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venerdì 26 maggio 2017

noi galatinesi


Noi galatinesi spesso appariamo ambigui, egocentrici, ci sentiamo al centro dell’attenzione pensando che ciò che accade intorno sia sempre in qualche modo collegato a noi. Ecco, Galatina è la patria dell’individualismo inizialmente celato dietro il “tutti per uno”. Il problema si complica più avanti se insinua anche la bramosia del ritorno personale, che prende il sopravvento sulle buone intenzioni che ci spingono a fare qualcosa. Al di fuori dei confini cittadini ci sono attribuite caratteristiche (probabilmente veritiere) che portano i "piani alti" a sentirsi legittimati a decidere le sorti di questo paese, convinti del fatto che non siamo in grado di lavorare l’uno per l’altro, che non siamo in grado di gestire autonomamente casa nostra. Penso e ripenso a questa cosa da un po’ e l’unico sentimento che suscita in me è rabbia, ma non quella rabbia fine a se stessa, piuttosto quella rabbia che spinge a far di tutto perché la situazione cambi e viri per il meglio. Capisco che credere al cambiamento possa risultare difficile in un Paese in cui l'immobilismo regna sovrano, ma oramai non vedo altre soluzioni all'orizzonte, ritengo che non ci siano più alternative al rinnovamento. “Chi può amare ciò che è nostro più di noi stessi?” Domanda per niente retorica, visti gli scenari a cui assistiamo ormai da troppo tempo. Senza mezzi termini, credo che quella rappresentata dal Polo Civico sia una possibilità che Galatina non può lasciarsi scappare, da non scartare a prescindere per l’irremovibilità dei propri pregiudizi. Se ancora non fosse chiaro, è l’orgoglio di abitare in una città come questa, dannata probabilmente, ma anche e soprattutto dannatamente bella, che mi ha permesso di fare un passo avanti. Un passo avanti verso la comunità, insieme a persone, amici, con la convinzione che mai e poi mai tradiremo Galatina a favore d’interessi vari ed eventuali.
Piergiorgio Di Gesù

domenica 23 aprile 2017

con Marcello Amante, con Andare Oltre, per il cambiamento

La nostra città può essere vista come l’esempio più rappresentativo della politica italiana degli ultimi anni. Come l’Italia ha speso molto più di quello che si poteva permettere, Galatina non è stata da meno. Ora, mi sembra superfluo cercare di attribuire colpe a questo piuttosto che a quello; l’unica cosa che in cuor mio sento di dire è questa: dati gli esiti delle ultime amministrazioni comunali e gli scarsi risultati purtroppo raggiunti da questi ultimi, non riesco a comprendere i motivi che spingono persone che hanno già fatto parte dei recenti governi cittadini a ripresentarsi nuovamente sulla scena politica, poiché non credo che possa avvenire alcun miglioramento se i protagonisti restano gli stessi.
Da cittadino, vorrei vedere volti nuovi, persone appassionate, motivate e interessate alle sorti della città. Attenzione, nessuno può fare miracoli, saranno periodi duri quelli che verranno; resta, tuttavia, da scegliere se farli persistere a tempo indeterminato, o provare a dare inizio a un processo di cambiamento che possa risollevare, non senza sacrifici, la nostra Galatina.
Passione, interesse e motivazione che si possono trovare nel gruppo che si è formato e che sostiene la candidatura a sindaco di Marcello Amante.
Andare Oltre, il movimento politico di cui faccio parte, mi ha dato l’opportunità di mettermi in gioco e dopo una piuttosto lunga ma consapevole riflessione, ho deciso di dare il mio contributo alla causa comune. È lecito pensare che sia molto giovane per questo genere di cose e che la mia scelta possa sembrare azzardata e fuori luogo, ma posso assicurare che si tratta di una decisione ponderata presa con convinzione.
Dunque, la parola “cambiamento”, secondo la mia opinione, non può che essere accompagnata dalla parola “giovani” che pur rispettando e tenendo conto dell’esperienza dei cosiddetti “veterani”, possono essere utili all’intera comunità con le loro idee innovative.
Detto ciò, mi auguro che la scelta che tutti noi faremo sarà tale da rendere possibile voltare pagina e Andare Oltre.

Piergiorgio Di Gesù