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sabato 10 agosto 2019

sull'importanza della qualità della frazione organica e sui rischi che corriamo

Comunicato stampa dell'assessore alle politiche ambientali e gestione dei rifiuti Cristina Dettù sull'importanza di tenere alta la qualità del rifiuto organico per non rischiare la non accettazione dello stesso a causa delle impurità presenti nella frazione conferita e comunque per non incorrere in ulteriori costi nel momento del conferimento.

La tutela e la cura verso l’ambiente non possono andare in vacanza. Così come la nostra attenzione nei confronti del corretto conferimento dei rifiuti della raccolta differenziata. In particolar modo, vi è la necessità di concentrarci sul rifiuto organico e, in particolar modo, sul suo aspetto qualitativo.  Innanzitutto, è bene ricordare cosa si intende per rifiuto organico, ossia tutti gli avanzi di cibo, resti di pietanze, scarti di verdura, bucce della frutta, gusci di uova, fondi del caffè, filtri di thè, camomilla e tisane, cenere spenta, sughero, trucioli in legno, tovaglioli e fazzoletti di carta, cartone della pizza sporco (ridotto in piccoli pezzi), lettiere naturali, etc.
Il rifiuto organico va conferito esclusivamente all'interno di buste biodegradabili e/o compostabili (possono essere utilizzate anche le buste della spesa date nei supermercati) ed è assolutamente vietato l’utilizzo di sacchi neri perché non conformi.
E’ importante che il rifiuto organico sia puro, ossia che al suo interno non siano presenti anomalie, e quindi altre tipologie di rifiuto, dovute all’errato conferimento.
Il Comune di Galatina conferisce i suoi rifiuti organici presso l’impianto di Laterza, Progeva. Qui, il limite massimo per l’ammissibilità del rifiuto corrisponde ad una percentuale di impurità non superiore al 10%. Superata questa soglia l’impianto potrà addirittura respingere il carico di rifiuti. Ipotesi da non sottovalutare, anche per la seria criticità che ne deriverebbe per l’ente. 
Nell’ultima analisi merceologica del rifiuto organico del territorio di Galatina, effettuata nel mese di luglio, è stata rilevata che un’impurità del 6,10% di materiale non compostabile sul totale del rifiuto monitorato: è stata riscontrata la presenza di carta e cartone e di 5,64 kg di plastica (dato questo estremamente preoccupante). In particolare su 80 sacchetti analizzati 61 erano in bioplastica compostabile. Quindi, ci sono cittadini che ancora utilizzano sacchetti di plastica, in questo modo andando a “sporcare” la purezza del rifiuto organico. Tra l’altro, non è assolutamente tollerata la presenza di vetro nel rifiuto organico che, nell’analisi suddetta, era pari allo 0,49% del materiale non compostabile emerso. In questi casi è prevista una penale pari a € 500, iva esclusa, non emessa in questo caso specifico, data l’esiguità del dato rilevato.
La presenza di elevate impurità all’interno della frazione organica comporta un aumento dei costi di conferimento che, inevitabilmente, ricade sulla cittadinanza. Infatti, a partire dal 1 luglio alla tariffa base di riferimento, l’impianto di conferimento applicherà una tariffa aggiuntiva pari a 33 €/t rispetto alla percentuale di impurità riscontrata a seguito dell’analisi merceologica effettuata sul rifiuto organico. Un deterrente contro gli sporcaccioni è rappresentato, sicuramente, dai controlli effettuati dalla Polizia Municipale e dall’Ispettore Ambiente: controlli a campione, su ogni tipo di rifiuto. Ricordando che sanzionare non è punire, ma in questo caso educare.
Con queste brevi indicazioni intendiamo informare i cittadini di alcuni aspetti tecnici del ciclo dei rifiuti per sensibilizzare gli stessi sul tema della raccolta differenziata anche e soprattutto da un punto di vista economico e, quindi, di costi. Così facendo ognuno di noi diventa mezzo di comunicazione e sensibilizzazione rispetto all’altro, all’amico, al vicino di casa, al turista, ai propri figli o, viceversa, ai genitori.
Siamo consapevoli della virtuosità delle nostre pratiche e adoperiamoci per migliorare sempre di più.

Cristina Dettù

sabato 27 luglio 2019

Intervista chi: Cristina Dettù, assessore alla Cultura, Pubblica istruzione, Politiche ambientali e di Gestione dei rifiuti

Continua la nostra rubrica Intervista Chi. Oggi il direttore Edoardo Mauro interloquisce con Cristina Dettù, assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione, Politiche Ambientali e di Gestione dei rifiuti, Politiche Comunitarie e Innovazione Tecnologica. Eventi estivi, raccolta differenziata, CSA, proposte e prospettive future: molti sono stati i temi toccati all'interno di questa intervista, che speriamo possa aiutare il caro lettore ad avvicinarsi all'azione politica di questa amministrazione. Per conoscere e comprendere la vision e le mission di chi siede nella giunta di Palazzo Orsini. 
Buona Lettura!

(In basso troverete il link delle precedenti interviste)


Buongiorno assessore. A circa due anni dalla tua nomina in giunta, il momento dei fatidici bilanci è ormai maturo. Cosa è cambiato dal tuo insediamento (in termini di progetti e prospettive) e cosa immagini possa essere ancora fatto?
Buongiorno direttore! Credo che il bilancio di questi due anni sia positivo non tanto per i risultati raggiunti (non sta di certo a me giudicare) ma per il lavoro costante e faticoso che si continua a fare. Dal 2017 è cambiata la consapevolezza, è cresciuta la convinzione che questa città e il suo territorio possano rialzarsi dagli anni di caduta libera del passato. Ciò lo si può fare lavorando ogni giorno, valorizzando le proprie risorse materiali e umane e avendo progetti ambiziosi, degni di Galatina. Tuttavia è necessario l'aiuto e la collaborazione di tutti, in primis dei cittadini, perché, io non lo dimentico mai, gli amministratori sono prima di tutto, anche loro, cittadini.
Vorrei ora soffermarmi con te su alcuni eventi dell’estate galatinese. All’interno del Salento Book Festival, Galatina conferma la sua centralità nel progetto di Gianpiero Pisanello e Luca Bianchini, ospitando all’ombra delle Basilica di Santa Caterina numerosi scrittori di fama nazionale. La festa patronale che basa il suo story-telling sulla riscoperta orgogliosa delle radici galatinesi del tarantismo. La seconda edizione di “A Cuore Scalzo”, la rassegna estiva curata da questa amministrazione che punta alla rinascita dei luoghi sulle onde della cultura che anima i luoghi. Stiamo assistendo ad un nuovo approccio al turismo che cerca di affermarsi a Galatina, lontano dagli eccessi della movida delle coste…
Spesso c'è il rischio di abituarsi alla bellezza. E Galatina è bellissima. Con i suoi palazzi, le chiese, la storia, il suo folklore. È una "donna" d'altri tempi, elegante e signorile. Ecco perché i turisti la scelgono. Ed ecco perché la rassegna "A Cuore scalzo" oltre ad avere in sé una precisa strategia culturale con obiettivi ben definiti e sostenibili nel tempo, mette a disposizione una serie di eventi, alcuni di ampio respiro culturale, tali da garantire al turista una piacevole ed interessante permanenza nella città. C' è tanto ancora da fare, da migliorare, sia in termini di organizzazione sia di servizi. Tuttavia, pur essendo carenti di mezzi e risorse, i risultati che la rassegna estiva ha avuto in questi due anni lasciano ben sperare.
Tra le tue deleghe quella all’ambiente con le sue questioni relative alla gestione rifiuti è sicuramente una delle più calde. Sappiamo, ad esempio, dalla relazione sul Rendiconto di Gestione del 2018 che è stata posta una “pietra tombale” sul contenzioso con l’ormai fallita Centro Salento Ambiente Spa. Ci vuoi raccontare quale sia stata questa conclusione? E’stata quella che vi aspettavate?
Occuparmi di ambiente è stato del tutto inaspettato. Vero è che trattasi di una delega impegnativa non solo perché molto tecnica ma anche in quanto tocca, in modi diversi, aspetti importanti della vita di ogni cittadino. In particolare, nel settore della gestione dei rifiuti l'amministrazione Amante ha ereditato un fardello importante quale il contenzioso relativo al fallimento della CSA. Il merito di aver condotto e ultimato nel migliore dei modi le trattive va giustamente riconosciuto al Sindaco, anche in quanto titolare della delega al bilancio, e poi a tutta la giunta in termini di scelte condivise e assunte con appositi atti. È molto di più rispetto a quello che ci saremmo aspettati. La soddisfazione di un lavoro costante, ragionato, ponderato e costruito sul dialogo e la condivisione.
Se posso approfittare ancora della tua pazienza su questo tema, ci potresti lasciare un commento sulle scelte (che molto hanno fatto discutere in città) riguardo sia le modalità della raccolta e sia le sanzioni verso chi non attua un giusto comportamento di conferimento dei rifiuti? 
Partiamo dal presupposto che differenziare non deve essere una regola, ma un modo di essere, un modo di vivere, deve essere parte integrante del nostro quotidiano e della nostra cultura. Solo così comprendiamo la vera utilità della raccolta differenziata e ogni tipo di conferimento sarà più semplice. Il cambiamento relativo ad alcuni aspetti della raccolta differenziata (in seguito all'ordinanza sindacale del mese di marzo) ha certo creato scompiglio e ammetto che avremmo dovuto organizzare in maniera adeguata la comunicazione. Tuttavia, vi era un dato da non sottovalutare: l'urgenza nell'attuare certe pratiche (vedi eliminazione sacchi neri) per evitare di incorrere in sanzione sulla qualità del rifiuto. Non solo. In tal modo l'azione di controllo sarebbe stata più agevole. Non vogliamo attuare una politica volta alla repressione, alla paura, all'incubo del "e questo ora dove lo butto!". L'errore, minimo, ci può stare. Ma la volontà di non voler differenziare, di abbandonare il rifiuto, l'idea che "tanto differenziano gli altri" o che "non ne vale la pena" è frutto di ignoranza pura che si riversa però su tutta la cittadinanza. Perché il mancato corretto conferimento di un cittadino danneggia tutti gli altri. Questo è il tipo di comportamento che si intende sanzionare.
Cosa ti aspetti dai prossimi anni del tuo mandato?
Di continuare a mettere ordine e nel contempo cercare di fare piccoli passi in avanti, attuare progetti e lasciare storie ed immagini che altri, dopo di me, potranno utilizzare e sfruttare al meglio per continuare il lavoro fatto. E mi aspetto l'entusiasmo dei giovani, di quei giovani sinceri, ambiziosi e con l'animo "politico".
Edoardo Mauro

Intervista chi: Piergiuseppe Colazzo, coordinatore cittadino del circolo di Andare Oltre - Galatina

lunedì 8 luglio 2019

Intervista chi: Piergiuseppe Colazzo, coordinatore cittadino del circolo di Andare Oltre - Galatina

Inauguriamo oggi una nuova rubrica su questo blog che, attraverso alcune interviste, avrà l'obiettivo di far conoscere meglio al caro lettore alcuni protagonisti dell'azione politica galatinese. Un atto doveroso e necessario per poter evitare che si insinuino, nei rapporti con la Città, incomprensioni e "non detti" tra gli amministratori ed i cittadini. Un momento importante per condividere con chi ci segue, le idee, i ragionamenti e le riflessioni di chi risponderà.
Oggi intervistiamo Piergiuseppe Colazzo, il nuovo coordinatore del circolo cittadino di Andare Oltre. Piergiuseppe attraverso le sue parole, delinea la sua visione programmatica, i punti salienti sui quali si focalizzerà nel periodo della sua gestione. Da terzino roccioso e prestante ma anche dai piedi buoni, il neo coordinatore è un uomo chiaro e determinato, che non si risparmia o si nasconde dietro la maschera del politichese. Una figura che non omette la sua genuinità nelle proprie riflessioni, che appaiono precise e puntali nel centrare gli argomenti. Non posso che congedarmi da questa breve introduzione augurandogli il meglio per questa sua nuova esperienza. Che sono sicuro gli riserverà belle sorprese.
Alla prossima! 
Edoardo 


A quasi un mese dalla tua elezione nel ruolo di coordinatore cittadino di Andare Oltre, quali sono le tue prime impressioni sull’attuale situazione del circolo? Hai riscontrato delle criticità o delle situazioni che vorresti portare all’attenzione del direttivo?
Buongiorno “direttore” e grazie per avermi invitato per questa chiacchierata. Innanzitutto mi preme dire che ad un mese della mia elezione ancora non mi capacito del fatto che il Direttivo quasi all'unanimità abbia scelto me come successore di Pierantonio De Matteis. Non posso quindi che salutare con immensa gratitudine il vecchio coordinatore, ma è altrettanto doveroso ringraziare tutti i componenti del direttivo e tesserati perché è solo grazie a tutti loro se oggi noi rappresentiamo a Galatina il primo movimento politico per numero di elettori nelle scorse amministrative e per presenza attiva sul territorio. Detto questo la mia impressione sull’ attuale situazione è pressoché positiva. In queste prime settimane ho imparato a conoscere meglio il mio circolo ed ho compreso su chi potrò contare e su chi invece purtroppo no. Ma, adesso, siamo pronti  ad affrontare le nuove sfide che ci attendono.
Quali sono, a tuo avviso, i punti o gli aspetti di forza che questo circolo può utilizzare per rendersi ancora più protagonista sul territorio?
Senza nessun ombra di dubbio, il punto di forza del Circolo Andare Oltre è rappresentato dal gruppo. Siamo un “dream-team”, legato da una forte coesione e grande capacità di confronto. Ci si supporta sempre nonostante mettere insieme tante teste pensanti non sia facile, ma la cosa che mi rende estremamente fiero di essere coordinatore di questo circolo è la nostra capacità di portare a termine ciò che ci si prefigge di fare, dalle attività politiche sul territorio di Galatina a quelle di natura sociale ed umana. Non voglio svelare nulla, ma grazie al prezioso lavoro del nostro assessore Cristina Dettù e ad altri componenti della giunta che da sempre hanno ascoltato con attenzione le nostre istanze, stiamo raggiungendo dei traguardi importanti e vi invito a seguirci sulla nostra pagina per restare aggiornati. Non c’è nient’altro da aggiungere, se non che bisogna continuare a lavorare così, ignorando chi per via social o per mezzo stampa cerca d'infangarci con falsità ed inesattezze. Approfitto, allora, di questo spazio per ricordare a chi legge che noi non caschiamo nelle stupide provocazioni, ma con il lavoro che quotidianamente svolgiamo smentiremo su tutta linea i nostri detrattori, dimostrando che si sbagliano. E di grosso!
La tua vorrà essere una figura di rottura con il passato oppure seguirai il tracciato del tuo predecessore De Matteis?
Non ci si può dimenticare da dove si viene e bisogna avere bene in mente dove si vuole e bisogna andare. Il lavoro di Pierantonio è stato fondamentale, direi vitale, senza di lui non esisteremmo su Galatina. E’ solo grazie a lui se oggi siamo una “macchina da guerra” che io non devo far altro che condurre nel migliore dei modi, e cercherò con tutto me stesso di far si che nessuno si possa pentire della scelta fatta sul coordinatore. Sicuramente farò degli errori ma sono sicuro che avrò il gruppo dalla mia parte, pronto ad indicarmi la giusta direzione. Come ho già detto, strategia che vince non si cambia
Quali saranno i punti chiave che delineeranno le linee guida della tua direzione?
Stiamo lavorando al lancio, di concerto con gli altri circoli della provincia, della nuova campagna di tesseramento. E stiamo strutturando alcune iniziative volte da un lato a valorizzare il lavoro della nostra amministrazione e dall'altro a raccogliere le istanze e le esigenze della nostra gente, persone che ci hanno dato fiducia e che ci restano accanto in modo tutt'altro che passivo ma intervenendo nelle dinamiche politiche e amministrative, tutti con le proprie specificità e competenze.
Edoardo Mauro

venerdì 27 luglio 2018

sul testamento biologico / approvazione delle DAT a Galatina


Nelle scorse settimane su questo blog abbiamo dato vita ad un dibattito sul testamento biologico e sull'opportunità di adottare anche a Galatina il registro comune delle disposizione anticipate di trattamento. Al dibattito hanno partecipato Cristina Dettù, Gabriele Giaccari e Edoardo Mauro (e in fondo alla pagina troverete i link per accedere ai loro interventi). Successivamente il confronto si è spostato nella maggioranza e, grazie anche al lavoro della consigliera Marcella Cesari, si è giunti all'approvazione della delibera di giunta comunale. Di seguito riportiamo il comunicato dell'ufficio stampa del sindaco dopo l'avvenuta adozione del provvedimento.

Il registro comunale per la raccolta delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) approda anche a Galatina. La legge n.219 del 22 dicembre 2017 entrata in vigore il 31 gennaio 2018 e recante “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità ed all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne laddove lo preveda la legge. Inoltre stabilisce che ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere, in previsione di una futura incapacità di autodeterminarsi e dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte può, attraverso le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e singoli trattamenti sanitari, indicando una persona di sua fiducia che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con medici e strutture. Le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata o consegnata personalmente presso l’Ufficio dello Stato Civile del Comune di residenza del disponente che provvede all’annotazione in apposito registro.
Il nostro Comune, riconoscendo l’alto valore sociale delle iniziative volte a garantire la libertà e l’indipendenza dei propri cittadini nelle scelte personali riguardanti diritti fondamentali come quelli trattati, ha provveduto con la delibera n.163 del 2018 a istituire un apposito registro per l’annotazione e la raccolta delle DAT presso l’Ufficio di Stato Civile dei Servizi Demografici e Statistici per l’attuazione delle finalità perseguite dalla legge. “L’istituzione del registro per la raccolta delle disposizioni anticipate di trattamento – dice il Sindaco Marcello Amante - rappresenta un punto importante per noi e per questo la nostra azione amministrativa è voluta andare nella direzione della tutela delle libertà individuali. Il legislatore ha colmato un grosso vuoto con la legge n. 219 e ha dato a noi la possibilità di metterci in linea con quelle che sono le volontà della gente.”

L'intervento di Cristina Dettù sul testamento biologico.
L'intervento di Gabriele Giaccari sul testamento biologico.
L'intervento di Edoardo Mauro sul testamento biologico.

mercoledì 18 luglio 2018

Cristina Dettù tra i 40 migliori giovani amministratori d'Italia

Cristina Dettù, assessore alla Cultura e all’Ambiente del nostro Comune, è entrata a far parte della Scuola ANCI per giovani amministratori, riservata a solo 40 in tutta Italia e che nasce con l’obiettivo di investire in un percorso di miglioramento delle competenze nella missione amministrativa.
Galatina, anche questa volta, c’è. Non poteva perdere questo importante momento di crescita, di formazione, di sviluppo. Tutto con un unico obiettivo finale: essere al servizio del cittadino.
La scuola è rivolta ad under 36, impiegati nella gestione della cosa pubblica di Città italiane ed è finalizzata a acquisire valori e strumenti idonei a governare al meglio. È volta anche a mettere a disposizione capacità ed esperienze di personalità con riconosciuta competenza al fine di fornire elementi di conoscenza funzionali al miglioramento della capacità del fare amministrazione, con un’impostazione espressamente mirata all’adesione, programmazione e attuazione di interventi di politica locale.
Il corso, che dura fino a marzo e prevede appuntamenti due volte al mese nella città di Roma, inizierà con una Summer School a fine luglio, eccezionalmente a Conversano. Il ricchissimo programma è composto da numerosi appuntamenti, incontri, dibattiti e relazioni dei sindaci dei Comuni di tutta Italia. Da segnalare la presenza del direttore generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanni Vetritto che parlerà di Enti Locali alle prese con le riforme, del professore dell’Università di Venezia Stefano Campostrini che terrà una lezione di statistica sul territorio italiano, della professoressa di Istituzioni di Diritto Pubblico dell’Università di Bari Angela Barbanente, della professoressa Anna Maria Poggi e del direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e Presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura del Salone Internazionale del Libro di Torino, Massimo Bray.

martedì 10 aprile 2018

sul testamento biologico

Il 22 dicembre scorso il Senato ha approvato la lettura definitiva della legge n 219/17 con la quale il legislatore ha affrontato il tema del Testamento Biologico al centro delle polemiche e del dibattito politico da anni. In questi mesi, alcuni comuni si sono attrezzati per predisporre un Registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento al fine di raccogliere le dichiarazioni dei propri cittadini che intendessero redigerle nel rispetto della normativa vigente. Andare Oltre ritiene la legge in questione uno dei passaggi più significativi della legislazione appena conclusa e ritiene di dover dare il suo contributo anche nella sua Città, aprendo il dibattito sulla materia, così come oggi fa da questo blog l’Assessore alla Cultura di Galatina, Cristina Dettù, e successivamente predisponendo, ove ci fossero le condizioni, delle iniziative adeguate alle conclusioni del dibattito stesso.

Ricordo i suoi occhi implorare aiuto e sento ancora gli atroci lamenti rimbombare nella testa. Lo guardavo e mi chiedevo cosa avrebbe scelto se avesse saputo di dover vivere otto anni della sua vita in quelle condizioni. Eppure la speranza e il rispetto del dono della vita frenavano qualsiasi tipo di pensiero, perché so che Dio esiste anche nella sofferenza.
Il filo già sottile che lega razionalità e fede rischia di spezzarsi davanti all'impotenza della vita e della morte, nel rispetto di scelte che non sai mai se siano quelle giuste. Consentire ad ogni persona “il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo […] riguardo alle conseguenze dell’eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell’accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi” (art. 1, comma III, l. 219/2017) è, di certo, un atto di libertà, di tutela del diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all'autodeterminazione della persona.
La legge sul testamento biologico affonda le proprie radici sulla relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico. La stessa fiducia che è fede tra credente e Dio. Lo stesso legame ma con finalità diverse: ecco che il filo già sottile rischia effettivamente di spezzarsi. Assumere il consenso informato da parte del medico esula dalla spes ultima dea e da un amore incondizionato per la vita, soprattutto nella sua spiritualità.
Non è una scelta semplice. Perché accanto ad una sofferenza fisica convive lo stupore di due occhi aprirsi al suono di una voce amata. Come si fa a lasciarsi andare, a lasciarli andare? Eppure uno Stato di diritto, laico, deve farlo: lo Stato, indipendente e senza condizionamenti, non può impedire a chi ha deciso di prendere in mano una parte estrema di quel filo già sottile di scegliere, e scegliere di redigere il proprio testamento sulla vita. Perché libertà è, innanzitutto, libero arbitrio, cui fa da sfondo la propria etica e morale, di competenza personale non statale.
Cristina Dettù

lunedì 15 gennaio 2018

commenti e messaggi del giorno dopo (l'inaugurazione)

Le mie parole sull'unicità del gruppo di Andare Oltre trovano conferma negli sguardi d'intesa, nei sorrisi, negli abbracci, nella diversità, nel confronto continuo, in un disarmante messaggio (privato) di Edoardo che lascia pochi margini al dubbio e che il minimo grazie, da parte mia, è quello di regalarlo a tutti i ragazzi del gruppo e a tutti voi.
Cristina




Dopo giorni di studio disperato in vista dell'esame di domani, riesco finalmente a vedere il video dell'inaugurazione della sede. Questa visione tardiva di un video così importante (cosa non normale per chi l'11 Giugno, a mille chilometri di distanza, aggiornava spasticamente la pagina degli exit poll). Oltre al "trascurabilissimo" fattore studio, non sono riuscito ad aprire YouTube per diversi motovi. Innanzitutto l'infantile "uschiore" dell'essermi perso l'ennesimo passo di questo progetto: non penso sia facile vedere un figlio che cresce lontano, la tristezza nel vedere una cosa così bella ma così lontana incupirebbe anche la più positiva delle persone.
Poi, si sa', la distanza rallenta i bollori, rischia di far cessare le più infuocate passioni e ammazzare i più bei sogni da notte di mezza estate. Spesso mi sono chiesto quanto valesse la pena credere in ciò che rivive soltanto per pochi giorni. Qualcosa che resta impalpabile nella nebbia lombarda, una realtà che sopravvive attraverso gli schermi dei computer e dei cellulari.
Ad un certo punto (immagino per circostanza ma, sono sicuro, anche per amicizia) in quella serata ho visto che c'ero anche io. Quando hai detto "Edoardo" mi sono meravigliosamente sorpreso. Oltre ad aver alimentato in me una sana dose di edo-centrismo, ho capito perché questo gruppo può sovvertire la realtà delle cose, perché può davvero far la rivoluzione che tanto urla ma che pochi capiscono.
Ho capito perché mi sono follemente innamorato davanti ad una birra su uno scassatissimo tavolo due anni fa.
Perché vedo una famiglia prima che un partito, riconosco amici e fratelli prima che militanti, assessori e consiglieri. Siamo una testuggine, pensante, compatta contro tutto ciò che non va. Un gruppo pronto a tutto contro tutti.
La vera forza del cambiamento non saranno le bandiere, gli slogan, le sedi ed i comunicati. La vera forza sarà il NOI che non lascia nessuno indietro, che non può essere privato di alcun minimo elemento. Un NOI che si commuove dopo un risultato conquistato con i denti e con la forza di volontà, mentre tra sampietrini si e' in attesa dei risultati esatti.
Un NOI per cui sono disposto ad continuare nella "follia" di un Foscolo digitale, in notti nebbiose come questa. Un NOI che sarà Oltre ogni mio piu vivido stupore.
Buonaserata
Edoardo

giovedì 11 gennaio 2018

finalmente in Sede

La politica 2.0 ci piace un sacco. Ci piace l’esposizione online, l’interazione, il costante dialogo alla luce del sole e in tempo reale, la partecipazione piena che le nuove tecnologie consentono. E anche nel corso dell’ultima campagna elettorale abbiamo spinto molto sull’aspetto social e sull’innovatività della comunicazione e della proposta politica in generale. Abbiamo preso le distanze già da tempo da un modello partitico che nell’ultimo periodo si è allontanato anni luce dal suo ideal-tipo, da ciò che sarebbe dovuto essere. E siamo riusciti a costruire un nuovo modello politico che oggi governa il territorio nelle tre principali città della provincia e che è riuscito a lasciare a casa vecchi metodi e vecchi politici. Ma chi ha profonda conoscenza della politica e delle sue dinamiche sa bene che la comunicazione 2.0 è solo un aspetto, forse oggi il più appariscente, e che esso comunque sarebbe nulla senza sostanza, senza analisi e approfondimento politico, senza studio programmatico, senza… rapporti e relazioni umane. Ed è anche in considerazione di ciò che Andare Oltre, dopo le elezioni comunali, ha avviato il percorso di strutturazione avviando il tesseramento e oggi lo completa aprendo una sede fisica. Verrà inaugurata infatti venerdì 12 gennaio, alle ore 20,00, in corso Porta Luce, 58bis, la sede del movimento alla presenza, tra gli altri del sindaco di Galatina Marcello Amante, del sindaco di Nardò Pippi Mellone e del vicesindaco di Lecce Alessandro Delli Noci. La nostra “sezione” sarà un luogo aperto in cui far crescere un’intera comunità, in cui incontrare i cittadini e non solo gli iscritti, raccogliere segnalazioni utili a migliorare l’azione amministrativa e raccontare ciò che quotidianamente stiamo facendo per questa città nelle sue istituzioni. E sarà uno strumento per permettere a tutti di partecipare attivamente alla vita politica, non solo consiglieri e assessore come le regole istituzionali impongono; sarà uno strumento per allargare la partecipazione a tutti coloro che, tesserati o meno, vorranno dare il proprio contributo.

sabato 30 dicembre 2017

sulle cose che ho visto quest’anno…

Ho visto nascere, pezzo dopo pezzo e giorno dopo giorno una coalizione che non era una coalizione ma un gruppo di amici, di folli che tentavano di riscrivere dal basso le sorti di questa “bellissima e disgraziata terra”…
Ho visto uno scenario politico cittadino che non avrebbe mai scommesso una lira su di noi… e sulla nostra lista, Andare Oltre, fatta di pazzi, di ragazze e ragazzi pronti a gettarsi anima e corpo in una competizione elettorale senza apparenti speranze di vittoria e senza certezze di tornaconti personali…
Ho visto Marcello trasformarsi in un ottimo candidato sindaco e piano piano crescere nell’opinione pubblica, l’ho visto costruire attorno a sé una coalizione di uomini liberi, l’ho visto maturare e prendere consapevolezza che la somma delle persone non è mai come quella dei numeri…
Ho visto uno straordinario risultato della nostra lista e del nostro candidato al primo turno, ho visto quindici giorni di ballottaggio nei quali la Città ci si è stretta attorno, ha riposto fiducia in noi, ha scommesso su di noi come unico, vero, reale, autentico motore di cambiamento per questa Città… e ho visto l’espressione “andare oltre” riempiere le bocche degli amici e soprattutto dei nemici…
Ho visto in una serata di giugno le urna riempirsi di schede e la piazza riempiersi di ragazzi e di uomini liberi, di gente commossa, di persone piene di speranze che nei giorni successivi ci dicevano “dai che noi confidiamo in voi”, ho visto quegli stessi ragazzi caricarsi di responsabilità e caricarsi sulle spalle una Città… li ho visti mettersi al lavoro dal giorno prima, non dal giorno dopo, senza staccare un attimo…
Ho visto Cristina crescere riunione dopo riunione, incontro dopo incontro e poi in campagna elettorale e salire sul palco sicura e attrarre a sé occhi, attenzioni, stima e simpatia… l’ho vista catalizzare così tanto consenso da arrivare prima della nostra lista, prima della coalizione, da poter essere eletta anche in caso di sconfitta… l’ho vista trasformarsi in un ottimo assessore all’ambiente e alla cultura, di essere capace di affrontare tematiche diverse contemporaneamente, di tenere testa a marpioni e “vecchi arnesi”, di lavorare a testa bassa portando a casa risultati che nessuno ha portato a casa prima di lei, in così poco tempo…
Ho visto Diego, Alessio e altri candidati battersi come leoni ed arrivare in consiglio con il sangue agli occhi, pronti a cambiare per davvero questo paese… ho visto gente di qualità occupare gli altri posti della giunta, li ho visti lavorare fianco a fianco all’ormai ottimo sindaco di Galatina…
Ho visto questa comunità stringersi attorno alla sua amministrazione e aiutarla nella stesura dei progetti, dei bandi, degli eventi… e ho visti portare a casa quei progetti, quei bandi, quegli eventi… ho visto arrivare finanziamenti ai quali in pochi speravano se non chi giorno e notte si è messo a disposizione per lavorarci…
Ho visto la Città riappropriarsi del proprio futuro e mettere il naso fuori dal passaggio a livello che ha sempre delimitato il suo orizzonte e capire che… cazzo, di Galatina stiamo parlando… ho visto Galatina tornare centrale nelle dinamiche politiche regionali… ho visto la mia città mettere definitivamente da parte la peggiore classe dirigente che la sua storia recente ricordi… pronta ad andare oltre… e ho visto Andare Oltre pronta ad assumersi le sue responsabilità…

sabato 23 dicembre 2017

Galatina avrà la sua Community Library

Non è un caso se il primo finanziamento importante dell'Amministrazione Comunale di Marcello Amante di cui Andare Oltre è il motore propulsivo è legato alla Cultura, al Polo Biblio-Museale, all'innovazione tecnologica applicata al nostro patrimonio storico, artistico e librario. E non è un caso anche perché l'attenzione di Andare Oltre e di tutta l'Amministrazione verso la Cultura e verso quel polmone di sapere che è la nostra biblioteca comunale è sempre stata altissima sin dai primi giorni, sin da quel primissimo sopralluogo dell'Assessore Cristina Dettù e del Consigliere Pierantonio De Matteis. "Già al lavoro sui bandi che contano" intitolammo il post sulla pagina ufficiale del Sindaco, scommettendo da subito sulla bontà delle nostre idee. Che erano effettivamente ancora solo idee. Ma che poi, col passare dei giorni, con il confronto con i tecnici, con il vaglio del processo partecipativo... settimana dopo settimana le idee si sono trasformate in certezze: certezza di avere tra le mani un progetto culturale importante comunque fosse andato il percorso del finanziamento, come diceva Cristina. Certezze che si sono consolidate coi complimenti della commissione regionale al momento della presentazione del progetto. Certezze divenute consapevolezza di aver ben operato per la nostra comunità e aver investito nel suo futuro con la decisione della Giunta regionale di finanziare ben 100 progetti sui 135 dichiarati ammissibili. Ma sia detto, con una punta di soddisfazione, che il progetto della nostra biblioteca "CULT - Community Urban Library and Tecnhological square", ottenendo 27 punti e classificandosi al ventesimo posto a pari punti con altri 13 comuni, sarebbe stato finanziato anche con una dotazione di gran lunga inferiore.



Comunicato stampa dell'Amministrazione Comunale
La Regione Puglia finanzia il progetto presentato dal Comune di Galatina in merito all'avviso pubblico regionale "Community Library - Biblioteca di Comunità" nell'ambito della strategia Smart-in Puglia. E' un grandissimo risultato per la Città e le sue frazioni, che avranno una nuova "Siciliani", una biblioteca intesa come spazio comune, una piazza che sappia mettere in comunicazione storia e innovazione, in un luogo che sia il crocevia di tutta la comunità.
L'Amministrazione del sindaco Amante ha accolto, sin dall'inizio, la politica strategica della Regione Puglia, che sostiene e rilancia il patrimonio culturale attraverso la valorizzazione, la fruizione e il restauro dei beni culturali. E' dalla cultura e dai suoi luoghi che Galatina rinasce, in una logica di collaborazione e sviluppo del tessuto sociale ed economico che sia in grado di abbracciare le dinamiche tutte della Città. In linea con tale politica, il progetto prende il nome di CULT, Community Urban Library and Tecnhological square. 2 milioni di euro che cambieranno il volto del Palazzo della Cultura attraverso interventi di rifunzionalizzazione degli spazi come la copertura del chiostro al fine di renderlo fruibile nel corso di tutto l'anno, l'allestimento di due sale per bambini, l'adeguata sistemazione delle nostre cinquecentine e dei nostri incunaboli in una sala completamente rinnovata e con temperatura controllata, l'allestimento di una sala-cinema multimediale, la dotazione dei portici di moderni strumenti tecnologici, la climatizzazione di tutti gli ambienti e l'efficientamento energetico dell'intera struttura. Ma il progetto non include solo interventi strutturali: prevede anche un piano di gestione sostenibile e una serie di attività culturali che aumenteranno la fruibilità di tutta la struttura, coinvolgeranno nuovi soggetti sociali, promuoveranno l'inclusività di fasce disagiate e prevederanno nuove forme di integrazione culturale. Il CULT di Galatina sarà una vera e propria "piazza culturale" che creerà un asse ideale con la Basilica di Santa Caterina d'Alessandria e che della stessa basilica sarà al tempo stesso cassa di risonanza per tutti i turisti che passeranno dalla città.
"Al momento di presentazione del progetto ero convinta – dichiara l’assessore alla Cultura e al Polo Biblio-museale Cristina Dettù - che, a prescindere dal risultato, avevamo tra le mani un prodotto straordinario. In questi mesi, abbiamo imparato a conoscere la biblioteca "Siciliani", a studiare la sua quotidianità, a comprendere le esigenze degli utenti, cercando di cucire l'abito perfetto sulla base degli obiettivi prefissati dalla Regione e muovendoci sulla scorta delle parole chiare, preziose e lungimiranti dell'Assessore regionale Loredana Capone. Un lavoro importante, studiato, approfondito e fortemente voluto, con passione, coraggio e un pizzico di follia, un lavoro che ci riempie di orgoglio perché Galatina si arricchisce di un tesoro senza tempo. Un grazie di cuore al Sindaco Marcello Amante per la massima fiducia e libertà che ha sin da subito lasciato a tutto lo staff nonostante si avvertisse costante la sua presenza. I miei non sono ringraziamenti ma giusti meriti dati a chi ha donato a questo progetto giornate intere, notti insonni e lunghi fine settimana. Un'attenzione costante e minuziosa che vede la diretta collaborazione tra il consigliere Pierantonio De Matteis, la progettista Chiara Eleonora Coppola, l'Ufficio tecnico e gli architetti del Comune, la dott.ssa Angela Impagliazzo, la dott.ssa Monica Albano di LiberMedia e tutte le sue collaboratrici, le ragazze del Servizio civile nazionale, gli utenti e i loro preziosi suggerimenti, le scuole, le associazioni, i professionisti esterni che hanno messo a disposizione le loro capacità per pura passione. Un ringraziamento speciale a Pierfrancesco Persichino e Sara De Matteis, giovani laureati che hanno sposato in maniera del tutto disinteressata questo progetto un po' per amicizia un po' per amore per Galatina. Che sia l'inizio di un ritorno al glorioso passato guardando ad un fertile futuro."

Dal sito della Regione Puglia - Emiliano e Capone su bando Community Library
La più grande infrastrutturazione culturale del Paese: Regione Puglia stanzia 100 milioni di euro per una rete integrata di 100 Biblioteche di Comunità diffuse su tutto il Territorio. Impegno mantenuto. A fronte di oltre 160 progetti di elevata qualità presentati da Comuni, Province, Università, Istituti scolastici in risposta all'avviso pubblico SMARTin Puglia – Community Library, l'Amministrazione regionale, su proposta dell'Assessore all'Industria turistica e culturale Loredana Capone, ha deciso di quintuplicare la dotazione finanziaria inizialmente fissata in 20 milioni di Euro portandola a oltre 100 milioni. Saranno così realizzati quasi 100 dei 135 progetti ritenuti ammissibili, assicurando l'infrastrutturazione culturale dell'intero Territorio pugliese, attraverso una rete capillare e integrata di Biblioteche di Comunità. Un presidio, in ogni città, dalle più piccole fino alle aree metropolitane, dal Gargano al Salento, per incrementare i livelli di lettura, formazione, consapevolezza, incidendo in profondità sul benessere delle comunità. La risposta più forte per aggredire il problema irrisolto degli scarsi livelli di produzione e lettura di libri rilevati dall'ISTAT che continuano ad attestare la Puglia agli ultimi posti tra le Regioni italiane. In una Europa nella quale la crescita e la ricchezza coincidono con più elevati indici di lettura e di capacità di comprensione dei testi. "La Puglia è una terra di straordinari talenti, scrittori e creativi, ma non ancora di lettori" – ha dichiarato l'Assessore Capone, non nascondendo la grande soddisfazione e l'entusiasmo per il risultato raggiunto. "Dalla lettura passano l'innovazione e la crescita sociale ed economica dell'intero territorio. Per questo abbiamo voluto investire 100 milioni di Euro sulle biblioteche di comunità. Leggere, infatti, nutre la sete di conoscenza, che è alla base di ogni storia, di ogni cultura, di ogni economia; fa comunità; mette a confronto punti di vista, orizzonti, identità". "Da oggi – continua l'Assessore – ogni angolo della Puglia avrà la sua biblioteca di riferimento, non in quanto singolo presidio, ma in quanto tessera di un puzzle molto più ampio. Tutto il contrario dei "non-luoghi" senza anima, ma vere e proprie agorà nelle quali i cittadini possono re-incontrare le istituzioni e costruire insieme comunità. Una rete che va ad incastrarsi virtuosamente con i Poli Biblio-Museali provinciali che la Regione ha acquisito di recente, a seguito del riordino delle funzioni delle Province, e che, insieme alle Community Library, concorrono ad una riforma di sistema del settore". "SMARTin Puglia – Community Library – ha concluso l'Assessore - non è semplicemente un'operazione finanziaria, sebbene le somme messe in campo superino i 100 milioni di Euro, ma un investimento strutturale che va ad incidere profondamente sul futuro della Puglia, con una visione di lungo periodo che allinea il nostro territorio alle più avanzate regioni del mondo". I progetti vincitori sono diretti a innovare e incrementare in modo permanente l'offerta di nuovi prodotti e servizi di fruizione culturale pubblica, attraverso l'allestimento di spazi idonei e l'acquisizione di strumentazioni e tecnologie avanzate, con particolare attenzione all'ergonomia, alla sostenibilità e alla riconoscibilità dei luoghi. E, soprattutto, ad una fruizione 365 giorni all'anno del luogo di comunità biblioteca. Tutti i progetti, inoltre, prevedono, in risposta ad un preciso indirizzo regionale, l'adozione di modelli di gestione sostenibili ed innovativi, basati anche sul coinvolgimento di istituzioni culturali e scientifiche, associazioni culturali ed altri partner rilevanti nei campi dell'innovazione, della cultura e del territorio. Centrale la sperimentazione di contenuti nuovi ed originali, quali la sceneggiatura disegnata, esperienze ludiche applicate alla lettura, il gaming, lo scambio di libri, le storie narrate, l'abbattimento di barriere percettive culturali, religiose e di genere. "L'intero sistema territoriale regionale – ha aggiunto il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - ha profuso un impegno straordinario attraverso il coinvolgimento dal basso delle comunità locali e la costruzione partecipata dello sviluppo culturale dei territori, mostrando così di aver raccolto fino in fondo la sfida strategica lanciata con il progetto SMARTin Puglia – Biblioteche di Comunità".
ven, 22 dicembre 2017 @ 20:40

lunedì 25 settembre 2017

sulla via di una nuova legge elettorale

Se negli ultimi tempi i sistemi elettorali hanno toccato punti elevati di tecnicismo come se il singolo elettore fosse una macchina priva di qualsiasi pensiero, è dovere ora come mai di riscoprire e porre prepotentemente in primo piano i principi fondamentali che sono alla base dello Stato di diritto, primo tra tutti il diritto al voto. Risulta così necessario intervenire sia sul versante sostanziale, dotando gli elettori del necessario patrimonio di conoscenze tecniche e politiche, sia su quello procedurale, per non arrivare a produrre una sostanziale prefigurazione dei risultati declassando in tal modo il peso del voto di ogni singolo elettore. Ad una situazione di stallo e difficoltà del sistema elettorale dovrebbe corrispondere un’azione rapida, decisa e concorde dei rappresentanti dei cittadini in direzione di una riforma della legge elettorale. Di fatto, invece, nel nostro Paese la “rivoluzione” non parte dalle aule del Parlamento,ma tutto ha inizio con un intervento giurisdizionale, la storica sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale, con cui si mette un punto definitivo sull’illegittimità della legge elettorale n. 270 del 2005, il cd. "Porcellum". Tra l’altro, la Consulta, come una guida materna e responsabile, mette in risalto gli errori della legge elettorale sui quali non ricadere, lasciando legittimamente all’organo competente l’azione legislativa. Non può comunque non lasciarci indifferenti l’inerzia del Parlamento di fronte al dovere di stabilire le “regole del gioco” che consentono la sua stessa formazione: mancano valori, principi, senso di responsabilità che possano attribuire in maniera effettiva il titolo di “onorevole”, “degno di onore”, a chi occupa quei seggi in Parlamento. Sono solo rappresentanti di partito, legati alla sedia, al potere, al denaro; si ritrovano in un sistema dove ormai un ideale vale niente di fronte ad un assiduo e continuo sostegno al leader politico di riferimento, senza possibilità alcuna di replica né tantomeno di tentativo di esposizione di un pensiero diverso da ciò che proviene dall’alto. Il rischio che si corre è sempre lo stesso: l’ “esilio”politico.
L’attuale sistema elettorale, come quelli precedenti, priva ciascun elettore della possibilità di esprimere la propria preferenza su un candidato piuttosto che un altro, attribuendo tale potere esclusivamente ai singoli partiti. Sarà, infatti, l’oligarchia del partito a decidere, sulla base di criteri anonimi, i nomi da indicare in un’apposita lista e che andranno a sedere in Parlamento in base ai voti raggiunti nella tornata elettorale. Ergo, l’unico modo, o forse quello più facile e diretto, per varcare la soglia del Parlamento è non inimicarsi il leader del partito di riferimento, acconsentendo sempre alle sue parole e ai suoi progetti. Non esiste una legge elettorale errata, né una perfetta in tutti i suoi elementi. Si tratta di un delicato e bilanciato gioco di meccanismi da incastrare nel contesto storico – politico – istituzionale e culturale di un Paese, che cambia sicuramente nel corso degli anni. E’ questo l’incipit di un corretto procedimento di formazione della legge elettorale: si analizza la struttura portante della società, sono individuati esigenze e principi fondanti, si adottano sistemi più conformi possibili.
Lo studio tecnico e la ricerca di possibili soluzioni sono lunghi e dispendiosi, ma è fondamentale continuare a credere nel valore giuridico e nel peso morale dei diritti fondamentali. E in tal caso, il mio diritto al voto non merita alcuna forma di indifferenza.

Il sistema elettorale nel ventennio del tentato bipolarismo. Prima e dopo la sentenza n. 1/14 della Corte costituzionale.

Cristina Dettu'

martedì 19 settembre 2017

si apre il tesseramento

Ebbene sì, inizia la fase-due, quella della strutturazione organizzativa del nostro movimento politico. Lo abbiamo detto in tempi non sospetti, quando cioè ci presentammo alla Città circa un anno fa. "Andare Oltre è un'associazione politico-culturale. Non è né sara mai una lista civica" intesa come aggregazione di donne e uomini nata con l'unico obiettivo di partecipare alle elezioni amministrative. E lo diciamo noi che, da movimento politico, abbiamo dato vita, insieme a liste civiche (peraltro presenti a Galatina da anni), ad un Polo Civico, slegato cioè dal sistema partitico che attualmente è in vigore. Sembrano argomentazioni da pallosissimo convegno di politilogia o seghe mentali da pluri-trombato. Ma non ci stancheremo mai di ripetere che in politica la forma è sostanza e chiarire bene le posizioni permette di giocare a carte scoperte, come sempre abbiamo fatto da un anno a questa parte e come abbiamo continuato a fare nel periodo della campagna elettorale, coi risultati che peraltro sono sotto gli occhi di tutti: Andare Oltre si è affermato come la prima lista della coalizione che ha vinto le elezioni e che oggi sostiene l'amministrazione di Marcello Amante; Andare Oltre contribuisce all'azione di governo con la presenza in giunta di Cristina Dettù, prima degli eletti della stessa lista e assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione, Ambiente e Gestione dei Rifiuti, Innovazione Tecnologica e Politiche Comunitarie; Andare Oltre è una delle liste maggiormente presenti in Consiglio Comunale dove, insieme a me, siedono Diego Garzia e Alessio Prastano; Andare Oltre infine è centrale in tutti i ragionamenti amministrativi del gruppo dirigente che si è assunta la responsabilità di tirar via Galatina dalle secche nelle quali le precedenti gestioni politiche l'avevano ricacciata. Grande impegno nell'amministrazione, quindi. Certo, ma non solo. Un movimento politico come il nostro non può e non deve essere solo amministrazione, può e deve assumersi anche l'onere di completare l'azione amministrativa con la parte politica piu' propriamente detta: l'elaborazione culturale e politica, l'individuazione delle linee guida, il controllo sulla gestione della macchina amministrativa, l'impegno per la crescita di una nuova e giovane generazione che affianchi e un domani sostituisca quella attuale sono tutti punti chiave nella visione politica che quando si è intenti ad amministrare si corre il rischio di trascurare. Ed anche per questo, Andare Oltre si apre e si struttura. Perché Andare Oltre non sono né potranno ai essere i suoi quattro rappresentati all'amministrazione della città, Andare Oltre è e deve essere una comunità partecipante e partecipata di donne e uomini che, ognuno per le sue competenze e capacità, contribuisce al miglioramento della qualità della vita della città tutta.
Pierantonio De Matteis

lunedì 14 agosto 2017

sul bando regionale e sulla nostra mancata partecipazione

COMUNICATO STAMPA DEL 14.08.2017

In riferimento all’ordinanza del Presidente della Giunta regionale del 08.08.2017 e alla mancata richiesta da parte dell’Amministrazione del relativo finanziamento, con il presente comunicato si spiegano le motivazioni della scelta effettuata.
L’avviso regionale prevede un finanziamento fino ad un massimo di € 25.000,00 per ciascun Ente nei quali ammette unicamente le spese relative alla “pulizia e rimozione dei rifiuti che si accumulano sui cigli stradali soprattutto sulle strade di percorrenza a vocazione turistica”. Tale erogazione non comprende le spese inerenti il trasporto, il trattamento e lo smaltimento degli stessi, che restano, quindi, a carico delle singole amministrazioni.
Ferma restando la bontà dell’iniziativa da parte della Regione Puglia, i servizi a cui fa riferimento l’avviso pubblico rientrano già nelle attività indicate nel contratto Rep. 1567 del 24.03.2016 stipulato dal Comune di Galatina con la ditta Monteco s.r.l. e nella sua proposta migliorativa effettuata in sede di gara. Tra l’altro, in data 03.08.2017 (ben prima, cioè, della pubblicazione dell’avviso regionale) le suddette parti sottoscrivevano verbale di indicazione dei siti (urbani ed extraurbani) oggetto di intervento al fine di rendere operativa la raccolta di rifiuti abbandonati sul suolo pubblico, così come specificato nella proposta migliorativa.
Proprio perché previsti in sede contrattuale, si tratta di servizi che ordinariamente vanno resi da Monteco senza nessun onere aggiuntivo per l’Ente (poiché offerti come variante migliorativa in sede di gara), compreso il costo di trasporto, non previsto, invece, dall’avviso regionale. Inoltre, il Comune di Galatina ha usufruito recentemente di un finanziamento provinciale, ancora in fase di completamento, per la pulizia delle piazzole di sosta della S.P. 371 - Circonvallazione di Galatina.
Detto questo, ci preme invitare tutti al senso di responsabilità: se è vero che la critica politica può anche basarsi sull’impulso di un momento, al contrario la scelta di partecipare o meno ad un avviso o bando pubblico, che un buon Amministratore deve fare, non può prescindere dall’attenta lettura degli atti e da un altrettanto attenta valutazione dell’impatto economico che ogni decisione in tal senso comporta. Restiamo, quindi, sorpresi dalle polemiche di quanti, indignandosi per la mancata partecipazione al relativo avviso, hanno dimostrato di non avere conoscenza né del contenuto dell’avviso stesso né dei servizi di cui già questo Comune gode e che l’Amministrazione in carica non sta facendo altro che attivare celermente senza ulteriori aggravi economici e finanziari.

Cristina Dettù
Assessore all’Ambiente
Comune di Galatina

giovedì 10 agosto 2017

rinunciate voi? non rinuncio! (sulla retorica del nulla)

€.1.192,24: indennità lorda di un assessore comunale. Risultato di una riduzione del 10% per esigenze di coordinamento della finanza pubblica, come stabilito dall'art. 1 comma 54 della L. n. 266/2005, a cui si aggiunge un'ulteriore riduzione, di origine discrezionale, del 5% decisa all'unanimità dall'Esecutivo.
Diceva Paolo Borsellino, un grande uomo in grado di entrare nelle viscere di ogni ragazzo,  "a fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l'esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato". E parlava un uomo che ha donato e sacrificato la sua vita allo Stato.
Lavorare in Procura o in una Pubblica Amministrazione è molto simile. In entrambi i casi si lavora per il bene della Repubblica seppur nelle sue diverse forme. La passione, l'entusiasmo, il sacrificio e la totale dedizione per il bene comune non possono celare la natura lavorativa dello studio e delle opere messe in atto.
A ragion di logica non varrebbe la pena trascurare il proprio lavoro di sempre, relegare in un angolo l’obiettivo per cui si studia da anni, chiedere alla famiglia pazienza e comprensione se la casa ormai è prevalentemente quella comunale.
Di sola passione non si vive ed è giusto, nel senso letterale del termine, che quel tipo di lavoro abbia un’adeguata retribuzione. Equa e confacente con il bilancio del Comune: “stranamente” stiamo parlando di persone responsabili, che giammai metterebbero a rischio l'integrità dell'Ente in favore di qualche centinaia di euro. Per non parlare della quota irrisoria di gettone di presenza spettante ai consiglieri comunali, baluardo prezioso. Quel gettone al centro delle "dichiarazioni di rinuncia" che riempiono la bocca di chi le pronuncia ma non le casse del comune che le recupera; quel gettone che, seppur misero, riconosce "dignità di lavoro" ad un'attività che non è né sarà mai andare in aula ad alzare la mano; quel gettone - o quello stipendio - che, negli intendimenti di chi lo istituì, doveva permettere a chi non possedeva rendite di poter dedicarsi alla cosa pubblica. Già, perché la politica è e deve poter essere alla portata di tutti, senza distinzione di sesso, di età, di confessione religiosa, di razza... e di condizione socio-economica. Pretendere, come certa retorica da quattro soldi pretende, di rinunciare allo stipendio ha una conseguenza ben determinata: ad avere la possibilità di fare politica restano i ricchi e i ladri. Poi qualcuno può anche ritenere che ciò sia opportuno, noi no. Noi crediamo che la democrazia debba essere alla portata di tutti e che liberare dal bisogno colui che dedica la maggior parte della giornata agli impegni istituzionali sia una garanzia di indipendenza ma soprattutto sia profondamente giusto. Certo, in un'epoca di stage di formazione senza retribuzione e di tirocini professionali gratuiti, affermare che "il lavoro vada retribuito" rischia di essere un pensiero rivoluzionario e poco attraente per il pensiero unico dominante. Ma crediamo che il rischio vada corso. Crediamo che la politica debba anche affermare idee e non solo lisciare il pelo alla massa con spicciola demagogia secondo l'algoritmo del momento. Crediamo che la politica debba avere anche una sua specifica funzione educativa.
Il confine tra demagogia ed educazione è sottile. La prima fa sgranare gli occhi ed invita ad applausi scroscianti. La seconda urla alla democrazia, intesa come ragione e partecipazione.
Il bene del Comune di Galatina non lo si fa rinunciando all'indennità, ma lavorando senza perseguire alcun interesse personale, lontani dal clientelismo e dalla corruzione. Il bene lo si fa controllando assiduamente nascita ed esistenza dei lavori, eludendo il rischio che tutto scorra inesorabilmente e senza un modus vivendi improntato all'assoluta legalità.
Il nostro esame di coscienza è costante. In primis, in nome della nostra coscienza. Per l'educazione donataci. Per la Città intera. Tanto solo l'io e il me di ognuno di noi sa che anche nei sogni si continua a lavorare. Almeno quello è senza retribuzione.
Cristina Dettù
Pierantonio De Matteis

martedì 8 agosto 2017

oggi è domani (seconda parte)

Il domani appartiene a noi ci hanno insegnato. Il domani... un cazzo. Oggi è domani.” Scrissi questo in un post su questo blog lo scorso 22 maggio, in piena campagna elettorale, quando non immaginavo quello che mi e ci sarebbe successo di lì a qualche giorno con l’accesso al turno di ballottaggio e, quindici giorni dopo, con l’affermazione di Marcello al secondo turno. E scrissi che non avrei fatto la corsa su di me e che il mio ruolo era quello di accompagnare la mia “seconda generazione” al governo di questa città e di trasmettere tutto ciò che in questi diciassette anni avevo imparato. Bene, è successo molto di più di quello che immaginavo in queste settimane e non solo perché l’affermazione della lista di Andare Oltre come la più votata della coalizione vincente la porta ad essere tra le più rappresentate in Consiglio Comunale con ben 3 eletti, non solo perché la nostra Cristina siede già da settimane in giunta con deleghe importanti e pesanti quali quelle della Cultura e dell’Ambiente, dell’Innovazione Tecnologica e delle Politiche Comunitarie e si sta facendo valere per capacità di analisi dei problemi e per rapidità nell’individuazione delle soluzioni, per disponibilità al dialogo e per lungimiranza nelle scelte, non solo perché i nostri Diego e Alessio stanno dimostrando giorno per giorno che il Consigliere Comunale non lo si fa andando in Consiglio e alzando la mano, votando o non votando, intervenendo o non intervenendo, ma marcando una presenza costante sugli uffici comunali al fine di esercitare quel potere che il testo unico degli Enti Locali ci attribuisce, ossia il diritto di accesso ad ogni atto della pubblica amministrazione e quindi di controllo e quindi di indirizzo, non solo perché tra il nostro gruppo vi è una unità di intenti che è difficile da trovarsi se proviamo a ripercorrere la storia recente delle ultime amministrazioni comunali, non solo perché tra le varie componenti della nostra amministrazione c’è l’indiscussa e indiscutibile volontà di lavorare per Galatina, per avvicinarsi ogni giorno agli obiettivi politici che con la sottoscrizione del programma elettorale avevamo tracciato, non solo perché il sindaco sta esercitando nel miglior modo possibile il suo ruolo di guida e di sintesi che lo metteranno nelle condizioni di lasciare una traccia profonda in questa città a seguito del suo e nostro passaggio al governo… non solo per tutto ciò, e anche sarebbe molto. E’ successo, come dissi in un altro mio post, che sentiamo “la gente fare il tifo per noi”, tanto per citare le parole di Paolo Borsellino. Sentiamo che qualche crepa nella cappa che teneva soffocata Galatina si è aperta, che l’aria e la luce iniziano a filtrare. Sentiamo che l’aria è diversa come avessimo davvero spalancato tutte insieme le porte e le finestre degli uffici comunali. Sentiamo sì la responsabilità del momento, ma sentiamo anche di potercela fare. Certo, non da soli. Certo, solo tutti insieme. L’avere le idee chiare sul da farsi potrebbe, per assurdo, comportare il rinchiudersi nelle stanze a lavorare staccati da tutto e tutti e invece ciò che noi stiamo mettendo su è una squadra aperta, partecipata e contaminata dalle più diverse esigenze ed idee perché a noi, come dicemmo in campagna elettorale, non interessa da dove si viene ma dove si vuole andare. Ed è questo il segreto di una coalizione che è molto più politica in senso pieno di quanto non si pensi. Certo, è poco partitica. Questo sì. E a chi si chiede “a chi rispondono questi?” non possiamo che rispondere “ad ogni singolo elettore”. Ed è anche per questo che martedì, quando dopo diciassette anni entrerò ufficialmente da Consigliere Comunale in aula, con me idealmente entreranno tutti quelli che in questi anni mi hanno sostenuto, spesso senza speranza, spesso solo per il bene che mi volevano, spesso solo per affermare insieme a me delle idee. Entreranno con me i 98 elettori del 2001, i 216 del 2006, i 281 del 2010, i 133 del 2012 e i 221 di questa tornata elettorale. Ma non solo. Con me entreranno anche tutti gli elettori dei ragazzi che con me componevano la lista di Andare Oltre, perché è grazie ai voti di ognuno di loro che abbiamo ottenuto questo risultato. Con me entreranno gli elettori di Cristina, di Diego, di Alessio, di Roberta, di Piergiuseppe, di Piergiorgio, di Tommaso, di Maurizio, di Tony, di Antonio, di Celeste, di Valentina, di Lucio, di Ilaria e di Paola. E con me, con noi, entreranno idealmente tutti gli elettori di ogni singolo candidato delle liste del Polo Civico, siano essi stati eletti o meno, e tutti coloro che tra il primo e il secondo turno si sono avvicinati alla nostra proposta politica, sposandola e facendola diventare vincente. Perché la politica non è uno sport per solisti, non è un gioco per singoli, la politica è comunità, la politica è gioco di squadra, la politica è visione comune messa al servizio di chi verrà dopo di noi. E sarà questo il nostro compito, mio in particolare. Pensare a chi verrà dopo di noi, pensare sempre e comunque agli “occhi di Alessandro sotto al palco durante i comizi” e a come rendere quegli occhi orgogliosi del lavoro che ogni giorno farò, dentro quell’aula e non solo. Fossi solo avrei tanta paura, ma il gruppo che rappresento e l’amministrazione di cui faccio parte mi rende tranquillo. Galatina, stavolta, la cambiamo davvero. Pezzo dopo pezzo, angolo dopo angolo. E lasceremo, tutti insieme, traccia del nostro passaggio.
Pierantonio De Matteis

martedì 6 giugno 2017

perché votare Cristina


Non starò a dire perché non votare altre persone ma spiegherò con tutta la semplicità che mi appartiene cosa farò l’11 giugno. Ho conosciuto, in tempi non sospetti e lontani da appuntamenti elettorali, un bel gruppo di lavoro. Lo definirei, azzardando, il gruppo dei “Pionieri dell’ovvio”. Non hanno mica scoperto l’acqua calda parlando e interessandosi della Politica che fa il suo dovere. Per la città, per la comunità e per tutti noi. Poi ho conosciuto una ragazza che vedevo tutti i giorni senza sapere nulla di lei. Mi ha schiaffeggiato con il suo entusiasmo, la voglia di fare. Scommetto mani e piedi che lei sarà protagonista del cambiamento necessario a tutti noi. Non solo perché ha le capacità per farlo ma soprattutto perché alle spalle ha una squadra che potrebbe fare la differenza e che non la lascerà mai sola. Una squadra che la aiuterà e che verrà aiutata da Cristina a realizzare il bene di Galatina, di Collemeto e di Noha indistintamente.
Io ci sono perché oggi non serve solo prendere più voti, ma anche fare parte di una squadra che dal 12 giugno si metta a lavorare sul serio.
Io l’11 giugno voterò senza alcun vincolo di parentela, amicizia, favore. Ma voterò per la mia città. Fatelo anche voi considerando che Cristina non è un’alternativa ma un’opportunità per tutti noi.
Sara Musardo

domenica 4 giugno 2017

non aspettatevi Godot

“Che squillino le trombe, signori spettatori. Che inizi la commedia. Che parlino gli attori.” Che raccontino le vicende reali della tanto e da tutti, or ora, amata città del Santo Pietro. Che parlino alla gente a mo’ di acqua da sorgente, tanto i castelli di sabbia una scia di mare subito fa crollare. Che narrino, gli attori, e non altri, il proprio orizzonte.
Il sipario sta per chiudersi e di attori, su quel palco, son passati ma pochi hanno dimostrato dignità e libertà d’azione. Le maschere hanno dominato perché c’è chi crede ancora che la gente li possa credere ancora. Cambi repentini di abiti da scena pur di non respirare l’aria chiusa delle quinte tenebrose. Urla inutili e schiamazzi personali, oltremodo esagerati, per parlare di ciò che si ama. Eppure l’amore va sussurrato, raccontato, spiegato, capito, aiutato. L’amore per la propria città va elegantemente rispettato.
Così, all’improvviso, appare il deus ex machina a tentare di salvare la commedia ormai divenuta tragica e irrecuperabile, per risolvere una situazione intricata e apparentemente senza possibile via di uscita. La divinità di turno che la propria fama introduce su quel palco e che, di fatto, finisce col mettere il cappello sugli attori presenti in scena. Perché quando la trama scarseggia e gli attori dimenticano il copione, non resta che chiedere aiuto a dio. Poi, però, quell’aiuto va restituito. Sempre e comunque. E sempre che di aiuto si sia trattato.
Salire sul palcoscenico della propria città richiede una consapevolezza naturale di saper parlare al proprio pubblico, senza artefici e citazioni, senza paure ma con la giusta emozione e commozione. Salire sul palcoscenico della propria città è mettersi a nudo. Il parlamentare di turno o il personaggio politico “di spessore” che arriva calpestando il tappeto rosso, senza conoscere minimante l’ordita trama di Galatina, se non citata e stilizzata in poche parole… spiegassero a voi spettatori il senso di quell’entrata sul palco! Il furore del colpo di scena inaspettato che si tinge di stupore ma priva di senso tutto il resto.
Galatina ha accolto, come solo Lei sa fare, i “personaggetti” che invitavano e incitavano al voto per questa città. E neppure fosse la più squallida donnaccia di sempre, come al solito Galatina viene usata e abbandonata. Quando capiremo che lo spettacolo della campagna elettorale è solo Galatina e le sue frazioni. Quando capiremo che il clamore per l’ospitata fa solo squillare le trombe senza suonare alcuna sinfonia. Quando capiremo che è certo cosa buona confrontarsi con gli altri ma mai piegarsi. Solo il racconto di un’esperienza concreta di politica vera e attiva e solo l’esempio di ciò che in altre realtà si è già fatto e che si continuerà a fare, solo questo può essere il motivo per cui Galatina possa lasciare il palcoscenico ad altri attori. Perché da quei monologhi si può imparare. Il resto, parole. Perché da quei monologhi si rimane liberi. Il resto, burattini da scena.  
Cristina Dettu'

giovedì 25 maggio 2017

siate gelosi del voto

Siate gelosi del vostro diritto di voto. Specialmente di quello alle amministrative. Abbiate paura che possa essere intaccata la sua natura più intima attraverso abili e astruse magie. Nonostante il giustificato malcontento generale e il crescente livello di indifferenza nei confronti della politica, di fatto è impossibile disinteressarsene, perché significherebbe disinteressarsi della propria vita.
Ma perché andare a votare? Perché, oggi, in seguito a scandalose e sedicenti riforme del sistema elettorale nazionale, nelle elezioni amministrative ancora ciascun elettore ha tra le mani il potere della sua matita: ha la possibilità di esprimere la propria preferenza su un candidato piuttosto che un altro, di scrivere nome e cognome, di scegliere proprio quella persona che andrà a rappresentarlo in consiglio comunale.
Si badi bene, questo è un diritto unito a delle logiche genuine. Specialmente in una realtà come quella del Polo Civico, assolutamente priva di logiche di partito e culture del capolista. Tutti uguali, con potenzialità e competenze diverse, legati da un unico obiettivo: Galatina, Collemeto, Noha e Santa Barbara! In tal modo, si esprime profondo rispetto e attenzione per l’intelligenza e la capacità di analisi di ogni singolo cittadino che non è un mulo da convincere con una carota in mano, ma è chi dovrà decidere le sorti della propria città assumendosi la responsabilità del futuro.
Andate a votare! Fatelo in piena libertà! E’ un diritto intoccabile! Non è una minaccia! Non è una forma di ringraziamento per il posto di lavoro concessovi in un’epoca di indegna occupazione! Non abbiate paura!
Prima dell' 11 Giugno, però, guardatevi intorno. Perché io, fuori dal mio Polo Civico, vedo solo rappresentanti di partito legati alla sedia, al potere e al denaro; gente che alimenta quotidinamente un sistema dove ormai l'ideale vale zero rispetto ad un assiduo e continuo sostegno al leader politico di riferimento, senza possibilità alcuna di replica o di esposizione di un pensiero diverso da ciò che proviene dall’alto. Il rischio che si corre è sempre lo stesso: l’“esilio” politico nell’ottica di un’oligarchia dei partiti che decide per tutti. Spesso l’unico modo (o forse quello più facile) per ottenere qualcosa senza meriti diretti è non inimicarsi il lider maximo, acconsentendo sempre alle sue parole e ai suoi progetti. Classica e moderna opera di “lecchinaggio”.
Andate a votare ! Chiunque riteniate migliore per questa Città! Non lasciate, però, che il vostro diritto al voto meriti alcuna forma di indifferenza. Abbiatene cura.
Cristina Dettù

domenica 21 maggio 2017

il decoro nella bellezza


Decoro come “dignità che nell’aspetto, nei modi, nell’agire, è conveniente alla condizione sociale di una persona o di una categoria”. Così parla la Treccani. Il Polo Civico mette al centro del proprio programma elettorale il dovere morale di occuparsi di quegli angoli di città insiti, per loro natura, di assoluto decoro ma che, a causa della negligenza e della pigrizia di chi c’è stato, si trovano in una condizione di assoluto degrado. 
Il decoro di una città risiede nei suoi spazi di bellezza. Aristotele diceva che “la bellezza è la migliore lettera di raccomandazione”. Il nostro dovere da cittadini consiste proprio nel lasciare alle prossime generazioni una città che sia Venere.
La città di Galatina e le sue frazioni sono cariche di un patrimonio artistico-culturale di grande importanza, che delinea la storia locale e quella di tutto il territorio salentino, tale da attirare turisti provenienti da ogni parte del mondo.
Non si tratta, ora, di tracciare un elenco puramente mnemonico delle strutture artistiche (chiese, palazzi, masserie, musei, biblioteche…) a nostra disposizione. E’ tempo di fare un passo in avanti e procedere alla valorizzazione di ogni singolo pezzo della città che trasudi odore di storia e di storia dell’arte. Concretamente, sarà necessario un confronto diretto con chi mastica ogni giorno il tema del patrimonio artistico con cui collaborare ad un riordino e ad una rivalutazione globale di esso. L’obiettivo è quello di avanzare, gradualmente, verso la realizzazione e successiva approvazione di progetti in grado di valorizzare il tesoro culturale, provvedendo alla creazione e all’incremento dei servizi messi a disposizione dall’Amministrazione o da parte di associazioni di categoria, con particolare riguardo al pubblico e, soprattutto, ai turisti. In tale prospettiva, uno degli obiettivi del Polo Civico risiede nell’istituzionalizzazione di manifestazioni culturali in grado di coinvolgere tutto il territorio e raccordarle con altre già esistenti in modo da creare sinergie anche con realtà comunali limitrofe. 
Se è vero che Galatina custodisce bellezze senza fiato, quali la Basilica di S. Caterina d’Alessandria o la Chiesa Madre, non si può negare, che nel loro piccolo, anche le sue frazioni nascondono angoli colmi di storia mista a puro fascino, mistero, malinconia. Bisogna, tuttavia, iniziare ad avere una visione globale del territorio galatinese, perché se a Lecce si inizia a parlare di città metropolitana in un’ottica ampia di unione fra i comuni limitrofi, da noi permane la sarcastica, retrograda e vana espressione “ma vui siti de Culumitu…”: la colpa di tutto questo è solo nostra! E’ bene, allora, avanzare proposte di percorsi artistico-culturali ben strutturati, ma dobbiamo essere noi a pretendere, nell’interesse di tutti, che tali progetti si sviluppino e abbiano un legame ben stretto anche con le frazioni, con iniziative precise e mirate. La precarietà economica delle casse comunali, tuttavia, ci obbliga a procedere lentamente, ma sono dell’idea walt - disneyana che “se puoi sognarlo, puoi farlo”: l’Unione europea così come il Ministero dei beni  e delle attività culturali e del turismo come anche enti e/o società private mettono a disposizione dei finanziamenti volti ad incentivare l’avvio di progetti che, poi, siano in grado, nel tempo, di camminare da soli. È un lavoro che tocca anche quegli spazi urbani dismessi o vuoti, cortili, edifici, siti industriali, aree abbandonate o sottoutilizzate, punti morti di questa città: la necessità di rigenerare tali spazi da condividere, generando in tal modo un impatto sociale positivo con processi di collaborazione e co-progettazione tra cittadini, istituzioni pubbliche, organizzazioni private e società, molto spesso promotrici di finanziamenti di tal genere.  
Interessante (e commercialmente strategico) sarebbe proporre, tra l’altro, lo sviluppo di un percorso enogastronomico che coinvolga tutte le strutture ricettive del nostro territorio, trattorie, ristoranti e masserie in cui ammirare e poi assaporare i sapori della cucina locale. E, quindi, non lasciamo andare via il pullman di turisti arrivati da Canicattì che, all’ora di pranzo, raggiungono qualche agriturismo, che non è mai uno dei “nostri” agriturismi. Di conseguenza, a perderci è tutta la città: commercianti, pasticcierie, bar…chiunque!
Per realizzare tutto questo sarà necessario intervenire anche sui canali di informazione e servizi rivolti ai turisti, attraverso la creazione di siti web aggiornati costantemente e la progettazione di un’app per smartphone di facile utilizzo che si occupi di tutto ciò che riguardi patrimonio culturale, turismo e strutture ricettive connesse.
Di certo, molti urleranno allo scandalo che ci si stia occupando di “patrimonio artistico” piuttosto che di questioni che, secondo il sentire comune, sarebbero di primaria importanza. A mio avviso, il decoro rappresenta la spina dorsale di una città, ciò che appare superfluo ma che, in realtà, racchiude il cuore della nostra identità, di quel senso di appartenenza nato prima di qualsiasi istituzione. Non a caso, è la stessa Costituzione a ricordare, in uno dei suoi primi articoli, che “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. La serietà e l’impegno nel non deludere la madre di tutte le leggi.
Cristina Dettù

venerdì 19 maggio 2017

la legge non è uguale per tutti

nomina degli scrutatori
Marcello Amante e Luigi Longo sorteggiano
Sarò breve. Seguitemi nel ragionamento.
L’art. 35 del D.P.R. n. 361 del 30 marzo 1957 prevede che ”la nomina dei presidenti di seggio deve essere effettuata dal Presidente della Corte d’appello competente per territorio […] fra quei cittadini che, a giudizio del Presidente medesimo, siano idonei all’ufficio”.
Il Presidente della Corte d’Appello è un magistrato togato il quale, per definizione e natura, è e deve essere mosso dai principi di indipendenza, imparzialità e terzietà. Sarà in grado, così, di valutare, come nel caso di specie, la competenza e la qualità di chi dovrà ricoprire un ruolo di primaria importanza e responsabilità quale quello di presidente di seggio elettorale.
L’art. 6 della legge n. 95/1989, così come modificato dalla legge n. 270/2005, prevede la “nomina degli scrutatori” da parte della Commissione elettorale comunale, scegliendoli tra i nominativi compresi nell’albo degli scrutatori. Evidentemente, la ratio della norma è la medesima rispetto a quella relativa alla nomina dei presidenti di seggio. Pertanto, i membri della Commissione elettorale comunale, sull’esempio del Presidente della Corte d’Appello, pur non essendo magistrati, dovrebbero procedere alle nomine degli scrutatori in maniera imparziale o quantomeno spinti dal buon senso.
Tuttavia, la storia dimostra che, di fatto, questa legge legalizza uno dei modi di essere del voto di scambio. Il gioco è questo: la nomina di uno o più scrutatori di seggio in cambio di voti. E, a voler essere malpensanti, in cambio di un occhio di riguardo in sede di scrutinio.
Ecco. Ora si ragiona per assurdo. In nome del buon senso e della giustizia, non resta che eludere la legge. La legge prevede la nomina? Noi sorteggiamo! In nome del buon senso e della giustizia. In attesa di un ritorno alle origini della legge.
Cristina Dettù