sabato 21 gennaio 2017

tassa di soggiorno? no, grazie.

Sarebbe questa la fantastica, quanto insignificante, mossa del commissario Aprea per cercare di racimolare spicciole entrate nelle vuote casse comunali.
Per i pochi che non ne sono a conoscenza, usando la citazione wikipediana, l’imposta di soggiorno viene applicata a carico delle persone che alloggiano nelle strutture ricettive di territori classificati come località turistica o città d'arte. In sintesi, è una tassa giornaliera di carattere locale, sostenuta dal turista che soggiorna in qualsivoglia stabile alberghiero – Bed and Breackfast, Hotel – della Città.
Non ce lo possiamo permettere, in quanto quest’atto allontanerebbe i viaggianti dalle nostre strutture, che eviterebbero volentieri questo surplus, scegliendo i dormitori delle città limitrofe a Galatina.
Proprio su questo spazio, appena un paio di settimane fa, analizzavamo come il turismo sia fondamentale per le economie delle nostre attività commerciali e di tutti quei proprietari, i quali gradiscono vedere le strutture alberghiere ricche di turisti. Ecco, questa tassa sarebbe un colpo di pistola a tutti gli imprenditori che scommettono sul settore turistico.
Il fine di questa Città, e dell’Amministrazione che verrà, è quello di attrarre e non di allontanare. Simili provvedimenti sono ammissibili in una Capitale come Roma, dove l’imposta di soggiorno è fissata a €3,50. Con le dovute proporzioni, la gestione commissariale non può, non deve permettersi una tassa di questo calibro, dalla quale ne conseguirebbe un’insoddisfazione turistica, oltre che un impoverimento degli stabili alberghieri. Galatina non è Lecce, dove la tassa di soggiorno è fissata a €2, né tanto meno Roma: sono realtà dove i flussi turistici sono ben consolidati e, grazie ai quali, l’applicazione di un’imposta non crea alcun imbarazzo economico-morale.
la notizia riportata oggi da
Nuovo Quotidiano di Puglia - Lecce
E conferme a sostegno della nostra impressione arrivano anche dalle chiacchierate che abbiamo avuto con esperti del settore turistico locale i quali possono arrivare a prevedere questa tassa in un contesto futuro, ben più roseo rispetto allo stato attuale: bisogna andare altre, a meno che non si pensi ad una tassa di soggiorno minima che comprenda servizi: una guida di Galatina in omaggio, degli ingressi in strutture diversamente inaccessibili, ecc. È un piano comunque da studiare e realizzare in maniera organica e non con provvedimenti spot come questo nuovo balzello che sposterebbe i pernottamenti in città limitrofe.
Quella dei servizi rientra nella politica di promozione ed accoglienza oltre che di organizzazione del giocattolo turistico: prima bisogna potenziare e farlo diventare una risorsa fondamentale (quello che non è oggi), poi si possono pensare gabelle come queste. La tassa di soggiorno deve rientrare in un piano consolidato e ben studiato. Una strategia che sappia accogliere e coccolare i visitatori, i quali devono sentirsi soddisfatti del servizio offerto. Non essendoci delle basi, bisogna essere bravi ad attrarre con i mezzi a disposizione, evitando imposte, utili sono a far fuggire il turista.
Questo settore deve essere una risorsa fondamentale per la Città. Perché allontanarlo?

Alessio Prastano

giovedì 19 gennaio 2017

#galatina2017: la nostra direzione di marcia

Nelle ultime settimane il gruppo di Galatina di Andare Oltre è stato al centro di una serie di incontri e, come è giusto che sia, al centro delle indiscrezioni giornalistiche circa la sua collocazione politica per le prossime elezioni comunali. Riteniamo giusto che le persone che guardano con interesse al nostro movimento sappiano direttamente da noi le ragioni politiche e programmatiche che ci muovono, che ci spingono a cercare alcuni compagni di viaggio piuttosto che altri, che ci tengono fermi su alcune posizioni e disponibili al dialogo su altre. Perché per noi le ragioni politiche che conducono alle scelte non sono né saranno mai un fatto privato. Né saranno mai basate sulla convenienza del momento, sui numeri più o meno favorevoli, sulle opportunità di carriera personali di qualcuno di noi. Le scelte sono state, sono e saranno basate sul "che fare?", sul "dove andare?", sul "che idea di Città abbiamo?". Mai saranno basate sul "ce ne tocca?". Detto (e ridetto, nel nostro caso) questo, passiamo ai fatti in questione.
Nelle ultime settimane Andare Oltre ha avviato un dialogo con alcune liste civiche presenti sul territorio da anni e che da anni portano avanti la loro battaglia fuori dai partiti attualmente presenti sullo scenario. Sono liste con le quali negli scorsi anni abbiamo anche avuto modo di polemizzare ma con le quali il confronto si è sempre basato sui contenuti e, soprattutto, sul domani, mai sullo ieri. E ragionando sul domani di questa nostra città siamo giunti ad un dialogo via via più intenso e a condividere scelte e decisioni programmatiche.
Il necessario risanamento economico e finanziario del nostro comune, la moralizzazione della vita pubblica in virtù della quale non sarà consentito a nessuno di utilizzare il suo ruolo politico a fini privati, l'arresto di ogni ulteriore e insensata espansione della città con conseguente consumo del territorio e aumento costante di costi di manutenzione, pulizia, sicurezza, la valorizzazione del centro storico come cuore sociale e culturale della città, la tutela del marchio culturale e gastronomico, la difesa dell'ambiente e la ricerca delle cause che portano dati sconvolgenti circa l'insorgenza di malattie mortali, l'adozione di un adeguato modello di viabilità cittadina che non sia solo piano traffico adeguato alle esigenze odierne (che pure ci vuole e deve prevedere la chiusura totale del centro storico senza se e senza ma e pur tuttavia con tutti gli interventi per valorizzarlo e tutelarlo a dovere), la difesa delle fasce deboli attraverso un sistema di tutele e di giustizia sociale ma anche di trasparenza e di legalità che eviti abusi, ingiustizie e corruzione a vantaggio dei soliti noti e potenti, l'adozione di un modello di gestione di rifiuti che ci porti finalmente fuori dall'emergenza costante e che si ponga l'obiettivo del rifiuti zero con conseguente sistema di bollettazione premiale.
Ecco, su questo ci siamo trovati. Non sui nomi di questo o quel candidato sindaco o assessore. Certo, se ne parlerà. Ma successivamente. Prima si capisce cosa si vuole fare e con chi lo si vuole fare e solo in un secondo momento si cerca di capire chi è il più adatto ad interpretare il ruolo di guida del gruppo. E il "che fare?" di leniniana memoria ci ha portato a parlare con alcuni gruppi distanti da noi per provenienza ma molto vicini per obiettivi, valori, visioni. Non sappiamo allo stato attuale se riusciremo a comporre un'alleanza ampia a tal punto da essere competitiva. E ci importa poco in fondo. Prima abbiamo sempre posto i contenuti e gli obiettivi. Poi i numeri. Anzi, i numeri vengono dopo, vengono di conseguenza. La politica è mossa dalle idee, senza le idee i numeri sono solo frutto di voto di scambio, di corruzione, di clientelismo. Lasciamo ad altri questi metodi. Noi continuiamo per la nostra strada. Certi di incontrare compagni di viaggio generosi almeno quanto noi con i quali condividere un pezzetto di cammino e qualche obiettivo. È la strada più lunga e più difficile, certo. Ma è l'unica che praticheremo.

giovedì 12 gennaio 2017

l'arte della politica col rischio del ridicolo

Collemeto - foto di Cesare Petrelli
La politica è un’arte e, come tutte le arti, è mossa dalla passione. Niente di più. Ci sono artisti che sopravvivono nella miseria ma vivono nella loro arte. E’ già qui qualcosa non torna.
Se chiedo di poter rappresentare il mio paese, è perché ne sarei onorata. E l’onore deriva dalla fiducia di chi ci vive ogni giorno, dalla speranza, dalla voglia di fare qualcosa. Di concreto. E non dalla vana fama di sedere su una poltrona, dal rendere noto il proprio nome, dal decantare lodi e glorie. Il binario è un altro. E non tardo a spiegarvi il motivo.
Cresco in un’epoca in cui gli ideali politici sono pari a zero, pertanto cerco sempre di valutare l’idea, a prescindere dal partito proponente. Ciò non giustifica alcuna forma di “voltabandieraggio”: attenzione all’intento con cui lo si fa!
Compagno amato dell’idea è il fatto. O almeno dovrebbe esserlo. Il fatto come iniziare da zero, prendere coscienza della situazione attuale e reagire, ascoltare, vedere e capire le necessità, trovare la soluzione più adeguata, sullo sfondo di quel famoso “bilanciamento di interessi” tanto caro al diritto. Il fatto come agire insieme, essere in prima linea e non impartire semplici direttive.
Nonostante le molteplici personali delusioni politiche (anche in ambito comunale), negli anni penso ancora che, da qualche parte, ci siano degli esseri strani, insomma degli alieni, che sappiano invertire la rotta. Insieme. Magari con un simpatico comandante. Continuo a credere che la politica non si fa, ma si ama fare politica; che la politica dovrebbe riempire i cuori e le coscienze e non le tasche del pantalone. Che è una missione, non una spedizione.
Chi mi dice che credo ancora nei sogni, forse sbaglia. Magari è così! Magari no! Nella scorsa primavera, sento parlare di un certo Pippi e della sua ciurma, per me gente assolutamente estranea: tanto ci avevo preso gusto che inizio a tifare per sto tipo senza neppure averlo mai visto; ne avevo sentito parlare, sì, ma niente di che. Si avvertiva, però, qualcosa di strano per le vie neretine: un entusiasmo atipico, un rumore troppo forte che stava agitando le acque. Ecco che mi appassiono a quel tipo e penso che qualcosa, allora, si può fare. Se lo si vuole veramente. Se lo si fa senza interessi alcuni. Se si chiede trasparenza e pulizia. Se lo si fa per passione. Per amore del proprio paese.
Da lì a questo momento passa poco. Perché lo stesso entusiasmo, che è il mio e quello di altre persone, c’è anche da noi. Non mi si dica, allora, che ho avuto l’occasione d’oro di salire sul carro del personaggio del momento, perché il Sindaco di Nardò è un signore (non un personaggio). Non mi si dica, allora, che lo faccio per il mio tornaconto personale: mi spiegassero quali incentivi riceverei. Non mi si dica che avrei potuto parlarne prima con altre persone, che, in qualche modo, una candidatura per me l’avremmo trovata. Non mi si dica che voglia andare contro tutti purché se ne parli. Non mi si dica, o meglio, non si dica ad altri di guardare altrove perché “è meglio così”: lasciate la libertà di decidere! Non mi si dica che lo faccio per me. Sarei disposta a fare un passo indietro se qualcun altro, al mio posto, decidesse di farsi avanti per amore della politica. Per amore. Per la politica.
“Quando il cittadino accetta che chiunque gli capiti in casa possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine […], così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo”. Qualsiasi altra parola sarebbe superflua.
E’ tempo di pensare per poi reagire. Pensare ai nostri bambini, alla loro sicurezza e al gioco, il loro diritto. Pensare ai ragazzi, alla loro crescita civica e culturale, alla loro creatività. Pensare a chi vive ogni giorno a Collemeto: alle logistiche degli uffici comunali al mistero dello sportello automatico ATM all’indecente estetico benvenuto del manto stradale nel paese dimenticato. E’ tempo di pensare insieme. Per poi reagire insieme.

Cristina Dettù

lunedì 9 gennaio 2017

comunicati fantastici e dove trovarli

Comunicati fantastici e dove trovarli. Potrebbe essere il sequel perfetto del celebre film che ha sbancato all’interno di molte sale cinematografiche italiane.

L’eccezionale nevicata che ha colpito Galatina e l’intero Salento per tre giorni di seguito ha costretto parte della popolazione a restare in casa, onde evitare conseguenze dovute al ghiaccio formatosi sul manto stradale. Altri invece hanno preferito dotarsi di scarponi e guanti per passare alcune ore di divertimento, a suon di palle di neve e pupazzi artistici, ben coperti con sciarpe e cappelli. Dopo l’emergenza, emergono comunicati stampa che hanno l’intento di proclamare la calamità naturale. È chiaro che le nostre zone non sono dotate di un piano anti gelo che possa migliorare la situazione in pochi istanti, ma la parola calamità è da proclamare nel caso avvengano catastrofi ben più gravi, come succede per i terremoti o gli tsunami, eventi con i quali, fortunatamente, non abbiamo nulla a che fare.

Un buon candidato sindaco non si nota dalla marea di comunicati che fa pervenire agli organi di stampa locali, ma dalla sua azione concreta per contribuire al miglioramento di una situazione critica, oppure, e questo sarebbe talvolta il gesto più apprezzato, dal suo silenzio.

Sarebbe più lecito emanare una dichiarazione in cui si ringraziano espressamente le Forze dell’Ordine ed i volontari della Protezione Civile di Galatina i quali, con il loro contributo, hanno liberato le strade dal ghiaccio e dalla neve giorno e notte, hanno soccorso numerosi anziani, oltre che a mantenere attivo il numero di emergenza 24 ore su 24. Sono queste le parole che vogliamo ascoltare.

La Città di Galatina, non avendo una minima risorsa economica, non è dotata di materiale in grado di allontanare un’emergenza di questo tipo: detto ciò, proclamare lo stato di calamità naturale sarebbe a dir poco ridicolo ed irrispettoso nei confronti di quelle popolazioni, che con l’emergenza sono costretti a viverci quotidianamente.

Tornate a fare le foto prima che la neve si sciolga, ma mi raccomando, non c’è bisogno di perdere delle ore comunicandolo al mondo intero.

ps: il tutto ovviamente al netto dei danni provocati all'agricoltura che vanno comunque valutati in altra sede.

Alessio Prastano

martedì 3 gennaio 2017

Nix dissolvit, relicto stercora

Il 2017 è appena iniziato ma sembra già che i buoni propositi, che il cuore di ognuno di noi si è riproposto di mantenere, siano stati già chiusi nel dimenticatoio. Ed io sono il primo a ricadere, ogni volta e sempre, nelle mie piccole e grandi debolezze che sembrano non volermi lasciare in pace neanche nella costruzione dell’illusione di un possibile cambiamento in concomitanza dell’avvento del nuovo anno. Però mi ritengo fortunato perché, a quanto pare, non sono il solo ad essermi risvegliato identico a come ero nel 2016.

Il primo pensiero va a chi vuole contestare le idee “fasciste” con le bombe. A chi non ha voglia di sostenere un dibattito perché ritiene il “fascista” un nemico da sconfiggere, anche usando la violenza. A chi continua a considerare il “fascista” il male assoluto, tappandosi gli occhi davanti agli spettacoli indegni che i “non fascisti” hanno dato nel corso degli ultimi 70 anni. A chi è cresciuto con il mito della partigiana codardia e continua a seguire indefessamente quell’esempio dimostrandosi, alla fine, per quello che è. Mi auguro che nel 2017 si riesca a capire che solo quando i due poli estremi riusciranno a trovare una comunione d’intenti si riuscirà a spazzare via questo soffocante moderatismo che opprime da troppo tempo l’Italia.

Il mio secondo pensiero va ai candidati sindaci, certi o in fieri, che si contenderanno la poltrona di Sindaco di Galatina. Spero che, con l’anno nuovo, da qui alla fine della campagna elettorale, si dimostrino tutti fieri e battaglieri non solo quando c’è da discutere su tematiche quali accoglienza dei profughi ma, anche e soprattutto, su argomenti più insidiosi quale, ad esempio, l’incidenza negativa di determinate industrie sulla salute dei galatinesi ed i possibili rimedi, anche drastici, che possono e devono essere presi.

Il mio ultimo pensiero va a chi è pronto a portare avanti una idea nuova di politica ma, quando c’è da prendere una posizione anche scomoda, si ritrae come un riccio attendendo tempi migliori poter far sentire la propria voce. Mi auguro che il 2017 vi rappresenti cosa significa davvero avere il coraggio delle proprie idee e cosa significa andare oltre la convenienza del momento.

Gabriele Giaccari

lunedì 2 gennaio 2017

il futuro riparte dalle origini

Da almeno nove anni a questa parte, disastri economici e dimissioni irrevocabili hanno portato Galatina vicina al fallimento finanziario. Una città che, un tempo l’ombelico del Salento e fiore all’occhiello della Provincia di Lecce, si è gradualmente involuta; si è impoverita di eventi in grado riunire una comunità, ora allontanatasi dal proprio territorio d’origine, in cerca di divertimento e soddisfazioni di qualsiasi genere in altri Paesi del Salento.

A causa di drastiche decisioni politico economiche, Galatina non ha un governo stabile da quasi un decennio, ricordando che l’ultima giunta che ha portato a termine il proprio mandato è stata quella condotta da Giuseppe Garrisi. Erano tempi in cui io, ancora bambino, mi affacciavo al mondo della politica, condividendo ideali inculcatimi da mio padre e ai quali ancora oggi sono particolarmente legato.

Quelle stesse idee mi hanno spinto all’età di 14 anni ad entrare ufficialmente nel circolo “Paolo Di Nella”, in un movimento illegittimamente sbriciolato nei primi dieci anni del millennio, con la nascita di quella che sarebbe dovuta essere la più grande coalizione dei moderati, il Pdl. Oggi, diventato un uomo, noto con ancora più tristezza lo stato in cui versa la mia Città. Oggi, è arrivato il momento di riprendersi quella storia, ripartire da zero tornando a risollevare le sorti della nostra Galatina. Nostra, perché è di tutti coloro che vogliono il suo bene, mediante iniziative che possano ricreare un movimento, buono a dare sufficienti soddisfazioni alle attività commerciali esistenti sul territorio.

Non sono un economista, quindi non saprei occuparmi di bilanci economici. Non sono un ingegnere o un geometra, pertanto non sto a parlare di piani traffico. Ma credo di avere le carte in regola per poter dare un valido contributo a questa Terra, anzitutto dal punto di vista della programmazione. E mi riferisco al campo culturale o ai tanti eventi che nel tempo si sono persi o che negli ultimi anni non hanno avuto ampi sbocchi di crescita. È fondamentale ridare creatività a Galatina, affinché possa tornare agli splendori di un decennio fa. È un atto dovuto per questo Territorio, fattosi scavalcare da altre realtà vicine.

È necessario far tornare il popolo per le strade, mediante l’organizzazione di un programma fatto di feste popolane ed incontri culturali. Non è un caso che, nonostante lo stesso format del capodanno negli ultimi tre anni, la Piazza è costantemente gremita di gente che sorride e si diverte a ritmo di musica.
Conviene ripartire da questo dato importante, attribuendo il giusto merito a chi è stato capace di radunare migliaia di persone in un'unica serata e costruendo un piano ben strutturato, affinché il popolo non stia a rimuginare e ad evidenziare le iniziative delle realtà limitrofe a quella galatinese. Come il capodanno, è altrettanto fondamentale la programmazione estiva, riproponendo ad esempio la notte che ripercorra gli anni ’80 e ’90 dal punto di vista delle sigle dei cartoon che hanno accompagnato la crescita di ognuno di noi. Inoltre, Galatina è un polo culturale che si è svalorizzato negli ultimi tempi: urge aprire ai turisti i luoghi che richiamino la tradizione del barocco e la storia della Città. Chiese e musei sono i motivi per i quali un turista affolla le vie del centro galatinese, perché osservarle dall’esterno? Maggiore sarà il turismo, maggiore sarà il beneficio economico per le attività culturali e per la Città tutta. Ma è importante svecchiare la biblioteca comunale, creare presentazioni di libri al suo interno, con la possibilità di far funzionare i riscaldamenti in inverno, quando i ragazzi universitari cercano un posto tranquillo per studiare ed effettuare le loro ricerche. Questi, sono solo piccoli ma importanti passi per far rinascere la Città e rendere orgogliosi i suoi abitanti, forse volubili, ma meritevoli di proposte valide e costruttive.

È giunto il momento di andare oltre ogni logica di partito, andare oltre gli schemi, che per anni hanno dato alla nostra Città uno status quo del quale bisogna scrollarsi per riprendersi la storia di questa Città e farla tornare grande, proprio come un decennio fa, quando Galatina era la punta di diamante dell’intero Salento.

Alessio Prastano