Visualizzazione post con etichetta Giovani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giovani. Mostra tutti i post

lunedì 22 gennaio 2018

o si vota o tutti accoppati

Mancano poco più di 40 giorni alla data delle politiche. Una quaresima che ci avvicina ad un momento decisivo per un futuro che poche volte è stato così in balia degli eventi. Un’elezione che porta con sé molte incognite e molte domande, troppe, che attendono risposte per soluzioni di medio-lungo periodo: saremo pro-Europa o staremo dalla parte degli s-fascisti? Come risponderemo alla Bce e al suo nuovo passo che, con la probabile riduzione/chiusura del Qe, sarà molto meno permissivo e più responsabilizzante verso le politiche economiche nazionali? Come ci adatteremo all’ennesima legge elettorale? Possiamo costruire un governo che goda di stabilità e credibilità presso le comunità europea e internazionale?
Scelte nevralgiche e bivi a cui saremo costretti ad affacciarci nei prossimi mesi. Naturale sarebbe pensare che in questi casi che chi ha il dovere e diritto di voto sia pronto a dire la propria sulla scheda elettorale. I sondaggi (ma anche la normale quotidianità) parlano però di un andamento inversamente proporzionale alla necessità di una scelta così importante: si prevedono dati record su un’astensione che potrebbe attestarsi intorno al 30%. Un dato allarmante per il normale proseguo di una qualunque democrazia, figurarsi per la nostra, cresciuta a pane e scandali e minacciata dall’antipolitica e dal populismo che si respira in questi ultimi tempi.
Ciò che mi preoccupa di più, sono i numeri relativi all’astensione tra chi ha tra i 18 e i 24 anni. Numeri altissimi e drammatici, che toccano addirittura il 45%.
L’analisi porterebbe a dire che ormai i giovani non si sentono coinvolti in tutto ciò che prevede l’utilizzo di matite in una cabina elettorale. Troppo “out” per chi vive tra i “trend-topic” ed i contenuti “viral”. Le schede elettorali non potranno mai sostituire le schede telefoniche, la grafite non è il touch-screen che trovo comodamente in tasca. Ed eccoci pronti a riparlare di come i giovani quasi non rispondano più ai cambiamenti che si manifestano al di fuori dagli smarthphone. Biasimano e s’indignano sui social, restano però supini (o “sdraiati” come nel libro di Michele Serra) alla prova dei fatti. Condivisibili o meno, queste sono alcune delle tesi che ascolto tra i miei coetanei e che segnano un netto solco tra loro e il mondo della politica.
In questa riflessione però non si può prescindere da un’altra considerazione: oggi i giovani si allontanano dalla politica perché non si sentono più coinvolti da essa. Un tempo i movimenti giovanili con le loro sezioni rappresentavano una parte importante di quei partiti che riconoscevano nei giovani dirigenti e tesserati (anche se spesso si trattava soltanto di mosse puramente di facciata) ruoli di vertice nelle gerarchie interne. Si respirava un’aria diversa, molto più comunitaria e fortemente partecipativa. Ci si sentiva davvero chiamati in causa. Le sezioni erano luoghi in cui incontrarsi e ritrovarsi, in un’età in cui il bisogno di condivisione di idee, linguaggi e prospettive è linfa per la crescita personale. Oggi la condivisione è solo sulle nostre bacheche Facebook, nella piena solitudine del gesto, nell’anonimato del commento dei post, nelle parole e nei pensieri lanciati dal ticchettio, sordo e inascoltato, delle tastiere Qwerty.
Fa effetto il richiamo nel discorso di fine anno del presidente Matterella, quel parallelismo con i ragazzi del ’99 che cent’anni fa combatterono sulle sponde del Piave, fagocitati dalla fame di carne e sangue della Grande Guerra. In quella drammatica situazione, una generazione di diciottenni fu chiamata a scegliere se soccombere al giogo nemico oppure se combattere per l’amor di patria e la libertà del proprio popolo. Non era prevista la diserzione, non erano previste terze scelte. “O il Piave o tutti accoppati!”.
In quell’occasione non mancò la volontà ed il coraggio. Spero che non manchino nemmeno ai nostri ragazzi del ’99 che si preparano, per la prima volta, ad una delle scelte più importanti. Una decisione assolutamente non accostabile a quella di un secolo fa, ma non per questo meno importante. Perché non bisogna astenersi dal combattere per le proprie idee. Non bisogna smettere di farlo nonostante le circostanze, nonostante i “se”, nonostante  i “ma”.
Perché il futuro lo puoi, lo devi scrivere con la grafite di una matita, in una cabina elettorale ai confini del mondo. Perché il tuo futuro lo puoi decidere anche tu. Sì, proprio tu.
Edoardo Mauro

domenica 29 ottobre 2017

la consulta dei giovani

Il mondo giovanile è una realtà che ha visto numerose evoluzioni negli ultimi anni. 
Il modo di ragionare dei nostri ragazzi è cambiato: sono più esigenti, in quanto ricercano sempre ciò che non possono avere, ma al tempo stesso hanno perso tutti gli stimoli ad informarsi ed essere partecipi della quotidianità cittadina. Oggi, i nostri giovani si sentono isolati, non considerati e desiderosi di fuggire altrove, che sia al nord dell’Italia o all’estero, sperando di ottenere un consenso ben diverso da ciò che gli è stato riservato negli ultimi anni.
Grazie all'efficace supporto dell’Assessore alle Politiche giovanili Maria Rosaria Giaccari, intendiamo ridare ai ragazzi quel ruolo di protagonisti all'interno dell’Amministrazione Comunale. È per questo motivo che nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale è stata approvata quella che sarà la più grande assemblea dei ragazzi: la Consulta dei giovani. 
Mi sento di dare il giusto merito a questa Maggioranza, dimostratasi aperta verso le critiche – in questo caso costruttive – provenienti dai banchi della Minoranza. Apportando alcune modifiche, lo Statuto è stato approvato all'unanimità.
Quest’episodio smonta tutte quelle dicerie secondo cui l’Amministrazione Comunale non è disposta ad ascoltare le proposte altrui.
Faranno parte della Consulta i ragazzi compresi nella fascia d’età tra i 14 ed i 30 anni: si tratta di una scelta fatta per includere non solo coloro che hanno già compiuto la maggiore età, essendo già approdati nel mondo degli adulti, ma anche per rendere partecipi gli adolescenti, ossia gli studenti che si approcciano agli istituti superiori di secondo grado e di conseguenza cominciano a costruire nella propria mente una prima idea di Città. 
Avranno il pieno diritto di partecipare gli Universitari, o quei giovani appartenenti ad associazioni culturali, ludico – sportive, giovanili, o tesserati di movimenti politici, con l’intento di favorire un dibattito quanto più trasversale possibile.
Mediante la Consulta, il fine delle politiche giovanili di questa Amministrazione è duplice: da un lato favorire il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, rendendo i giovani sempre più autonomi; dall'altro, quest’organo è un chiaro strumento di inclusione sociale, attraverso lo sviluppo della cittadinanza attiva, coinvolgendo quella fascia giovanile caduta nella sfiducia e nell'anonimato, anche a causa di una classe politica che non ha saputo dar loro voce.
Intendiamo creare una Istituzione forte. Una Consulta in grado di valorizzare i nostri giovani, non farli più sentire dei disagiati ed emarginati all’interno dello spazio pubblico, bensì coinvolti in un processo di crescita pari a quello dell’intera Città di Galatina.
Alessio Prastano

venerdì 9 giugno 2017

misunderstanding

Ho immaginato i pensieri e le riflessioni di un potenziale elettore di centrosinistra che, avulso dalla scena politica, si è informato sulle prossime elezioni servendosi soltanto o dei mezzi di comunicazione o dei social network.
Ecco cosa ne è venuto fuori.
“Ho deciso: nessuno potrà farmi cambiare idea. Domenica voterò la Sandra come candidato sindaco!
Che meraviglia ragazzi: la Sandra ritorna ad essere candidato sindaco per il Centro Sinistra. È come tornare più giovani di 11 anni!
Non sto più nella pelle a pensare che potrò crociare il suo nome sulla scheda elettorale e finalmente esprimere un voto consapevole per il prossimo candidato sindaco.
Poi la Sandra sindaco è sinonimo di una coalizione fortemente comunista, coerente con gli ideali che la Sandra stessa ha sempre professato, antifascismo su tutti.
Chi è che mi telefona? Ah è il mio amico informatissimo circa l’attuale campagna elettorale. Condividerò con lui questo mio entusiasmo.
<Ciao, come stai? Hai visto che figata? La Sandra di nuovo candidato sindaco di Galatina! Come dici? La Sandra non è il candidato sindaco per la coalizione del PD? Cioè mi stai dicendo che sebbene su tutti i blog cittadini, su tutti i siti di informazione e in ogni dibattito nato su Facebook si parli della Sandra, il candidato della coalizione del PD è un altro? Mi sembra tutto così assurdo. Quindi anche se per la coalizione del PD parla solo la Sandra, se tutti, quando parlano di PD, fanno riferimento alla Sandra e se ogni polemica riguardo il “centrosinistra” ruota intorno alla Sandra, ciò non significa che il candidato sindaco del PD sia la Sandra?
Vabbè dai. Posso pure accettare questa cosa (cui stento ancora a credere), l’importante è che si rimanga fieramente a sinistra e si porti avanti la bandiera rossa con il pugno della mano alzato verso il cielo, come la Sandra vorrebbe. Cosa? Nella coalizione di cui fa parte la comunistissima Sandra c’è gente “fascisterrima”? No dai. A questo non crederò mai!
Ah…. Quindi mi stai dicendo che nella coalizione del PD si è candidato l’ex presidente del circolo di Galatina di Fratelli di Italia insieme a qualche altro ex  presunto “fascista”? Pensa tu la coerenza di questi soggetti! Non so cosa dire. Ti ringrazio comunque per queste delucidazioni anche se mi hanno fatto cadere tutte le certezze che avevo accumulato fino ad ora. Ci sentiamo>
Troppe delusioni. 
Quasi quasi voto Andare Oltre e Marcello Amante!”
Gabriele Giaccari

giovedì 1 giugno 2017

la nostra partita

Non ho mai votato alle primarie del Pd, fermo restando che comprendo le motivazioni di chi, non avendo vincoli di partito nazionale, ha sostenuto, senza alcun secondo fine, candidati che, pur nella diversità ideologica, si sono spesi per il bene di un territorio. Non avrei mai votato alle primarie del Pd e non avrei mai votato Emiliano se fossi stato Pippi. Ma non sono Pippi. E il bello è proprio questo. Noi con Nardò abbiamo un rapporto fraterno, di militanza, di stima, di sostegno, ma non siano subalterni. Noi a Nardò abbiamo trascorso ogni singola serata durante l’ultima campagna elettorale svoltasi un anno fa, come se fosse la nostra, impegnandoci come stiamo facendo tutti i giorni con la nostra.
Dicevo, noi non siamo subalterni. Dissentiamo, ci confrontiamo, discutiamo. Su tutto. Pippi ha fatto un percorso importante. Che lo ha portato, un anno fa, appunto, a vincere le elezioni amministrative nella sua Nardò, contro sia la destra che la sinistra al primo turno e contro la destra e la sinistra coalizzate al ballottaggio. Ha deciso, candidandosi a sindaco, di mandare in pensione il vecchio modo di fare politica, di andare oltre i vecchi partiti e ha realizzato l'impresa di battere tutto e tutti. Nonostante questo, manteniamo una meravigliosa autonomia che è la natura stessa del progetto Andare Oltre che ci caratterizza a Lecce, come a Galatina, Galatone, Nardò e ovunque nasca un nostro circolo.
La differenza tra noi e chi, per anni, ha visto imporsi candidature da altri paesi della provincia, divenuti il triste emblema dell'imposizione dall'alto, sta proprio in questo. I percorsi con Nardò sono comuni, ma paralleli. Pippi, in fase di costituzione del nostro progetto, non ha mai detto una sola parola su cosa fare o non fare. Lo ha espresso pubblicamente negli incontri in piazza o nelle sedi e ce lo diceva nelle nostre riunioni. Anzi, scherzando, nella sua sana follia, quella stessa follia che lo ha portato a realizzare la rivoluzione di cui tutti, oggi, parlano e a cui tutti, a parole, si ispirano, aveva suggerito che fosse Pierantonio a candidarsi sindaco di Galatina. Sarebbe stata una battaglia molto divertente, molto ideologica, sulla falsa riga di quella che sta conducendo Roberta Forte che, a livello etico, se la sta giocando egregiamente, ma avrebbe avuto due contro indicazioni forti (al di là del discorso quorum). Sarebbe cresciuto, probabilmente, durante questo tipo di campagna elettorale, solo uno e non tutto il gruppo, come sta avvenendo ora, e questo lo sapevamo e non lo volevamo né potevamo permettere; non avremmo trovato quelle persone, prima ancora che liste civiche, a noi affini con le quali stiamo creando un progetto comune.
Detto questo a Galatina la nostra battaglia è molto difficile. Contro abbiamo due, o forse anche più, corazzate. Nettamente più strutturate di noi. Noi, però, ce ne stiamo accorgendo in questi giorni, abbiamo dalla nostra la credibilità, come ha affermato più volte Marcello. La credibilità di chi può realizzare quello che dice. La credibilità di non fare promesse pompose ma irrealizzabili, la credibilità di stilare un programma scritto da tutti, responsabili di lista, candidati, simpatizzanti, e attuabile dal primo all'ultimo punto. E gli elettori lo sanno. Perché conoscono chi ha già governato e chi no, conoscono quali sono i problemi di Galatina, e chi ha già fallito nel provare a risolverli, ove non ne sia stato la causa stessa del problema.
Gli elettori sono anche delusi e spesso decidono di non andare a votare. È una strada che io ho percorso in qualche occasione. Rendendomi conto, mentre lo facevo, che non serviva a niente. Se non a farti sentire più pulito e sopra le parti. Col tempo capisci però che, forse, avresti dovuto sforzarti per trovare il meno peggio su quella maledetta scheda. Perché se è vero che con un segno sulla scheda non cambi il mondo è anche vero che non votando ottieni l’esatto contrario di ciò che vuoi. Rimani sì pulito, fuori dai giochi di potere e di palazzo, però finisci rinforzando, numeri alla mano, proprio chi quella sfiducia te l’ha messa in testa. Rinforzi le coalizioni che, governando e dando prova di incapacità, ti hanno allontanato dalla politica e dalle scelte che riguardano tutti. Tutti!
Ora la domanda è: “volete non votare?” Ci sta. Per carità. Però non fatelo, se potete. Andate oltre. Fate un altro ragionamento. Andate a guardare le ultime amministrazioni. Individuate dove sono collocati quelli che hanno già governato, facendovi nascere questa sfiducia. Escludete, mentalmente, quelle coalizioni dalla vostra scelta. Andate per esclusione appunto. Rimarranno delle coalizioni che non hanno al loro interno i responsabili dell’attuale situazione di Galatina. Scegliete tra loro, fate come volete, tirate anche a sorte e date la preferenza a una di queste oppure, meglio, affidatevi a quella più credibile.
Marco De Matteis

venerdì 26 maggio 2017

noi galatinesi


Noi galatinesi spesso appariamo ambigui, egocentrici, ci sentiamo al centro dell’attenzione pensando che ciò che accade intorno sia sempre in qualche modo collegato a noi. Ecco, Galatina è la patria dell’individualismo inizialmente celato dietro il “tutti per uno”. Il problema si complica più avanti se insinua anche la bramosia del ritorno personale, che prende il sopravvento sulle buone intenzioni che ci spingono a fare qualcosa. Al di fuori dei confini cittadini ci sono attribuite caratteristiche (probabilmente veritiere) che portano i "piani alti" a sentirsi legittimati a decidere le sorti di questo paese, convinti del fatto che non siamo in grado di lavorare l’uno per l’altro, che non siamo in grado di gestire autonomamente casa nostra. Penso e ripenso a questa cosa da un po’ e l’unico sentimento che suscita in me è rabbia, ma non quella rabbia fine a se stessa, piuttosto quella rabbia che spinge a far di tutto perché la situazione cambi e viri per il meglio. Capisco che credere al cambiamento possa risultare difficile in un Paese in cui l'immobilismo regna sovrano, ma oramai non vedo altre soluzioni all'orizzonte, ritengo che non ci siano più alternative al rinnovamento. “Chi può amare ciò che è nostro più di noi stessi?” Domanda per niente retorica, visti gli scenari a cui assistiamo ormai da troppo tempo. Senza mezzi termini, credo che quella rappresentata dal Polo Civico sia una possibilità che Galatina non può lasciarsi scappare, da non scartare a prescindere per l’irremovibilità dei propri pregiudizi. Se ancora non fosse chiaro, è l’orgoglio di abitare in una città come questa, dannata probabilmente, ma anche e soprattutto dannatamente bella, che mi ha permesso di fare un passo avanti. Un passo avanti verso la comunità, insieme a persone, amici, con la convinzione che mai e poi mai tradiremo Galatina a favore d’interessi vari ed eventuali.
Piergiorgio Di Gesù

mercoledì 24 maggio 2017

"vengo anch'io" "ma si, perchè no?"

Questa campagna elettorale è strana, almeno per quanto mi riguarda. Forse dipenderà dal fatto che mi trovo lontano qualche centinaio di chilometri dalla mia Città e questo impedisce di respirare e vivere il clima fervente di questi giorni di battaglie politiche. Forse dipenderà dal fatto che c’è la possibilità, finalmente, di scrivere una nuova pagina politica per Galatina, cercando di Andare Oltre la bruttezza di questi ultimi anni. O forse sarà questa nuova ondata di entusiasmante giovinezza che vuole fare entrare aria di nuova primavera nei locali di Palazzo Orsini.
Ad ogni modo, stanno accadendo cose strane.
Per esempio sta accadendo che nella coalizione più forte di tutte (e già vincitrice in pectore persino delle elezioni 2022!!!!) albergano, contemporaneamente:
1. Forza Italia, storicamente anticomunista;
2. Direzione Italia, ossia il partito di Fitto nato in opposizione all’egemonia accentratrice di Forza Italia e comunque anticomunista;
3. UDC, che si era allontanata da Forza Italia per “divergenza di vedute”, geneticamente anticomunista;
4. Il Partito Socialista, i cui membri si definiscono “compagni”, che, pertanto, non ha nulla a che vedere con l’anticomunismo fervente dei partiti di cui ai numeri 1, 2 e 3;
5. Politici ex PD, la cui matrice è storicamente di sinistra, che hanno sempre schifato, per varie ragioni (Berlusconi, Fitto, Casini, Craxi, etc) i partiti di cui ai numeri 1, 2, 3 e 4;
6. Ex esponenti di  “Io Sud”, i quali sono sempre stati anti Berlusconiani (quindi contro Forza Italia), anti Fittiani (quindi contro Direzione Italia), contro il Partito Socialista e, soprattutto, contro i comunisti del PD.
A riprova di quanto appena descritto, può essere menzionato il fatto che i suesposti partiti chiamano i propri referenti provinciali, regionali e nazionali in disparte, in perfetta autonomia, senza coinvolgere i propri “amici” di coalizione, organizzando autonomi incontri ed autonome presentazioni di lista. È un po’ come la “Casa delle Libertà” interpretata da Guzzanti, ove ognuno fa un po’ “quel cazzo che gli pare”! Che figata pazzesca!
Sta accadendo, altresì, che nella citata coalizione più bella di sempre si siano appianate tutte le divergenze e tutti i rancori che, ormai da anni, avevano diviso i mammasantissima dei partiti su indicati. Ora c’è tanta armonia nella super coalizione che la casa di Ned Flanders a confronto è un covo di satanisti inferociti.
Infine, sta accadendo anche che la già menzionata meravigliosa, indimenticata ed indimenticabile coalizione ha individuato come parametro di confronto la coalizione guidata da Marcello Amante. Suona strano che la “Armada Invencible” voglia misurare la propria grandezza specchiandosi in una Squadra di Ribelli. Le spiegazioni a questa scelta potrebbero essere molteplici: o l’“Armada Invencible” è così modesta (sic!) da non considerarsi una corazzata senza eguali; oppure può essere il contrario, ossia vuole dimostrare superbamente tutta la propria magnificenza confrontandosi con l’ ”insignificante” Squadra di Ribelli. Oppure può darsi che l’“Armada Invencible” non sia poi così sicura delle propria imbattibilità e non sia neanche sicura della debolezza del Polo Civico guidato da Marcello Amante.
Gabriele Giaccari

domenica 23 aprile 2017

con Marcello Amante, con Andare Oltre, per il cambiamento

La nostra città può essere vista come l’esempio più rappresentativo della politica italiana degli ultimi anni. Come l’Italia ha speso molto più di quello che si poteva permettere, Galatina non è stata da meno. Ora, mi sembra superfluo cercare di attribuire colpe a questo piuttosto che a quello; l’unica cosa che in cuor mio sento di dire è questa: dati gli esiti delle ultime amministrazioni comunali e gli scarsi risultati purtroppo raggiunti da questi ultimi, non riesco a comprendere i motivi che spingono persone che hanno già fatto parte dei recenti governi cittadini a ripresentarsi nuovamente sulla scena politica, poiché non credo che possa avvenire alcun miglioramento se i protagonisti restano gli stessi.
Da cittadino, vorrei vedere volti nuovi, persone appassionate, motivate e interessate alle sorti della città. Attenzione, nessuno può fare miracoli, saranno periodi duri quelli che verranno; resta, tuttavia, da scegliere se farli persistere a tempo indeterminato, o provare a dare inizio a un processo di cambiamento che possa risollevare, non senza sacrifici, la nostra Galatina.
Passione, interesse e motivazione che si possono trovare nel gruppo che si è formato e che sostiene la candidatura a sindaco di Marcello Amante.
Andare Oltre, il movimento politico di cui faccio parte, mi ha dato l’opportunità di mettermi in gioco e dopo una piuttosto lunga ma consapevole riflessione, ho deciso di dare il mio contributo alla causa comune. È lecito pensare che sia molto giovane per questo genere di cose e che la mia scelta possa sembrare azzardata e fuori luogo, ma posso assicurare che si tratta di una decisione ponderata presa con convinzione.
Dunque, la parola “cambiamento”, secondo la mia opinione, non può che essere accompagnata dalla parola “giovani” che pur rispettando e tenendo conto dell’esperienza dei cosiddetti “veterani”, possono essere utili all’intera comunità con le loro idee innovative.
Detto ciò, mi auguro che la scelta che tutti noi faremo sarà tale da rendere possibile voltare pagina e Andare Oltre.

Piergiorgio Di Gesù

mercoledì 19 aprile 2017

la centralità dei giovani per il rilancio di Galatina

“A Galatina non c’è niente”. Quante volte abbiamo sentito ripetere quest’esclamazione? E quante altre volte abbiamo scelto di fuggire dalla nostra Città per rifugiarci in realtà limitrofe, dove il massimo che puoi fare è bere e ascoltare un piccolo live musicale contemporaneamente? Oggettivamente, le attività escogitate dalle amministrazioni dei Paesi vicini al nostro non sono poi così straordinarie, rispetto a quella che è la normalità.
Quindi, qual è la soluzione per non far fuggire i nostri giovani? Il ritorno all’ordinarietà è il viatico da percorrere. Non è necessario un esborso enorme di denaro, non sono richieste grandi opere da attuare, ma semplicemente una buona programmazione, che sappia coinvolgere la menti fresche della nostra generazione, mettendole al centro del progetto ed avviando quel processo di inclusione sociale, con l’obiettivo di appiattire la distanza tra il Palazzo e la strada, tra chi ha il compito di prendere le decisioni e chi ha delle proposte valide da mettere sul piatto.
Urge una rivoluzione culturale, in grado di non sminuire quelle che sono le idee dei giovani, le quali devono essere racchiuse in un contenitore di idee creative, volte a ridare slancio alla nostra comunità.
Penso alla valorizzazione del centro polivalente, inutilizzato, cosi come gli spazi del quartiere fieristico. Con delle piccole ristrutturazioni, questi ambienti possono diventare il centro di ritrovo per varie associazioni giovanili, che non hanno una propria sede, e che all’interno avrebbero l’occasione di dar vita a delle proposte interessanti, per tornare a dare un senso ai weekend galatinesi.
Molto spesso i nostri ragazzi si sono sentiti abbandonati, delusi da un sistema politico che non è stato in grado di ascoltare la loro voce, contribuendo ad invecchiare sempre più la nostra Città. Eppure, le strutture che abbiamo a disposizione sono tante e allo stesso tempo sottovalutate. Dal teatro “Cavallino Bianco” inaugurato nel Novembre 2015, aperto per un numero di eventi pari alle dita di una mano, ma praticamente inutilizzato, alla biblioteca comunale ed al chiostro annesso, plesso di grandi risorse, in grado di ospitare numerose presentazioni di libri, oltre ad eventi musicali e non solo.
Ma è bene citare la nuova palestra di Via Montinari inaugurata nel 2014, guarda caso in occasione delle elezioni europee, ma inutilizzabile a causa della pavimentazione inagibile. Con una ristrutturazione economica ma efficace, la struttura sportiva potrà essere utilizzata dalle società sportive, oltre ad avere l’opportunità di essere presa in affitto da tutti coloro che volessero allenarsi.
Il tema è così vasto che rischierei di dilungarmi più del dovuto. E’ certo che i nostri giovani devono abolire dalle proprie bocche: “A Galatina non c’è niente”, tornando ad essere orgogliosi della nostra Città, proponendo idee e progetti creativi in grado di ridar luce a questa comunità, senza il bisogno di andare altrove e fare tutto ciò che assumerebbe i contorni dello straordinario, ma che in realtà non è altro che una normale ordinarietà.