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martedì 8 marzo 2016

lavoratori (ex)csa: ecco la lettera di licenziamento

In esclusiva-abusiva, vi rendiamo nota la lettera che in queste ore viene recapitata ai lavoratori (a questo punto ex-csa) del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in ragione del loro "passaggio" alla ditta Monteco, passaggio che, come ampiamente documentato da nostro blog  http://andareoltre-galatina.blogspot.it/2016/03/rifiuti-ricorsi-e-forzature.html, era avvenuto a seguito della decisione del dirigente competente che recepiva una sentenza del tar. Comunque vada a finire la vicenda, e presto pubblicheremo il seguito della "storia", l'impressione che se ne ha è che, come sempre, si combatte sulle spalle dei lavoratori che, in tutta questa vicenda, certo hanno meno responsabilità di tutti.

martedì 1 marzo 2016

rifiuti, ricorsi e forzature

Partiamo dai fatti. Nonostante il bando di gara per la gestione dei rifiuti nel comune di Galatina lo abbia vinto la Monteco, il servizio viene svolto ancora dalla CSA in ragione della sospensiva decretata dal giudice del consiglio di stato, in attesa che il tar metta la parola fine a questa vicenda e che decida a chi affidare definitivamente il servizio. Succede che alla fine della settimana scorsa il tar dichiari che la Monteco sia la ditta aggiudicatrice della gara e che pertanto abbia titolo ad eseguire il servizio. Poche ore dopo la CSA propone ricorso al consiglio di stato, chiedendo la sospensiva dell'aggiudicazione e comunicando tale atto al comune di Galatina. Tutti i dipendenti della CSA vengono convocati domenica mattina presso il deposito della Monteco perché firmino il contratto di assunzione al fine di far espletare il servizio alla nuova ditta, già dalla mattina (ore sei, teniamolo a mente) di lunedì 29 febbraio. Qualche ora dopo la partenza del servizio della Monteco il comune si affretta a regolarizzare l'affidamento alla Monteco con una specifica determina, atto indispensabile per permettere alla Monteco di conferire in discarica i rifiuti di Galatina. Quindi, ripetiamo, prima parte il servizio (ore sei) e solo dopo il dirigente competente firma l'atto. Poi succede che lunedì sera, in seguito al ricorso della CSA a tale deliberazione, il giudice conceda la sospensiva (il servizio deve continuare ad essere svolto dalla CSA in attesa della deliberazione, si spera, ultimativa) prevista per il 7 aprile. E siamo a lunedì sera: la CSA convoca tutti i dipendenti (che non sono mai stati licenziati, ma che hanno firmato un contratto con la Monteco, ditta concorrente alla CSA, e che con la stessa hanno già svolto un giorno di servizio) perché il giorno successivo (martedì 1 marzo) si presentino presso i locali della Centro Salento Ambiente per prestare regolare servizio come da disposizione del giudice. L'assemblea dei lavoratori si protrae fino a tardi con interventi vari e variamente accesi alla presenza di un sindaco inspiegabilmente silenzioso, di un assessore ingiustificatamente loquace, di due consiglieri comunali, dei sindacalisti e, a dire il vero, anche di qualche poliziotto. Poi la riunione si aggiorna alle sei del giorno dopo, viene infatti consegnata nelle mani del sindaco una lettera con la quale i sindacalisti annunciano assemblea dei lavoratori nei pressi del comune in attesa di capire con chi dover lavorare il giorno dopo. La mattina dopo (oggi, primo marzo) il comune dichiara, con atto scritto del dirigente incaricato, che "non avendo ancora recepito l'atto di sospensiva, i lavoratori sono tenuti ad effettuare il servizio con la Monteco" (il virgolettato non è fedele al cento per cento, ma il senso è quello). Quindi, mentre nell'applicazione della sentenza del tar si è proceduto con estrema velocità, consentendo a Monteco di partire prima della firma della determina, nell'applicazione della seconda sospensiva si è scelta una linea attendista. Ora, perché questi due pesi e due misure? A noi poco importa della CSA e della Monteco. Interessa solo che il servizio sia svolto nel miglior modo possibile, possibilmente al minor costo, e che il livello occupazione sia salvaguardato, magari con maggiori tutele e con maggiore rispetto degli operatori stessi, in poche ore sballottati da un'azienda all'altra senza nessuna certezza sul loro futuro. Ma il comune si sta comportando da spettatore imparziale? O non si sta invece prestando a forzature che sono decisamente fuori luogo? Certo, questo tema è inquinato da quindici anni di mala gestione. D'accordo. Ma siamo proprio sicuri che questo sia il modo migliore di gestire la vicenda?

sabato 27 febbraio 2016

panorama da tangenziale

Dopo anni passati a reclamare la realizzazione della tangenziale allo scopo di eliminare il traffico pesante dal centro della città, non avremmo mai pensato che sarebbe servita anche ad eliminare i cassonetti della spazzatura. Siamo proprio geniali: siamo riusciti a trovare un utilizzo accessorio al banale transito delle auto e dei camion su quella strada. A questo punto potremmo anche proporre alla csa (o a chi verrà dopo) di eliminare il costoso (per il suo piano finanziario) servizio di raccolta rifiuti ingombranti a domicilio e istituzionalizzare lo smaltimento presso le piazzole di sosta della tangenziale. E quando saranno strapiene, si potrà sempre costruire un'altra tangenziale, che permetterà espropri, appalti, posti di lavoro e tante altre belle cose che ci piacciono tanto. E se poi da quel panorama riuscissimo anche ad eliminare quei fastidiosi ulivi, saremmo veramente ad un passo dalla civiltà.