mercoledì 22 maggio 2019

Dialogo sulle elezioni europee: intervista al coordinatore cittadino Pierantonio De Matteis

Siamo ormai agli sgoccioli di questa campagna elettorale per le europee e il voto di domenica è sempre più vicino. Per questo motivo, il "direttore" del blog Edoardo Mauro ha deciso di intervistare il nostro coordinatore cittadino Pierantonio De Matteis per provare ad avere un quadro più chiaro della faccenda. In una piacevole chiacchierata, sono stati affrontati alcuni degli argomenti che hanno animato il dibattito politico in questi mesi, attraverso alcune riflessioni ed opinioni sull'attuale situazione. Buona Lettura!

Domenica si voterà per le elezioni europee e sembra che, qualche comitato a parte, a Galatina non si respiri minimamente l’aria da competizione elettorale. Cosa pesa secondo te in questa apatia generale? La mancanza di un candidato locale, la distanza percepita con le istituzioni europee o si tratta semplicemente dell’ennesima campagna elettorale che si gioca in tv e sui social?
E’ innegabile che la temperatura elettorale in città sia molto bassa. Qualche comitato, peraltro spesso deserto, qualche incontro pubblico, nessun dibattito sulla stampa e, ad esclusione del nostro blog (il mese scorso sono stati pubblicati sul nostro blog online alcuni articoli che trattavano il tema dell'Europa in vista delle elezioni https://andareoltre-galatina.blogspot.com/2019/04/cio-che-conta-in-europa-sono-i-contenuti.html ndr), nessun’altra testata online ha affrontato l’argomento. Sembra proprio come se di queste elezioni non importi a nessuno. Credo piuttosto che siano gli attori in campo (candidati e “portatoti d’acqua” per intenderci) che stiano peccando di visione. Stanno utilizzando queste elezioni a scopi interni, per contarsi tra di loro. Ed invece le elezioni europee rappresentano un passaggio cruciale per il nostro futuro. Si stanno confrontando visioni di Europa, e quindi di futuro, molto diverse tra loro. Bisognerebbe informare su questo e non su “chi sta con chi” ma a pochi giorni dal voto penso sia ormai tardi per aprire il dibattito sui grandi temi.
Se cinque anni fa rappresentava una novità nello scenario politico, oggi (viste anche numerose vicende prima tra tutte la Brexit) l’euroscetticismo conquista definitivamente il dibattito. Ormai la scelta, prima che di schieramento politico, appare dividersi tra chi è con l’Europa e chi non lo è, ponendo effettivamente una grossa fetta di elettorato in un sentimento di distanza se non di ostilità nei confronti dell’Unione Europea. A cosa credi che sia dovuto?
Beh, è inevitabile che la crisi economica abbia fatto la sua parte e la retorica politica di chi, al governo dell’Italia, ha saputo gestirla poco e male ha finito con l’addossare larghe responsabilità alla moneta unica e, quindi, alle istituzioni europee. Come se la presenza di ritardi clamorosi delle nostre istituzioni nazionali e del nostro sistema economico e fiscale possano essere scaricate oltre confine. Indubbiamente essere sottoposti a regole rigide ed uguali per tutti i partener dell’Unione non è stato semplice, specie per un paese come il nostro che aveva inventato la “svalutazione competitiva” della Lira per poter esportare con più facilità, praticando di fatto una sorta di concorrenza sleale. Ma queste sono solo conseguenze di ritardi che l’Italia ha accumulato da decenni. Purtroppo però questa retorica ha prodotto l’illusione che l’Europa fosse un corpo estraneo, che limiti la presunta sovranità nazionale (su cui bisognerà prima o poi discutere seriamente), che imponga regole assurde volute da chissà quale complotto internazionale ostile alla patria… e tante altre cose simili.
Passiamo allora a questo presunto “sovranismo” di cui tanto si parla oggi e che sembra (secondo i vari Salvini e Meloni) l’unica soluzione di ogni problema italiano ed europeo. E’ veramente l’Europa la minaccia e ciò che impedisce l’espressione della nostra sovranità nazionale? Ma se fossimo fuori dall’Europa, o anche più tiepidamente dentro, saremmo maggiormente protagonisti sullo scacchiere internazionale e avremmo dei notevoli vantaggi rispetto ad adesso?
E’ fin troppo evidente che la nostra sovranità nazionale incontra dei limiti nel momento in cui l’Italia decide di aderire ad un organismo sovranazionale, come l’Unione Europea o l’Onu. Il punto è che l’adesione a tali organismi è stata volontaria e che ad oggi essa rappresenta una proiezione su più vasta scala dell’Italia stessa. Mi spiego: sullo scacchiere internazionale fino a pochi decenni fa c’erano gli Usa e l’Urss che si dividevano le sfere d’influenza. I paesi europei, presi singolarmente, non erano in grado di recitare nessun ruolo se non quello di satelliti minori delle due superpotenze. Ecco, l’Unione Europea eleva al rango di superpotenza un continente che dalla fine della seconda guerra mondiale in qua e su entrambi i fronti della cortina di ferro ha recitato il ruolo di satellite. Se è questo ruolo che si vuole recuperare (quello cioè di colonia degli Usa o della nuova Santa Madre Russia, magari attraverso finanziamenti più o meno occulti alle campagne elettorali) la strada del presunto sovranismo è quella giusta. Perché sia chiaro, fuori dall’Europa c’è solo spazio per tornare sotto l’influenza di altri interessi internazionali, magari oltre oceano, ma non c’è possibilità alcuna di porre l’Italia come protagonista della geopolitica internazionale. E bada bene che queste cose l’attuale classe dirigente provinciale di Andare Oltre le diceva e le metteva nero su bianco in alcuni documenti sin dal 2006 quando Azione Giovani (movimento giovanile di Alleanza Nazionale dal quale proviene gran parte dei vertici attuali di Andare Oltre ndr) tenne proprio a Galatina un seminario provinciale e si confrontò con i grandi temi della politica quali associazionismo, Europa, lavoro, mafia, religione e storia. Sarebbe interessante leggere con gli occhi e l’esperienza di oggi quei documenti per avere la conferma, una volta ancora, di quanto fermento anche culturale ci fosse in quell’esperienza e, perché, per poterci dire addosso con un pizzico di autoesaltazione che… ci avevamo visto giusto.

Ma tutte queste riflessioni in che modo potrebbero tradursi nelle elezioni di domenica 26 Maggio? C’è un partito politico o una lista che secondo te rappresenta questi ragionamenti oppure ci si dovrà affidare (come sempre più spesso capita) a singoli candidati, magari votati soltanto perché territorialmente più vicini?
Trovare una lista elettorale tra quelle che si sono proposte alle elezioni europee che rappresenti tutto ciò è impossibile. E, dopo tutto, proprio per un deficit di rappresentanza politica nazionale è nato un esperimento visionario come quello di Andare Oltre. Non avrebbe avuto senso, in altri termini, creare un contenitore, certamente vicino al civismo ma fortemente caratterizzato da temi e contenuti politici e strutturato come un vero e proprio movimento politico, se ci fosse stato un partito politico nazionale nel quale riconoscersi. E a tutt’oggi io continuo a non vedere chi possa rappresentare le idee e le istanze di Andare Oltre tra i soggetti nazionali. No, direi che il deficit di rappresentanza su scala nazionale continua. Quanto invece al votare candidati territorialmente più vicini, sono convinto che molti elettori ragioneranno in questo modo che poi, francamente, è il modo di ragionare più vicino al sentire civico. Che senso avrebbe continuare a sponsorizzare il proprio territorio o la propria Città e poi permettere a candidati catapultati da fuori di continuare a “pascolare” da noi solo in periodo elettorale?
Mi sembra di capire che il nostro circolo non darà indicazioni di voto…
Sorvolando sul fatto che il concetto stesso di “indicazione di voto” allude a concetti vecchi di “pacchetti di voti” da spostare a seconda dell’esigenza del leader e che questo concetto appartiene ad una visione della politiche rispetto alla quale noi appunto siamo andati oltre… il circolo di Galatina di Andare Oltre non darà nessuna indicazione di voto né per quanto attiene alla lista né tantomeno per quanto attiene alle preferenza sui singoli candidati. Ne abbiamo discusso nel circolo e abbiamo insieme valutato che non sia opportuno né coerente con il nostro percorso politico quello di fare campagna elettorale in terza persona sostenendo contenitori che, come detto, non ci rappresentano. Poi ci sono le scelte individuali, che ovviamente ognuno di noi farà. Ma restano appunto scelte individuali che non possono in nessun modo costituire un orientamento per il nostro circolo.
Non resta quindi che aspettare il responso delle urne e vedere che Europa nascerà da questo voto. E magari commentarlo insieme in un’altra chiacchierata…
Aspetto la tua telefonata.
Edoardo Mauro