla fuoriuscita renziana e dal mancato tandem con i cinque stelle, super competitiva. Ed oggi, a risultato acquisito, appare chiaro che ogni pedina è stata al proprio posto, ogni singolo candidato è stato funzionale al progetto.

Anche Raffale Fitto ha tentato di accaparrarsi menti e voti al di là della barricata (vedi il cambio di casacca di Leo di Gioia e Napoleone Cera in Capitanata) ma il tutto in misura minore rispetto al suo competitor. Perché?


Ed eccoci al secondo aspetto, la seconda traccia che, secondo chi scrive, andrebbe analizzata con attenzione in queste elezioni regionali: l’immagine del candidato presidente.

Su chi fosse per il centrosinistra il candidato presidente, non c’erano dubbi ormai da tempo. Nonostante la formalità delle primarie regionali (peraltro stravinte) Michele Emiliano ha avuto dalla sua il fattore tempo: ha iniziato a muoversi sin da subito, imponendosi nell’intera sinistra regionale. Superata la formalità della leadership, l’ex presidente ha potuto costruire nel tempo il suo personale profilo: Emiliano ha voluto raccontarsi prima come amministratore e poi come politico. Prima Sindaco di Puglia e poi Presidente di Regione. Ed è per questo che il suo più grande sostegno è arrivato in gran parte dall’interno delle amministrazioni comunali. Sindaci, assessori e consiglieri hanno intrapreso campagne elettorali personali, in prima linea in sostegno del presidente uscente. Una scelta che, a quanto pare, ha pagato.

Tutto il contrario, invece, nel centrodestra pugliese. Raffaele Fitto ritorna ad essere il candidato presidente dopo il prolungarsi di non poche polemiche interne. Probabilmente per questo, la sua candidatura nasce già compromessa in grembo. E in ritardo sulla tabella di marcia di una breve campagna elettorale.

Fitto ha cercato di dipingere un’immagine di sé che non gli apparitene, mascherandosi dietro l’ultimo dei suoi partiti, in contraddizione con il suo vissuto e la sua storia. Lui, democristiano di stirpe in sella a Fratelli d’Italia, riesce a strappare la sua candidatura tramite un’imposizione dall’alto. Racconta di voler risanare la sanità pugliese. Giusto e condivisibile. Si dimentica, però, delle non poche responsabilità della sua gestione.

Di Fitto, poi, se ne sapeva ormai poco da queste parti. Lo avevamo lasciato a Roma e poi a Bruxelles. Ed il mancato rapporto diretto con il territorio, ritrovato solo durante la competizione elettorale, è stata sicuramente una della chiavi di lettura della sua sconfitta (è indicativo il fatto che si sia registrato tra i voti al presidente e quelli della coalizione una certa discordanza).

A Lecce le novità assolute sono tre. Alessandro Delli Noci, vice sindaco di Lecce, sbanca e convince il Salento con oltre 17mila preferenze nella lista Con Emiliano. Segue Donato Metallo, enfant prodige di Racale, che con 16.847 preferenze riesce ad ottenere il primato all’interno del Partito Democratico su Loredana Capone e Sergio Blasi. L’ultima novità: si tratta di Paolo Pagliaro, fondatore del Movimento Regione Salento. L’editore di Telerama riesce a concretizzare nelle sue quasi 10mila preferenze il grande radicamento nel leccese del suo movimento. Sarà interessante capire come riuscirà a coinvolgere nel panorama regionale le istanze dell’autonomia salentina.

E a Galatina? Nessuno di candidati in gioco è riuscito a spuntare un pass per il consiglio regionale. In molte circostanze è mancato il gioco di squadra e come spesso è accaduto, i particolarismi prevalgono sulla capacità di fare gruppo. Un film che tante volte abbiamo visto e che ancora oggi ci dimostra l’errore di certe scelte. Chi scrive, rivendica con orgoglio il sostegno ad un progetto portato avanti controcorrente. Per noi del circolo cittadino di Andare Oltre Galtina, la scelta di candidare Sara Musardo nasceva da un’esigenza di confronto all’interno della competizione elettorale nelle vesti di un concreto soggetto politico, una realtà attiva e di mutuo sostegno nei confronti di ogni singola individualità all’interno del nostro gruppo.

Siamo molto contenti dei 712 voti ottenuti. Nonostante l’inesperienza in un contesto come quello elettorale la nostra candidata non ha per nulla sfigurato, dimostrando che i buoni risultati si possono ottenere anche seguendo una via alternativa rispetto alle scelte fatte finora.

Mi piacerebbe che la nostra esperienza, anche se conclusasi con una non-elezione, possa essere da monito per chi in futuro abbia intenzione di rappresentare la nostra città altrove. Ciò che farà la differenza saranno dei progetti tangibili, che vadano a rappresentare e non a dividere. Che vadano oltre le singolarità dei pochi ed alcune ciniche posizioni di gran parte dell’attuale classe politica. Quello che oggi manca al nostro piccolo scenario, è una visione verso il futuro. Restituiamola ricominciando sul serio a fare Politica.

Edoardo Mauro



giovedì 11 gennaio 2018

finalmente in Sede

La politica 2.0 ci piace un sacco. Ci piace l’esposizione online, l’interazione, il costante dialogo alla luce del sole e in tempo reale, la partecipazione piena che le nuove tecnologie consentono. E anche nel corso dell’ultima campagna elettorale abbiamo spinto molto sull’aspetto social e sull’innovatività della comunicazione e della proposta politica in generale. Abbiamo preso le distanze già da tempo da un modello partitico che nell’ultimo periodo si è allontanato anni luce dal suo ideal-tipo, da ciò che sarebbe dovuto essere. E siamo riusciti a costruire un nuovo modello politico che oggi governa il territorio nelle tre principali città della provincia e che è riuscito a lasciare a casa vecchi metodi e vecchi politici. Ma chi ha profonda conoscenza della politica e delle sue dinamiche sa bene che la comunicazione 2.0 è solo un aspetto, forse oggi il più appariscente, e che esso comunque sarebbe nulla senza sostanza, senza analisi e approfondimento politico, senza studio programmatico, senza… rapporti e relazioni umane. Ed è anche in considerazione di ciò che Andare Oltre, dopo le elezioni comunali, ha avviato il percorso di strutturazione avviando il tesseramento e oggi lo completa aprendo una sede fisica. Verrà inaugurata infatti venerdì 12 gennaio, alle ore 20,00, in corso Porta Luce, 58bis, la sede del movimento alla presenza, tra gli altri del sindaco di Galatina Marcello Amante, del sindaco di Nardò Pippi Mellone e del vicesindaco di Lecce Alessandro Delli Noci. La nostra “sezione” sarà un luogo aperto in cui far crescere un’intera comunità, in cui incontrare i cittadini e non solo gli iscritti, raccogliere segnalazioni utili a migliorare l’azione amministrativa e raccontare ciò che quotidianamente stiamo facendo per questa città nelle sue istituzioni. E sarà uno strumento per permettere a tutti di partecipare attivamente alla vita politica, non solo consiglieri e assessore come le regole istituzionali impongono; sarà uno strumento per allargare la partecipazione a tutti coloro che, tesserati o meno, vorranno dare il proprio contributo.

mercoledì 29 novembre 2017

dalla politica per la politica, dalla comunità per la comunità

Pubblichiamo sul nostro blog il documento di alcuni amministratori salentini che in questi giorni sta riscontrando attenzioni e adesioni. I primi firmatari sono Alessandro Delli Noci (Vice Sindaco di Lecce), Andrea Pulli (Vice Sindaco di Squinzano), Antonio Tondo (Consigliere Provinciale Lecce), Marcello Amante (Sindaco di Galatina) e Pippi Mellone (Sindaco di Nardò).

Elezioni 2018. Un'occasione per il territorio

Premessa

In Italia emerge la necessità di riconsegnare centralità ai cittadini, che attraverso una crescente disaffezione al voto e una palpabile sfiducia verso il parlamento, manifestano insofferenza per una democrazia non pienamente rappresentativa. C'è l'urgenza di riconoscersi in nuove proposte, in politici differenti dal passato, preparati e radicati sul territorio.
La stagione della corruzione sistemica e quella del parlamento degli “onorevoli nominati” ha scavato una distanza profondissima fra i partiti ed il popolo, spingendo all'astensione di massa e alla nascita di un movimento antipolitico, come il Movimento 5 Stelle, che dopo una iniziale ed apprezzabile spinta di rinnovamento, ha dimostrato i propri limiti sul campo: stretto tra l'annichilimento delle competenze ed i rapporti non chiariti tra eletti e Casaleggio Associati (una società di capitali che partecipa alle dinamiche di costruzione delle leadership!) questo movimento si è dimostrato incapace di trasformare la protesta in una azione di buon governo.

La situazione del territorio

Il Salento manifesta profondi bisogni di cambiamento, dettati da spinte economiche, sociali, demografiche e culturali che investono l'intera Puglia. Questi bisogni stridono con lo scollamento tra lo stato centrale e le esigenze delle comunità locali, stremate dai problemi concreti e dalle necessità immediate: impennata delle malattie (soprattutto tumorali), difficoltà col lavoro, trasporti penalizzanti, necessità di tutela dei diritti umani, migrazioni, criticità della rete ospedaliera ecc. ecc. Le province di Lecce, Brindisi e Taranto sono diventate zone di morte e di conflitti sociali per la presenza di impianti inquinanti e per le recenti imposizioni in tema di trattamento dei rifiuti e politica energetica. Amministratori locali e cittadini non si sentono più padroni dei territori che abitano e questo è gravissimo!

Cosa fare

Bisogna utilizzare al meglio la nuova legge elettorale: i cittadini potranno scegliere innanzitutto tra i candidati di collegio e, per questo, gli amministratori locali devono pretendere dalle segreterie dei partiti dei referenti che abbiano a cuore le istanze dei territori. Così come avvenuto in quelle città dove si è andati oltre gli schieramenti dovrà avvenire anche nella offerta politica: occorrerà dire basta alla logica delle poltrone e mettere al centro i bisogni dei cittadini.
Oggi i partiti e i movimenti, pur nelle differenze culturali che ne caratterizzano la genesi, tendono ad una confusione programmatica, nella quale ogni forza politica appare come un grande calderone dove si cuoce di tutto: nessun partito o movimento ha una linea definita e ciò avviene nelle politiche del lavoro, delle migrazioni, nella gestione del mondo della scuola, nelle politiche di solidarietà sociale, nei rapporti con l'Europa e con il resto del mondo.
In questa situazione ciò che fa la differenza sono le radici, la militanza civica e sociale, il valore delle singole donne e dei singoli uomini che dovranno essere rappresentativi di movimenti civici, associazioni culturali, sociali e ambientaliste per poter fare la differenza, con la forza della propria storia politica e personale. Noi siamo fermamente convinti che occorra usare al meglio la nuova legge elettorale, per produrre una rivoluzione culturale ed avviare un rinnovamento profondo, che parta dalla politica per la politica, dalla comunità per la comunità.

Conclusioni

Vogliamo che i movimenti ed i partiti politici formulino la propria offerta politica scegliendo i propri candidati di collegio tra esponenti di movimenti civici e dell'associazionismo, che abbiano un forte radicamento territoriale; pretendiamo che non vengano utilizzati i collegi salentini per paracadutare esponenti politici provenienti da altri territori; chiediamo che la politica si faccia interprete dell'esigenza di rinnovamento manifestata da chi crede nel rinnovamento della politica, nella militanza, nella possibilità di fare la propria parte a favore della comunità.
Vogliamo che queste decisioni siano certificate dall'individuazione di candidati di collegio graditi alla base e alle amministrazioni locali. Lanciamo la costruzione di un programma delle idee per il territorio, che sia trasversale e che individui degli obiettivi oltre la destra ed oltre la sinistra e a favore della comunità salentina: ospedali oncologici e pediatrici, aeroporto e rete ferroviaria, rete portuale e strade, piano energetico e di decarbonizzazione, gestione dei rifiuti, tutela della salute e dell'ambiente, piano industriale e delle innovazioni, politiche di rigenerazione edilizia, delle università, della terza età, del turismo, della solidarietà sociale, ecc. ecc. Non possiamo consegnare il futuro del Salento agli yes-men dei partiti o ai candidati selezionati con i click su una piattaforma. Ora o mai più i partiti ed i movimenti devono fare una scelta utile per i cittadini o cedere il passo all'antipolitica.

Salento, 21 Novembre 2017

mercoledì 26 aprile 2017

di conservazione e di cambiamento

Le forze della conservazione contro le forze del cambiamento. Questo è lo schema che si sta profilando in questa competizione elettorale. E il fatto che apparentemente, e solo apparentemente, le forze della conservazione marcino separate per colpire unite nulla toglie al loro vero obiettivo: mantenere le mani sulla città.
Leggendo i rilievi che la corte dei conti rivolge alle gestioni politiche ed amministrative passate ci si accorge che esse sono state composte dalle stesse persone che, a vario titolo, oggi si presentano come gli artefici di coalizioni per la salvezza della città, per il benessere sociale, per la salute pubblica. Salvo poi scorrere i loro nomi e rendersi conto che sono gli stessi che hanno gestito e retto le sorti del nostro comune negli ultimi vent'anni. Tutto ciò per noi ha le sembianze della conservazione, dell'immobilismo, della continuità amministrativa, sia essa di sedicente-destra o di sedicente-sinistra. Sono ricette già sperimentate, già provate, già fallite.
E poi c'è chi è rimasto fuori dalla gestione e si fa portatore di idee fuori dal coro, chi vuole cambiare il corso delle cose; prende vita una coalizione del cambiamento, civica ma non apolitica. Civica perché slegata dai partiti tradizionali, coalizione insensibile ai richiami di scuderia e agli ordini ricevuti dall'alto (anche perché un alto non c'è). Non apolitica perché le idee politiche ci sono e la rete di amministratori che già le sperimentano su diversi territori della provincia pure. Da Pippi Mellone ad Alessandro Delli Noci, da Giancarlo Erroi ad Emanuele Legittimo passando per tanti altri ancora, c'è un mondo che riprende la connessione col suo tempo e col suo territorio, rompe il tappo costituito da una classe politica autoreferenziale e prova a cambiare, se non il mondo (come si credeva che si potesse fare a quattordici anni iniziando a fare politica), almeno quella parte di mondo di sua competenza... quella parte di mondo che amano proprio perché non piace (come diceva Borsellino) ma per la quale sono disposti a sacrificare una parte di loro. Fuori dalle solite logiche, fuori dai soliti metodi, fuori dalle solite coalizioni della conservazione. Senza il mito della vittoria a tutti i costi; perché la vittoria non è il fine ultimo dell'azione politica ma solo un mezzo per poter cambiare davvero questa nostra bellissima e disgraziata terra. E per essere in grado di farlo, tocca vincere sì, ma non a tutti i costi e non con compagni di viaggio qualunque. E' necessario costruire una alternativa credibile non tanto e non solo rispetto alle ultime amministrazioni cittadine ma ad un'intera classe dirigente che ha dominato più che governato in lungo e in largo in questi ultimi decenni. E' necessario uscire dalla logica dell'amico e del favore per entrare in quella del "che città immaginiamo per i nostri figli?". E' necessario, in una sola parola, Andare Oltre, scegliere uomini liberi come Marcello Amante e i candidati delle sue liste, rompere definitivamente con un passato fallimentare!

mercoledì 20 luglio 2016

19 luglio 1992 - 19 luglio 2016: Paolo vive!

“La paura è umana, ma combattetela con il coraggio”. Paolo Borsellino era convinto che la mafia si sconfiggesse solo ed esclusivamente parlandone, scendendo in Piazza e combattendo ogni timore con i valori adatti a sconfiggere la malavita.



Da vent’anni a questa parte, a Palermo si svolge la fiaccolata in memoria del magistrato ucciso il 19 luglio 1992. Anche quest’anno, l’associazione politico-culturale Andare Oltre di Nardò, con il patrocinio del Comune, ha invitato il popolo neretino a scendere in Piazza, a prendere parte alla fiaccolata in memoria del Giudice che ha stanato la malavita.



Con una fiaccolata partita da Piazza Salandra il corteo, con a capo il neo sindaco Pippi Mellone, si è diretto nei pressi del tribunale di Nardò, in via Falcone – Borsellino, dove il Primo Cittadino insieme al procuratore aggiunto e prossimo capo della Direzione Distrettuale Antimafia Antonio De Donno,  ha depositato una corona di fiori per commemorare la scomparsa dei due Magistrati.


Anche con la fascia tricolore, Mellone aderisce in prima persona alle iniziative che per anni ha condotto personalmente. Da Sindaco, chiama a raccolta la sua Nardò in una fiaccolata, urlando simbolicamente che le mafie si sconfiggono con il coraggio e con la forza di parlarne, senza mai smettere. Chiamata a raccolta alla quale hanno aderito anche il neo sindaco di Gallipoli Stefano Minerva e il sempre presente assessore leccese Alessandro Delli Noci come a voler simboleggiare un'unità generazionale fuori dai vecchi schemi di partito di quella "gioventù che sta negando il consenso alla mafia".


Andare Oltre prosegue il proprio percorso rivolto alla società neretina, inclusa in qualsivoglia iniziativa dell’associazione politico-culturale che tanto fatto e altrettanto farà per migliorare la propria Città.
Un esempio da esportare in molti altri Paesi del Salento.