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mercoledì 23 settembre 2020

Da Bari a Galatina. Analisi delle Elezioni Regionali Pugliesi 2020.


Chi alla fine l’ha spuntata, è stato lui. Michele Emiliano, l’ex magistrato ed ex sindaco di Bari, oggi è per la seconda volta presidente della regione Puglia.

E’ stato già detto più volte, questa campagna elettorale è stata strana, nuova e (speriamo) unica nel suo genere. Non solo per la situazione dettata dall’emergenza sanitaria, ma soprattutto perché queste regionali pugliesi mettevano in scena alcune sottotrame. In primis, il definitivo spostamento di una politica che cambia per una svolta assolutamente pragmatica. Emiliano vince perché è stato polo di convergenza di diverse anime. L’ex sindaco forzista di Bari Di Cagno Abbrescia, Massimo Cassano a Brindisi, Totò Ruggeri a Lecce: queste alcune delle personalità di spicco che dal mondo della destra sono migrate nel “modello emiliano”. L’ex presidente non è andato molto per il sottile, aveva ben chiaro che per vincere era necessario una squadra, già decimata dalla fuoriuscita renziana e dal mancato tandem con i cinque stelle, super competitiva. Ed oggi, a risultato acquisito, appare chiaro che ogni pedina è stata al proprio posto, ogni singolo candidato è stato funzionale al progetto.

Anche Raffale Fitto ha tentato di accaparrarsi menti e voti al di là della barricata (vedi il cambio di casacca di Leo di Gioia e Napoleone Cera in Capitanata) ma il tutto in misura minore rispetto al suo competitor. Perché?


Ed eccoci al secondo aspetto, la seconda traccia che, secondo chi scrive, andrebbe analizzata con attenzione in queste elezioni regionali: l’immagine del candidato presidente.

Su chi fosse per il centrosinistra il candidato presidente, non c’erano dubbi ormai da tempo. Nonostante la formalità delle primarie regionali (peraltro stravinte) Michele Emiliano ha avuto dalla sua il fattore tempo: ha iniziato a muoversi sin da subito, imponendosi nell’intera sinistra regionale. Superata la formalità della leadership, l’ex presidente ha potuto costruire nel tempo il suo personale profilo: Emiliano ha voluto raccontarsi prima come amministratore e poi come politico. Prima Sindaco di Puglia e poi Presidente di Regione. Ed è per questo che il suo più grande sostegno è arrivato in gran parte dall’interno delle amministrazioni comunali. Sindaci, assessori e consiglieri hanno intrapreso campagne elettorali personali, in prima linea in sostegno del presidente uscente. Una scelta che, a quanto pare, ha pagato.

Tutto il contrario, invece, nel centrodestra pugliese. Raffaele Fitto ritorna ad essere il candidato presidente dopo il prolungarsi di non poche polemiche interne. Probabilmente per questo, la sua candidatura nasce già compromessa in grembo. E in ritardo sulla tabella di marcia di una breve campagna elettorale.

Fitto ha cercato di dipingere un’immagine di sé che non gli apparitene, mascherandosi dietro l’ultimo dei suoi partiti, in contraddizione con il suo vissuto e la sua storia. Lui, democristiano di stirpe in sella a Fratelli d’Italia, riesce a strappare la sua candidatura tramite un’imposizione dall’alto. Racconta di voler risanare la sanità pugliese. Giusto e condivisibile. Si dimentica, però, delle non poche responsabilità della sua gestione.

Di Fitto, poi, se ne sapeva ormai poco da queste parti. Lo avevamo lasciato a Roma e poi a Bruxelles. Ed il mancato rapporto diretto con il territorio, ritrovato solo durante la competizione elettorale, è stata sicuramente una della chiavi di lettura della sua sconfitta (è indicativo il fatto che si sia registrato tra i voti al presidente e quelli della coalizione una certa discordanza).

A Lecce le novità assolute sono tre. Alessandro Delli Noci, vice sindaco di Lecce, sbanca e convince il Salento con oltre 17mila preferenze nella lista Con Emiliano. Segue Donato Metallo, enfant prodige di Racale, che con 16.847 preferenze riesce ad ottenere il primato all’interno del Partito Democratico su Loredana Capone e Sergio Blasi. L’ultima novità: si tratta di Paolo Pagliaro, fondatore del Movimento Regione Salento. L’editore di Telerama riesce a concretizzare nelle sue quasi 10mila preferenze il grande radicamento nel leccese del suo movimento. Sarà interessante capire come riuscirà a coinvolgere nel panorama regionale le istanze dell’autonomia salentina.

E a Galatina? Nessuno di candidati in gioco è riuscito a spuntare un pass per il consiglio regionale. In molte circostanze è mancato il gioco di squadra e come spesso è accaduto, i particolarismi prevalgono sulla capacità di fare gruppo. Un film che tante volte abbiamo visto e che ancora oggi ci dimostra l’errore di certe scelte. Chi scrive, rivendica con orgoglio il sostegno ad un progetto portato avanti controcorrente. Per noi del circolo cittadino di Andare Oltre Galtina, la scelta di candidare Sara Musardo nasceva da un’esigenza di confronto all’interno della competizione elettorale nelle vesti di un concreto soggetto politico, una realtà attiva e di mutuo sostegno nei confronti di ogni singola individualità all’interno del nostro gruppo.

Siamo molto contenti dei 712 voti ottenuti. Nonostante l’inesperienza in un contesto come quello elettorale la nostra candidata non ha per nulla sfigurato, dimostrando che i buoni risultati si possono ottenere anche seguendo una via alternativa rispetto alle scelte fatte finora.

Mi piacerebbe che la nostra esperienza, anche se conclusasi con una non-elezione, possa essere da monito per chi in futuro abbia intenzione di rappresentare la nostra città altrove. Ciò che farà la differenza saranno dei progetti tangibili, che vadano a rappresentare e non a dividere. Che vadano oltre le singolarità dei pochi ed alcune ciniche posizioni di gran parte dell’attuale classe politica. Quello che oggi manca al nostro piccolo scenario, è una visione verso il futuro. Restituiamola ricominciando sul serio a fare Politica.

Edoardo Mauro



giovedì 27 agosto 2020

Rassegna stampa \ De Matteis replica ad una lettera pubblicata su Il Sedile

 Il 23 agosto 2020, il giornale online galatinese Il Sedile pubblicava una lettera aperta e firmata (immaginiamo da un nome immaginario) con la quale si "ringraziava" ironicamente Andare Oltre di Galatina per aver dimostrato al mondo che "non esistono più politici con la P maiuscola" e desumeva ciò dal fatto che il nostro circolo avesse scelto di sostenere Michele Emiliano alla carica di presidente della Regione Puglia. A conferma del "tradimento" della storia che il nostro gruppo rappresentava (per chi?), venivano allegati due link alla lettera: un primo link era al curriculum del consigliere comunale di riferimento del gruppo, Pierantonio De Matteis, e un secondo link era invece ad un articolo di diversi anni fa, giorno dell'elezione a presidente provinciale di Azione Giovani di Emanuele Ciarfera con le dichiarazioni dello stesso che tra gli altri ringraziava lo stesso De Matteis, insieme a Pippi Mellone, Francesco Zuccaro, Massimo Fragola e Cristian Filieri a dimostrazione (crediamo) di evidenziare un passato tradito). Qui il post: https://www.ilsedile.it/direttore-posso-ringraziare-pubblicamente-andare-oltre-di-galatina/

Pubblichiamo di seguito la risposta di Pierantonio De Matteis apparsa su Il Sedile il giorno seguente (24 agosto 2020). Fonte: https://www.ilsedile.it/pierantonio-de-matteis-replica-alle-considerazioni-del-sig-renato-su-andare-oltre-galatina/


Gentile direttore,

le scrivo in merito alla lettera del signor Renato Vo. (immagino sia un nome d’arte ma non dubito sulla veridicità della sua identità altrimenti lei non lo avrebbe mai ospitato sulle sue pagine) e in merito alla cortesia che mi ha fatto condividendo il link al mio curriculum “politico” pubblicato sulla pagina del Comune di Galatina.

Andiamo con ordine.

Il suo lettore lamenta che non esistano più politici con la P maiuscola e lo desume dal fatto che il gruppo politico che ho contribuito a fondare a Galatina, pur con chiare origini a Destra, viri e voti Emiliano come Presidente della Regione Puglia. Non so se essere sconcertato o lusingato da tanta considerazione al punto che un nostro comportamento politico sia determinante nel far capire al suo lettore che “non esistono più politici con la P maiuscola”. Ma ne prendo atto.

Il suo lettore cita Paolo Di Nella. E immagino sappia chi era quel ragazzo del Fronte della Gioventù di Roma che fu ucciso mentre affiggeva manifesti per istituire nel suo quartiere un parco verde pubblico. E immagino sappia che il circolo di Azione Giovani (organizzazione giovanile di Alleanza Nazione di cui sono stato il presidente per diversi anni) era intitolato proprio a lui e al suo sacrificio. Non capisco cosa c'entri, però, Paolo e il suo sacrificio e il nostro circolo a lui intitolato con la scelta di appoggiare Emiliano.

Provo a fare un ragionamento politico sperando di riuscire ad essere abbastanza chiaro.

Andare Oltre Galatina, come tutti coloro che fanno politica, non può saltare le elezioni. Ha invece bisogno di pesare la propria azione politica, e nel nostro caso anche amministrativa, col consenso della propria gente, del proprio elettorato. Ha bisogno in ultima istanza di capire, attraverso il voto, se chi ci ha dato fiducia è contento del nostro operato, se c’è qualcosa da cambiare, se c’è qualcosa da approfondire. Un atto di responsabilità, quindi. Sarebbe stato fin troppo facile restare alla finestra a guardare. Ma non siamo fatti in questo modo. Cerchiamo il dialogo col nostro elettorato, anche se da questo potrà derivare qualche “tirata di orecchie” ma sono certo che anche questo servirà a crescere. E cerchiamo il dialogo con una nostra espressione diretta: Sara Musardo, vice coordinatrice del circolo, ragazza che è con noi sin dalla costituzione del nostro gruppo nel 2016 e che ci è stata a fianco anche nelle elezioni comunali. Ragion per cui, la presunta “esterofilia” di un gruppo che si candidato in prima persona francamente non la capisco.

Inoltre, e forse è questo il punto, Andare Oltre Galatina sostiene Michele Emiliano. E forse questo è il centro dello “scandalo politico”. Ma a ben vedere non c’è nessuno scandalo. Chi segue l’attività politica del nostro gruppo sa perfettamente che siamo lontanissimi da quella “moda” politica del sovranismo rappresentata da Lega e Fratelli d’Italia. Un centrodestra rappresentato da loro non ci appartiene ed è quanto di più politicamente lontano possa esistere dal nostro modo di intendere la politica: il razzismo latente che trapela dalle loro posizioni politiche unito al “lisciare il pelo alla bestia” (la voglia di assecondare ogni istinto più basso dell’elettorato pur di lucrarne consenso) e a mille altre posizioni politiche inaccettabili per chi ha la nostra storia (penso su tutte all’antieuropeismo di tale sedicente destra quando i ragazzi del Fronte della Gioventù invece – e se il sig. Renato Vo. ha buona memoria dovrebbe ricordarlo visto che dice di averlo frequentato – andavano in piazza al grido di “Europa, Nazione, Rivoluzione”)… sono tutti argomenti politici che ci fanno essere lontani anni luce da quei partiti e dal loro candidato presidente.

In ultimo, l’attenzione che il nostro circolo riserva alla costituenda associazione Buona Destra, di cui Filippo Rossi è artefice insieme a tanti amici e che non esita a dialogare anche a sinistra pur di sconfiggere politicamente la “destra cattiva”… beh, tutto ciò fa sì che la collocazione politica del nostro gruppo sia da tutt’altra parte rispetto a chi guarda alla nostra storia recente in maniera acritica e crede che tra Rauti (giusto per citare l’autore dello slogan “andare oltre”) e Salvini vi sia una linea di continuità.

Volutamente non ho citato i finanziamenti presi da questa amministrazione per motivare il nostro sostegno ad Emiliano. Avrei potuto parlare dei due milioni di euro per la Community Library (i cui lavori sono in corso e che stravolgeranno la nostra biblioteca comunale) giusto per fare un esempio che è passato dalle nostre deleghe. Non lo faccio perché sono sicuro che la possibilità di attrarre finanziamenti sia conseguenziale alla capacità di programmazione che ogni amministrazione riesce a mettere in campo e non alla vicinanza politica con questo o quell’esponente alla Regione o al Governo. Concetto politico rispetto al quale bisognerebbe davvero “andare oltre”.

In ultimo, nella mail le allego anche il mio numero di telefono. Può fornirlo al signor Renato Vo. e sarò lieto di conoscerlo personalmente per proseguire di persona, anche in sua presenza, il ragionamento che qui ho solo potuto abbozzare. Intanto la ringrazio per lo spazio e l’attenzione dedicatami.

Pierantonio De Matteis

Allego i link ad alcuni interventi apparsi sul nostro blog in merito alla posizione del nostro circolo rispetto alle ultime elezioni europee che potrebbero essere attinenti rispetto all’argomento trattato:

http://andareoltre-galatina.blogspot.com/2019/05/dialogo-sulle-elezioni-europee.html (prima del voto)

http://andareoltre-galatina.blogspot.com/2019/06/europa-lecce-galatina-quatto.html (dopo il voto)


sabato 21 settembre 2019

sulla consapevolezza che ci manca

Cosa spinge un ragazzo (ma potrebbe anche essere un adulto) più o meno dotato di raziocinio a poggiare sul davanzale di una finestra altrui (o in un’aiuola) la sua bottiglia di birra vuota? Cosa lo porta a pensare che dopo di lui passerà qualcuno che si farà carico di quell’oggetto depositato senza un motivo? Forse pensa che la rimozione della sua installazione non abbia un costo? E forse pensa che quel costo lui e i suoi conoscenti non se lo ritroveranno caricato in bolletta? O forse pensa che quella bottiglia di vetro si smaterializzerà allo scoccare della mezzanotte o che da quel vetro nasceranno tante farfalle colorate?
E cosa spinge un automobilista ad abbassare il finestrino in corsa per gettare il suo rifiuto sul ciglio della provinciale (che poi uno che si comporta così, il rifiuto lo tiene in macchina e lo incontra ogni volta che si guarda allo specchio)? Che cosa passa nel cervello (ammesso che poi ce ne abbia uno) di un qualsiasi cittadino che scelga di sbarazzarsi di un frigo vecchio, di un divano rotto, di un cesso appena sostituito in una stradina di campagna quando invece esiste un servizio totalmente gratuito che lo ritira dall’uscio di casa senza sforzo?
Possibile che sia solo una questione di maggiori controlli? Possibile che si abbia bisogno solo di vigili, di polizia, di carabinieri, di vigili del fuoco, di finanzieri, di artificieri, di protezione civile, di esorcisti, di spaventapasseri... con la minaccia di sanzioni di cui sono portatori e che non sia sufficiente amare la propria città, il proprio territorio, la propria porzione di terra per comportarsi come delle persone... semplicemente normali? Possibile che serva sempre e soltanto la repressione e che una volta, una sola volta, magari questa volta, non si possa fare affidamento sull’educazione, sulla cultura, sulla voglia di lasciare ai propri figli un mondo un tantino migliore di quello che che si è trovato?
Per la generazione che la vive, la terra è patria in quanto terra dei padri, di generazioni cioè che l’hanno vissuta e custodita per tramandarla a chi c’è oggi. Ma per noi deve necessariamente diventare terra dei figli, da preservare e tramandare alle generazioni che verranno altrimenti avremo spezzato la catena di solidarietà intergenerazionale e avremo creato solo un buco nero al posto del nostro posto nel mondo. Ecco, più che repressione ci vuole consapevolezza di ciò che abbiamo tra le mani e di ciò che rischiamo di rovinare compromettendo al tempo stesso il futuro dei nostri figli. Il resto sono cazzate, sono scuse: le telecamere, i controlli, le sanzioni, i divieti, gli incentivi, lo sguardo cattivo del poliziotto che multa. Tutte cazzate. Se non scatta la molla della consapevolezza stiamo solo perdendo tempo. Non si può controllare il mondo, ogni centimetro di questa terra, ogni comportamento di ogni idiota qualsiasi. E anche se fosse giusto farlo - e non lo è - non servirebbe a nulla perché poi ci vorrebbero altrettante persone a controllare le riprese raccolte, a spedire le sanzioni, a sostenere le proprie ragioni in contenziosi che ovviamente ci saranno e... e intanto quella merda che avete gettato dal finestrino della vostra auto sarà ancora lì, magari con tanto di foto segnaletica su Facebook e altrettanto finto clamore mediatico.
Si continui pure a invocare telecamere. Io auspico una rivoluzione culturale che passi anche e soprattutto dal controllo sociale, dall’educazione collettiva, dalla voglia di preservare e conservare il bello. E dalla necessità di farlo tutti insieme, senza delegare all’autorità costituita, alle forze di polizia, a chi è delegato a sanzionare. Prendendosi ognuno il proprio spicchio di responsabilità.
Pierantonio De Matteis

sabato 27 luglio 2019

Intervista chi: Cristina Dettù, assessore alla Cultura, Pubblica istruzione, Politiche ambientali e di Gestione dei rifiuti

Continua la nostra rubrica Intervista Chi. Oggi il direttore Edoardo Mauro interloquisce con Cristina Dettù, assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione, Politiche Ambientali e di Gestione dei rifiuti, Politiche Comunitarie e Innovazione Tecnologica. Eventi estivi, raccolta differenziata, CSA, proposte e prospettive future: molti sono stati i temi toccati all'interno di questa intervista, che speriamo possa aiutare il caro lettore ad avvicinarsi all'azione politica di questa amministrazione. Per conoscere e comprendere la vision e le mission di chi siede nella giunta di Palazzo Orsini. 
Buona Lettura!

(In basso troverete il link delle precedenti interviste)


Buongiorno assessore. A circa due anni dalla tua nomina in giunta, il momento dei fatidici bilanci è ormai maturo. Cosa è cambiato dal tuo insediamento (in termini di progetti e prospettive) e cosa immagini possa essere ancora fatto?
Buongiorno direttore! Credo che il bilancio di questi due anni sia positivo non tanto per i risultati raggiunti (non sta di certo a me giudicare) ma per il lavoro costante e faticoso che si continua a fare. Dal 2017 è cambiata la consapevolezza, è cresciuta la convinzione che questa città e il suo territorio possano rialzarsi dagli anni di caduta libera del passato. Ciò lo si può fare lavorando ogni giorno, valorizzando le proprie risorse materiali e umane e avendo progetti ambiziosi, degni di Galatina. Tuttavia è necessario l'aiuto e la collaborazione di tutti, in primis dei cittadini, perché, io non lo dimentico mai, gli amministratori sono prima di tutto, anche loro, cittadini.
Vorrei ora soffermarmi con te su alcuni eventi dell’estate galatinese. All’interno del Salento Book Festival, Galatina conferma la sua centralità nel progetto di Gianpiero Pisanello e Luca Bianchini, ospitando all’ombra delle Basilica di Santa Caterina numerosi scrittori di fama nazionale. La festa patronale che basa il suo story-telling sulla riscoperta orgogliosa delle radici galatinesi del tarantismo. La seconda edizione di “A Cuore Scalzo”, la rassegna estiva curata da questa amministrazione che punta alla rinascita dei luoghi sulle onde della cultura che anima i luoghi. Stiamo assistendo ad un nuovo approccio al turismo che cerca di affermarsi a Galatina, lontano dagli eccessi della movida delle coste…
Spesso c'è il rischio di abituarsi alla bellezza. E Galatina è bellissima. Con i suoi palazzi, le chiese, la storia, il suo folklore. È una "donna" d'altri tempi, elegante e signorile. Ecco perché i turisti la scelgono. Ed ecco perché la rassegna "A Cuore scalzo" oltre ad avere in sé una precisa strategia culturale con obiettivi ben definiti e sostenibili nel tempo, mette a disposizione una serie di eventi, alcuni di ampio respiro culturale, tali da garantire al turista una piacevole ed interessante permanenza nella città. C' è tanto ancora da fare, da migliorare, sia in termini di organizzazione sia di servizi. Tuttavia, pur essendo carenti di mezzi e risorse, i risultati che la rassegna estiva ha avuto in questi due anni lasciano ben sperare.
Tra le tue deleghe quella all’ambiente con le sue questioni relative alla gestione rifiuti è sicuramente una delle più calde. Sappiamo, ad esempio, dalla relazione sul Rendiconto di Gestione del 2018 che è stata posta una “pietra tombale” sul contenzioso con l’ormai fallita Centro Salento Ambiente Spa. Ci vuoi raccontare quale sia stata questa conclusione? E’stata quella che vi aspettavate?
Occuparmi di ambiente è stato del tutto inaspettato. Vero è che trattasi di una delega impegnativa non solo perché molto tecnica ma anche in quanto tocca, in modi diversi, aspetti importanti della vita di ogni cittadino. In particolare, nel settore della gestione dei rifiuti l'amministrazione Amante ha ereditato un fardello importante quale il contenzioso relativo al fallimento della CSA. Il merito di aver condotto e ultimato nel migliore dei modi le trattive va giustamente riconosciuto al Sindaco, anche in quanto titolare della delega al bilancio, e poi a tutta la giunta in termini di scelte condivise e assunte con appositi atti. È molto di più rispetto a quello che ci saremmo aspettati. La soddisfazione di un lavoro costante, ragionato, ponderato e costruito sul dialogo e la condivisione.
Se posso approfittare ancora della tua pazienza su questo tema, ci potresti lasciare un commento sulle scelte (che molto hanno fatto discutere in città) riguardo sia le modalità della raccolta e sia le sanzioni verso chi non attua un giusto comportamento di conferimento dei rifiuti? 
Partiamo dal presupposto che differenziare non deve essere una regola, ma un modo di essere, un modo di vivere, deve essere parte integrante del nostro quotidiano e della nostra cultura. Solo così comprendiamo la vera utilità della raccolta differenziata e ogni tipo di conferimento sarà più semplice. Il cambiamento relativo ad alcuni aspetti della raccolta differenziata (in seguito all'ordinanza sindacale del mese di marzo) ha certo creato scompiglio e ammetto che avremmo dovuto organizzare in maniera adeguata la comunicazione. Tuttavia, vi era un dato da non sottovalutare: l'urgenza nell'attuare certe pratiche (vedi eliminazione sacchi neri) per evitare di incorrere in sanzione sulla qualità del rifiuto. Non solo. In tal modo l'azione di controllo sarebbe stata più agevole. Non vogliamo attuare una politica volta alla repressione, alla paura, all'incubo del "e questo ora dove lo butto!". L'errore, minimo, ci può stare. Ma la volontà di non voler differenziare, di abbandonare il rifiuto, l'idea che "tanto differenziano gli altri" o che "non ne vale la pena" è frutto di ignoranza pura che si riversa però su tutta la cittadinanza. Perché il mancato corretto conferimento di un cittadino danneggia tutti gli altri. Questo è il tipo di comportamento che si intende sanzionare.
Cosa ti aspetti dai prossimi anni del tuo mandato?
Di continuare a mettere ordine e nel contempo cercare di fare piccoli passi in avanti, attuare progetti e lasciare storie ed immagini che altri, dopo di me, potranno utilizzare e sfruttare al meglio per continuare il lavoro fatto. E mi aspetto l'entusiasmo dei giovani, di quei giovani sinceri, ambiziosi e con l'animo "politico".
Edoardo Mauro

Intervista chi: Piergiuseppe Colazzo, coordinatore cittadino del circolo di Andare Oltre - Galatina

mercoledì 12 giugno 2019

Comunicato stampa. Eletto il nuovo coordinatore del circolo di Andare Oltre a Galatina

A due anni dalla competizione elettorale che ha portato alla nascita dell’amministrazione di Marcello Amante e che ha determinato l’ingresso di Andare Oltre a Palazzo Orsini, il circolo cittadino fa il punto della situazione e traccia un primo bilancio. Lo fa al suo interno, tra i suoi esponenti istituzionali e il suo direttivo, e lo farà subito dopo attraverso momenti di condivisione dei risultati ottenuti in questa prima parte dell’impegno alla guida della Città insieme al sindaco e a tutti gli altri movimenti della maggioranza. In occasione di questo incontro, il coordinatore cittadino Pierantonio De Matteis (eletto all’unanimità nel corso dell’ultimo congresso tenuto circa un anno fa) ha chiesto al circolo di inaugurare una nuova fase politica che parta dall’individuazione di un nuovo coordinatore cittadino al fine di massimizzare la divisione dei ruoli e del lavoro in vista dei prossimi impegnativi mesi.
“I mesi che ci attendono – ha dichiarato De Matteis – saranno pieni di impegni amministrativi per i tanti progetti in cantiere che stiamo seguendo e che serviranno a proseguire sulla strada del cambiamento intrapreso quel 11 giugno 2017. Mi preme ringraziare tutti coloro che in questi due anni mi sono stati accanto e che non solo hanno supportato la nostra azione amministrativa ma hanno dato vita ad un circolo autonomo e attivo. Sono certo che il gruppo dirigente che da qui in avanti guiderà il circolo sarà all’altezza delle sfide che l’attende e metto a loro disposizione la mia personale esperienza e il mio ruolo istituzionale”.
L’imminente cambio al vertice del movimento cittadino è anche occasione per il presidente provinciale di Andare Oltre Pippi Mellone per esprimere la sua personale opinione sull’operato del circolo in questi ultimi tre anni, da quando cioè è nato nel 2016. “Andare Oltre si conferma un gruppo compatto, coeso e propositivo. Oggi il circolo è tra i più attivi della provincia con una propria specifica e autonoma identità frutto di una costante elaborazione politica e culturale. Sono certo che questa nuova fase valorizzerà il lavoro fin qui svolto nella consapevolezza che lo stesso De Matteis, seppur non più da coordinatore, continuerà a ricoprire quell’imprescindibile e per me unica guida politica che ha finora rappresentato.”
Il direttivo ha, quindi, ritenuto di nominare quale coordinatore cittadino Piergiuseppe Colazzo, già candidato nella lista di Andare Oltre nel corso delle consultazioni elettorali di due anni fa e ha, inoltre, manifestato la volontà di proseguire nell’impegno al fianco del sindaco Marcello Amante e della maggioranza che lo sostiene. “E’ per me motivo di orgoglio e stimolo incredibile assumere il ruolo di coordinatore di un gruppo fantastico. In ogni caso è mia intenzione esercitarlo insieme a tutto il direttivo, a cui rinnovo la stima e la fiducia, certo che proseguiremo nel percorso fin qui tracciato per la crescita del movimento e per il bene dell’Amministrazione e della Città tutta” ha dichiarato il neo coordinatore.
Galatina, 11 giugno 2019

lunedì 15 gennaio 2018

commenti e messaggi del giorno dopo (l'inaugurazione)

Le mie parole sull'unicità del gruppo di Andare Oltre trovano conferma negli sguardi d'intesa, nei sorrisi, negli abbracci, nella diversità, nel confronto continuo, in un disarmante messaggio (privato) di Edoardo che lascia pochi margini al dubbio e che il minimo grazie, da parte mia, è quello di regalarlo a tutti i ragazzi del gruppo e a tutti voi.
Cristina




Dopo giorni di studio disperato in vista dell'esame di domani, riesco finalmente a vedere il video dell'inaugurazione della sede. Questa visione tardiva di un video così importante (cosa non normale per chi l'11 Giugno, a mille chilometri di distanza, aggiornava spasticamente la pagina degli exit poll). Oltre al "trascurabilissimo" fattore studio, non sono riuscito ad aprire YouTube per diversi motovi. Innanzitutto l'infantile "uschiore" dell'essermi perso l'ennesimo passo di questo progetto: non penso sia facile vedere un figlio che cresce lontano, la tristezza nel vedere una cosa così bella ma così lontana incupirebbe anche la più positiva delle persone.
Poi, si sa', la distanza rallenta i bollori, rischia di far cessare le più infuocate passioni e ammazzare i più bei sogni da notte di mezza estate. Spesso mi sono chiesto quanto valesse la pena credere in ciò che rivive soltanto per pochi giorni. Qualcosa che resta impalpabile nella nebbia lombarda, una realtà che sopravvive attraverso gli schermi dei computer e dei cellulari.
Ad un certo punto (immagino per circostanza ma, sono sicuro, anche per amicizia) in quella serata ho visto che c'ero anche io. Quando hai detto "Edoardo" mi sono meravigliosamente sorpreso. Oltre ad aver alimentato in me una sana dose di edo-centrismo, ho capito perché questo gruppo può sovvertire la realtà delle cose, perché può davvero far la rivoluzione che tanto urla ma che pochi capiscono.
Ho capito perché mi sono follemente innamorato davanti ad una birra su uno scassatissimo tavolo due anni fa.
Perché vedo una famiglia prima che un partito, riconosco amici e fratelli prima che militanti, assessori e consiglieri. Siamo una testuggine, pensante, compatta contro tutto ciò che non va. Un gruppo pronto a tutto contro tutti.
La vera forza del cambiamento non saranno le bandiere, gli slogan, le sedi ed i comunicati. La vera forza sarà il NOI che non lascia nessuno indietro, che non può essere privato di alcun minimo elemento. Un NOI che si commuove dopo un risultato conquistato con i denti e con la forza di volontà, mentre tra sampietrini si e' in attesa dei risultati esatti.
Un NOI per cui sono disposto ad continuare nella "follia" di un Foscolo digitale, in notti nebbiose come questa. Un NOI che sarà Oltre ogni mio piu vivido stupore.
Buonaserata
Edoardo

giovedì 11 gennaio 2018

finalmente in Sede

La politica 2.0 ci piace un sacco. Ci piace l’esposizione online, l’interazione, il costante dialogo alla luce del sole e in tempo reale, la partecipazione piena che le nuove tecnologie consentono. E anche nel corso dell’ultima campagna elettorale abbiamo spinto molto sull’aspetto social e sull’innovatività della comunicazione e della proposta politica in generale. Abbiamo preso le distanze già da tempo da un modello partitico che nell’ultimo periodo si è allontanato anni luce dal suo ideal-tipo, da ciò che sarebbe dovuto essere. E siamo riusciti a costruire un nuovo modello politico che oggi governa il territorio nelle tre principali città della provincia e che è riuscito a lasciare a casa vecchi metodi e vecchi politici. Ma chi ha profonda conoscenza della politica e delle sue dinamiche sa bene che la comunicazione 2.0 è solo un aspetto, forse oggi il più appariscente, e che esso comunque sarebbe nulla senza sostanza, senza analisi e approfondimento politico, senza studio programmatico, senza… rapporti e relazioni umane. Ed è anche in considerazione di ciò che Andare Oltre, dopo le elezioni comunali, ha avviato il percorso di strutturazione avviando il tesseramento e oggi lo completa aprendo una sede fisica. Verrà inaugurata infatti venerdì 12 gennaio, alle ore 20,00, in corso Porta Luce, 58bis, la sede del movimento alla presenza, tra gli altri del sindaco di Galatina Marcello Amante, del sindaco di Nardò Pippi Mellone e del vicesindaco di Lecce Alessandro Delli Noci. La nostra “sezione” sarà un luogo aperto in cui far crescere un’intera comunità, in cui incontrare i cittadini e non solo gli iscritti, raccogliere segnalazioni utili a migliorare l’azione amministrativa e raccontare ciò che quotidianamente stiamo facendo per questa città nelle sue istituzioni. E sarà uno strumento per permettere a tutti di partecipare attivamente alla vita politica, non solo consiglieri e assessore come le regole istituzionali impongono; sarà uno strumento per allargare la partecipazione a tutti coloro che, tesserati o meno, vorranno dare il proprio contributo.

sabato 30 dicembre 2017

sulle cose che ho visto quest’anno…

Ho visto nascere, pezzo dopo pezzo e giorno dopo giorno una coalizione che non era una coalizione ma un gruppo di amici, di folli che tentavano di riscrivere dal basso le sorti di questa “bellissima e disgraziata terra”…
Ho visto uno scenario politico cittadino che non avrebbe mai scommesso una lira su di noi… e sulla nostra lista, Andare Oltre, fatta di pazzi, di ragazze e ragazzi pronti a gettarsi anima e corpo in una competizione elettorale senza apparenti speranze di vittoria e senza certezze di tornaconti personali…
Ho visto Marcello trasformarsi in un ottimo candidato sindaco e piano piano crescere nell’opinione pubblica, l’ho visto costruire attorno a sé una coalizione di uomini liberi, l’ho visto maturare e prendere consapevolezza che la somma delle persone non è mai come quella dei numeri…
Ho visto uno straordinario risultato della nostra lista e del nostro candidato al primo turno, ho visto quindici giorni di ballottaggio nei quali la Città ci si è stretta attorno, ha riposto fiducia in noi, ha scommesso su di noi come unico, vero, reale, autentico motore di cambiamento per questa Città… e ho visto l’espressione “andare oltre” riempiere le bocche degli amici e soprattutto dei nemici…
Ho visto in una serata di giugno le urna riempirsi di schede e la piazza riempiersi di ragazzi e di uomini liberi, di gente commossa, di persone piene di speranze che nei giorni successivi ci dicevano “dai che noi confidiamo in voi”, ho visto quegli stessi ragazzi caricarsi di responsabilità e caricarsi sulle spalle una Città… li ho visti mettersi al lavoro dal giorno prima, non dal giorno dopo, senza staccare un attimo…
Ho visto Cristina crescere riunione dopo riunione, incontro dopo incontro e poi in campagna elettorale e salire sul palco sicura e attrarre a sé occhi, attenzioni, stima e simpatia… l’ho vista catalizzare così tanto consenso da arrivare prima della nostra lista, prima della coalizione, da poter essere eletta anche in caso di sconfitta… l’ho vista trasformarsi in un ottimo assessore all’ambiente e alla cultura, di essere capace di affrontare tematiche diverse contemporaneamente, di tenere testa a marpioni e “vecchi arnesi”, di lavorare a testa bassa portando a casa risultati che nessuno ha portato a casa prima di lei, in così poco tempo…
Ho visto Diego, Alessio e altri candidati battersi come leoni ed arrivare in consiglio con il sangue agli occhi, pronti a cambiare per davvero questo paese… ho visto gente di qualità occupare gli altri posti della giunta, li ho visti lavorare fianco a fianco all’ormai ottimo sindaco di Galatina…
Ho visto questa comunità stringersi attorno alla sua amministrazione e aiutarla nella stesura dei progetti, dei bandi, degli eventi… e ho visti portare a casa quei progetti, quei bandi, quegli eventi… ho visto arrivare finanziamenti ai quali in pochi speravano se non chi giorno e notte si è messo a disposizione per lavorarci…
Ho visto la Città riappropriarsi del proprio futuro e mettere il naso fuori dal passaggio a livello che ha sempre delimitato il suo orizzonte e capire che… cazzo, di Galatina stiamo parlando… ho visto Galatina tornare centrale nelle dinamiche politiche regionali… ho visto la mia città mettere definitivamente da parte la peggiore classe dirigente che la sua storia recente ricordi… pronta ad andare oltre… e ho visto Andare Oltre pronta ad assumersi le sue responsabilità…

sabato 23 dicembre 2017

Galatina avrà la sua Community Library

Non è un caso se il primo finanziamento importante dell'Amministrazione Comunale di Marcello Amante di cui Andare Oltre è il motore propulsivo è legato alla Cultura, al Polo Biblio-Museale, all'innovazione tecnologica applicata al nostro patrimonio storico, artistico e librario. E non è un caso anche perché l'attenzione di Andare Oltre e di tutta l'Amministrazione verso la Cultura e verso quel polmone di sapere che è la nostra biblioteca comunale è sempre stata altissima sin dai primi giorni, sin da quel primissimo sopralluogo dell'Assessore Cristina Dettù e del Consigliere Pierantonio De Matteis. "Già al lavoro sui bandi che contano" intitolammo il post sulla pagina ufficiale del Sindaco, scommettendo da subito sulla bontà delle nostre idee. Che erano effettivamente ancora solo idee. Ma che poi, col passare dei giorni, con il confronto con i tecnici, con il vaglio del processo partecipativo... settimana dopo settimana le idee si sono trasformate in certezze: certezza di avere tra le mani un progetto culturale importante comunque fosse andato il percorso del finanziamento, come diceva Cristina. Certezze che si sono consolidate coi complimenti della commissione regionale al momento della presentazione del progetto. Certezze divenute consapevolezza di aver ben operato per la nostra comunità e aver investito nel suo futuro con la decisione della Giunta regionale di finanziare ben 100 progetti sui 135 dichiarati ammissibili. Ma sia detto, con una punta di soddisfazione, che il progetto della nostra biblioteca "CULT - Community Urban Library and Tecnhological square", ottenendo 27 punti e classificandosi al ventesimo posto a pari punti con altri 13 comuni, sarebbe stato finanziato anche con una dotazione di gran lunga inferiore.



Comunicato stampa dell'Amministrazione Comunale
La Regione Puglia finanzia il progetto presentato dal Comune di Galatina in merito all'avviso pubblico regionale "Community Library - Biblioteca di Comunità" nell'ambito della strategia Smart-in Puglia. E' un grandissimo risultato per la Città e le sue frazioni, che avranno una nuova "Siciliani", una biblioteca intesa come spazio comune, una piazza che sappia mettere in comunicazione storia e innovazione, in un luogo che sia il crocevia di tutta la comunità.
L'Amministrazione del sindaco Amante ha accolto, sin dall'inizio, la politica strategica della Regione Puglia, che sostiene e rilancia il patrimonio culturale attraverso la valorizzazione, la fruizione e il restauro dei beni culturali. E' dalla cultura e dai suoi luoghi che Galatina rinasce, in una logica di collaborazione e sviluppo del tessuto sociale ed economico che sia in grado di abbracciare le dinamiche tutte della Città. In linea con tale politica, il progetto prende il nome di CULT, Community Urban Library and Tecnhological square. 2 milioni di euro che cambieranno il volto del Palazzo della Cultura attraverso interventi di rifunzionalizzazione degli spazi come la copertura del chiostro al fine di renderlo fruibile nel corso di tutto l'anno, l'allestimento di due sale per bambini, l'adeguata sistemazione delle nostre cinquecentine e dei nostri incunaboli in una sala completamente rinnovata e con temperatura controllata, l'allestimento di una sala-cinema multimediale, la dotazione dei portici di moderni strumenti tecnologici, la climatizzazione di tutti gli ambienti e l'efficientamento energetico dell'intera struttura. Ma il progetto non include solo interventi strutturali: prevede anche un piano di gestione sostenibile e una serie di attività culturali che aumenteranno la fruibilità di tutta la struttura, coinvolgeranno nuovi soggetti sociali, promuoveranno l'inclusività di fasce disagiate e prevederanno nuove forme di integrazione culturale. Il CULT di Galatina sarà una vera e propria "piazza culturale" che creerà un asse ideale con la Basilica di Santa Caterina d'Alessandria e che della stessa basilica sarà al tempo stesso cassa di risonanza per tutti i turisti che passeranno dalla città.
"Al momento di presentazione del progetto ero convinta – dichiara l’assessore alla Cultura e al Polo Biblio-museale Cristina Dettù - che, a prescindere dal risultato, avevamo tra le mani un prodotto straordinario. In questi mesi, abbiamo imparato a conoscere la biblioteca "Siciliani", a studiare la sua quotidianità, a comprendere le esigenze degli utenti, cercando di cucire l'abito perfetto sulla base degli obiettivi prefissati dalla Regione e muovendoci sulla scorta delle parole chiare, preziose e lungimiranti dell'Assessore regionale Loredana Capone. Un lavoro importante, studiato, approfondito e fortemente voluto, con passione, coraggio e un pizzico di follia, un lavoro che ci riempie di orgoglio perché Galatina si arricchisce di un tesoro senza tempo. Un grazie di cuore al Sindaco Marcello Amante per la massima fiducia e libertà che ha sin da subito lasciato a tutto lo staff nonostante si avvertisse costante la sua presenza. I miei non sono ringraziamenti ma giusti meriti dati a chi ha donato a questo progetto giornate intere, notti insonni e lunghi fine settimana. Un'attenzione costante e minuziosa che vede la diretta collaborazione tra il consigliere Pierantonio De Matteis, la progettista Chiara Eleonora Coppola, l'Ufficio tecnico e gli architetti del Comune, la dott.ssa Angela Impagliazzo, la dott.ssa Monica Albano di LiberMedia e tutte le sue collaboratrici, le ragazze del Servizio civile nazionale, gli utenti e i loro preziosi suggerimenti, le scuole, le associazioni, i professionisti esterni che hanno messo a disposizione le loro capacità per pura passione. Un ringraziamento speciale a Pierfrancesco Persichino e Sara De Matteis, giovani laureati che hanno sposato in maniera del tutto disinteressata questo progetto un po' per amicizia un po' per amore per Galatina. Che sia l'inizio di un ritorno al glorioso passato guardando ad un fertile futuro."

Dal sito della Regione Puglia - Emiliano e Capone su bando Community Library
La più grande infrastrutturazione culturale del Paese: Regione Puglia stanzia 100 milioni di euro per una rete integrata di 100 Biblioteche di Comunità diffuse su tutto il Territorio. Impegno mantenuto. A fronte di oltre 160 progetti di elevata qualità presentati da Comuni, Province, Università, Istituti scolastici in risposta all'avviso pubblico SMARTin Puglia – Community Library, l'Amministrazione regionale, su proposta dell'Assessore all'Industria turistica e culturale Loredana Capone, ha deciso di quintuplicare la dotazione finanziaria inizialmente fissata in 20 milioni di Euro portandola a oltre 100 milioni. Saranno così realizzati quasi 100 dei 135 progetti ritenuti ammissibili, assicurando l'infrastrutturazione culturale dell'intero Territorio pugliese, attraverso una rete capillare e integrata di Biblioteche di Comunità. Un presidio, in ogni città, dalle più piccole fino alle aree metropolitane, dal Gargano al Salento, per incrementare i livelli di lettura, formazione, consapevolezza, incidendo in profondità sul benessere delle comunità. La risposta più forte per aggredire il problema irrisolto degli scarsi livelli di produzione e lettura di libri rilevati dall'ISTAT che continuano ad attestare la Puglia agli ultimi posti tra le Regioni italiane. In una Europa nella quale la crescita e la ricchezza coincidono con più elevati indici di lettura e di capacità di comprensione dei testi. "La Puglia è una terra di straordinari talenti, scrittori e creativi, ma non ancora di lettori" – ha dichiarato l'Assessore Capone, non nascondendo la grande soddisfazione e l'entusiasmo per il risultato raggiunto. "Dalla lettura passano l'innovazione e la crescita sociale ed economica dell'intero territorio. Per questo abbiamo voluto investire 100 milioni di Euro sulle biblioteche di comunità. Leggere, infatti, nutre la sete di conoscenza, che è alla base di ogni storia, di ogni cultura, di ogni economia; fa comunità; mette a confronto punti di vista, orizzonti, identità". "Da oggi – continua l'Assessore – ogni angolo della Puglia avrà la sua biblioteca di riferimento, non in quanto singolo presidio, ma in quanto tessera di un puzzle molto più ampio. Tutto il contrario dei "non-luoghi" senza anima, ma vere e proprie agorà nelle quali i cittadini possono re-incontrare le istituzioni e costruire insieme comunità. Una rete che va ad incastrarsi virtuosamente con i Poli Biblio-Museali provinciali che la Regione ha acquisito di recente, a seguito del riordino delle funzioni delle Province, e che, insieme alle Community Library, concorrono ad una riforma di sistema del settore". "SMARTin Puglia – Community Library – ha concluso l'Assessore - non è semplicemente un'operazione finanziaria, sebbene le somme messe in campo superino i 100 milioni di Euro, ma un investimento strutturale che va ad incidere profondamente sul futuro della Puglia, con una visione di lungo periodo che allinea il nostro territorio alle più avanzate regioni del mondo". I progetti vincitori sono diretti a innovare e incrementare in modo permanente l'offerta di nuovi prodotti e servizi di fruizione culturale pubblica, attraverso l'allestimento di spazi idonei e l'acquisizione di strumentazioni e tecnologie avanzate, con particolare attenzione all'ergonomia, alla sostenibilità e alla riconoscibilità dei luoghi. E, soprattutto, ad una fruizione 365 giorni all'anno del luogo di comunità biblioteca. Tutti i progetti, inoltre, prevedono, in risposta ad un preciso indirizzo regionale, l'adozione di modelli di gestione sostenibili ed innovativi, basati anche sul coinvolgimento di istituzioni culturali e scientifiche, associazioni culturali ed altri partner rilevanti nei campi dell'innovazione, della cultura e del territorio. Centrale la sperimentazione di contenuti nuovi ed originali, quali la sceneggiatura disegnata, esperienze ludiche applicate alla lettura, il gaming, lo scambio di libri, le storie narrate, l'abbattimento di barriere percettive culturali, religiose e di genere. "L'intero sistema territoriale regionale – ha aggiunto il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - ha profuso un impegno straordinario attraverso il coinvolgimento dal basso delle comunità locali e la costruzione partecipata dello sviluppo culturale dei territori, mostrando così di aver raccolto fino in fondo la sfida strategica lanciata con il progetto SMARTin Puglia – Biblioteche di Comunità".
ven, 22 dicembre 2017 @ 20:40

giovedì 12 ottobre 2017

scegliere è anche farsi scegliere

Verso i 17 anni credevo di essere comunista. Le lotte studentesche, l’occupazione scolastica del ‘93, i cortei con la kefiah al collo, mi diedero l’illusione di sapere esattamente cosa volessi e per quali ideali battermi. Non tardai però a scoprirmi più vicina a concetti di destra, talvolta anche estrema, passando per una fase “radicale” dovuta probabilmente anche al grande fascino esercitato da politici liberali molto attivi in quegli anni, Emma Bonino e Marco Pannella. In famiglia i riferimenti erano destabilizzanti, avendo un nonno che benediceva i tempi mussoliniani e l’altro che, raccontando la sua seconda guerra mondiale, alzava il pugno chiuso della resistenza! In ogni caso, nonostante la mia indole, i principi che un po’ qua e un po’ là condividevo e la voglia di capire “da che parte stare”, lasciai che la mia vita non venisse influenzata dalle tendenze politiche e dalle amicizie del momento, cercando invece di comprendere, attraverso una selezione naturale dettata dalle esperienze personali, che posto avrei avuto nel mondo. Oggi, alla soglia dei 40 anni, sebbene non sia ancora certa del mio “posto nel mondo” qualche idea me la son fatta. So per certo che la politica non è un dato oggettivo, e che tutto è sovvertibile. Destra e sinistra non sono più delineate come la storia ci insegna, essendo di fatto contaminate da inciuci e schifosi espedienti talmente grandi che i principi morali su cui quel movimento stesso fu fondato, passano sicuramente in secondo piano. Basti guardare il circo parlamentare a cui tutti noi assistiamo quotidianamente, per capire che nessun “politico” sceglie e difende un concetto per pura “fedeltà all’ideale”, ma è tutta una grande ipocrita famiglia di cani rabbiosi che alla fine della fiera, non si mordono mai fra di loro ma si pattano il bottino rifilandoci una brodaglia di osceni compromessi. Mi sento allora di poter affermare che tuttalpiù si può avere un orientamento appena più affine alla destra o alla sinistra, o almeno a quei dogmi a cui l’immaginario collettivo è abituato, ma nulla di realmente definito. Con questa prefazione quasi pittoresca, ho deciso di ANDARE OLTRE, oltre le apparenze, oltre i pregiudizi, oltre le banalità e oltre ogni sfida. Qualcuno mi ha chiesto “perché” e in verità la risposta è davvero semplice. Non sento il bisogno di dare una connotazione partitica alla mia scelta ma, l’insieme di obiettivi che questa comunità militante persegue, nel complesso, oggi rappresenta quel programma di intenti che mi porta inevitabilmente ad una sola parola: speranza. La speranza che si possa ancora “risorgere” e nel nostro piccolo fare qualcosa di grande, senza fermarsi davanti alla forma, né allo strascico di un preconcetto, del fanatismo più becero e di una chiusura mentale che ci renderebbe ciechi dinanzi ad un potenziale raggiungibile traguardo. Ho scelto di far parte di un progetto in cui credo, senza voltarmi indietro, senza remore e senza indugio, ma con l’ardore nel cuore di chi non si arrende ai tranelli della politica, ma vuole lottare per lasciare in eredità un mondo migliore.

#andareoltre #aloha #nessunosisalvadasolo #ciaolota

Lilia Maffei

martedì 19 settembre 2017

si apre il tesseramento

Ebbene sì, inizia la fase-due, quella della strutturazione organizzativa del nostro movimento politico. Lo abbiamo detto in tempi non sospetti, quando cioè ci presentammo alla Città circa un anno fa. "Andare Oltre è un'associazione politico-culturale. Non è né sara mai una lista civica" intesa come aggregazione di donne e uomini nata con l'unico obiettivo di partecipare alle elezioni amministrative. E lo diciamo noi che, da movimento politico, abbiamo dato vita, insieme a liste civiche (peraltro presenti a Galatina da anni), ad un Polo Civico, slegato cioè dal sistema partitico che attualmente è in vigore. Sembrano argomentazioni da pallosissimo convegno di politilogia o seghe mentali da pluri-trombato. Ma non ci stancheremo mai di ripetere che in politica la forma è sostanza e chiarire bene le posizioni permette di giocare a carte scoperte, come sempre abbiamo fatto da un anno a questa parte e come abbiamo continuato a fare nel periodo della campagna elettorale, coi risultati che peraltro sono sotto gli occhi di tutti: Andare Oltre si è affermato come la prima lista della coalizione che ha vinto le elezioni e che oggi sostiene l'amministrazione di Marcello Amante; Andare Oltre contribuisce all'azione di governo con la presenza in giunta di Cristina Dettù, prima degli eletti della stessa lista e assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione, Ambiente e Gestione dei Rifiuti, Innovazione Tecnologica e Politiche Comunitarie; Andare Oltre è una delle liste maggiormente presenti in Consiglio Comunale dove, insieme a me, siedono Diego Garzia e Alessio Prastano; Andare Oltre infine è centrale in tutti i ragionamenti amministrativi del gruppo dirigente che si è assunta la responsabilità di tirar via Galatina dalle secche nelle quali le precedenti gestioni politiche l'avevano ricacciata. Grande impegno nell'amministrazione, quindi. Certo, ma non solo. Un movimento politico come il nostro non può e non deve essere solo amministrazione, può e deve assumersi anche l'onere di completare l'azione amministrativa con la parte politica piu' propriamente detta: l'elaborazione culturale e politica, l'individuazione delle linee guida, il controllo sulla gestione della macchina amministrativa, l'impegno per la crescita di una nuova e giovane generazione che affianchi e un domani sostituisca quella attuale sono tutti punti chiave nella visione politica che quando si è intenti ad amministrare si corre il rischio di trascurare. Ed anche per questo, Andare Oltre si apre e si struttura. Perché Andare Oltre non sono né potranno ai essere i suoi quattro rappresentati all'amministrazione della città, Andare Oltre è e deve essere una comunità partecipante e partecipata di donne e uomini che, ognuno per le sue competenze e capacità, contribuisce al miglioramento della qualità della vita della città tutta.
Pierantonio De Matteis

lunedì 14 agosto 2017

sul bando regionale e sulla nostra mancata partecipazione

COMUNICATO STAMPA DEL 14.08.2017

In riferimento all’ordinanza del Presidente della Giunta regionale del 08.08.2017 e alla mancata richiesta da parte dell’Amministrazione del relativo finanziamento, con il presente comunicato si spiegano le motivazioni della scelta effettuata.
L’avviso regionale prevede un finanziamento fino ad un massimo di € 25.000,00 per ciascun Ente nei quali ammette unicamente le spese relative alla “pulizia e rimozione dei rifiuti che si accumulano sui cigli stradali soprattutto sulle strade di percorrenza a vocazione turistica”. Tale erogazione non comprende le spese inerenti il trasporto, il trattamento e lo smaltimento degli stessi, che restano, quindi, a carico delle singole amministrazioni.
Ferma restando la bontà dell’iniziativa da parte della Regione Puglia, i servizi a cui fa riferimento l’avviso pubblico rientrano già nelle attività indicate nel contratto Rep. 1567 del 24.03.2016 stipulato dal Comune di Galatina con la ditta Monteco s.r.l. e nella sua proposta migliorativa effettuata in sede di gara. Tra l’altro, in data 03.08.2017 (ben prima, cioè, della pubblicazione dell’avviso regionale) le suddette parti sottoscrivevano verbale di indicazione dei siti (urbani ed extraurbani) oggetto di intervento al fine di rendere operativa la raccolta di rifiuti abbandonati sul suolo pubblico, così come specificato nella proposta migliorativa.
Proprio perché previsti in sede contrattuale, si tratta di servizi che ordinariamente vanno resi da Monteco senza nessun onere aggiuntivo per l’Ente (poiché offerti come variante migliorativa in sede di gara), compreso il costo di trasporto, non previsto, invece, dall’avviso regionale. Inoltre, il Comune di Galatina ha usufruito recentemente di un finanziamento provinciale, ancora in fase di completamento, per la pulizia delle piazzole di sosta della S.P. 371 - Circonvallazione di Galatina.
Detto questo, ci preme invitare tutti al senso di responsabilità: se è vero che la critica politica può anche basarsi sull’impulso di un momento, al contrario la scelta di partecipare o meno ad un avviso o bando pubblico, che un buon Amministratore deve fare, non può prescindere dall’attenta lettura degli atti e da un altrettanto attenta valutazione dell’impatto economico che ogni decisione in tal senso comporta. Restiamo, quindi, sorpresi dalle polemiche di quanti, indignandosi per la mancata partecipazione al relativo avviso, hanno dimostrato di non avere conoscenza né del contenuto dell’avviso stesso né dei servizi di cui già questo Comune gode e che l’Amministrazione in carica non sta facendo altro che attivare celermente senza ulteriori aggravi economici e finanziari.

Cristina Dettù
Assessore all’Ambiente
Comune di Galatina

martedì 8 agosto 2017

oggi è domani (seconda parte)

Il domani appartiene a noi ci hanno insegnato. Il domani... un cazzo. Oggi è domani.” Scrissi questo in un post su questo blog lo scorso 22 maggio, in piena campagna elettorale, quando non immaginavo quello che mi e ci sarebbe successo di lì a qualche giorno con l’accesso al turno di ballottaggio e, quindici giorni dopo, con l’affermazione di Marcello al secondo turno. E scrissi che non avrei fatto la corsa su di me e che il mio ruolo era quello di accompagnare la mia “seconda generazione” al governo di questa città e di trasmettere tutto ciò che in questi diciassette anni avevo imparato. Bene, è successo molto di più di quello che immaginavo in queste settimane e non solo perché l’affermazione della lista di Andare Oltre come la più votata della coalizione vincente la porta ad essere tra le più rappresentate in Consiglio Comunale con ben 3 eletti, non solo perché la nostra Cristina siede già da settimane in giunta con deleghe importanti e pesanti quali quelle della Cultura e dell’Ambiente, dell’Innovazione Tecnologica e delle Politiche Comunitarie e si sta facendo valere per capacità di analisi dei problemi e per rapidità nell’individuazione delle soluzioni, per disponibilità al dialogo e per lungimiranza nelle scelte, non solo perché i nostri Diego e Alessio stanno dimostrando giorno per giorno che il Consigliere Comunale non lo si fa andando in Consiglio e alzando la mano, votando o non votando, intervenendo o non intervenendo, ma marcando una presenza costante sugli uffici comunali al fine di esercitare quel potere che il testo unico degli Enti Locali ci attribuisce, ossia il diritto di accesso ad ogni atto della pubblica amministrazione e quindi di controllo e quindi di indirizzo, non solo perché tra il nostro gruppo vi è una unità di intenti che è difficile da trovarsi se proviamo a ripercorrere la storia recente delle ultime amministrazioni comunali, non solo perché tra le varie componenti della nostra amministrazione c’è l’indiscussa e indiscutibile volontà di lavorare per Galatina, per avvicinarsi ogni giorno agli obiettivi politici che con la sottoscrizione del programma elettorale avevamo tracciato, non solo perché il sindaco sta esercitando nel miglior modo possibile il suo ruolo di guida e di sintesi che lo metteranno nelle condizioni di lasciare una traccia profonda in questa città a seguito del suo e nostro passaggio al governo… non solo per tutto ciò, e anche sarebbe molto. E’ successo, come dissi in un altro mio post, che sentiamo “la gente fare il tifo per noi”, tanto per citare le parole di Paolo Borsellino. Sentiamo che qualche crepa nella cappa che teneva soffocata Galatina si è aperta, che l’aria e la luce iniziano a filtrare. Sentiamo che l’aria è diversa come avessimo davvero spalancato tutte insieme le porte e le finestre degli uffici comunali. Sentiamo sì la responsabilità del momento, ma sentiamo anche di potercela fare. Certo, non da soli. Certo, solo tutti insieme. L’avere le idee chiare sul da farsi potrebbe, per assurdo, comportare il rinchiudersi nelle stanze a lavorare staccati da tutto e tutti e invece ciò che noi stiamo mettendo su è una squadra aperta, partecipata e contaminata dalle più diverse esigenze ed idee perché a noi, come dicemmo in campagna elettorale, non interessa da dove si viene ma dove si vuole andare. Ed è questo il segreto di una coalizione che è molto più politica in senso pieno di quanto non si pensi. Certo, è poco partitica. Questo sì. E a chi si chiede “a chi rispondono questi?” non possiamo che rispondere “ad ogni singolo elettore”. Ed è anche per questo che martedì, quando dopo diciassette anni entrerò ufficialmente da Consigliere Comunale in aula, con me idealmente entreranno tutti quelli che in questi anni mi hanno sostenuto, spesso senza speranza, spesso solo per il bene che mi volevano, spesso solo per affermare insieme a me delle idee. Entreranno con me i 98 elettori del 2001, i 216 del 2006, i 281 del 2010, i 133 del 2012 e i 221 di questa tornata elettorale. Ma non solo. Con me entreranno anche tutti gli elettori dei ragazzi che con me componevano la lista di Andare Oltre, perché è grazie ai voti di ognuno di loro che abbiamo ottenuto questo risultato. Con me entreranno gli elettori di Cristina, di Diego, di Alessio, di Roberta, di Piergiuseppe, di Piergiorgio, di Tommaso, di Maurizio, di Tony, di Antonio, di Celeste, di Valentina, di Lucio, di Ilaria e di Paola. E con me, con noi, entreranno idealmente tutti gli elettori di ogni singolo candidato delle liste del Polo Civico, siano essi stati eletti o meno, e tutti coloro che tra il primo e il secondo turno si sono avvicinati alla nostra proposta politica, sposandola e facendola diventare vincente. Perché la politica non è uno sport per solisti, non è un gioco per singoli, la politica è comunità, la politica è gioco di squadra, la politica è visione comune messa al servizio di chi verrà dopo di noi. E sarà questo il nostro compito, mio in particolare. Pensare a chi verrà dopo di noi, pensare sempre e comunque agli “occhi di Alessandro sotto al palco durante i comizi” e a come rendere quegli occhi orgogliosi del lavoro che ogni giorno farò, dentro quell’aula e non solo. Fossi solo avrei tanta paura, ma il gruppo che rappresento e l’amministrazione di cui faccio parte mi rende tranquillo. Galatina, stavolta, la cambiamo davvero. Pezzo dopo pezzo, angolo dopo angolo. E lasceremo, tutti insieme, traccia del nostro passaggio.
Pierantonio De Matteis

martedì 27 giugno 2017

sogni che si realizzano, idee da concretizzare


Ho impiegato circa ventiquattro ore prima di scrivere queste righe. Mi ci è voluto un giorno intero per riuscire a capire ciò che è stato, ma soprattutto ciò che sarà.
Abbiamo vinto le elezioni, Galatina ha risposto al nostro appello, ha saputo cambiare marcia e spazzare con una matita vent’anni di mala politica, lasciando spazio a chi ha sete di cambiamento, a quelle ragazze e ragazzi che desiderano far ripartire la macchina amministrativa.
Probabilmente, non sono ancora pienamente cosciente di ciò che abbiamo fatto in questi due mesi di campagna elettorale: siamo partiti che: “Non arrivate nemmeno al ballottaggio”, invece siamo riusciti ad ottenere il 52% dei consensi. Il popolo galatinese ha capito che politica è occuparsi delle problematiche della Città e non dare un posto di lavoro al parente o all’amico; fare politica è passione e rinnovamento, non è il voto in cambio dei soldi; fare politica è guardare negli occhi i propri concittadini e saper dire le cose.
Galatina non ha deluso: ha scelto il coraggio dei volti nuovi, delle loro idee e della forza che metteranno per realizzarle.
Galatina ha scelto gli occhi di Serena, Elena, Giulia e Giorgia, diventati pieni di lacrime gioiose, dopo aver capito che l’obiettivo era stato raggiunto.
Galatina ha scelto la tenacia di Pierantonio, Cristina, Diego, Marcella, Danilo, Raimondo, Marilena, Albano, Francesco e Alberto, i nostri consiglieri comunali che porteranno all’interno del Palazzo il giusto rinnovamento di una classe dirigente, rimasta immobilitata per troppi, lunghi anni.
Galatina ha scelto il suo Sindaco: Marcello Amante, sintesi perfetta di un Polo Civico trasformatosi col tempo in una famiglia allargata, in cui ognuno ha saputo apportare la sua personalità, la sua idea di Città, e la voglia di dare discontinuità rispetto al passato.
Il voto ha deciso che questo gruppo dovrà governare il Paese per i prossimi cinque anni. Ma vincere non può e non deve bastare: vogliamo risollevare le sorti economiche della Città, darle il giusto merito. Vogliamo che i galatinesi si sentano orgogliosi della propria Terra. Vogliamo l’apporto di tutti, perché ogni singolo cittadino avrà un’esigenza da manifestare; ogni singolo cittadino potrà avere un’idea innovativa da proporre alla nuova amministrazione. Nessuno dovrà restare indietro, né escluso dal nuovo governo galatinese.
Si, forse ho veramente capito cosa siamo riusciti a fare. Adesso, è giunto il momento di mettersi al lavoro: c’è una nuova alba che attende Galatina.
Alessio Prastano

martedì 20 giugno 2017

io non ho paura

Le notizie scorrono sullo schermo dell’IPhone attraverso la punta dell’indice, mentre aspetto che il caffè si raffreddi. Leggo di Leoluca Orlando sindaco per la quinta volta a Palermo. Leggo del ritorno di Berlusconi in tandem con la Lega Nord. Leggo di Prodi che potrebbe riaccendere i motori per guidare una sinistra persa e disillusa. Indirizzo lo sguardo verso il calendario. No, non siamo nel 1994. È sicuramente il 2017.
We are back to the future dear Marty McFly. L’aria che si respira ha lo stesso odore di quelle cassapanche che lasci in soffitta, in balia delle tarme e di un ricordo che sfuma fino a quando non le ritrovi. Nei nostri comuni, il quotidiano più vicino a noi, riapriamo e acclamiamo questi mausolei di una memoria che faremmo bene a dimenticare.
Ed è chiara l’inquietudine che scuote febbrilmente questa tornata elettorale. Perché sta accedendo tutto ciò? Perché ci stiamo facendo condizionare da questa insensata nostalgia canaglia? Perché riportare l’orologio indietro negli anni, per riprendere un passato di cui ricordiamo più gli aspetti negativi che quelli postivi? Perché continuare a sperare in una politica che fino ad ora è stata intrisa di scandali e conflitti d’interesse?
La risposta risiede in un’inconfessabile paura. Quella fottuta paura che abbiamo avuto dopo esserci svegliati ed aver visto le nostre realtà disastrate, stuprate nelle loro più limpide sicurezze. Senza lavoro, senza futuro, senza prospettive. E troppo spesso, ci siamo rivolti a chi elargisce false soluzioni, a chi svende indulgenze per colpe non nostre, a chi spera di cibarsi delle incertezze per accrescere i propri interessi.
Anche noi, lillipuziani del leccese, abbiamo avvertito negli ultimi mesi il fiato sul collo di questo scenario alquanto allarmante. Nemmeno noi siamo esenti da questa angoscia esistenziale. Abbiamo vissuto una campagna elettorale sull’onda della paura, in una situazione di pre-dissesto finanziario. Le promesse di risanamento (fattibili o meno non ha importanza) hanno sorretto i fili del teatrino per la corsa a Palazzo Orsini. Anche qui i soliti venditori di fumo hanno tentato invano di ritornare a venderci le loro bugie. Per fortuna non ci sono riusciti, perché il risultato dell’11 Giugno parla chiaro, dimostrando che qualcosa in questo nostro profondo sud si sta muovendo. Qualcosa sta cambiando. Dopo aver bloccato al primo turno quattro pretendenti alla poltrona di sindaco, la scelta oggi a Galatina viaggia su due binari, su due antitetiche visioni che oramai trascendono il politico e l’amministrativo.
La prima è ancorata ad un passato ricolmo di ombre, di castelli di carte che sono sul punto di venir giù, di un fare che guarda al risultato e non al progetto, di un insieme di numeri e non di nomi. Che ricerca il suo modus nella calunnia e nella becera provocazione. Che ritrova nel vecchio, sotto le mentite spoglie della trasversalità, l’inciucio e le promesse incatenanti, le benedizioni dall’alto e i vincoli di partito.
La seconda, la nostra, guarda ad una classe dirigente che con responsabilità decide di mettersi a disposizione, che trova la sua forza nel gruppo e non nel singolo, che vede in Marcello Amante non un capo ma un leader. Che crede fermamente di poter risvegliare Galatina dal torpore che da troppo tempo persiste, nella consapevolezza di ciò che sarà necessario fare. Una classe dirigente che si sente protagonista di quel cambiamento che ci ricondurrà a credere in noi stessi, nelle nostre peculiarità, nella nostra bellezza.
Il 25 Giugno ci chiederanno se vogliamo continuare a subire la paura, nel grigiore di un vittimismo che sono stanco di sentire, oppure se invece vogliamo iniziare a combattere, facendoci strada nella follia di un’idea, sotto la guida di chi avrà il coraggio di farlo. Insieme.
Edoardo Mauro

venerdì 16 giugno 2017

marcello amante, ora più che mai

Ok, d’accordo: 887 voti sono tanti. Specialmente se è la prima volta di Andare Oltre ad una elezione comunale. Specialmente se pensiamo che tutti i partecipanti alla lista Andare Oltre sono donne e uomini liberi, moralmente e politicamente.Specialmente se pensiamo che tutti ci davano per spacciati.
Però è ora di guardare avanti e di Andare Oltre l’entusiasmante risultato di Domenica 11 giugno.
Perché la battaglia elettorale ancora non si è conclusa. 
Il primo, difficile, infido, sfiancante e incerto ostacolo è stato superato.
Ora ci aspetta l’atto finale: lo scontro diretto contro “il mucchio selvaggio”.
Uno scontro tra due visioni e culture politiche che viaggiano parallele e che, fortunatamente, non potranno mai incrociarsi.
Da quella parte, la loro, si naviga a vista, senza un orizzonte che garantisca continuità politica ed amministrativa a Galatina. La loro coalizione, infatti, ha senso di esistere solo fino a quando tutti riceveranno le risposte attese. In caso contrario si fa saltare in aria tutto, per poi rimescolarsi all’interno di “nuove” sfide politiche (è inutile che vi citi gli esempi già verificatisi, in quanto sono troppo notori). Testimonianza di ciò è la eterogeneità delle realtà che compongono “il mucchio selvaggio”: ex fittiani ora berlusconiani, ex berlusconiani ora fittiani, ex missini poi polibortoniani ed ora democristiani, ex falceemartelloniani ora destrorsi, ex repubblicani poi berlusconiani ed ora fittiani, ex socialisti ed ora “politici”.
Dalla nostra parte, invece, si fa Politica, quella seria, quella che significa progettualità, programmazione, lealtà ad un progetto ed un programma politico condiviso da Marcello Amante e da tutte le sue liste. 
Da quella parte, la loro, ci sono nomi che “politicamente” hanno un trascorso che Beautiful a confronto è un cortometraggio. La loro unica abilità è quella di saper travestire il vecchio con abiti nuovi, sfavillanti e luccicanti preparati per ogni occasione.
Dalla nostra parte c’è gente giovane, nuova, giustamente ambiziosa che ferve dalla voglia di dimostrare il proprio valore, pronti a mettere il proprio entusiasmo e le proprie capacità a disposizione della comunità tutta.
Mi rifiuto di credere che gli elettori di Galatina, politicamente stanchi degli ultimi dieci anni caratterizzati dal vuoto più totale, voteranno per quella parte, dando nuovamente il proprio voto a uomini e donne che già troppe volte hanno tradito la fiducia in loro riposta.
Per questo ora tocca a noi tutti fare l’ultimo sacrificio, l’ultimo sforzo per vincere la battaglia decisiva.
Per non finire a parlare tra di noi, così come hanno fatto Aldo, Giovanni, Giacomo e Marina Missironi in “Tre uomini e una gamba” dopo la sfida Italia Marocco, per raccontarci: “887 voti è stato un risultatone! Perché, vogliamo parlare di Cristina che è arrivata in consiglio comunale? E l’entusiasmo che abbiamo messo per tutta la prima parte di campagna elettorale? Sì, ok. Bello, tutto bello, ma come abbiamo fatto a non vincere al ballottaggio?”
Daje tutta, ora più che mai.
Gabriele Giaccari

domenica 4 giugno 2017

non aspettatevi Godot

“Che squillino le trombe, signori spettatori. Che inizi la commedia. Che parlino gli attori.” Che raccontino le vicende reali della tanto e da tutti, or ora, amata città del Santo Pietro. Che parlino alla gente a mo’ di acqua da sorgente, tanto i castelli di sabbia una scia di mare subito fa crollare. Che narrino, gli attori, e non altri, il proprio orizzonte.
Il sipario sta per chiudersi e di attori, su quel palco, son passati ma pochi hanno dimostrato dignità e libertà d’azione. Le maschere hanno dominato perché c’è chi crede ancora che la gente li possa credere ancora. Cambi repentini di abiti da scena pur di non respirare l’aria chiusa delle quinte tenebrose. Urla inutili e schiamazzi personali, oltremodo esagerati, per parlare di ciò che si ama. Eppure l’amore va sussurrato, raccontato, spiegato, capito, aiutato. L’amore per la propria città va elegantemente rispettato.
Così, all’improvviso, appare il deus ex machina a tentare di salvare la commedia ormai divenuta tragica e irrecuperabile, per risolvere una situazione intricata e apparentemente senza possibile via di uscita. La divinità di turno che la propria fama introduce su quel palco e che, di fatto, finisce col mettere il cappello sugli attori presenti in scena. Perché quando la trama scarseggia e gli attori dimenticano il copione, non resta che chiedere aiuto a dio. Poi, però, quell’aiuto va restituito. Sempre e comunque. E sempre che di aiuto si sia trattato.
Salire sul palcoscenico della propria città richiede una consapevolezza naturale di saper parlare al proprio pubblico, senza artefici e citazioni, senza paure ma con la giusta emozione e commozione. Salire sul palcoscenico della propria città è mettersi a nudo. Il parlamentare di turno o il personaggio politico “di spessore” che arriva calpestando il tappeto rosso, senza conoscere minimante l’ordita trama di Galatina, se non citata e stilizzata in poche parole… spiegassero a voi spettatori il senso di quell’entrata sul palco! Il furore del colpo di scena inaspettato che si tinge di stupore ma priva di senso tutto il resto.
Galatina ha accolto, come solo Lei sa fare, i “personaggetti” che invitavano e incitavano al voto per questa città. E neppure fosse la più squallida donnaccia di sempre, come al solito Galatina viene usata e abbandonata. Quando capiremo che lo spettacolo della campagna elettorale è solo Galatina e le sue frazioni. Quando capiremo che il clamore per l’ospitata fa solo squillare le trombe senza suonare alcuna sinfonia. Quando capiremo che è certo cosa buona confrontarsi con gli altri ma mai piegarsi. Solo il racconto di un’esperienza concreta di politica vera e attiva e solo l’esempio di ciò che in altre realtà si è già fatto e che si continuerà a fare, solo questo può essere il motivo per cui Galatina possa lasciare il palcoscenico ad altri attori. Perché da quei monologhi si può imparare. Il resto, parole. Perché da quei monologhi si rimane liberi. Il resto, burattini da scena.  
Cristina Dettu'

giovedì 25 maggio 2017

siate gelosi del voto

Siate gelosi del vostro diritto di voto. Specialmente di quello alle amministrative. Abbiate paura che possa essere intaccata la sua natura più intima attraverso abili e astruse magie. Nonostante il giustificato malcontento generale e il crescente livello di indifferenza nei confronti della politica, di fatto è impossibile disinteressarsene, perché significherebbe disinteressarsi della propria vita.
Ma perché andare a votare? Perché, oggi, in seguito a scandalose e sedicenti riforme del sistema elettorale nazionale, nelle elezioni amministrative ancora ciascun elettore ha tra le mani il potere della sua matita: ha la possibilità di esprimere la propria preferenza su un candidato piuttosto che un altro, di scrivere nome e cognome, di scegliere proprio quella persona che andrà a rappresentarlo in consiglio comunale.
Si badi bene, questo è un diritto unito a delle logiche genuine. Specialmente in una realtà come quella del Polo Civico, assolutamente priva di logiche di partito e culture del capolista. Tutti uguali, con potenzialità e competenze diverse, legati da un unico obiettivo: Galatina, Collemeto, Noha e Santa Barbara! In tal modo, si esprime profondo rispetto e attenzione per l’intelligenza e la capacità di analisi di ogni singolo cittadino che non è un mulo da convincere con una carota in mano, ma è chi dovrà decidere le sorti della propria città assumendosi la responsabilità del futuro.
Andate a votare! Fatelo in piena libertà! E’ un diritto intoccabile! Non è una minaccia! Non è una forma di ringraziamento per il posto di lavoro concessovi in un’epoca di indegna occupazione! Non abbiate paura!
Prima dell' 11 Giugno, però, guardatevi intorno. Perché io, fuori dal mio Polo Civico, vedo solo rappresentanti di partito legati alla sedia, al potere e al denaro; gente che alimenta quotidinamente un sistema dove ormai l'ideale vale zero rispetto ad un assiduo e continuo sostegno al leader politico di riferimento, senza possibilità alcuna di replica o di esposizione di un pensiero diverso da ciò che proviene dall’alto. Il rischio che si corre è sempre lo stesso: l’“esilio” politico nell’ottica di un’oligarchia dei partiti che decide per tutti. Spesso l’unico modo (o forse quello più facile) per ottenere qualcosa senza meriti diretti è non inimicarsi il lider maximo, acconsentendo sempre alle sue parole e ai suoi progetti. Classica e moderna opera di “lecchinaggio”.
Andate a votare ! Chiunque riteniate migliore per questa Città! Non lasciate, però, che il vostro diritto al voto meriti alcuna forma di indifferenza. Abbiatene cura.
Cristina Dettù

mercoledì 24 maggio 2017

"vengo anch'io" "ma si, perchè no?"

Questa campagna elettorale è strana, almeno per quanto mi riguarda. Forse dipenderà dal fatto che mi trovo lontano qualche centinaio di chilometri dalla mia Città e questo impedisce di respirare e vivere il clima fervente di questi giorni di battaglie politiche. Forse dipenderà dal fatto che c’è la possibilità, finalmente, di scrivere una nuova pagina politica per Galatina, cercando di Andare Oltre la bruttezza di questi ultimi anni. O forse sarà questa nuova ondata di entusiasmante giovinezza che vuole fare entrare aria di nuova primavera nei locali di Palazzo Orsini.
Ad ogni modo, stanno accadendo cose strane.
Per esempio sta accadendo che nella coalizione più forte di tutte (e già vincitrice in pectore persino delle elezioni 2022!!!!) albergano, contemporaneamente:
1. Forza Italia, storicamente anticomunista;
2. Direzione Italia, ossia il partito di Fitto nato in opposizione all’egemonia accentratrice di Forza Italia e comunque anticomunista;
3. UDC, che si era allontanata da Forza Italia per “divergenza di vedute”, geneticamente anticomunista;
4. Il Partito Socialista, i cui membri si definiscono “compagni”, che, pertanto, non ha nulla a che vedere con l’anticomunismo fervente dei partiti di cui ai numeri 1, 2 e 3;
5. Politici ex PD, la cui matrice è storicamente di sinistra, che hanno sempre schifato, per varie ragioni (Berlusconi, Fitto, Casini, Craxi, etc) i partiti di cui ai numeri 1, 2, 3 e 4;
6. Ex esponenti di  “Io Sud”, i quali sono sempre stati anti Berlusconiani (quindi contro Forza Italia), anti Fittiani (quindi contro Direzione Italia), contro il Partito Socialista e, soprattutto, contro i comunisti del PD.
A riprova di quanto appena descritto, può essere menzionato il fatto che i suesposti partiti chiamano i propri referenti provinciali, regionali e nazionali in disparte, in perfetta autonomia, senza coinvolgere i propri “amici” di coalizione, organizzando autonomi incontri ed autonome presentazioni di lista. È un po’ come la “Casa delle Libertà” interpretata da Guzzanti, ove ognuno fa un po’ “quel cazzo che gli pare”! Che figata pazzesca!
Sta accadendo, altresì, che nella citata coalizione più bella di sempre si siano appianate tutte le divergenze e tutti i rancori che, ormai da anni, avevano diviso i mammasantissima dei partiti su indicati. Ora c’è tanta armonia nella super coalizione che la casa di Ned Flanders a confronto è un covo di satanisti inferociti.
Infine, sta accadendo anche che la già menzionata meravigliosa, indimenticata ed indimenticabile coalizione ha individuato come parametro di confronto la coalizione guidata da Marcello Amante. Suona strano che la “Armada Invencible” voglia misurare la propria grandezza specchiandosi in una Squadra di Ribelli. Le spiegazioni a questa scelta potrebbero essere molteplici: o l’“Armada Invencible” è così modesta (sic!) da non considerarsi una corazzata senza eguali; oppure può essere il contrario, ossia vuole dimostrare superbamente tutta la propria magnificenza confrontandosi con l’ ”insignificante” Squadra di Ribelli. Oppure può darsi che l’“Armada Invencible” non sia poi così sicura delle propria imbattibilità e non sia neanche sicura della debolezza del Polo Civico guidato da Marcello Amante.
Gabriele Giaccari

lunedì 22 maggio 2017

del perché ci sono anch'io (parte prima)

E' vero, aveva ragione mia madre, non mi sarei dovuto candidare questa volta. La quinta candidatura consecutiva al consiglio comunale è davvero troppo. E lo è, non tanto per il fatto che io non sia mai stato eletto, nel 2001 per soli 4 voti e nel 2010 nonostante le 281 preferenze e il sesto posto tra i più votati di Galatina. Non è ammissibile candidarsi per la quinta volta per fare sempre la stessa cosa: dal 2001 ad oggi sono passati 17 anni. Ma a Galatina sembra che nulla sia cambiato. Ci sono ancora perfino io che non avrei dovuto esserci. Ma questa volta ci sono per un motivo diverso: non faccio più la corsa su di me, io questa volta sono lì solo per traghettare la "mia" seconda generazione, un gruppo fantastico di ragazze e ragazzi, senza ex, senza responsabili dello sfacelo attuale, senza padrini e senza padroni. Ci sono perché c'è un gruppo fantastico di ragazze e ragazzi che, ancora non ne comprendo il motivo, mi stanno accanto e sono lì ad aspettare un testimone e lo aspettano dalle mie mani. Questa volta più che mai mi è chiara la missione della campagna elettorale. Nel 2010, come detto, feci il pieno dei voti ma ero solo in un contesto ostile, attorniato da gente con la quale faticavo persino a parlare, figurarsi andare d'accordo. Mi illudevo, che quello fosse il mio posto perché il "partito" quello era. E non aveva senso alcuno. Oggi invece il contesto è diametralmente diverso: un gruppo di ragazzi ai quali cederei tranquillamente il posto e coi quali costruire qualcosa di interessante per Galatina, fuori dal medioevo politico nel quale è ancora imprigionata. Ho l'onore di guidare ancora per qualche tempo, certo non per sempre, questo gruppo e sono tranquillo sul domani. Il domani appartiene a noi ci hanno insegnato. Il domani... un cazzo. Oggi è domani. Chi aspetta il domani perde l'occasione di fare il bene della sua comunità. E già da oggi quella tanto sperata "seconda generazione" sarà al nostro fianco, candidata o no che sia, pronta a superarci alla prima occasione, consapevole che uccidere il padre sia tappa necessaria almeno quanto assorbirne tutti gli insegnamenti. E io non farò mai da tappo, come altre volte è successo a parti inverse. Mi lascerò uccidere dalla mia seconda generazione, pronta ad affermare i suoi valori, i suoi principi, la sua visione della vita. "I più vecchi tra noi hanno trent'anni"... e il futurismo prese il potere. Io ne ho quaranta... e la seconda generazione è quasi pronta. Godiamoci questa campagna elettorale che si preannuncia come la più bella della mia vita e poi facciamo ciò che va fatto. (continua)