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sabato 10 agosto 2019

sull'importanza della qualità della frazione organica e sui rischi che corriamo

Comunicato stampa dell'assessore alle politiche ambientali e gestione dei rifiuti Cristina Dettù sull'importanza di tenere alta la qualità del rifiuto organico per non rischiare la non accettazione dello stesso a causa delle impurità presenti nella frazione conferita e comunque per non incorrere in ulteriori costi nel momento del conferimento.

La tutela e la cura verso l’ambiente non possono andare in vacanza. Così come la nostra attenzione nei confronti del corretto conferimento dei rifiuti della raccolta differenziata. In particolar modo, vi è la necessità di concentrarci sul rifiuto organico e, in particolar modo, sul suo aspetto qualitativo.  Innanzitutto, è bene ricordare cosa si intende per rifiuto organico, ossia tutti gli avanzi di cibo, resti di pietanze, scarti di verdura, bucce della frutta, gusci di uova, fondi del caffè, filtri di thè, camomilla e tisane, cenere spenta, sughero, trucioli in legno, tovaglioli e fazzoletti di carta, cartone della pizza sporco (ridotto in piccoli pezzi), lettiere naturali, etc.
Il rifiuto organico va conferito esclusivamente all'interno di buste biodegradabili e/o compostabili (possono essere utilizzate anche le buste della spesa date nei supermercati) ed è assolutamente vietato l’utilizzo di sacchi neri perché non conformi.
E’ importante che il rifiuto organico sia puro, ossia che al suo interno non siano presenti anomalie, e quindi altre tipologie di rifiuto, dovute all’errato conferimento.
Il Comune di Galatina conferisce i suoi rifiuti organici presso l’impianto di Laterza, Progeva. Qui, il limite massimo per l’ammissibilità del rifiuto corrisponde ad una percentuale di impurità non superiore al 10%. Superata questa soglia l’impianto potrà addirittura respingere il carico di rifiuti. Ipotesi da non sottovalutare, anche per la seria criticità che ne deriverebbe per l’ente. 
Nell’ultima analisi merceologica del rifiuto organico del territorio di Galatina, effettuata nel mese di luglio, è stata rilevata che un’impurità del 6,10% di materiale non compostabile sul totale del rifiuto monitorato: è stata riscontrata la presenza di carta e cartone e di 5,64 kg di plastica (dato questo estremamente preoccupante). In particolare su 80 sacchetti analizzati 61 erano in bioplastica compostabile. Quindi, ci sono cittadini che ancora utilizzano sacchetti di plastica, in questo modo andando a “sporcare” la purezza del rifiuto organico. Tra l’altro, non è assolutamente tollerata la presenza di vetro nel rifiuto organico che, nell’analisi suddetta, era pari allo 0,49% del materiale non compostabile emerso. In questi casi è prevista una penale pari a € 500, iva esclusa, non emessa in questo caso specifico, data l’esiguità del dato rilevato.
La presenza di elevate impurità all’interno della frazione organica comporta un aumento dei costi di conferimento che, inevitabilmente, ricade sulla cittadinanza. Infatti, a partire dal 1 luglio alla tariffa base di riferimento, l’impianto di conferimento applicherà una tariffa aggiuntiva pari a 33 €/t rispetto alla percentuale di impurità riscontrata a seguito dell’analisi merceologica effettuata sul rifiuto organico. Un deterrente contro gli sporcaccioni è rappresentato, sicuramente, dai controlli effettuati dalla Polizia Municipale e dall’Ispettore Ambiente: controlli a campione, su ogni tipo di rifiuto. Ricordando che sanzionare non è punire, ma in questo caso educare.
Con queste brevi indicazioni intendiamo informare i cittadini di alcuni aspetti tecnici del ciclo dei rifiuti per sensibilizzare gli stessi sul tema della raccolta differenziata anche e soprattutto da un punto di vista economico e, quindi, di costi. Così facendo ognuno di noi diventa mezzo di comunicazione e sensibilizzazione rispetto all’altro, all’amico, al vicino di casa, al turista, ai propri figli o, viceversa, ai genitori.
Siamo consapevoli della virtuosità delle nostre pratiche e adoperiamoci per migliorare sempre di più.

Cristina Dettù

lunedì 14 agosto 2017

sul bando regionale e sulla nostra mancata partecipazione

COMUNICATO STAMPA DEL 14.08.2017

In riferimento all’ordinanza del Presidente della Giunta regionale del 08.08.2017 e alla mancata richiesta da parte dell’Amministrazione del relativo finanziamento, con il presente comunicato si spiegano le motivazioni della scelta effettuata.
L’avviso regionale prevede un finanziamento fino ad un massimo di € 25.000,00 per ciascun Ente nei quali ammette unicamente le spese relative alla “pulizia e rimozione dei rifiuti che si accumulano sui cigli stradali soprattutto sulle strade di percorrenza a vocazione turistica”. Tale erogazione non comprende le spese inerenti il trasporto, il trattamento e lo smaltimento degli stessi, che restano, quindi, a carico delle singole amministrazioni.
Ferma restando la bontà dell’iniziativa da parte della Regione Puglia, i servizi a cui fa riferimento l’avviso pubblico rientrano già nelle attività indicate nel contratto Rep. 1567 del 24.03.2016 stipulato dal Comune di Galatina con la ditta Monteco s.r.l. e nella sua proposta migliorativa effettuata in sede di gara. Tra l’altro, in data 03.08.2017 (ben prima, cioè, della pubblicazione dell’avviso regionale) le suddette parti sottoscrivevano verbale di indicazione dei siti (urbani ed extraurbani) oggetto di intervento al fine di rendere operativa la raccolta di rifiuti abbandonati sul suolo pubblico, così come specificato nella proposta migliorativa.
Proprio perché previsti in sede contrattuale, si tratta di servizi che ordinariamente vanno resi da Monteco senza nessun onere aggiuntivo per l’Ente (poiché offerti come variante migliorativa in sede di gara), compreso il costo di trasporto, non previsto, invece, dall’avviso regionale. Inoltre, il Comune di Galatina ha usufruito recentemente di un finanziamento provinciale, ancora in fase di completamento, per la pulizia delle piazzole di sosta della S.P. 371 - Circonvallazione di Galatina.
Detto questo, ci preme invitare tutti al senso di responsabilità: se è vero che la critica politica può anche basarsi sull’impulso di un momento, al contrario la scelta di partecipare o meno ad un avviso o bando pubblico, che un buon Amministratore deve fare, non può prescindere dall’attenta lettura degli atti e da un altrettanto attenta valutazione dell’impatto economico che ogni decisione in tal senso comporta. Restiamo, quindi, sorpresi dalle polemiche di quanti, indignandosi per la mancata partecipazione al relativo avviso, hanno dimostrato di non avere conoscenza né del contenuto dell’avviso stesso né dei servizi di cui già questo Comune gode e che l’Amministrazione in carica non sta facendo altro che attivare celermente senza ulteriori aggravi economici e finanziari.

Cristina Dettù
Assessore all’Ambiente
Comune di Galatina

martedì 8 marzo 2016

lavoratori (ex)csa: ecco la lettera di licenziamento

In esclusiva-abusiva, vi rendiamo nota la lettera che in queste ore viene recapitata ai lavoratori (a questo punto ex-csa) del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in ragione del loro "passaggio" alla ditta Monteco, passaggio che, come ampiamente documentato da nostro blog  http://andareoltre-galatina.blogspot.it/2016/03/rifiuti-ricorsi-e-forzature.html, era avvenuto a seguito della decisione del dirigente competente che recepiva una sentenza del tar. Comunque vada a finire la vicenda, e presto pubblicheremo il seguito della "storia", l'impressione che se ne ha è che, come sempre, si combatte sulle spalle dei lavoratori che, in tutta questa vicenda, certo hanno meno responsabilità di tutti.

martedì 1 marzo 2016

rifiuti, ricorsi e forzature

Partiamo dai fatti. Nonostante il bando di gara per la gestione dei rifiuti nel comune di Galatina lo abbia vinto la Monteco, il servizio viene svolto ancora dalla CSA in ragione della sospensiva decretata dal giudice del consiglio di stato, in attesa che il tar metta la parola fine a questa vicenda e che decida a chi affidare definitivamente il servizio. Succede che alla fine della settimana scorsa il tar dichiari che la Monteco sia la ditta aggiudicatrice della gara e che pertanto abbia titolo ad eseguire il servizio. Poche ore dopo la CSA propone ricorso al consiglio di stato, chiedendo la sospensiva dell'aggiudicazione e comunicando tale atto al comune di Galatina. Tutti i dipendenti della CSA vengono convocati domenica mattina presso il deposito della Monteco perché firmino il contratto di assunzione al fine di far espletare il servizio alla nuova ditta, già dalla mattina (ore sei, teniamolo a mente) di lunedì 29 febbraio. Qualche ora dopo la partenza del servizio della Monteco il comune si affretta a regolarizzare l'affidamento alla Monteco con una specifica determina, atto indispensabile per permettere alla Monteco di conferire in discarica i rifiuti di Galatina. Quindi, ripetiamo, prima parte il servizio (ore sei) e solo dopo il dirigente competente firma l'atto. Poi succede che lunedì sera, in seguito al ricorso della CSA a tale deliberazione, il giudice conceda la sospensiva (il servizio deve continuare ad essere svolto dalla CSA in attesa della deliberazione, si spera, ultimativa) prevista per il 7 aprile. E siamo a lunedì sera: la CSA convoca tutti i dipendenti (che non sono mai stati licenziati, ma che hanno firmato un contratto con la Monteco, ditta concorrente alla CSA, e che con la stessa hanno già svolto un giorno di servizio) perché il giorno successivo (martedì 1 marzo) si presentino presso i locali della Centro Salento Ambiente per prestare regolare servizio come da disposizione del giudice. L'assemblea dei lavoratori si protrae fino a tardi con interventi vari e variamente accesi alla presenza di un sindaco inspiegabilmente silenzioso, di un assessore ingiustificatamente loquace, di due consiglieri comunali, dei sindacalisti e, a dire il vero, anche di qualche poliziotto. Poi la riunione si aggiorna alle sei del giorno dopo, viene infatti consegnata nelle mani del sindaco una lettera con la quale i sindacalisti annunciano assemblea dei lavoratori nei pressi del comune in attesa di capire con chi dover lavorare il giorno dopo. La mattina dopo (oggi, primo marzo) il comune dichiara, con atto scritto del dirigente incaricato, che "non avendo ancora recepito l'atto di sospensiva, i lavoratori sono tenuti ad effettuare il servizio con la Monteco" (il virgolettato non è fedele al cento per cento, ma il senso è quello). Quindi, mentre nell'applicazione della sentenza del tar si è proceduto con estrema velocità, consentendo a Monteco di partire prima della firma della determina, nell'applicazione della seconda sospensiva si è scelta una linea attendista. Ora, perché questi due pesi e due misure? A noi poco importa della CSA e della Monteco. Interessa solo che il servizio sia svolto nel miglior modo possibile, possibilmente al minor costo, e che il livello occupazione sia salvaguardato, magari con maggiori tutele e con maggiore rispetto degli operatori stessi, in poche ore sballottati da un'azienda all'altra senza nessuna certezza sul loro futuro. Ma il comune si sta comportando da spettatore imparziale? O non si sta invece prestando a forzature che sono decisamente fuori luogo? Certo, questo tema è inquinato da quindici anni di mala gestione. D'accordo. Ma siamo proprio sicuri che questo sia il modo migliore di gestire la vicenda?