Visualizzazione post con etichetta rosso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rosso. Mostra tutti i post

venerdì 9 giugno 2017

misunderstanding

Ho immaginato i pensieri e le riflessioni di un potenziale elettore di centrosinistra che, avulso dalla scena politica, si è informato sulle prossime elezioni servendosi soltanto o dei mezzi di comunicazione o dei social network.
Ecco cosa ne è venuto fuori.
“Ho deciso: nessuno potrà farmi cambiare idea. Domenica voterò la Sandra come candidato sindaco!
Che meraviglia ragazzi: la Sandra ritorna ad essere candidato sindaco per il Centro Sinistra. È come tornare più giovani di 11 anni!
Non sto più nella pelle a pensare che potrò crociare il suo nome sulla scheda elettorale e finalmente esprimere un voto consapevole per il prossimo candidato sindaco.
Poi la Sandra sindaco è sinonimo di una coalizione fortemente comunista, coerente con gli ideali che la Sandra stessa ha sempre professato, antifascismo su tutti.
Chi è che mi telefona? Ah è il mio amico informatissimo circa l’attuale campagna elettorale. Condividerò con lui questo mio entusiasmo.
<Ciao, come stai? Hai visto che figata? La Sandra di nuovo candidato sindaco di Galatina! Come dici? La Sandra non è il candidato sindaco per la coalizione del PD? Cioè mi stai dicendo che sebbene su tutti i blog cittadini, su tutti i siti di informazione e in ogni dibattito nato su Facebook si parli della Sandra, il candidato della coalizione del PD è un altro? Mi sembra tutto così assurdo. Quindi anche se per la coalizione del PD parla solo la Sandra, se tutti, quando parlano di PD, fanno riferimento alla Sandra e se ogni polemica riguardo il “centrosinistra” ruota intorno alla Sandra, ciò non significa che il candidato sindaco del PD sia la Sandra?
Vabbè dai. Posso pure accettare questa cosa (cui stento ancora a credere), l’importante è che si rimanga fieramente a sinistra e si porti avanti la bandiera rossa con il pugno della mano alzato verso il cielo, come la Sandra vorrebbe. Cosa? Nella coalizione di cui fa parte la comunistissima Sandra c’è gente “fascisterrima”? No dai. A questo non crederò mai!
Ah…. Quindi mi stai dicendo che nella coalizione del PD si è candidato l’ex presidente del circolo di Galatina di Fratelli di Italia insieme a qualche altro ex  presunto “fascista”? Pensa tu la coerenza di questi soggetti! Non so cosa dire. Ti ringrazio comunque per queste delucidazioni anche se mi hanno fatto cadere tutte le certezze che avevo accumulato fino ad ora. Ci sentiamo>
Troppe delusioni. 
Quasi quasi voto Andare Oltre e Marcello Amante!”
Gabriele Giaccari

mercoledì 29 marzo 2017

figlia mia, rosso!

manifesto "rosa" apparsi in città nei giorni scorsi
Figlia mia, se un giorno vorrai parlare di te con un colore, scegli sempre il rosso.
Rosso come il sangue che viaggia nelle tue vene e ti dà la forza per assaporare appieno ogni giorno della tua vita.
Rosso come la passione, quella ardente che non potrai mai placare. Come il coraggio che hai nell’intraprendere una nuova esperienza. Perché coraggio ce ne vuole. Come quel dovere civico che è, prima di tutto, amore per la propria città.
Rosso come il cuore, culla dei tuoi sentimenti, che metti in ogni dove, negli angoli più nascosti del tuo paese e della tua città, e che cerchi in chiunque, anche nel tipo che incontri per strada e ti sorride, pur non conoscendoti. Perché ognuno di noi è una storia da raccontare e da ascoltare.
Rosso come una rosa, la più bella di tutte, quella che non si può sprecare. Ricorda: tu non sei solo apparenza. Sei pura sostanza. E, allora, parla. Con tutti. Dì la tua. Sempre. Sbaglierai, certo. Vuol dire che avrai imparato qualcosa.
Rosso come i tuoi occhi quando si infiammeranno di rabbia perché nessun diritto deve essere calpestato, maltrattato, ignorato. Né tuo né di altri. E combatti, figlia mia, fino a quando quei tuoi occhi piangeranno per avercela finalmente fatta. Non rassegnarti mai: “chi può amare ciò che è nostro più di noi stessi?”.
Rosso come il colore delle tue guance quando, dopo un lungo respiro, ti troverai a parlare con tanta gente. Eppure cosa c’è di male? In fondo è la tua gente, quella con cui vivi ogni giorno. Falle diventare rosse quelle guance, però: sono il segno di chi non vuole deludere le persone che gli danno fiducia.
Rosso come il tuo rossetto preferito, perché non perdi la tua femminilità e hai il dovere di farla rispettare, così come la tua libertà. Di pensiero, prima di tutto. Rosso come anche le ferite che avrai sulle mani, perché nel momento del bisogno non sarai tu a tirarti indietro.
Figlia mia, non nasconderti mai dietro il tuo essere femmina. Sii donna. Non vestirti di rosa. Non nasconderti dietro quel femminismo vuoto e apparente, che crede ancora di rivoluzionare solamente tingendosi di rosa. Il mio rosa è stato solo la tua nascita e il simbolo di quella cicatrice che porto sul seno.
Figlia mia, se fossi figlio mio ti scriverei allo stesso modo. Se un giorno vorrai parlare di te con un colore, scegli sempre il rosso.

Cristina Dettù