Visualizzazione post con etichetta salento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta salento. Mostra tutti i post

mercoledì 29 novembre 2017

dalla politica per la politica, dalla comunità per la comunità

Pubblichiamo sul nostro blog il documento di alcuni amministratori salentini che in questi giorni sta riscontrando attenzioni e adesioni. I primi firmatari sono Alessandro Delli Noci (Vice Sindaco di Lecce), Andrea Pulli (Vice Sindaco di Squinzano), Antonio Tondo (Consigliere Provinciale Lecce), Marcello Amante (Sindaco di Galatina) e Pippi Mellone (Sindaco di Nardò).

Elezioni 2018. Un'occasione per il territorio

Premessa

In Italia emerge la necessità di riconsegnare centralità ai cittadini, che attraverso una crescente disaffezione al voto e una palpabile sfiducia verso il parlamento, manifestano insofferenza per una democrazia non pienamente rappresentativa. C'è l'urgenza di riconoscersi in nuove proposte, in politici differenti dal passato, preparati e radicati sul territorio.
La stagione della corruzione sistemica e quella del parlamento degli “onorevoli nominati” ha scavato una distanza profondissima fra i partiti ed il popolo, spingendo all'astensione di massa e alla nascita di un movimento antipolitico, come il Movimento 5 Stelle, che dopo una iniziale ed apprezzabile spinta di rinnovamento, ha dimostrato i propri limiti sul campo: stretto tra l'annichilimento delle competenze ed i rapporti non chiariti tra eletti e Casaleggio Associati (una società di capitali che partecipa alle dinamiche di costruzione delle leadership!) questo movimento si è dimostrato incapace di trasformare la protesta in una azione di buon governo.

La situazione del territorio

Il Salento manifesta profondi bisogni di cambiamento, dettati da spinte economiche, sociali, demografiche e culturali che investono l'intera Puglia. Questi bisogni stridono con lo scollamento tra lo stato centrale e le esigenze delle comunità locali, stremate dai problemi concreti e dalle necessità immediate: impennata delle malattie (soprattutto tumorali), difficoltà col lavoro, trasporti penalizzanti, necessità di tutela dei diritti umani, migrazioni, criticità della rete ospedaliera ecc. ecc. Le province di Lecce, Brindisi e Taranto sono diventate zone di morte e di conflitti sociali per la presenza di impianti inquinanti e per le recenti imposizioni in tema di trattamento dei rifiuti e politica energetica. Amministratori locali e cittadini non si sentono più padroni dei territori che abitano e questo è gravissimo!

Cosa fare

Bisogna utilizzare al meglio la nuova legge elettorale: i cittadini potranno scegliere innanzitutto tra i candidati di collegio e, per questo, gli amministratori locali devono pretendere dalle segreterie dei partiti dei referenti che abbiano a cuore le istanze dei territori. Così come avvenuto in quelle città dove si è andati oltre gli schieramenti dovrà avvenire anche nella offerta politica: occorrerà dire basta alla logica delle poltrone e mettere al centro i bisogni dei cittadini.
Oggi i partiti e i movimenti, pur nelle differenze culturali che ne caratterizzano la genesi, tendono ad una confusione programmatica, nella quale ogni forza politica appare come un grande calderone dove si cuoce di tutto: nessun partito o movimento ha una linea definita e ciò avviene nelle politiche del lavoro, delle migrazioni, nella gestione del mondo della scuola, nelle politiche di solidarietà sociale, nei rapporti con l'Europa e con il resto del mondo.
In questa situazione ciò che fa la differenza sono le radici, la militanza civica e sociale, il valore delle singole donne e dei singoli uomini che dovranno essere rappresentativi di movimenti civici, associazioni culturali, sociali e ambientaliste per poter fare la differenza, con la forza della propria storia politica e personale. Noi siamo fermamente convinti che occorra usare al meglio la nuova legge elettorale, per produrre una rivoluzione culturale ed avviare un rinnovamento profondo, che parta dalla politica per la politica, dalla comunità per la comunità.

Conclusioni

Vogliamo che i movimenti ed i partiti politici formulino la propria offerta politica scegliendo i propri candidati di collegio tra esponenti di movimenti civici e dell'associazionismo, che abbiano un forte radicamento territoriale; pretendiamo che non vengano utilizzati i collegi salentini per paracadutare esponenti politici provenienti da altri territori; chiediamo che la politica si faccia interprete dell'esigenza di rinnovamento manifestata da chi crede nel rinnovamento della politica, nella militanza, nella possibilità di fare la propria parte a favore della comunità.
Vogliamo che queste decisioni siano certificate dall'individuazione di candidati di collegio graditi alla base e alle amministrazioni locali. Lanciamo la costruzione di un programma delle idee per il territorio, che sia trasversale e che individui degli obiettivi oltre la destra ed oltre la sinistra e a favore della comunità salentina: ospedali oncologici e pediatrici, aeroporto e rete ferroviaria, rete portuale e strade, piano energetico e di decarbonizzazione, gestione dei rifiuti, tutela della salute e dell'ambiente, piano industriale e delle innovazioni, politiche di rigenerazione edilizia, delle università, della terza età, del turismo, della solidarietà sociale, ecc. ecc. Non possiamo consegnare il futuro del Salento agli yes-men dei partiti o ai candidati selezionati con i click su una piattaforma. Ora o mai più i partiti ed i movimenti devono fare una scelta utile per i cittadini o cedere il passo all'antipolitica.

Salento, 21 Novembre 2017

martedì 5 aprile 2016

Salentoinbus 2016: bye bye Galatina

Anche quest’anno il servizio SalentoinBus della provincia di Lecce non prevede la fermata Galatina. Ancora una volta tagliati fuori dalla possibilità di far conoscere le bellezze locali ai turisti.

Viviamo ormai in una sorta di “schizofrenia” quando si parla promozione del territorio salentino: da una parte il Comune di Galatina che promuove la realtà locale in più fiere e manifestazioni dedicate al turismo, anche a livello internazionale, dall’altra una Provincia che, anche quest’anno, affida alle Ferrovie Sud-Est la possibilità per i turisti, sprovvisti di auto, di visitare Galatina. Anche quest'anno la famigerata "next stop" di SalentoInBus non prevederà il comune salentino.

Ma andiamo con ordine. Pochi giorni fa l’annuncio che riguarda SalentoinBus 2016: la Provincia quest’anno ha presentato un progetto per incrementare il periodo del servizio dal 15 Giugno fino al 15 settembre 2016 (aumentando il numero di corse giornaliere nel periodo più "caldo", dal 15 luglio al 15 agosto), portando i giorni di effettuazione da 73 a 93, suddivisi in periodo di bassa stagione (dal 15/06 al 30/06 e dal 01/09 al 15/09, per un totale di 31 giorni), di media stagione (dal 01/07 al 15/07 e dal 16/08 al 31/08, per un totale di 31 giorni) e di alta stagione (dal 16/07 al 15/08, per un totale di 31 giorni). Il prolungamento non sarà indolore: la Provincia batte cassa in Regione, chiedendo un finanziamento complessivo di 352.971 euro

Guardando la cartina, però, dei 35 Comuni interessati al servizio “SalentoinBus 2016”  manca Galatina. È vero, salta anche all’occhio l’assenza di altri grossi centri come Nardò o Casarano, e la presenza di centri come Maglie dove vi è il passaggio di 4 linee (102, 106, 107 e 103). Eppure a ben guardare i tragitti delle linee non mancherebbero le possibilità di fermata a Galatina.

Chi dovrebbe andare a chiedere spiegazioni in Provincia del perché questa decisione? Perché isolare Galatina, che ha uno dei più bei centri storici della Provincia e in estate vengono organizzati eventi ormai istituzionalizzati? Chi dovrebbe avere come obiettivo quello di promuovere il proprio paese, la tutela dei propri beni, e favorire il flusso di turisti che possono dare respiro alle attività commerciali?

In un territorio, quello del Salento, in cui da anni si discute di “destagionalizzare” il turismo, e si punta sulla stagione estiva come possibile volàno per uno sviluppo concreto 365 giorni l’anno (e i numeri ci danno ragione, dato che il Salento si afferma come una delle prime mete turistiche nazionali), sprecare l’occasione di far salire Galatina su SalentoInBus vuol dire perdere un potenziale appuntamento con lo sviluppo. Specialmente per un centro che conta quasi 30.000 abitanti.
Eppure le bellezze da visitare ci sono: non solo la Basilica di Santa Caterina (che da sola basterebbe a giustificare una fermata di Salentoinbus a 10 metri), ma anche le numerose chiese, le cripte basiliane e le case della nobiltà galatinese. E il centro storico, forse uno dei più belli della provincia.

Siamo ancora in tempo per correggere il tiro e chiedere in Provincia una “piccola” deviazione al percorso di una delle linee di SalentoInBus 2016? Non lo so, ma spero almeno il prossimo anno di annoverare Galatina tra le fermate.

martedì 15 marzo 2016

beato menefreghismo!

La verità è che delle cose importanti non ce ne frega nulla. Non amiamo informarci sulle cose serie ma siamo preparatissimi sulle love stories di Belen, sui tatuaggi di Fedez, sulle vicende amorose dei cronisti e sulle interessantissime “bombe” di calciomercato.
È inutile, quindi, che postiamo su Facebook immagini del nostro splendido mare con il commento “#nofilter”, oppure ri-postiamo immagini con su scritto un volgare e sessista “trivella tua sorella”, oppure diffondiamo manifesti che esortano ad andare a votare per il “Sì” al prossimo referendum. Perché, se guardassimo onestamente dentro di noi, scopriremmo che:
  1. non sappiamo di preciso quando è il giorno delle elezioni, ma sappiamo in che giorno e a che ora in televisione vengono trasmesse soap opera, reality e porcherie varie;
  2. qualunque sia il giorno prefissato, cadendo per certo di domenica, se il tempo è bello andremmo comunque a fare una scampagnata o, se il tempo non fosse clemente, bivaccheremmo sul divano a vedere o la Serie A o Barbara D’Urso fino alla sera per poi chiuderci in qualche cinema o in qualche pizzeria per goderci le ultime ore di libertà prima dell’inizio di una nuova settimana;
  3. la voglia di partecipazione sarà di certo pari a 0 perché non sappiamo di preciso cosa sia un referendum e quale sia il suo ultimo scopo;
  4. conseguentemente non sappiamo neanche di preciso su cosa verta questo referendum;
  5. visto che non si candida nessuno che conosciamo e che pertanto non possiamo ricevere “la 50 euro” per la mia croce, riterremmo inutile recarci ai seggi.
È inutile meravigliarsi, siamo fatti così. Viviamo alla giornata, lasciamo che altri pensino per noi ed agiscano al nostro posto ma poi ci disperiamo se qualcosa dovesse cambiare o non essere esattamente come avremmo voluto. 
Però, perché c’è sempre un però, potremmo redimerci e far vedere che quel sentimento di coscienza civile, che alberga nei cuori di tutti i cittadini, non si è ancora sopito andando a votare SÌ al prossimo referendum popolare.
Anche se, quasi quasi, rivaluterei l’ opzione n. 2) che ho precedentemente citato per un motivo molto semplice: se il governo e i suoi rappresentanti dovessero decidere di far vanificare tutto, lo potrebbero fare tranquillamente. 
Come stanno facendo in materia di acqua pubblica. 
Ma noi non sappiamo neanche questo.

mercoledì 2 marzo 2016

non solo i bambini fanno "ohhhhhh"

Quando giunsi a Galatina nel 1999, io, emigrante modenese al sud, venni immediatamente folgorata dalla sua bellezza, particolarità, arte, cultura, mistero, di cui era intriso ogni centimetro del suo centro storico.
Ricordo che all'epoca lessi un racconto su Galatina che iniziava (vado a memoria, pertanto mi scuso con l'autore per la mancanza di fedeltà al testo originale) più o meno così:"Galatina voglio proprio cu llu dicu, de lu Salentu ede lu piddhrico..."; dunque Galatina "ombelico" del Salento, per indicarne la posizione di centralità.
Io preferisco considerarla il cuore del Salento, per la sua rilevanza artistica, culturale, per la sua bellezza e per le emozioni che riesce a trasmettere a chiunque si addentri per le sue viuzze "dentro le mura".
Un cuore pulsante, un vero gioiello, con una gemma incastonata al centro, la spettacolare Chiesa di S. Caterina che, anche se non più bambina da molto tempo, mi fece fare "ohhhh" la prima volta (e pure tutte le altre volte) che vi entrai.
Ho trascorso le ore delle celebrazioni domenicali senza ascoltare una sola parola delle omelie del buon Padre Tarciso prima e di Padre Massimo poi con il naso all'insu', rapita dalle schiere di angeli affacciati alle volte, dalle immagini della genesi e da tutte le altre vicende narrate dagli affreschi meravigliosamente impressi sui muri di questa piccola Assisi.
E poi come non parlare dei balconi in fiore, delle architetture dei palazzi signorili, con i loro particolari...
Ma c'è un ma, tutta questa bellezza non è facilmente godibile.
Infatti chi si addentra nel centro storico, oltre ad una cartina, necessita di un buon paio di scarpe comode e deve necessariamente tenere gli occhi fissi a terra e non sulla bellezza circostante per non rischiare di finire al pronto soccorso con una caviglia slogata, nella migliore delle ipotesi (e qui potremmo aprire un altro capitolo).
Morale della storia: Galatina ha uno dei centri storici più belli ed interessanti del Salento ed invece di essete curato, pulito, accudito, riqualificato laddove necessario viene, tranne qualche zona considerata strategica, bistrattato e completamente abbandonato a se stesso, ad atti di vandalismo e al randagismo. 
Le strade hanno basolati pieni di buche, alcune vie a seguito di interventi per il passaggio di tubazioni, sono state rappezzate alla meglio con strisce di asfalto.
In alcuni punti i piccioni la fanno da padroni per non parlare della spazzatura e degli escrementi di animali (e non mi riferisco ai randagi summenzionati ma soprattutto a dolcissimi animaletti ben curati e tenuti al guinzaglio dai loro padroni - non tutti ovviamente, anzi la maggior parte dei proprietari di animali  hanno un gran senso di civiltà e rispetto di persone e luoghi-) che non vengono raccolti dai loro padroni con gli strumenti preposti e previsti dalle normative comunali di riferimento (che prevedono, peraltro, una sanzione a chi non ottempera a tale dovere civico).
A questo punto chi legge potrebbe pensare che siamo tutti bravi con le parole... ma i fatti?
Beh personalmente, nel mio piccolo ho tentato di dare un personale contributo: una decina di anni fa, innamorata com'ero del centro storico di Galatina, acquistai un piccolo localino a pochi passi dall'arco di Porta Luce e lo ristrutturai, internamente ed esternamente, completamente a mie spese. Da allora pago diligentemente la TARI, l'IMU e, da tempi più recenti la TASI, anche se in realtà spesso le bottiglie di birra e le cicche lasciate sulla soglia del mio localino le tolgo io, per non parlare del percorso ad ostacoli da affrontare tra i "ricordini"  lasciati da certi proprietari di cagnolini di cui ho già parlato che, evidentemente, reputano il centro storico una grande toilette a cielo aperto.
E a questo punto la domanda nasce spontanea: ma dove sono coloro i quali dovrebbero non solo riqualificare e coccolare tanta bellezza, ma almeno controllare che il degrado non deturpi irrimediabilmente la nostra stupenda cittadina facendo fuggire a gambe levate (sperando che non si sloghino le caviglie, se no ci tocca pure pagar loro i danni!) i turisti?

Carla Casolari