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lunedì 4 dicembre 2017

ascoltare il territorio significa crescere

Raccontare il lento declino che sta spingendo la democrazia partitocratica verso un probabile tracollo non sarebbe una novità. E nemmeno un’illazione, una considerazione non supportata da numeri: i dati di un sondaggio Demos per La Repubblica del dicembre 2016 dicono che l’indice di fiducia degli italiani nei partiti risulta quello più basso tra le istituzioni. 
I numeri sono lo specchio fedele dell’attuale situazione. Oggi difficilmente ci si sente rappresentati perché i partiti hanno tracciato uno solco profondo tra noi e loro, una voragine riempita da soldi illecitamente intascati, giochi di potere e gravi sordità degli elettorati. Si è perso quel senso di appartenenza che legava sogni, speranze e idee ad un progetto politico, tutto dissolto nelle logiche incomprensibili di una politica che chiede tanto per restituire poco. Manca la voglia di sentirsi parte di comunità, essere parte attiva di un tutto. Ci si vede costretti ad adagiarsi nella solitudine delle tastiere, sempre più monadi in un universo social.
C’è un aspetto di questa faccenda che va assolutamente considerato. Un risvolto molto più pericoloso che ci deve condurre ad analisi. Questo grande scollamento della società civile dal mondo delle istituzioni ha causato una crisi della leadership nazionale con conseguente assenza di classi politiche preparate: in uno scenario del genere, chi ha competenze aspetterà prima di mettersi a disposizione di chi maneggia nel fango, chi ha capacità ci penserà due volte prima di “sposare” progetti politici sempre più lontani da ciò che li circonda.
L’attuale vuoto di vertice nei partiti nazionali (il più grave problema politico della seconda repubblica) è frutto di questa serie di concatenamenti. E sbagliamo a rifugiarci nelle risposte semplicistiche e affrettate (se volete “populiste”) di chi si immola per la causa, ma lo fa senza cognizione alcuna.
Cosa fare allora? Come sopperire a queste mancanze?
Chi vi scrive una risposta non ce l’ha. Ma un’idea da dove si potrebbe iniziare a cercarla forse si.
Ritornando al sondaggio Demos, si nota come la partecipazione nel sociale sia il modello partecipativo più utilizzato dagli italiani. Ciò vuol dire che viviamo sempre più le associazioni di categoria, civiche, culturali, sportive, di volontariato. Luoghi ristretti, più semplici, ma non per questo inutili. Si tratta di situazioni dove è più facile ritrovarsi con progetti simili, momenti in cui ci si sente più solidali nelle circostanze. Un mondo genuino che spesso non va oltre le realtà comunali o provinciali. Dove i problemi che si affrontano sono reali, urgenti, nati dal quotidiano. Dove oggi sopravvive il profumo della politica, quella vera e spesso verace.
In queste realtà, dove rivive oggi la comunità e ci si esprime a gran voce, è racchiusa la chiave della ripartenza. È nel movimentismo, nelle amministrazioni comunali fatte da cittadini che sopravvive quella cultura del dibattito, ove tesi e antitesi si ritrovano in una sintesi attuabile, chiara e sincera.
Se si cerca una soluzione alla crisi delle leadership di partito, se ci si chiede da dove ricominciare a seminare per poter un giorno raccogliere una classe dirigente pronta ad ascoltare, il mio consiglio è di guardare qui. Tra chi vive e respira ciò che lo circonda, lontano dalle logiche del “con chi ti schieri?”. Vicino all'elettore che conosce.
Far crescere per poter crescere. Ascoltare il territorio e il civico per sedimentare nuove proposte, per allontanare l’ingiustizia dei nominati, per insediare nelle istituzioni un nuovo ricambio. Se giovane, ancora meglio.
Edoardo Mauro

mercoledì 29 novembre 2017

dalla politica per la politica, dalla comunità per la comunità

Pubblichiamo sul nostro blog il documento di alcuni amministratori salentini che in questi giorni sta riscontrando attenzioni e adesioni. I primi firmatari sono Alessandro Delli Noci (Vice Sindaco di Lecce), Andrea Pulli (Vice Sindaco di Squinzano), Antonio Tondo (Consigliere Provinciale Lecce), Marcello Amante (Sindaco di Galatina) e Pippi Mellone (Sindaco di Nardò).

Elezioni 2018. Un'occasione per il territorio

Premessa

In Italia emerge la necessità di riconsegnare centralità ai cittadini, che attraverso una crescente disaffezione al voto e una palpabile sfiducia verso il parlamento, manifestano insofferenza per una democrazia non pienamente rappresentativa. C'è l'urgenza di riconoscersi in nuove proposte, in politici differenti dal passato, preparati e radicati sul territorio.
La stagione della corruzione sistemica e quella del parlamento degli “onorevoli nominati” ha scavato una distanza profondissima fra i partiti ed il popolo, spingendo all'astensione di massa e alla nascita di un movimento antipolitico, come il Movimento 5 Stelle, che dopo una iniziale ed apprezzabile spinta di rinnovamento, ha dimostrato i propri limiti sul campo: stretto tra l'annichilimento delle competenze ed i rapporti non chiariti tra eletti e Casaleggio Associati (una società di capitali che partecipa alle dinamiche di costruzione delle leadership!) questo movimento si è dimostrato incapace di trasformare la protesta in una azione di buon governo.

La situazione del territorio

Il Salento manifesta profondi bisogni di cambiamento, dettati da spinte economiche, sociali, demografiche e culturali che investono l'intera Puglia. Questi bisogni stridono con lo scollamento tra lo stato centrale e le esigenze delle comunità locali, stremate dai problemi concreti e dalle necessità immediate: impennata delle malattie (soprattutto tumorali), difficoltà col lavoro, trasporti penalizzanti, necessità di tutela dei diritti umani, migrazioni, criticità della rete ospedaliera ecc. ecc. Le province di Lecce, Brindisi e Taranto sono diventate zone di morte e di conflitti sociali per la presenza di impianti inquinanti e per le recenti imposizioni in tema di trattamento dei rifiuti e politica energetica. Amministratori locali e cittadini non si sentono più padroni dei territori che abitano e questo è gravissimo!

Cosa fare

Bisogna utilizzare al meglio la nuova legge elettorale: i cittadini potranno scegliere innanzitutto tra i candidati di collegio e, per questo, gli amministratori locali devono pretendere dalle segreterie dei partiti dei referenti che abbiano a cuore le istanze dei territori. Così come avvenuto in quelle città dove si è andati oltre gli schieramenti dovrà avvenire anche nella offerta politica: occorrerà dire basta alla logica delle poltrone e mettere al centro i bisogni dei cittadini.
Oggi i partiti e i movimenti, pur nelle differenze culturali che ne caratterizzano la genesi, tendono ad una confusione programmatica, nella quale ogni forza politica appare come un grande calderone dove si cuoce di tutto: nessun partito o movimento ha una linea definita e ciò avviene nelle politiche del lavoro, delle migrazioni, nella gestione del mondo della scuola, nelle politiche di solidarietà sociale, nei rapporti con l'Europa e con il resto del mondo.
In questa situazione ciò che fa la differenza sono le radici, la militanza civica e sociale, il valore delle singole donne e dei singoli uomini che dovranno essere rappresentativi di movimenti civici, associazioni culturali, sociali e ambientaliste per poter fare la differenza, con la forza della propria storia politica e personale. Noi siamo fermamente convinti che occorra usare al meglio la nuova legge elettorale, per produrre una rivoluzione culturale ed avviare un rinnovamento profondo, che parta dalla politica per la politica, dalla comunità per la comunità.

Conclusioni

Vogliamo che i movimenti ed i partiti politici formulino la propria offerta politica scegliendo i propri candidati di collegio tra esponenti di movimenti civici e dell'associazionismo, che abbiano un forte radicamento territoriale; pretendiamo che non vengano utilizzati i collegi salentini per paracadutare esponenti politici provenienti da altri territori; chiediamo che la politica si faccia interprete dell'esigenza di rinnovamento manifestata da chi crede nel rinnovamento della politica, nella militanza, nella possibilità di fare la propria parte a favore della comunità.
Vogliamo che queste decisioni siano certificate dall'individuazione di candidati di collegio graditi alla base e alle amministrazioni locali. Lanciamo la costruzione di un programma delle idee per il territorio, che sia trasversale e che individui degli obiettivi oltre la destra ed oltre la sinistra e a favore della comunità salentina: ospedali oncologici e pediatrici, aeroporto e rete ferroviaria, rete portuale e strade, piano energetico e di decarbonizzazione, gestione dei rifiuti, tutela della salute e dell'ambiente, piano industriale e delle innovazioni, politiche di rigenerazione edilizia, delle università, della terza età, del turismo, della solidarietà sociale, ecc. ecc. Non possiamo consegnare il futuro del Salento agli yes-men dei partiti o ai candidati selezionati con i click su una piattaforma. Ora o mai più i partiti ed i movimenti devono fare una scelta utile per i cittadini o cedere il passo all'antipolitica.

Salento, 21 Novembre 2017

martedì 27 giugno 2017

sogni che si realizzano, idee da concretizzare


Ho impiegato circa ventiquattro ore prima di scrivere queste righe. Mi ci è voluto un giorno intero per riuscire a capire ciò che è stato, ma soprattutto ciò che sarà.
Abbiamo vinto le elezioni, Galatina ha risposto al nostro appello, ha saputo cambiare marcia e spazzare con una matita vent’anni di mala politica, lasciando spazio a chi ha sete di cambiamento, a quelle ragazze e ragazzi che desiderano far ripartire la macchina amministrativa.
Probabilmente, non sono ancora pienamente cosciente di ciò che abbiamo fatto in questi due mesi di campagna elettorale: siamo partiti che: “Non arrivate nemmeno al ballottaggio”, invece siamo riusciti ad ottenere il 52% dei consensi. Il popolo galatinese ha capito che politica è occuparsi delle problematiche della Città e non dare un posto di lavoro al parente o all’amico; fare politica è passione e rinnovamento, non è il voto in cambio dei soldi; fare politica è guardare negli occhi i propri concittadini e saper dire le cose.
Galatina non ha deluso: ha scelto il coraggio dei volti nuovi, delle loro idee e della forza che metteranno per realizzarle.
Galatina ha scelto gli occhi di Serena, Elena, Giulia e Giorgia, diventati pieni di lacrime gioiose, dopo aver capito che l’obiettivo era stato raggiunto.
Galatina ha scelto la tenacia di Pierantonio, Cristina, Diego, Marcella, Danilo, Raimondo, Marilena, Albano, Francesco e Alberto, i nostri consiglieri comunali che porteranno all’interno del Palazzo il giusto rinnovamento di una classe dirigente, rimasta immobilitata per troppi, lunghi anni.
Galatina ha scelto il suo Sindaco: Marcello Amante, sintesi perfetta di un Polo Civico trasformatosi col tempo in una famiglia allargata, in cui ognuno ha saputo apportare la sua personalità, la sua idea di Città, e la voglia di dare discontinuità rispetto al passato.
Il voto ha deciso che questo gruppo dovrà governare il Paese per i prossimi cinque anni. Ma vincere non può e non deve bastare: vogliamo risollevare le sorti economiche della Città, darle il giusto merito. Vogliamo che i galatinesi si sentano orgogliosi della propria Terra. Vogliamo l’apporto di tutti, perché ogni singolo cittadino avrà un’esigenza da manifestare; ogni singolo cittadino potrà avere un’idea innovativa da proporre alla nuova amministrazione. Nessuno dovrà restare indietro, né escluso dal nuovo governo galatinese.
Si, forse ho veramente capito cosa siamo riusciti a fare. Adesso, è giunto il momento di mettersi al lavoro: c’è una nuova alba che attende Galatina.
Alessio Prastano

lunedì 29 maggio 2017

le tre caratteristiche di Marcello Amante

Mi sono soffermato a lungo pensando all'attacco migliore da poter inserire in questo pezzo.
Francamente, non ho avuto idee originali, non sono riuscito ad escogitare un periodo fatto di poetiche frasi, capaci di far commuovere gli animi.
Tutt'al più, sono riuscito a trovare tre aggettivi che possano descrivere Marcello Amante: coraggioso, leale e ruggente. Si, avete letto bene: talvolta, quest’ultima caratteristica non gli si addice, ma se necessario, il nostro candidato sindaco è capace di mostrare gli artigli e reagire alle fandonie degli avversari.
Ecco quindi che urlare, in alcuni casi, non è più simbolo di maleducazione, non è più la miglior difesa per chi è privo di argomenti, ma rappresenta la correttezza di un uomo che non fa uso di leggii per ricordare battute poco piacevoli; un uomo che a detta di altri avrebbe scatenato una polemica social.
Marcello Amante è un uomo vero, che non si vergogna di mostrare tutta l’emozione, racchiusa in quella mano tremante nel mentre sorseggiava un goccio d’acqua.
Marcello Amante è un uomo che non rinnega il suo passato in un partito politico: ne va orgoglioso, proprio perché grazie a quel periodo, privo di incarichi di qualsivoglia genere, ha saputo trarre l’esperienza giusta per intraprendere la strada del Polo civico.
Era il momento di farsi sentire, passando dalla difesa catenaccio al contropiede micidiale, dove la lealtà verso sé stesso, prim'ancora che con gli altri, contava più di ogni altra cosa. Era necessario trasmettere la propria credibilità ai tanti elettori presenti in Piazza; occorreva far capire che il tempo degli onori è finito.
È giunto il momento, in questa campagna elettorale dai toni grotteschi, di mostrare di che pasta è fatto il Polo Civico: una coalizione di donne e uomini nuovi, competenti e con tanta voglia di fare. Ecco perché subentra il coraggio di mettersi in gioco, il coraggio di porre le idee dinanzi al proprio volto, ma anche il coraggio di essere accanto ad un uomo, e non a disposizione; un uomo che intende circondarsi di tutto il gruppo senza perdere nessuno, per riuscire a risollevare questa Città, la nostra casa.
Ecco che, come per l’attacco, ho riflettuto molto anche sulla conclusione da fare.
Ha ragione la maestra Carrozzini: Marcello non è nuovo, né tanto meno ha affermato di esserlo. Il nostro candidato sindaco è un uomo che ha l’esperienza giusta per poter governare Galatina; Marcello Amante è colui che ha fatto un'opposizione costruttiva in consiglio comunale dal 2012 al 2015, nel mentre la maestra Carrozzini insegnava magistralmente inglese ai suoi alunni; Marcello Amante è il garante in grado di concretizzare il programma costruito in sinergia con l'intero gruppo del Polo civico.
Le tre caratteristiche sono cosi spiegate. Coraggioso, leale e ruggente. Vuole prenderci tutti per mano per andare oltre gli ultimi dieci anni fallimentari delle amministrazioni che si sono succedute a Palazzo Orsini.
Urlare talvolta è spiacevole, ma non quando si tratta di mostrare gli artigli.

martedì 23 maggio 2017

come ti cambio la serata

La concorrenza è una brutta bestia, soprattutto in una città come Galatina, dove le risorse scarseggiano e tutti sono sempre pronti a lamentarsi.
La concorrenza che vige tra le attività commerciali fa male allo sviluppo del territorio il quale, per avere un riscontro luminoso in termini di incassi e turismo, non può subire la barbarie della guerra spietata del tutti contro tutti.
A Galatina succede che l’attività che decide di organizzare un evento non solo non ha un appoggio dagli altri locali, ma viene anche contrastata dai locali limitrofi che cercano di garantirsi un flusso maggiore di clienti.
La soluzione sta in una collaborazione tra i diversi esercenti, che porterebbe profitto a tutte le attività. Non è importante la concorrenza per poter ottenere una serata di successo. Quel che conta è sedersi ad un tavolo, approfittando dell’arrivo della stagione estiva, e programmare una serie di eventi musicali, culturali enogastronomici. Il cittadino galatinese avrà di fronte un’unica offerta ricca e qualitativa.
Rivolgiamo lo sguardo ai bar presenti nel centro città, che per troppo tempo hanno adoperato un ostruzionismo spiacevole e suicida. In estate, cosi come durante il periodo natalizio, questa città ha la forza e la capacità di poter offrire delle proposte non di poco conto ai suoi cittadini: un’operazione possibile solo se si rema tutti insieme per un obiettivo comune.
Allo stesso tempo però, proprio le stesse attività commerciali sono state sminuite e spesso umiliate. Esse sono il motore più importante di Galatina. L’amministrazione ha il dovere morale, prim’ancora che istituzionale, di agevolarle nelle iniziative pervenutele. Per cui, sarà importante concordare un abbonamento annuale ad un costo ragionevole per ottenere il parcheggio riservato; così come è di vitale importanza non ostacolare quelle attività commerciali che hanno il desiderio di estendere il proprio raggio d’azione, attraverso l’istallazione di pedane mobili per far accomodare i clienti.
A questo proposito, occorrerà ridurre i processi burocratici, affinché i proprietari delle attività abbiano in tempi brevi i permessi necessari per concretizzare le proprie proposte ed offrire al consumatore un servizio più vasto e qualitativo.
Galatina deve onorare le attività commerciali esistenti, deve farle sentire a casa, senza la necessità di dover fuggire altrove.
Alessio Prastano

martedì 28 giugno 2016

di pulizia per le feste... di falchi e piccioni

Nei giorni scorsi la chiesa madre è stata interessata da un intervento straordinario di pulitura del guano dei piccioni che ormai in numero incontrollabile infestano il nostro centro storico e non solo. L'intervento, probabilmente, è stato effettuato in questi giorni in vista dell'imminente festa patronale e ci mancherebbe altro. Ma quanto potrà durare questa pulizia? E ogni quanto toccherà effettuarla per preservare la pulizia e l'integrità della facciata della chiesa madre e di tutte le altre chiese e di tutti gli altri palazzi del centro storico? E quanto questi interventi, nelle remota ipotesi in cui venissero effettuati con regolarità, costerebbero alla nostra Città? Oppure tutti i proprietari di palazzi del centro saranno costretti a mettere quegli antiestetici “spilloni” sui cornicioni, davanzali e su ogni altra superficie “appoggiabile”? O non è forse invece arrivato il momento di discutere del problema dei piccioni e del danno che costantemente arrecano alla nostra Città senza essere tacciati per stragisti?
Ma qui tocca fare un passo indietro. Nell'ultimo periodo dell'amministrazione Garrisi e su richiesta dei frati francescani, fu effettuato sui tetti della Basilica di Santa Caterina d'Alessandria un progetto-pilota di bird control con i falchi. Per una settimana i falchi si alzarono in volo e dimostrarono che solo un sistema naturale può debellare questa invasione. La presenza del falco, infatti, oltre ad allontanare i piccioni, aumenta anche il livello di stress e ne rallenta la riproduzione selvaggia a cui assistiamo oggi. Fu un intervento riuscitissimo, anche grazie alla professionalità del falconiere che curò il progetto (e che era già stato a Galatina nel corso delle due edizioni de La Notte Medievale) Fernando Mandorino, che infatti i frati ancora ricordano così come anche altri parroci hanno poi richiesto negli anni. Ma tutto si esaurì in quel progetto-pilota e, complici le risorse sempre esigue delle casse comunali e la poca lungimiranza nel loro utilizzo, al progetto non si siede seguito. Poi cambiarono le amministrazioni e il tutto venne archiviato.
Oggi forse sarebbe il caso di ritornarci su e di fare due conti: quanto costa ripulire regolarmente il nostro centro storico, le nostre chiese e i nostri palazzi dal guano? E ogni quanto tale pulizia andrebbe effettuata per avere un livello medio di decenza igienica nella Città? E quanto costano ai cittadini (o al Comune, come nel caso del Cavallino Bianco) quegli odiosi spilloni che occupano tutte le superfici "appoggiabili" degli immobili? E tutto ciò, con quali risultati? E quanto invece costerebbe investire in bird control e aggredire il problema? A volte non è una questione di soldi che mancano, ma di come vengono utilizzati. Dopotutto, la politica è questione di scelte. Che si continuano a non fare.

martedì 5 aprile 2016

Salentoinbus 2016: bye bye Galatina

Anche quest’anno il servizio SalentoinBus della provincia di Lecce non prevede la fermata Galatina. Ancora una volta tagliati fuori dalla possibilità di far conoscere le bellezze locali ai turisti.

Viviamo ormai in una sorta di “schizofrenia” quando si parla promozione del territorio salentino: da una parte il Comune di Galatina che promuove la realtà locale in più fiere e manifestazioni dedicate al turismo, anche a livello internazionale, dall’altra una Provincia che, anche quest’anno, affida alle Ferrovie Sud-Est la possibilità per i turisti, sprovvisti di auto, di visitare Galatina. Anche quest'anno la famigerata "next stop" di SalentoInBus non prevederà il comune salentino.

Ma andiamo con ordine. Pochi giorni fa l’annuncio che riguarda SalentoinBus 2016: la Provincia quest’anno ha presentato un progetto per incrementare il periodo del servizio dal 15 Giugno fino al 15 settembre 2016 (aumentando il numero di corse giornaliere nel periodo più "caldo", dal 15 luglio al 15 agosto), portando i giorni di effettuazione da 73 a 93, suddivisi in periodo di bassa stagione (dal 15/06 al 30/06 e dal 01/09 al 15/09, per un totale di 31 giorni), di media stagione (dal 01/07 al 15/07 e dal 16/08 al 31/08, per un totale di 31 giorni) e di alta stagione (dal 16/07 al 15/08, per un totale di 31 giorni). Il prolungamento non sarà indolore: la Provincia batte cassa in Regione, chiedendo un finanziamento complessivo di 352.971 euro

Guardando la cartina, però, dei 35 Comuni interessati al servizio “SalentoinBus 2016”  manca Galatina. È vero, salta anche all’occhio l’assenza di altri grossi centri come Nardò o Casarano, e la presenza di centri come Maglie dove vi è il passaggio di 4 linee (102, 106, 107 e 103). Eppure a ben guardare i tragitti delle linee non mancherebbero le possibilità di fermata a Galatina.

Chi dovrebbe andare a chiedere spiegazioni in Provincia del perché questa decisione? Perché isolare Galatina, che ha uno dei più bei centri storici della Provincia e in estate vengono organizzati eventi ormai istituzionalizzati? Chi dovrebbe avere come obiettivo quello di promuovere il proprio paese, la tutela dei propri beni, e favorire il flusso di turisti che possono dare respiro alle attività commerciali?

In un territorio, quello del Salento, in cui da anni si discute di “destagionalizzare” il turismo, e si punta sulla stagione estiva come possibile volàno per uno sviluppo concreto 365 giorni l’anno (e i numeri ci danno ragione, dato che il Salento si afferma come una delle prime mete turistiche nazionali), sprecare l’occasione di far salire Galatina su SalentoInBus vuol dire perdere un potenziale appuntamento con lo sviluppo. Specialmente per un centro che conta quasi 30.000 abitanti.
Eppure le bellezze da visitare ci sono: non solo la Basilica di Santa Caterina (che da sola basterebbe a giustificare una fermata di Salentoinbus a 10 metri), ma anche le numerose chiese, le cripte basiliane e le case della nobiltà galatinese. E il centro storico, forse uno dei più belli della provincia.

Siamo ancora in tempo per correggere il tiro e chiedere in Provincia una “piccola” deviazione al percorso di una delle linee di SalentoInBus 2016? Non lo so, ma spero almeno il prossimo anno di annoverare Galatina tra le fermate.

martedì 22 marzo 2016

nasce il comitato contro le trivelle anche a Galatina

"Lì dove si combatte per le mie idee, lì è la mia patria". E dovremmo ripetercelo più spesso, preferendo le politiche (intese come scelte, decisioni, posizioni) ai politici (intesi come persone con cui condividere un pezzo di strada). Noi abbiamo scelto, altri preferiscono inutili distinguo che hanno il solo scopo di indebolire il fronte di una battaglia che (a parole) dicono di ritenere giusta. Noi di Andare Oltre ci siamo, con i compagni di viaggio che si ritroveranno su queste posizioni. E ci siamo con chi condivide la battaglia e non solo con chi ci è affine politicamente (ma poi, chi ci è affine politicamente?) perché non abbiamo nessuna intenzione di fare, su un argomento del genere, prove di coalizione.

Nasce anche a Galatina il Comitato NoTriv, costituito da partiti, associazioni, gruppi informali e singoli cittadini ed aperto a chiunque voglia partecipare, con l’intento di sensibilizzare la cittadinanza sulle ragioni per andare a votare SI al prossimo referendum abrogativo del 17 aprile, che intende fermare le trivellazioni nei nostri mari.
Il comitato avrà come sede lo spazio destinato all’Associazione Bicivetta all’interno del Mercato Coperto in Via Principessa Iolanda e svolgerà azioni esplicative e divulgative in tutta la città, puntando al coinvolgimento più ampio di tutta la popolazione.
Con il Referendum si chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo.
Grazie alla Legge di stabilità del 2016, infatti, le ricerche e le attività delle società petrolifere, che hanno già ottenuto una concessione, potrebbero continuare la loro attività ben oltre la scadenza autorizzata, fino all’esaurimento del giacimento.
Votando “Sì” al referendum, le attività petrolifere andranno progressivamente a cessare, secondo la scadenza “naturale” fissata al momento del rilascio delle concessioni, dopodiché quello specifico tratto di mare interessato dall’estrazione sarà libero per sempre.
Perché votare SI? Per  salvaguardare i nostri mari innanzitutto!
La ricerca e l’estrazione di idrocarburi hanno un notevole impatto sulla vita del mare e sulla pesca: la ricerca del gas e del petrolio attraverso la tecnica dell’airgun incide, in particolar modo, sulla fauna marina: le emissioni acustiche e le esplosioni  dovute all’utilizzo di tale tecnica può elevare il livello di stress dei mammiferi marini, può modificare il loro comportamento e indebolire il loro sistema immunitario, oltre a provocare danni diretti a un’ampia gamma di organismi marini e alterare la catena trofica.
Senza considerare che i mari italiani sono mari “chiusi” e un incidente anche di piccole dimensioni potrebbe mettere a repentaglio la loro vita.
E’ necessario affrontare il problema della transizione energetica, puntando anche sul risparmio e sull’efficienza energetica e investendo da subito nel settore delle energie rinnovabili, che potrà generare progressivamente migliaia di nuovi posti di lavoro.
Il tempo delle fonti fossili è scaduto: è ora di aprire ad un modello economico alternativo.
Il voto referendario è uno dei pochi strumenti di democrazia a disposizione dei cittadini italiani ed è giusto che i cittadini abbiano la possibilità di esprimersi anche sul futuro energetico del nostro Paese.
Il Comitato NO TRIV di Galatina

sabato 27 febbraio 2016

panorama da tangenziale

Dopo anni passati a reclamare la realizzazione della tangenziale allo scopo di eliminare il traffico pesante dal centro della città, non avremmo mai pensato che sarebbe servita anche ad eliminare i cassonetti della spazzatura. Siamo proprio geniali: siamo riusciti a trovare un utilizzo accessorio al banale transito delle auto e dei camion su quella strada. A questo punto potremmo anche proporre alla csa (o a chi verrà dopo) di eliminare il costoso (per il suo piano finanziario) servizio di raccolta rifiuti ingombranti a domicilio e istituzionalizzare lo smaltimento presso le piazzole di sosta della tangenziale. E quando saranno strapiene, si potrà sempre costruire un'altra tangenziale, che permetterà espropri, appalti, posti di lavoro e tante altre belle cose che ci piacciono tanto. E se poi da quel panorama riuscissimo anche ad eliminare quei fastidiosi ulivi, saremmo veramente ad un passo dalla civiltà.