martedì 11 aprile 2017

incuranti dei vecchi marpioni... Andiamo Oltre

E’ stata una giornata un po' sconcertante, quella di oggi. Probabilmente, per la prima volta da quando ho deciso di intraprendere questo percorso, mi sono scontrato con la triste, quanto squallida realtà che circonda la nostra Città. Tra le ragazze ed i ragazzi che sto incontrando in questi giorni, con l’intento di proporre quelle che sono le mie idee per il rilancio di Galatina, ho avuto modo di confrontarmi con due signori che, con alcune affermazioni, sono stati capaci di farmi smettere di sognare per alcuni istanti, facendomi tornare con i piedi per terra: “Beddhu miu, iddha/iddhu me pote iutare” (Amico mio, lei/lui mi può aiutare); “Contro tutti quei marpioni non puoi combattere”. Risentendo queste parole nella mia testa, ho rischiato di perdere la voglia di continuare a volere qualcosa di migliore per Galatina. Tergiverso e ripenso tra me e me: a che serve allora metterci impegno e passione, se dall’altra parte non sei aiutato proprio da coloro che predicano il cambiamento, ma in realtà preferiscono continuare con l’andazzo degli ultimi vent’anni.
Sono stanco, stanco di questa mentalità obsoleta; stanco di questo clientelismo che abolisce ogni forma di meritocrazia, premiando le parentele, le amicizie. In tutto ciò le idee vengono meno, i concetti ed i tentativi di risollevare le cose passano in secondo piano, in favore di un voto concesso perché: “lei/lui mi può aiutare”.
Il mio sconforto però lascia presto spazio all’unico motivo che mi ha spinto ad iniziare questa battaglia con l’intero gruppo di Andare Oltre: noi non siamo come gli altri, noi vogliamo mettere le idee prima della faccia del parente o dell’amico vicino. Noi abbiamo l’intento di eliminare gli sprechi, i clientelismi, le promesse fatte e successivamente smentite. Il tempo dei favori presto sarà finito.
Noi vogliamo far prevalere il bene per la comunità, attraverso progetti di riqualificazione del Centro, delle periferie e delle frazioni, riuscendo a dare una svolta tecnologica e ambientale, oltreché un cambiamento del sistema burocratico ed amministrativo.
Siamo decisi più che mai ad Andare Oltre. Dobbiamo far tacere quelle bocche che si lamentano di un sistema dominato dalla mala politica, ma un secondo dopo lasciano il segno sullo stesso schieramento o sugli stessi soggetti, che in vent’anni hanno contribuito pesantemente alla caduta di questa Città. Quella dell’11 giugno è davvero l’ultima occasione per cambiare, per dare un senso al nostro essere galatinesi, gente volubile, ma che detiene ancora un cervello.

mercoledì 5 aprile 2017

la nostra premessa al programma

L'eredità politica delle ultime amministrazioni è pesante: Galatina sconta una mala gestione economica e politica che ha scaricato sugli anni successivi, se non sulle generazioni successive, le sue peggiori conseguenze. È e deve essere questo il punto di partenza, la premessa di qualsiasi ragionamento programmatico per la futura amministrazione comunale. Ragionamento che, partendo da questa situazione, si ponga in parallelo due obiettivi "minimi" ma indispensabili per assicurare un futuro degno della sua storia alla nostra città: da un lato mettere in atto un'azione di risanamento economico-finanziario che non riduca il già minimo livello dei servizi e che non gravi ulteriormente sulle tasche dei cittadini e dall'altro lato assicurare un livello accettabile di ordinaria amministrazione sul campo della trasparenza amministrativa, della giustizia sociale, dell'accesso alle opportunità, della tutela dell'ambiente e della salute.
E diciamo ordinaria amministrazione non perché non vi siano degli interventi straordinari che meritino di essere posti in essere ma perché riteniamo che, in virtù dell'eredità a cui facevamo cenno in apertura, oggi l'azione amministrativa sia di molto al di sotto dell'ordinaria amministrazione su molti aspetti. E quando questo accade a farne le spese è la legalità: un'amministrazione poco trasparente, poco reattiva, poco lungimirante porta necessariamente a comprimere spazi di legalità e di uguaglianza di tutti di fronte alla legge e alle regole. In tal senso la legalità, intesa come rispetto e pratica quotidiana di regole condivise dovrà ispirare l'azione politica dei consiglieri e degli assessori dei movimenti civici, i quali dovranno gestire le risorse pubbliche nel pieno rispetto delle norme e uniformare le loro condotte alla massima trasparenza, evitando situazioni implicanti conflitti d'interesse, riconoscendo la legalità come valore fondamentale a difesa del bene comune nella consapevolezza che l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini alla vita della nostra Galatina è di fatto impedita dalla sostanziale mancanza di legalità e giustizia, generata - in primis - dal comportamento di quanti quotidianamente contravvengono alle regole, e in particolare di chi amministra la cosa pubblica a proprio uso e consumo.
E allora, il polo civico per Galatina ritiene che, accanto ai due obiettivi già citati - risanamento e ordinaria amministrazione - vi sia un ulteriore obiettivo che li completa e li compenetra: riportare ad un livello minimamente accettabile la legalità, ri-educare alla legalità; perché l'azione amministrativa non può lisciare il pelo ad abitudini borderline rispetto alla legge sol perché "così si è sempre fatto" ma deve porsi l'ambizioso obiettivo di avere anche una missione educativa, indicare una strada, tracciare una linea tra il presente e il futuro, permettendo a tutta la città di disegnarlo e costruirlo insieme. Non più quindi una città a vantaggio di pochi, dei soliti pochi, ma aperta a tutti, libera dai vincoli "amicali" con questo o quel politico di turno e realmente basata sul merito e sul senso della comunità. Abbiamo vissuto decenni in cui il politico ha rinunciato al suo ruolo e si è fatto dettare i tempi dalle contingenze del momento e dalle esigenze più o meno lecite delle proprie clientele (che elettorato è parola troppo nobile). Ora tocca riappropriarsi del ruolo politico che una classe dirigente degna di questo nome deve assumere e guidare la città verso un cambiamento necessario che faccia uscire finalmente Galatina dal medioevo politico nel quale da decenni si trova impantanata.

mercoledì 29 marzo 2017

figlia mia, rosso!

manifesto "rosa" apparsi in città nei giorni scorsi
Figlia mia, se un giorno vorrai parlare di te con un colore, scegli sempre il rosso.
Rosso come il sangue che viaggia nelle tue vene e ti dà la forza per assaporare appieno ogni giorno della tua vita.
Rosso come la passione, quella ardente che non potrai mai placare. Come il coraggio che hai nell’intraprendere una nuova esperienza. Perché coraggio ce ne vuole. Come quel dovere civico che è, prima di tutto, amore per la propria città.
Rosso come il cuore, culla dei tuoi sentimenti, che metti in ogni dove, negli angoli più nascosti del tuo paese e della tua città, e che cerchi in chiunque, anche nel tipo che incontri per strada e ti sorride, pur non conoscendoti. Perché ognuno di noi è una storia da raccontare e da ascoltare.
Rosso come una rosa, la più bella di tutte, quella che non si può sprecare. Ricorda: tu non sei solo apparenza. Sei pura sostanza. E, allora, parla. Con tutti. Dì la tua. Sempre. Sbaglierai, certo. Vuol dire che avrai imparato qualcosa.
Rosso come i tuoi occhi quando si infiammeranno di rabbia perché nessun diritto deve essere calpestato, maltrattato, ignorato. Né tuo né di altri. E combatti, figlia mia, fino a quando quei tuoi occhi piangeranno per avercela finalmente fatta. Non rassegnarti mai: “chi può amare ciò che è nostro più di noi stessi?”.
Rosso come il colore delle tue guance quando, dopo un lungo respiro, ti troverai a parlare con tanta gente. Eppure cosa c’è di male? In fondo è la tua gente, quella con cui vivi ogni giorno. Falle diventare rosse quelle guance, però: sono il segno di chi non vuole deludere le persone che gli danno fiducia.
Rosso come il tuo rossetto preferito, perché non perdi la tua femminilità e hai il dovere di farla rispettare, così come la tua libertà. Di pensiero, prima di tutto. Rosso come anche le ferite che avrai sulle mani, perché nel momento del bisogno non sarai tu a tirarti indietro.
Figlia mia, non nasconderti mai dietro il tuo essere femmina. Sii donna. Non vestirti di rosa. Non nasconderti dietro quel femminismo vuoto e apparente, che crede ancora di rivoluzionare solamente tingendosi di rosa. Il mio rosa è stato solo la tua nascita e il simbolo di quella cicatrice che porto sul seno.
Figlia mia, se fossi figlio mio ti scriverei allo stesso modo. Se un giorno vorrai parlare di te con un colore, scegli sempre il rosso.

Cristina Dettù

domenica 26 marzo 2017

la consapevolezza di Marcello Amante: "Candidati per vincere"


Mettersi in gioco e dare una mano alla propria casa quando ce n’è il bisogno”. Il concetto di Marcello Amante, candidato sindaco con il Polo civico per Galatina, è chiaro e conciso.
Con l’inaugurazione del comitato in Via Liguria, ha avuto ufficialmente inizio la campagna elettorale dello schieramento centrista, che si pone l'obiettivo di guidare questo Paese per i prossimi cinque anni.

Amante spiega i motivi che hanno portato alla sua candidatura, considerata “un privilegio enorme”: il consigliere comunale uscente matura questa sua decisione nel momento in cui Cosimo Montagna rassegna le sue dimissioni: “Uso il termine "matura" non a caso, nel senso che ritengo sia una decisione presa con responsabilità e razionalità. Non può essere il frutto di una chiamata a caso dell’ultimo momento. Sono responsabilità che uno deve sentire e non d’immagine”. La scelta di Marcello Amante deriva da alcune questioni irrisolte all'interno dell'amministrazione galatinese: dalla Centro Salento Ambiente, società con la quale vi è un contenzioso in atto, al difficile stato in cui versa il quartiere fieristico “abbandonato a sé stesso”, fino all'impoverimento del centro storico, il quale “si sta desertificando”, aggravato dal trasferimento di sede dei Vigili Urbani dal Sedile (messo all'asta) al vecchio tribunale.

Proprio sulla polemica del centro storico – chiusura o no – Amante tiene a precisare che: “Una chiusura senza una programmazione con indirizzo politico chiara non è una risposta adeguata alla Città”. Il candidato delle civiche ammette di non essere categoricamente contrario alla chiusura del centro storico, ma precisa: “Questo non deve essere un punto di partenza ma di arrivo, dopo una programmazione che porti ad una rivalutazione in un’ottica di visione della Città. Bisogna avere un progetto complessivo che arrivi alla chiusura del Centro Storico”.

Amante definisce la sua coalizione “credibile”, utile a dare un’alternativa a Galatina, tanto da poter affermare: “Abbiamo la forza per governare questa Città con una squadra eccezionale”. Il riferimento è alle liste che lo sostengono nella corsa a Palazzo Orsini: Andare Oltre, Nuova Polis, Galatina in Movimento, Idea Galatina e Movimento per i Rioni. Amante non considera la sua coalizione chiusa e definita, ma annuncia delle sorprese: “Nei prossimi giorni potranno aggiungersi nuovi simboli”.


Infine, il candidato sindaco dà un ulteriore dose di convinzione ai suoi e a tutti coloro che hanno gremito il comitato elettorale: “Ci siamo candidati per vincere, e questa consapevolezza ce la porteremo avanti per tutta la campagna elettorale. Noi possiamo vincere. Quello che stiamo cercando di costruire è una forza che parte dalla base, partendo dalle persone, dalle idee e non dai numeri. Ma questo garantisce stabilità, al contrario di quando si raccolgono i numeri”.

martedì 7 marzo 2017

di vita e di morte, di rispetto e di dj fabo

dj fabo
Rispetto. Per tutti. Per chi solidalizza con la scelta di DJ Fabo. Per chi invece la critica. Per chi ritiene che sia ormai necessario introdurre in Italia una legge che regoli, in modo dettagliato e puntuale, il c.d. testamento biologico. Per chi, al contrario, ritiene la vita sacra che, in quanto tale, deve essere rispettata in ogni sua forma ed in ogni suo singolo istante.
Ma il rispetto lo si può garantire solo a parità di condizioni. Ed in questo momento alcuni sono più rispettati di altri.
Non mi permetto di entrare nel merito di scelte così delicate perché immagino quanto possa essere dolorosa e consumante la scelta tra l’eutanasia o la vita, tra il continuare una vita costellata da atroci sofferenze fisiche e morali oppure il porre fine a tutto, cercando così un seppur minimo sollievo. Deve essere un dissidio angosciante perché, anche se è vero che vivere in uno stato vegetativo rappresenta l’incubo di tutti, non deve essere comunque facile decidere di morire. Infatti, per quanto si possa credere ad una esistenza dopo la morte, l’unica cosa certa è che questa è l’unica chance effettiva di vita che ci viene garantita, bella o brutta che sia. Ed una volta finita, non c’è modo di ricominciare.
Mi piacerebbe soltanto che, nel 2017, in uno stato di diritto, moderno, evoluto e proiettato verso il futuro, si riconosca il diritto alla “buona morte” a chiunque ne voglia far ricorso. Rappresenterebbe un traguardo di civiltà che aggiungerebbe qualcosa senza togliere a nessuno. Infatti chi è per la sacralità della vita continuerà ad essere rispettato. Così come la propria decisione di tutelare, amare ed onorare la vita fino all’ultimo istante continuerà ad essere ampiamente tutelata.
Al contrario, chi ora è costretto ad emigrare per poter trovare l’eterno sollievo, chi conduce (con invidiabile coraggio) delle agguerrite battaglie di diritti dal proprio letto-gabbia non ha ancora alcun diritto di scelta circa la propria vita. Infatti, la decisione di scegliere per la “dolce morte”, altrettanto sofferta e difficile come quella di chi vuole continuare a combattere la battaglia della vita fino all’ultimo, non merita ancora rispetto né considerazione. È come se fosse considerata sbagliata, peccaminosa, irriguardosa e, quindi, non meritevole di tutela.
Eppure nel riconoscere un diritto in più non c’è niente di sbagliato. Perché si offrono più opportunità di scelta senza limitarne altre. Perché si compie un piccolo passo verso il progresso, mantenendo comunque intatte le certezze del passato. Perché consentire la libertà di scelta è il più grande dono che si possa fare ad un uomo.

Gabriele Giaccari

lunedì 6 marzo 2017

le idee prima delle conoscenze

In questi giorni ho avuto intensi contatti con amici e conoscenti, gli ho proposto la mia idea di nuova politica, invitandoli a riflettere su quest’ultima e non sul rapporto dal quale siamo legati. Ho sempre pensato che la politica fosse una cosa affascinante, ma che allo stesso tempo un percorso spinoso e pieno di ostacoli, all’interno del quale non mancano i detrattori, pronti a colpire alla prima mossa sbagliata. Ho sempre pensato, da dieci anni a questa parte, che questa Città può essere cambiata apportando innovazioni tecnologiche, volte a smuoverla dal perenne status-quo in cui è sommersa. È per questo motivo che la nuova generazione, che sia dei millennials o poco prima, deve prendersi la responsabilità di caricarsi sulle spalle la nostra comunità, dandole una ventata di aria fresca, mediante competenze e qualità che la sappiano riportare in alto.

In molti, mi hanno fatto la stessa domanda: “Qual è il vostro programma?”, “Promuovetevi e pubblicizzatevi”, mi chiedeva qualcun altro. Certo, i mezzi di comunicazione oggi ci permettono di raggiungere migliaia di persone con un singolo clic, portando loro la nostra idea di politica, il nostro programma. Questo, non può non partire dal risanamento economico della Città: allo stato attuale delle cose, Galatina non può permettersi grandi investimenti, perché controllata a vista dalla corte dei conti. Come nel fair-play finanziario nel calcio, ci sono delle regole che non possono essere oltrepassate. Occorre pertanto agire con prudenza, inserendo però all’interno del contesto sociale delle novità, buone a far rialzare Galatina.

La mia idea di Città tecnologica parte dall’iniziale installazione di quattro macro-isole Wi-fi. È vero, sono poche per un’intera area di ventotto mila abitanti, ma è solo un punto di avvio. Con l’arrivo della rete in fibra ottica, Galatina può e deve permettersi questo salto in avanti. In questo modo, i cittadini potranno essere sempre connessi, avendo Internet a portata di mano. Quando questo progetto avrà avuto un ottimo slancio, potrà essere ampliato su tutto il territorio, facendo di Galatina una Città che viaggia al pari degli altri importanti centri del Salento.

Nei punti di Andare Oltre, i termini tecnologia ed innovazione devono essere associati all’istruzione. “La scuola che ci piace”, questo il nome del progetto che abbiamo intenzione di concretizzare, deve essere più snella dal punto di vista amministrativo, dando vantaggi essenziali ai genitori, in modo da poter lasciare i propri bambini in mani sicure, anche durante l’orario dedicato ai pasti. In particolar modo, all’interno degli Istituti materni, verranno messi a disposizione dei servizi mensa qualitativi, al fine di evitare spiacevoli casi di spreco alimentare. La rivoluzione digitale permetterà di poter prenotare ed acquistare, attraverso una applicazione creata appositamente, i pasti giornalieri esattamente come già avviene a Lecce, a Nardò e in altre centinaia di realtà.

Quante volte siamo stati costretti a sostenere file interminabili agli sportelli amministrativi, anche solo per chiedere una minima informazione? Non sarà più necessario: la nuova amministrazione dovrà mettere in pratica il progetto “Salento Gov”: è un piano che comprende molte Città del Salento, tra le quali Galatina. Lecce, il comune capofila, lo ha applicato sin da subito, appiattendo le distanze tra la Pubblica Amministrazione ed il Cittadino il quale, dal proprio smartphone, in pochi secondi potrà accedere ad atti, documenti e dati anagrafici.

Naturalmente, questi sono solo alcuni di tanti punti inseriti in un programma trasversale, che vuole occuparsi di tecnologia come di promozione ambientale, non lasciando da parte quelli che sono i piani riguardanti la terza età. Grazie ad Andare Oltre, abbiamo l’opportunità di cambiare questa Città, togliendola fuori dai debiti in cui s’è immersa e rendendola moderna. Una città che deve rendere orgogliosi i galatinesi.

Vogliamo che le nostre idee arrivino a tutti, anche a chi non crede più nel futuro di Galatina.
La regola del “Amico mio votami” può essere valida solo se veniamo considerati sulle idee che intendiamo realizzare. In politica, l’amicizia conta poco. Vogliamo essere giudicati sui progetti e non sugli affetti. Vogliamo avere la fiducia del popolo, promettendo di impegnarci per realizzare questo e tanto altro, partendo dal basso, dalle piccole cose per far risplendere questa Città.

Alessio Prastano

lunedì 20 febbraio 2017

quando vieni a Collemeto piangi due volte...

Prima di arrivare a quel punto di non ritorno, prima di alzare le spalle e arrendermi al flusso poco naturale e corrotto delle vicende civiche e burocratiche, continuo a credere nel buon senso e nella volontà delle persone, di chi vive la città, di chi respira quell’aria che sarà sempre aria di casa.
Come tutte queste persone, mi guardo attorno e conosco bene le bellezze e le criticità del mio paese, piccolo ma colmo di risorse.
Così, parte da lontano la lamentela per l’assenza di un Postamat che riesca a garantire un fondamentale servizio alla comunità, ai numerosi turisti presenti nel periodo estivo e a tutte quelle persone che dai paesi limitrofi raggiungono Collemeto per usufruire dell’ottimo servizio offerto dall’Ufficio Poste Italiane e dai suoi operatori.
Ancora. Preme conoscere e, se necessario, intervenire immediatamente sull’edilizia scolastica, centro nevralgico del paese e che accompagna le generazioni sino all’età adolescenziale: un percorso di crescita fondamentale per i nostri bambini e ragazzi che deve svolgersi nella massima sicurezza per loro, per gli insegnanti e per chi lavora ogni giorno in quelle strutture.
Uno sguardo molto attento è doveroso rivolgere al di sotto dei nostri piedi. Condutture per l’acqua rivestite d’amianto e risalenti ad epoche lontane con perdite ripetute e costanti: possibile che non si possa fare nulla? Possibile che a nessuno interessi bere, mangiare o lavarsi con acqua pulita? Si tratta di una questione vitale da risolvere al più presto.
Alzi la mano, ora, chi non ha mai sentito dire “entri a Collemeto ed entri in un bunker!”: nessuna rete che funzioni al meglio in tutte le zone del paese. Viviamo nell’era di internet alla velocità immediata e noi che…noi che sappiamo aspettare…
Poi, vedo gente che raggiunge Collemeto per fare rifornimento di metano, vedo file di automobili, d’estate, che attendono il proprio turno alla stazione di servizio. Collemeto, però, non ha il metano: cioè, esiste la possibilità di fare il pieno alla Multipla di turno, ma non mi chiedete di cucinare degli spaghetti al sugo con l’alimentazione a metano…io, anzi noi, cuciniamo solo con bombole a gas!
A chi non crede che in questo piccolo paese si possa anche assistere a forme ibride di laghi, basta venire nelle giornate uggiose, recarsi presso l’uscita del paese - direzione Santa Barbara - e lo spettacolo è servito: una pozzanghera dal diametro tendente all’infinito che, nonostante un recente intervento, di fatto continua a ripresentarsi ogni qualvolta la pioggia scende, anche solo per poco tempo. E’ chiedere troppo fare un sopralluogo con un ingegnere per trovare una soluzione? Incaricare un geologo affinché possa studiare la struttura del sottosuolo in quel preciso luogo e capire la meta ultima di tutta quell’acqua piovana?
Sempre lì nei paraggi, un altro spettacolo di cemento incalza prepotentemente: il nostro amato ponte. Se “l’erba del vicino è sempre migliore”…in molte città italiane migliaia di writers hanno messo a disposizione la loro arte per riqualificare le pareti della periferia, rendendole piene di colori e, quindi, magnifiche. Un’idea concreta sarebbe proprio questa: invitare alcuni writers e con loro collaborare ad un progetto o all’indizione di un concorso volto a rendere decorose le pareti del ponte attraversato dalla SS 101, magari coinvolgendo le scuole secondarie di Galatina e di tutta la provincia.
A proposito di strade, non posso non soffermarmi sulla provinciale Copertino – Galatina, una strada molto trafficata, nervo centrale di collegamento, percorsa dai Collemetesi ogni giorno e molte volte al giorno, scenario drammatico di incidenti stradali. Una strada provinciale priva di sicurezza, stretta, buia, senza illuminazione e monca di alcun tipo di segnalazione, soprattutto ai vari imbocchi per e da Collemeto. Di certo, sappiamo bene che trattasi di una materia di competenza della Provincia. Capita che AndareOltre, di recente, vede una sua forza all’interno del Consiglio Provinciale, guidato dal Presidente Gabellone: il neretino Antonio Tondo, con il quale potremmo svolgere gli adeguati sopralluogo lungo il tratto di strada in questione e lui stesso, sono certa, sarà il primo a prendere a cuore questa importante criticità e a portarla sul tavolo del Consiglio Provinciale.
Ritorniamo per le vie di Collemeto: come pretendere di rifare un manto stradale disastrato quando potrebbe esserci la possibilità di trasformare in realtà ogni singola idea sopra citate. Di certo, solo percorrendo le strade del paese ci si rende conto della drammaticità del manto stradale: noi, certo, ormai siamo degli esperti, conosciamo ogni singola buca anche quando sono colme d’acqua. Evitarle è diventato un gioco da ragazzi. Pensiamo, però, a chi viene, per caso o per volontà, a Collemeto e incappa in un buca profonda, distrugge vari pezzi della propria auto, intenta causa al Comune per chiedere un risarcimento dei danni….in altre parole, soldi dei cittadini per sostenere non una ma centinaia (se non migliaia) di processi di tal genere. A pensarci bene, quindi, chi ci guadagna non è solo il tipo di Via Padova piuttosto che chi abita in Via Fiume. Ebbene, prima è necessario capire quanti e quali lavori si possono svolgere al di sotto della superficie e poi, ad opere ultimate, procedere al rifacimento del manto stradale.
Essere orgogliosa di Collemeto è semplice: basta guardare il lavoro di unione dei genitori nelle scuole, la voglia di partecipare ed emozionare con la danza, il canto e il teatro di tutte quelle associazioni che, nonostante i tempi duri, credono ancora nella bellezza dell’arte; basta ascoltare i racconti di ciò che una volta si faceva per le strade del paese e che ora non si fa più. Perché, parafrasando Siani, quando vieni a Collemeto, piangi due volte: la prima perché dici “dove mi trovo?”, la seconda perché non vuoi più andare via. Per me è fondamentale puntare sulla cultura, sull’arte, sulla storia: rappresentano l’identità del paese, il sangue che scorre nelle sue vene, stimoli, passioni, bellezza pura. Sogno una villa piena di urla di bambini, che giocano, si rincorrono, sotto il vigile sguardo di una mamma attenta mentre il papà prende il caffè al bar e sulle panchine i ragazzini degli “anni delle immense compagnie”. Questo è il mio sogno, ma so anche che è il vostro.
Ahimè, la realtà parla chiaro: la crisi economica e il dissesto finanziario che ha colpito il Comune di Galatina è importante e non si può non sottovalutare. Al tempo stesso, però, credo che i miei nonni non sono nati in un’epoca florida, eppure hanno costruito quel paese di cui sento ancora raccontare e che è il protagonista dei miei sogni.

Cristina Dettù