venerdì 30 giugno 2017

sensazioni da stato nascente

Lo ammetto, ci ho messo un po' a realizzare e forse ancora non ho realizzato del tutto. Forse, più che ai tanti esclusi eccellenti dal prossimo consiglio comunale lo psicologo serve a me che non sono abituato a vincere. Ho sempre perso ma... ma forse sono stato fortunato. Ho vinto ora, ad un'età in cui la vittoria non mi può più cambiare (come diceva Bukowski sull'opportunità del momento in cui aveva ottenuto il successo con le sue poesie e i suoi racconti)... ho vinto ora, in un modo diverso, non è come sarebbe stato entrare in consiglio le altre volte, in quelle volte sarei stato un numero, oggi sono parte di un progetto che sento mio e che si muove insieme a me... ho vinto ora, infine, che c'è Andare Oltre, il soggetto politico in cui più di ogni altro mi riconosco, nato dalla follia visionaria di Pippi Mellone e plasmato sul nostro gruppo... Alessandro Delli Noci e Massimo Fragola a Lecce, noi a Galatina, i ragazzi di Pippi a Nardò... abbiamo messo su una rete che diventa determinante ovunque e che porta con sé una ventata di aria nuova, di cambiamento, di rivoluzione. No, forse mi sbaglio, lo psicologo non mi serve, è andata esattamente come sarebbe dovuta andare, questa campagna elettorale ha portato ad azzerare la classe dirigente più fallimentare della storia di questa città e noi, per fato o per merito, abbiamo costruito una proposta politica che è stata premiata dal consenso e ci ritroviamo ad amministrare, a determinare le scelte che impatteranno sul futuro di tutti noi. La responsabilità è tanta. E la sentiamo tutta. Ma abbiamo spalle sufficientemente larghe per reggere la botta, per dimostrare coi fatti che siamo diversi, per cambiare davvero il nostro presente e il nostro futuro. La strada non è breve né comoda ma è l'unica possibile da percorrere per arrivare all'obiettivo... e passa come sempre per le stelle. In questi giorni stiamo sentendo che "la gente fa il tifo per noi"... ma non ci basta: vi chiediamo di starci vicini, dopo averci votato "non abbandonateci", abbiamo bisogno dell'aiuto di ognuno dei nostri candidati, di ognuno dei nostri elettori, di ognuno dei cittadini di Galatina. Siamo una comunità in cammino verso il futuro e ci arriviamo tutti insieme o non ci arriva nessuno.
Pierantonio De Matteis

martedì 27 giugno 2017

sogni che si realizzano, idee da concretizzare


Ho impiegato circa ventiquattro ore prima di scrivere queste righe. Mi ci è voluto un giorno intero per riuscire a capire ciò che è stato, ma soprattutto ciò che sarà.
Abbiamo vinto le elezioni, Galatina ha risposto al nostro appello, ha saputo cambiare marcia e spazzare con una matita vent’anni di mala politica, lasciando spazio a chi ha sete di cambiamento, a quelle ragazze e ragazzi che desiderano far ripartire la macchina amministrativa.
Probabilmente, non sono ancora pienamente cosciente di ciò che abbiamo fatto in questi due mesi di campagna elettorale: siamo partiti che: “Non arrivate nemmeno al ballottaggio”, invece siamo riusciti ad ottenere il 52% dei consensi. Il popolo galatinese ha capito che politica è occuparsi delle problematiche della Città e non dare un posto di lavoro al parente o all’amico; fare politica è passione e rinnovamento, non è il voto in cambio dei soldi; fare politica è guardare negli occhi i propri concittadini e saper dire le cose.
Galatina non ha deluso: ha scelto il coraggio dei volti nuovi, delle loro idee e della forza che metteranno per realizzarle.
Galatina ha scelto gli occhi di Serena, Elena, Giulia e Giorgia, diventati pieni di lacrime gioiose, dopo aver capito che l’obiettivo era stato raggiunto.
Galatina ha scelto la tenacia di Pierantonio, Cristina, Diego, Marcella, Danilo, Raimondo, Marilena, Albano, Francesco e Alberto, i nostri consiglieri comunali che porteranno all’interno del Palazzo il giusto rinnovamento di una classe dirigente, rimasta immobilitata per troppi, lunghi anni.
Galatina ha scelto il suo Sindaco: Marcello Amante, sintesi perfetta di un Polo Civico trasformatosi col tempo in una famiglia allargata, in cui ognuno ha saputo apportare la sua personalità, la sua idea di Città, e la voglia di dare discontinuità rispetto al passato.
Il voto ha deciso che questo gruppo dovrà governare il Paese per i prossimi cinque anni. Ma vincere non può e non deve bastare: vogliamo risollevare le sorti economiche della Città, darle il giusto merito. Vogliamo che i galatinesi si sentano orgogliosi della propria Terra. Vogliamo l’apporto di tutti, perché ogni singolo cittadino avrà un’esigenza da manifestare; ogni singolo cittadino potrà avere un’idea innovativa da proporre alla nuova amministrazione. Nessuno dovrà restare indietro, né escluso dal nuovo governo galatinese.
Si, forse ho veramente capito cosa siamo riusciti a fare. Adesso, è giunto il momento di mettersi al lavoro: c’è una nuova alba che attende Galatina.
Alessio Prastano

venerdì 23 giugno 2017

l’occasione che abbiamo

L’occasione che abbiamo tutti insieme domenica prossima è quella di chiudere definitivamente una pagina politica fallimentare fatta da "inciucisti" e incompetenti che hanno ridotto la nostra città in ginocchio…
L’occasione che abbiamo tutti insieme domenica prossima è quella di azzerare una classe dirigente che ogni volta che ne ha avuto l’occasione ha anteposto i propri interessi personali e familiari a quelli della comunità che era chiamata ad amministrare…
L’occasione che abbiamo tutti insieme domenica prossima è quella di portare in consiglio comunale dieci persone nuove, non compromesse con le passate gestioni, e aventi centinaia di idee da mettere in pratica sin dal primo minuto…
L’occasione che abbiamo tutti insieme domenica prossima è quella di rinnovare la classe dirigente e, soprattutto,  il modo di fare politica in questa città: potremmo decretare la fine del “tutti assieme per vincere, chi se ne frega delle idee” che è la sintesi migliore per l’altra coalizione e affermare il sacrosanto principio della “responsabilità politica”: chi sbaglia paga e, in questo caso, va a casa…
L’occasione che abbiamo tutti insieme domenica prossima è quella di parlare alla città, tutta intera, senza steccati ideologici, e farci promotori delle istanze delle forze vive, pulite e nuove di questa comunità, per porre le basi di un rinascimento galatinese che passi sì anche da una nuova amministrazione ma che sia anche e necessariamente altro: che sia riscoperta dell’orgoglio dell’appartenenza ed apertura al nuovo, che sia rete sul territorio con le migliori esperienze politico-amministrative presenti, che sia finalmente creazione di nuova classe dirigente…
L’occasione che abbiamo tutti insieme domenica prossima è quella di fare selezione perché non è vero che “tutti sono uguali, tutti rubano nella stessa maniera… ed è solo un modo per convincerci a restare chiusi dentro casa, quando viene la sera”… ecco, Galatina ha l’occasione di non restare a casa domenica, di uscire e di andare a scegliere, scegliere consapevolmente tra chi ha già amministrato questa città con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e chi invece ha idee senza apparati, ha contenuti senza strutture, ha voglia di lavorare ma non smania di “posti”…
La partita domenica sarà questa: le forze del cambiamento contro le forze della conservazione. La scelta è libera e riguarda ognuno di noi. Ma è libera totalmente solo se è anche consapevole. E noi, come credo voi, siamo consapevoli dell’occasione che abbiamo.
Buon voto!
Pierantonio De Matteis

giovedì 22 giugno 2017

la differenza tra noi e loro sta anche nei dettagli



Santini, volantini, facsimili. Ma quanta carta avete riciclato in questo mese di campagna elettorale?
Fortunatamente, secondo il parere di molti, siamo al rush finale. Domenica, sarete chiamati a decidere tra noi e loro, tra chi dice di fare squadra e chi non ha bisogno di sottolineare questo aspetto del tutto normale.

Non intendo parlare di contenuti, di programmi. Piuttosto, voglio soffermarmi su un particolare che a qualcuno di voi sarà sfuggito. Prendete il facsimile dell’una e dell’altra parte che avete ricevuto nelle vostre case: non notate nulla di differente?
Partiamo dal nostro: sul fronte del volantino, troverete i dieci volti che comporranno il prossimo consiglio comunale; dieci nomi che rappresentano un’idea, un progetto lungimirante; dieci facce che vengono racchiuse in una sola parola: rinnovamento. Al centro, noterete l’immagine del nostro candidato sindaco: non un capo, ma una sintesi di tutto il consiglio comunale.
Marcello Amante per noi è il leader di questo splendido gruppo: non intendiamo metterci a sua disposizione, ma vogliamo essere al suo fianco e contribuire al cambiamento dell’immagine galatinese.
Non abbiamo bisogno di proclami, ma vogliamo dimostrare la nostra freschezza, che equivale a competenza e serietà. Siamo certi di essere all’altezza del compito che ci spetta, qualora domenica doveste darci la vostra fiducia.

Analizziamo l’altra parte della barricata, ovvero coloro scelgono di non pubblicare la possibile maggioranza, ma optano di mettere il faccione del loro candidato sindaco. Sarebbe il caso di soffermarsi su questo dettaglio, forse banale, ma quanto mai significativo. Nei suoi post sui social, nelle sue dichiarazioni, Giampiero De Pascalis sente l’estremo bisogno di dichiarare: “Noi facciamo squadra”. Sente la necessità di ripetere questo concetto, magari per convincersi di un qualcosa che non può avere. L’esempio lampante? Il suo facsimile. Lui decide di nascondere i suoi consiglieri, forse per la sola vergogna di mostrare al popolo galatinese volti vecchi, che ieri gettavano fango ed ingiurie inaccettabili l’uno sull’altra, ed oggi si applaudono a vicenda. Sono le stesse persone che hanno contribuito al disfacimento e al degrado di Galatina. Quei dieci volti, che potrebbero rappresentare la maggioranza di De Pascalis in consiglio comunale, sono dei cani sciolti, pronti a tradire il proprio capo non appena se ne presenta l’occasione.
Il buon Giampiero è una persona sola al comando. Un uomo con dei sudditi a sua disposizione. Un uomo che non ha la giusta credibilità per governare questa Città, soprattutto se al primo turno ottiene meno voti delle sue liste.

La differenza tra noi e loro sta anche negli aspetti più banali, nella scelta della comunicazione.
La differenza tra noi e loro sta nell’essere squadra concretamente e non solo a parole.

Se volete, se vogliamo Andare Oltre insieme, non è possibile trascurare i dettagli. 

martedì 20 giugno 2017

io non ho paura

Le notizie scorrono sullo schermo dell’IPhone attraverso la punta dell’indice, mentre aspetto che il caffè si raffreddi. Leggo di Leoluca Orlando sindaco per la quinta volta a Palermo. Leggo del ritorno di Berlusconi in tandem con la Lega Nord. Leggo di Prodi che potrebbe riaccendere i motori per guidare una sinistra persa e disillusa. Indirizzo lo sguardo verso il calendario. No, non siamo nel 1994. È sicuramente il 2017.
We are back to the future dear Marty McFly. L’aria che si respira ha lo stesso odore di quelle cassapanche che lasci in soffitta, in balia delle tarme e di un ricordo che sfuma fino a quando non le ritrovi. Nei nostri comuni, il quotidiano più vicino a noi, riapriamo e acclamiamo questi mausolei di una memoria che faremmo bene a dimenticare.
Ed è chiara l’inquietudine che scuote febbrilmente questa tornata elettorale. Perché sta accedendo tutto ciò? Perché ci stiamo facendo condizionare da questa insensata nostalgia canaglia? Perché riportare l’orologio indietro negli anni, per riprendere un passato di cui ricordiamo più gli aspetti negativi che quelli postivi? Perché continuare a sperare in una politica che fino ad ora è stata intrisa di scandali e conflitti d’interesse?
La risposta risiede in un’inconfessabile paura. Quella fottuta paura che abbiamo avuto dopo esserci svegliati ed aver visto le nostre realtà disastrate, stuprate nelle loro più limpide sicurezze. Senza lavoro, senza futuro, senza prospettive. E troppo spesso, ci siamo rivolti a chi elargisce false soluzioni, a chi svende indulgenze per colpe non nostre, a chi spera di cibarsi delle incertezze per accrescere i propri interessi.
Anche noi, lillipuziani del leccese, abbiamo avvertito negli ultimi mesi il fiato sul collo di questo scenario alquanto allarmante. Nemmeno noi siamo esenti da questa angoscia esistenziale. Abbiamo vissuto una campagna elettorale sull’onda della paura, in una situazione di pre-dissesto finanziario. Le promesse di risanamento (fattibili o meno non ha importanza) hanno sorretto i fili del teatrino per la corsa a Palazzo Orsini. Anche qui i soliti venditori di fumo hanno tentato invano di ritornare a venderci le loro bugie. Per fortuna non ci sono riusciti, perché il risultato dell’11 Giugno parla chiaro, dimostrando che qualcosa in questo nostro profondo sud si sta muovendo. Qualcosa sta cambiando. Dopo aver bloccato al primo turno quattro pretendenti alla poltrona di sindaco, la scelta oggi a Galatina viaggia su due binari, su due antitetiche visioni che oramai trascendono il politico e l’amministrativo.
La prima è ancorata ad un passato ricolmo di ombre, di castelli di carte che sono sul punto di venir giù, di un fare che guarda al risultato e non al progetto, di un insieme di numeri e non di nomi. Che ricerca il suo modus nella calunnia e nella becera provocazione. Che ritrova nel vecchio, sotto le mentite spoglie della trasversalità, l’inciucio e le promesse incatenanti, le benedizioni dall’alto e i vincoli di partito.
La seconda, la nostra, guarda ad una classe dirigente che con responsabilità decide di mettersi a disposizione, che trova la sua forza nel gruppo e non nel singolo, che vede in Marcello Amante non un capo ma un leader. Che crede fermamente di poter risvegliare Galatina dal torpore che da troppo tempo persiste, nella consapevolezza di ciò che sarà necessario fare. Una classe dirigente che si sente protagonista di quel cambiamento che ci ricondurrà a credere in noi stessi, nelle nostre peculiarità, nella nostra bellezza.
Il 25 Giugno ci chiederanno se vogliamo continuare a subire la paura, nel grigiore di un vittimismo che sono stanco di sentire, oppure se invece vogliamo iniziare a combattere, facendoci strada nella follia di un’idea, sotto la guida di chi avrà il coraggio di farlo. Insieme.
Edoardo Mauro

venerdì 16 giugno 2017

marcello amante, ora più che mai

Ok, d’accordo: 887 voti sono tanti. Specialmente se è la prima volta di Andare Oltre ad una elezione comunale. Specialmente se pensiamo che tutti i partecipanti alla lista Andare Oltre sono donne e uomini liberi, moralmente e politicamente.Specialmente se pensiamo che tutti ci davano per spacciati.
Però è ora di guardare avanti e di Andare Oltre l’entusiasmante risultato di Domenica 11 giugno.
Perché la battaglia elettorale ancora non si è conclusa. 
Il primo, difficile, infido, sfiancante e incerto ostacolo è stato superato.
Ora ci aspetta l’atto finale: lo scontro diretto contro “il mucchio selvaggio”.
Uno scontro tra due visioni e culture politiche che viaggiano parallele e che, fortunatamente, non potranno mai incrociarsi.
Da quella parte, la loro, si naviga a vista, senza un orizzonte che garantisca continuità politica ed amministrativa a Galatina. La loro coalizione, infatti, ha senso di esistere solo fino a quando tutti riceveranno le risposte attese. In caso contrario si fa saltare in aria tutto, per poi rimescolarsi all’interno di “nuove” sfide politiche (è inutile che vi citi gli esempi già verificatisi, in quanto sono troppo notori). Testimonianza di ciò è la eterogeneità delle realtà che compongono “il mucchio selvaggio”: ex fittiani ora berlusconiani, ex berlusconiani ora fittiani, ex missini poi polibortoniani ed ora democristiani, ex falceemartelloniani ora destrorsi, ex repubblicani poi berlusconiani ed ora fittiani, ex socialisti ed ora “politici”.
Dalla nostra parte, invece, si fa Politica, quella seria, quella che significa progettualità, programmazione, lealtà ad un progetto ed un programma politico condiviso da Marcello Amante e da tutte le sue liste. 
Da quella parte, la loro, ci sono nomi che “politicamente” hanno un trascorso che Beautiful a confronto è un cortometraggio. La loro unica abilità è quella di saper travestire il vecchio con abiti nuovi, sfavillanti e luccicanti preparati per ogni occasione.
Dalla nostra parte c’è gente giovane, nuova, giustamente ambiziosa che ferve dalla voglia di dimostrare il proprio valore, pronti a mettere il proprio entusiasmo e le proprie capacità a disposizione della comunità tutta.
Mi rifiuto di credere che gli elettori di Galatina, politicamente stanchi degli ultimi dieci anni caratterizzati dal vuoto più totale, voteranno per quella parte, dando nuovamente il proprio voto a uomini e donne che già troppe volte hanno tradito la fiducia in loro riposta.
Per questo ora tocca a noi tutti fare l’ultimo sacrificio, l’ultimo sforzo per vincere la battaglia decisiva.
Per non finire a parlare tra di noi, così come hanno fatto Aldo, Giovanni, Giacomo e Marina Missironi in “Tre uomini e una gamba” dopo la sfida Italia Marocco, per raccontarci: “887 voti è stato un risultatone! Perché, vogliamo parlare di Cristina che è arrivata in consiglio comunale? E l’entusiasmo che abbiamo messo per tutta la prima parte di campagna elettorale? Sì, ok. Bello, tutto bello, ma come abbiamo fatto a non vincere al ballottaggio?”
Daje tutta, ora più che mai.
Gabriele Giaccari

la notte del sette


Avanti e indietro in pochi centimetri di stanza, ascoltando con eccessiva attenzione lo scrutinio della sezione 27. Concentrato, con gli occhi puntati su ciascun segno, affinché non ci fossero irregolarità nel voto.
Le ore della notte sono passate talmente veloci, tanto che il passo dall’oscurità alle prime luci dell’alba è stato impercettibile.

È trascorsa così la mia notte, con le pellicine delle dita sbriciolatesi tra i denti mai fermi a causa della tensione snervante. Più di otto ore a pensare se tutto fosse stato fatto nel modo giusto, a rivivere mentalmente una campagna elettorale che, magari, avrebbe potuto essere migliore per certi aspetti, ma che, per la gran parte del suo percorso, è stata ricca di entusiasmo e soprattutto di contenuti.

Nel mentre il sonno bussava alle porte, i voti non pervenivano: ero confuso e sempre più scettico, fino al mattino. Con i primi raggi di sole, ho capito che forse qualcosa di buono era stata fatta. Ho compreso il fatto che le mie idee erano arrivate alla gente.

Alla fine della giornata, dopo una mattinata trascorsa alla ricerca del sonno che non arrivava, sono arrivati i risultati finali: 107 preferen
ze, proprio nel giorno in cui divento un po' più grande. Centosette fiducie da ripagare con l’impegno di provare a vincere l’ultima battaglia. Centosette che si uniscono alle 887 totali di un gruppo che è il primo movimento all’interno della nostra grande squadra.

Centosette preferenze, che si sciolgono nell’abbraccio forte tra un candidato al consiglio comunale, tornato ad essere un figlio, non appena si stringe nelle braccia di un padre fantastico, al quale deve essere dato gran parte di merito di questo successo.
Ecco che arrivò nuovamente la notte, in cui si potrà riposare per ricaricare le batterie prima della battaglia finale, dando un peso ancor più specifico a quelle centosette preferenze, unitesi ad altre 780.


887 preferenze per Andare Oltre, per poter entrare in consiglio comunale e far ripartire Galatina.